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Vive in una Rsa, a Comiso, nel Ragusano, nonna Maria,  classe 1914, alla quale è stata somministrata la seconda dose di vaccino anticovid. Lei 107 anni, è la più anziana persona in Sicilia alla quale è stato somministrato il vaccino.

Sempre nel Ragusano, il 20 febbraio scorso si era vaccinato all’ospedale Guzzardi di Vittoria un uomo di 100 anni

Il Sicilia c’è il primo caso di variante Sudafricana del Covid.

Il genoma è stato sequenziato su un marittimo trentaduenne di Mazara del Vallo, nel Trapanese, rientrato da un soggiorno di due mesi in Africa, dove ha lavorato su alcune piattaforme petrolifere.Il sequenziamento è stato accertato dal dottor Fabio Tramuto del laboratorio di riferimento regionale del Policlinico di Palermo, diretto dal professor Francesco Vitale.

L’indagine è partita grazie all’attività dell’Asp di Trapani e del dottor Stefano Giaramida, respon-sabile del presidio di Igiene pubblica di Salemi. Il marittimo è rientrato in Italia partendo il 10 febbraio da Malabo, capitale della Guinea Equatoriale, con un volo che ha fatto scalo ad Addis Abeba per poi atterrare a Roma e da lì a Palermo, dove, appena sbarcato, è stato sottoposto a tampone rapido risultando negativo. I primi sintomi li ha avvertiti il 15 febbraio e da quel momento è scattato l’isolamento. Anche la moglie è risultata positiva.
“Il sistema di tracciamento ha funzionato alla perfezione – ha spiegato il professor Vitale – I colleghi dell’Asp di Trapani sono stati molto bravi a capire che poteva esserci la variante sudafricana e sono intervenuti con celerità per bloccarne la diffusione. Anche la moglie è positiva ma è troppo presto per affermare se sia stata contagiata con la mutazione, in quanto non abbiamo ancora effettuato il sequenziamento”.

 

Sono quasi 25 mila ii tamponi effettuati nel corso delle ultime 24 ore in Sicilia e i nuovi positivi sono 453. Questo è quanto emerge dal bollettino del ministero della Salute mentre nello stesso periodo si registrano 21 nuovi morti.

I dati in Sicilia continuano a scendere come avviene ormai da tre giorni e il tasso di positività è all’1,8%.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo:213, Catania 54, Messina 27, Trapani 8, Siracusa 41, Ragusa 26, Agrigento 39, Caltanissetta 38,  Enna: 7.

 

Ieri mattina a Porto Empedocle, all’interno della area portuale e nel rispetto delle misure anti covid, ha avuto luogo un flash mob di Fratelli d’Italia contro l’immigrazione clandestina.

I rappresentanti locali del partito, muniti di striscioni e bandiere tricolori, hanno voluto manifestare contro gli sbarchi di migranti che incessantemente si susseguono sulle coste agrigentine.

All’evento, tenutosi in forma ristretta per evitare assembramenti, hanno partecipato, il commissario provinciale di Fratelli d’Italia Calogero Pisano, il dirigente regionale ed assessore comunale di Agrigento Costantino Ciulla, il responsabile provinciale comunicazione social media Giuseppe Milano, i rappresentanti del partito di Porto Empedocle Salvo Prestia e Carmelo Bellini, di Favara Rosalia Sgarito, di Montallegro Stefano Marrella, e di Agrigento Tonino Migliaccio, Giovanni Mantese, Daniela Ilardi e Calogero Casucci.

Queste le parole del Commissario provinciale, Calogero Pisano: “Secondo dati del Viminale, nei primi due mesi dell’anno sono 4.536 i migranti sbarcati in Italia, quasi il doppio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, numeri che con la bella stagione sono destinati a salire vertiginosamente.

A pagarne maggiormente dazio è la provincia agrigentina, con i centri di accoglienza sull’orlo del collasso e con Porto Empedocle e Lampedusa quotidianamente alla ribalta delle cronache nazionali ed internazionali, non per le bellezze storico, paesaggistiche e culturali, ma per l’approdo di migliaia di migranti che spesso arrivano positivi al coronavirus, tutto nel silenzio del governo Draghi e mentre si ipotizzano nuove restrizioni nei confronti dei cittadini e delle imprese italiane per contrastare la diffusione della pandemia.

Speravamo che con l’insediamento del nuovo governo le cose cambiassero ed invece la politica immigrazionista è rimasta la stessa del governo precedente, per questo siamo qui, per dire basta, quello che sta succedendo nella nostra provincia è inaccettabile.

Fratelli d’Italia, a differenza di altri, non ha mai cambiato posizione sull’immigrazione clandestina e da sempre auspica un blocco navale per fermare gli sbarchi ed il malaffare che molte volte si cela dietro il business dell’accoglienza.

Gli agrigentini non sono cittadini di serie b e la provincia di Agrigento non è il campo profughi d’Europa”.

 

Dal primo marzo, in Sicilia, anche il personale docente e non docente di tutte le scuole paritarie, regionali ed enti di formazione Oif (fino alla classe 1956) potrà prenotarsi – attraverso la piattaforma telematica e gli altri servizi gestiti da Poste Italiane – per la vaccinazione anti Covid. A seguito dalla comunicazione degli elenchi da parte dei ministeri competenti alla Regione Siciliana, tale possibilità è stata estesa anche ai dipendenti over 55 in servizio presso gli istituti scolastici statali dell’Isola.

Proseguono, intanto, senza sosta le vaccinazioni degli ultraottantenni e dei cittadini che rientrano già nella fasi al momento autorizzate dal Piano della struttura commissariale nazionale. Alle 17 di oggi sono state 327.921 le inoculazioni di vaccino anti-Covid finora somministrate in Sicilia.
In particolare, dal 24 al 26 febbraio, sono state complessivamente effettuate 31.893 vaccinazioni. Nello specifico, quello di ieri (12.194) risulta essere una delle migliori performance nell’ambito della campagna di massa. Alle 17 di oggi, a poche ore dalla chiusura delle attività di tutti Centri, le vaccinazioni effettuate sono invece 12.004.
Domani, infine, il presidente della Regione Nello Musumeci presenterà alla stampa l’hub vaccinale realizzato dal dipartimento regionale di Protezione civile presso l’ex mercato ortofrutticolo di Catania. E’ il secondo, dopo quello già in funzione da mercoledì scorso a Palermo, a essere nella disponibilità del sistema sanitario dedicato alle vaccinazioni.
I Centri provinciali hanno l’obiettivo di implementare la campagna vaccinale di massa

Condanna a 5 anni e 3 mesi per un agrigentino che aveva usato violenza sessuale sulla cognata.
La condanna arriva dalla  terza sezione penale della Corte d’Appello di Palermo, confermando la sentenza di primo grado del tribunale di Agrigento.

Gli inquirenti avrebbero ricostruito gli eventi che vedevano l’imputato approfittare della donna, minacciandola di non raccontare nulla dell’accaduto, dopo averla fatta salire in auto e condotta in una zona appartata.
Ma i familiari della vittima l’hanno poi convinta a sporgere regolare denuncia ai carabinieri.

Sottoposta al ricovero in una apposita residenza per l’esecuzione di misure di sicurezza la 22enne di Sciacca  – già sottoposta alla libertà vigilata – accusata di minacce, lesioni personali e maltrattamenti ai danni della madre. La misura di sicurezza detentiva, eseguita  dalla Polizia, è stata emessa dall’ufficio Esecuzioni penali della Procura della Repubblica di Caltanissetta.

La ragazza, che continuava a maltrattare la mamma in diversi episodi familiari, è stata trasferita a Caltagirone dove rimarrà a disposizione dell’autorità giudiziaria per almeno un anno

 

 

“Faccio appello alla componente sana e alla classe dirigente della Città a cui chiedo di provare a fare da volano per la diffusione della cultura della legalità. Io non arretrerò di un passo e sarò avamposto dello Stato pronto a sostenere questa battaglia”, dice il sindaco Pino Galanti, preoccupato per l’accaduto ieri sera lungo le vie di Licata.

“Ricordo che poco più di un mese fa, aggiunge il primo cittadino, avevamo attenzionato la situazione dell’ordine pubblico a Licata, chiedendo misure straordinarie. Sua Eccellenza il Prefetto di Agrigento aveva raccolto subito la nostra istanza, convocando qui (e non accadeva da oltre 15 anni) il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, e disponendo un potenziamento dei controlli. Potenziamento che, alla luce di quanto accaduto, potrà essere rafforzato. Per questo ringrazio il Prefetto e tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine per lo sforzo profuso e che certamente produrranno in maniera crescente, avendo dimostrato interesse per la città”.

Secondo Galanti, però, “per contrastare l’insorgenza di episodi come quello di venerdì sera, è necessario, insieme all’azione delle forze dell’ordine, una presa di coscienza della società cittadina, affinchè dimostri che qui i veri valori del vivere civile non sono in discussione.

“Occorre – conclude il sindaco Galanti, – che, soprattutto in questo difficilissimo momento di crisi economica provocata dalla pandemia, la società civile e le istituzioni collaborino lottando con coraggio e senso della legalità per isolare i fenomeni di violenza”.

Episodi che si verificano in pieno centro, in orario pomeridiano, quando in giro c’è ancora tanta gente e la cosa grave resta che invece di chiamare immediatamente le forze dell’ordine, la prima cosa è filmare e mettere tutto sui social.

L’ennesimo episodio a Licata in corso Filippo Re Capriata, dopo un 37enne è stato accerchiato e aggredito brutalmente da un gruppo di persone.

Quando finalmente è stato lanciato l’allarme, sul posto sono arrivati carabinieri e sanitari del 118 che hanno poi trasportato l’uomo all’ospedale San GIacomo D’Altopasso, dove i medici lo hanno curato e consegnato una prognosi di guarigione in 30 giorni.

Massimo riserbo da parte dei Carabinieri della compagnia di Licata guidati dal Capitano Lucarelli che stanno cercando di ricostruire la dinamica dell’aggressione; stanno prendendo visione dei filmati della video sorveglianza, cercando di identificare il gruppo di persone che ha menato il 37 enne lasciando a terra sul marciapiede.