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E’ morto dopo due giorni di agonia, il cucciolo di cane, che era stato salvato dal tentativo di tre ragazzini di impiccarlo appendendolo ad un cartellone della stazione ferroviaria di gela.
Una donna che era sul balcone di casa, che aveva assistito alla scena si era messa ad urlare contro i tre vandali, che si erano così dati alla fuga.

I tre presumibilmente per impiccare il cagnolino avevano utilizzato una corda trovata in un capannone abbandonato proprio nei pressi della stazione ferroviaria. Erano stati poi i volontari dell’associazione “Vita Randagia Onlus” a prendersi cura dell’animale, che avevano chiamato Tyron, e che però è morto a seguito di una malattia infettiva dovuta alle sevizie ricevute.

I tre ragazzino sarebbero stati identificati, e sui social il violento episodio ha sollevato rabbia e sdegno.

 

 

Il Procuratore capo di Palermo, Francesco Lo Voi, a conclusione della requisitoria, ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, imputato di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta sul caso “Open Arms”. L’udienza preliminare è stata rinviata al prossimo 17 aprile per le conclusioni della difesa dell’ex ministro. A Matteo Salvini si contesta di avere trattenuto illecitamente 147 migranti a bordo della nave della ong spagnola “Open Arms”, nell’agosto del 2019. A differenza della Procura di Catania, che per il caso “Gregoretti” ha chiesto il non luogo a procedere, i magistrati di Palermo chiedono per il leader della Lega il processo. Il procuratore Lo Voi tra l’altro ha affermato: “Non vedremmo come in un caso come questo non si possa chiedere il rinvio a giudizio. Non c’era alcuna condivisione all’interno del governo. Le decisioni furono prese da Salvini”.

Da oggi stop ai mercati rionali ad Agrigento. Considerato l’alto numero dei contagi, l’amministrazione comunale ha deciso di sospendere i mercatini da oggi lunedì 22 marzo, giorno doveva svolgersi al Villaggio Mosè, proprio all’interno del Palacongressi dove a pochi metri è allocato l’Hub vaccinale.

“L’aumento dei casi positivi ci impone purtroppo misure drastiche che non vorremmo mai prendere.Dispiace comunicare che da domani saranno sospesi i mercati di Agrigento”  – ha dichiarato ieri l’assessore Francesco Picaresca.

Ad Agrigento i residenti del palazzo liberty al civico 51 del Viale della Vittoria, a ridosso di piazza Cavour, teatro di due crolli, si ritengono – affermano – “dimenticati dalle Istituzioni”. E spiegano: “Dopo i crolli ci siamo subito adoperati per ripristinare nel più breve tempo possibile le condizioni di sicurezza per l’incolumità pubblica ed eliminare i disagi derivati al traffico cittadino. Tuttavia, sono trascorsi quasi sette mesi dalla nostra richiesta e ancora aspettiamo di essere autorizzati a ripristinare il tetto condominiale, con il paradosso di avere già appaltato i lavori e dovere pagare il suolo comunale per il ponteggio che il condominio, per accelerare i tempi, ha già montato. Nel frattempo i nostri appartamenti sono infiltrati dall’acqua piovana, e noi già da tempo siamo costretti ad abitare altrove. Facciamo un appello al Prefetto e al Sindaco, investiti del potere-dovere di garantire la sicurezza e l’incolumità pubblica, di attivarsi per sbloccare l’intollerabile situazione di stallo, anche al fine di consentire ai condomini sfollati di potere finalmente rientrare nelle proprie abitazioni”.

A Siculiana, al Centro d’accoglienza per migranti Villa Sikania, alcuni nordafricani si sono arrampicati sul tetto della struttura in segno di protesta perché rivendicano il trasferimento altrove. Le forze dell’ordine hanno monitorato quanto stesse accadendo, e poi hanno convinto i migranti a rientrare nelle loro stanze. Poi invece almeno 15 immigrati si sono allontanati e sono ricercati. Al momento Villa Sikania ospita soprattutto extracomunitari minorenni.

I governi e la lotta alla mafia, la ricerca della verità, la sentenza per il duplice omicidio Agostino e Castelluccio, e i mutamenti di Cosa nostra: l’intervento di Nino Di Matteo.

“I governi si susseguono ma spesso la priorità non è la lotta alla mafia”: ecco in estrema sintesi quanto ritiene e afferma il magistrato istruttore tra l’altro del processo “Trattativa” e adesso consigliere togato del Csm, Nino Di Matteo, che, più nel dettaglio, ha spiegato: “Purtroppo non sempre gli ultimi governi hanno messo in cima dell’agenda la lotta alla mafia. Come se la si voglia contenere invece che affrontare per debellarla. Dovremmo pensare a ideare una politica costante, che metta gli uomini giusti ai posti giusti per combattere questo fenomeno che può avere una fine”. E poi: “Il nostro Paese rischia di diventare un Paese senza memoria e pertanto senza futuro. Però la memoria non può essere solo sterile esercizio retorico. La memoria deve essere soprattutto consapevolezza e conoscenza delle cause che hanno fatto sì che nel nostro Paese fosse accaduto ciò che non è accaduto in nessun’altra parte del mondo. Sono stati uccisi a centinaia esponenti delle istituzioni, magistrati, politici, sacerdoti, giornalisti. Dobbiamo cercare di avere la consapevolezza che questo è potuto accadere perché Cosa nostra in particolare ha avuto la capacità di avere rapporti significativi con il potere politico, istituzionale, economico e finanziario”. E poi, in riferimento alla recente sentenza emessa a 32 anni dal duplice omicidio di Nino Agostino e Ida Castelluccio, Di Matteo ha commentato così: “La sentenza è la dimostrazione che la verità può venire fuori anche a distanza di tanti anni dai fatti. Basta continuare a cercarla. E’ importante la sentenza e sarà ancora più importante capire il movente di questo duplice omicidio ancora oggi oscuro. E sarà importante capire se, come noi avevamo ipotizzato all’inizio delle indagini, ci possano essere anche responsabilità di esponenti delle istituzioni che insieme agli uomini di Cosa nostra hanno ucciso quella giovane coppia di sposi”. E poi, ancora, nel merito dei mutamenti di Cosa nostra, Nino Di Matteo è intervenuto così: “Cosa nostra ha sempre avuto una grande capacità: quella di sapere adattare alla propria pelle i momenti che vive il Paese. Sa cambiare la propria pelle come un serpente e sa sfruttare i momenti. Questo è un momento pericoloso per la società e molto favorevole alle mafie che potrebbero sfruttare la difficoltà economica causata dall’emergenza pandemica. Dobbiamo sempre stare attenti al fatto che le mafie possono cambiare la loro strategia. Non sono convinto che abbiano abbandonato per sempre le strategie delle bombe e dell’attacco violento alle istituzioni. In questo momento ritengono più conveniente cercare una strategia di sommersione per agire indisturbate. Lo Stato questo lo deve capire e deve dare il meglio di sé stesso per evitare che il Paese subisca, oltre i danni della pandemia, anche ulteriori danni dalla prepotenza mafiosa, ad esempio sui commercianti, sugli imprenditori e su tutta la parte del Paese che sta vivendo una crisi economica molto rilevante”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Così Luigi Galvano, segretario regionale della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale): “I medici di famiglia sono pronti e attendono ancora di essere coinvolti dall’Asp nella campagna vaccinale anti-covid accanto ai loro assistiti in tutti i luoghi. Lo scorso 8 marzo – rimarca Galvano – abbiamo firmato l’accordo per il coinvolgimento dei medici del territorio (medici di famiglia, di guardia medica, dell’emergenza e della medicina dei servizi) nella campagna vaccinale. Un potenziale di 6.000 medici fermi al palo”.

«Ad oggi purtroppo – rileva il segretario regionale – ancora l’accordo non è stato pubblicato nella gazzetta ufficiale né è stata emessa dall’assessorato la circolare esplicativa che deve dettare alle Asp le modalità di coinvolgimento dei medici, considerato che il protocollo è molto articolato perché prevede la vaccinazione nei loro studi, a domicilio del paziente, nei centri vaccinali e presso le guardie mediche. A questo si aggiunge che le Asp non hanno ancora attivato tavoli di lavoro per rendere esecutivo il protocollo così come abbiamo richiesto”.

Così Renato Costa, commissario per l’emergenza Covid a Palermo sula situazione nell’hub vaccinale della Fiera del Mediterraneo: “Abbiamo completato la fila di gazebo, quindi abbiamo più spazi al riparo dalla pioggia e dal freddo dove accogliere i cittadini che arrivano per ricevere la dose e i soggetti fragili si trovano all’interno del padiglione 20, tutti seduti, mentre gli accompagnatori i cosiddetti ‘care givers’ sono all’esterno nei gazebo in attesa del loro turno”.

“Abbiamo constatato una maggiore collaborazione anche da parte degli utenti i quali sono arrivati nell’ora fissata per l’inoculazione, quelli arrivati in orari diversi sono stati finora meno rispetto ai giorni scorsi – aggiunge – L’appello che ho lanciato è stato accolto e ringrazio tutti, siamo molto soddisfatti anche per l’impegno straordinario del personale sanitario, stamattina abbiamo in postazione 60 medici addetti alle vaccinazioni”.

Il maltempo oggi ha bloccato nell’hub di Palermo lo screening in ‘drive in’ con i tamponi, ma proseguono senza sosta le somministrazione di vaccini ai soggetto fragili e i loro ‘care givers’, over 80, personale sanitario e della scuola. Dalle 18 alle 22 saranno vaccinati senza appuntamento con AstraZeneca forze dell’ordine, insegnanti e anziani tra i 70 e i 79 anni.

699 nuovi positivi al Covid19  su 24.073 tamponi processati, con una incidenza del 2,9%, leggermente in salita rispetto a ieri.
La Sicilia è decima per i dati sui contagio in base al bollettino odierno.
Le vittime sono state 8 nelle ultime 24 ore e portano il totale a 4.430.

Il numero degli attuali positivi è di 16.192, con un aumento di 459 casi rispetto a ieri. I guariti sono 232.
Negli ospedali i ricoverati sono 876, 23 in più rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 125, 4 in piu’ rispetto alle 24 ore precedenti.

I nuovi contagi per province:

Palermo 342

Catania 74

Messina 56

Siracusa 50

Trapani 13

Ragusa 31

Caltanissetta 70

Agrigento 61

Enna 2

In provincia di Agrigento, 124 nuovi casi di Covid-19: mai così tanti in un solo giorno. L’aumento proprio nel momento in cui, tutta la Sicilia è “zona arancione” e in piena campagna di vaccinazione. Più 67 positivi rispetto a ieri, a fronte di 177 tamponi processati. I nuovi casi: 26 a Palma di Montechiaro, 18 ad Agrigento, 12 a Favara, 11 a Ribera, 10 a Canicattì e Siculiana, 7 a Porto Empedocle, 5 a Cianciana e Sciacca, 4 a Santo Stefano Quisquina, 3 a Campobello di Licata, 2 ad Alessandria della Rocca, Aragona, Bivona, Casteltermini, e Raffadali, 1 a Comitini, Racalmuto, e San Biagio Platani.

Ci sono anche 2 nuovi ricoverati e 14 guariti.  Nessun deceduto.  Questo emerge dal bollettino diffuso dall’Asp. Complessivamente, dall’inizio dell’emergenza sanitaria, i casi di Coronavirus, in tutto l’Agrigentino, sono 6.863 (1 marzo 2020 – 20 marzo 2021). Gli attuali positivi, adesso sono 978 (più 110 rispetto a ieri), di cui 930 in trattamento domiciliare, e 48 ricoverati ( 35 si trovano in ospedale, 3 in strutture lowcare, e 10 in terapia intensiva), i soggetti guariti salgono a 5.725. I deceduti sono 160. I pazienti ricoverati si trovano: 23 all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento, e 12 all’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca. Quelli ricoverati in strutture lowcare: 3 Sciacca hotel Covid. Sono 10 i ricoverati in terapia intensiva, 7 al “San Giovanni di Dio” di Agrigento, e 3 all’ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca. In totale dall’inizio della pandemia, in provincia di Agrigento, processati 64.631 tamponi.