Home / 2020 / Settembre (Pagina 13)

Il relitto di una nave armata risalente presumibilmente al XVII secolo e naufragata nei pressi di San Leone ad Agrigento, noto come relitto di Scoglio Bottazza, verrà recuperato e musealizzato grazie a un intervento di un milione di euro  affidato alla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana.

La nave, che è stata rinvenuta nel luglio del 2010, si trova nelle acque antistanti la foce del fiume Akragas nei pressi di San Leone, naturale porto di Agrigento, a 1200 mt dalla costa e a 2,5 miglia dal porticciolo di San Leone; un luogo, quello del cosiddetto “Scoglio Bottazza”, interessato da naufragi causati da un rilievo roccioso presente a tre metri di profondità che ha anche dato nome alla zona.

Un’attività – sottolinea l’assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana – resa possibile grazie all’importante lavoro di ricerca effettuato dalla Soprintendenza del Mare della Regione, diretta da Valeria Livigni, che curerà tutte le fasi che porteranno al recupero, al restauro e all’esposizione, all’interno di uno spazio museale, del prezioso relitto. L’intervento di musealizzazione offrirà un ulteriore elemento di attrattività in un territorio che è particolarmente ricco di testimonianze archeologiche e ambientali”.

Tra i rinvenimenti di grande interesse ci sono due cannoni della lunghezza 2,20 metri, vari elementi metallici – probabilmente armi da fuoco – e un “pane di zolfo” che, vista la rilevante quantità di questo minerale ancora presente sul fondo e l’ubicazione geografica del relitto, sembra essere riconducibile al carico della nave che verosimilmente si sarà approvvigionato nelle vicine cave di estrazione.

Sarà ora la SopMare ad attivare le procedure di gara necessarie alla realizzazione dei lavori che riguarderanno il rilievo, lo scavo e il recupero del relitto, la successiva musealizzazione.

L’intervento rientra nella programmazione del Fondo di Sviluppo e Coesione 2014-2020, Patto per la Sicilia.

Mancato rispetto delle misure di contenimento del rischio Covid presso gli uffici del Comune di Licata, la Cisl Fp di Agrigento, Caltanissetta ed Enna sollecita l’Amministrazione comunale al rispetto dei protocolli sulla sicurezza applicati per i lavoratori.

“La nostra organizzazione sindacale ha riscontrato, anche su sollecitazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, il mancato rispetto da parte di codesto ente delle disposizioni relative alle misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 – dice una nota firmata dal segretario generale Salvatore Parello e dal coordinatore delle funzioni locali Salvatore Cassaro -. Si chiede pertanto a codesto Ente di voler far pervenire a questa organizzazione sindacale le dovute rassicurazioni in merito alle determinazioni assunte in ordine a quanto sopra esposto, avviando responsabilmente il dovuto confronto con le parti sociali sul protocollo della sicurezza, in particolar modo in considerazione della recrudescenza dei casi di positività al virus”.

La Cisl Fp, inoltre, denuncia un atteggiamento ad oggi poco collaborativo da parte dell’Amministrazione comunale (ai limiti della condotta antisindacale), per la scarsa propensione a rispondere alle sollecitazioni formali inoltrate nel corso di questi mesi, relative alla contrattazione decentrata integrativa e a problematiche complessive riguardanti le condizioni di lavoro dei dipendenti.

“Chiediamo con forza – conclude il segretario Parello – il ripristino di corrette relazioni sindacali, rappresentando sin da adesso che non siamo più disposti a tollerare ulteriori ritardi. In caso contrario, nostro malgrado, saremo costretti a tutelare le ragioni dei lavoratori che rappresentiamo nelle sedi competenti”.

Poste Italiane comunica che in provincia di Agrigento le pensioni del mese di ottobre verranno accreditate a partire da venerdì 25 settembre per i titolari di un Libretto di Risparmio, di un Conto BancoPosta o di una Postepay Evolution. I titolari di carta Postamat, Carta Libretto o di Postepay Evolution potranno prelevare i contanti da oltre 7.000 ATM Postamat, senza bisogno di recarsi allo sportello.

Coloro che invece non possono evitare di ritirare la pensione in contanti nell’Ufficio Postale, dovranno presentarsi agli sportelli rispettando la turnazione alfabetica che nelle 65 sedi in provincia di Agrigento aperte su 6 giorni seguirà il presente calendario

I cognomi                      dalla A alla B   venerdì 25 settembre

dalla C alla D    sabato mattina 26 settembre

dalla E alla K    lunedì 28 settembre

dalla L alla O    martedì 29 settembre

dalla P alla R    mercoledì 30 settembre

dalla S alla Z    giovedì 1° ottobre.

Poste Italiane ricorda che i cittadini di età pari o superiore a 75 anni che percepiscono prestazioni previdenziali presso gli uffici postali, che riscuotono normalmente la pensione in contanti e che non hanno già delegato altri soggetti al ritiro della pensione, possono chiedere di ricevere gratuitamente le somme in denaro presso il loro domicilio, delegando al ritiro i Carabinieri.

Poste Italiane comunica inoltre che in 20 uffici postali della provincia di Agrigento è possibile prenotare il proprio turno allo sportello tramite WhatsApp. Richiedere il ticket elettronico con questa modalità è molto semplice: basterà memorizzare sul proprio smartphone il numero 3715003715 e seguire le indicazioni utili a conseguire la prenotazione del ticket. Per gli uffici abilitati alla prenotazione su WhatsApp, è stata riattivata anche la possibilità di prenotare il proprio turno allo sportello da remoto direttamente da smartphone e tablet utilizzando l’app “Ufficio Postale” oppure da pc collegandosi al sito poste.it, senza la necessità di registrarsi. Negli uffici postali con possibilità di prenotazione “a distanza”, è inoltre possibile tornare ad attendere il proprio turno allo sportello all’interno dei locali.

Per conoscere gli uffici abilitati alla prenotazione del ticket da remoto e per ulteriori informazioni, è possibile consultare il sito www.poste.it o contattare il numero verde 800 00 33 22.

Nessun danno erariale, la Procura generale archivia il caso del dottor Franco Maniscalco, ragusano per anni Direttore Amministrativo dell’ASP di Ragusa dal 10.10.2012 al 31.1.2015. Con invito a dedurre notificato, la Procura Regionale presso la Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per la Regione Sicilia aveva contestato a Maniscalco di aver posto in essere una condotta causalmente riconducibile ad un presunto danno erariale, pari ad euro 3.117.201,44, derivante dalla fatturazione e dal pagamento da parte dell’ASP di Ragusa “di maggiori ore lavorative rispetto a quelle effettivamente prestate” dal personale addetto al servizio di pulizia e
sanificazione. Maniscalco haconferito mandato agli Avvocati Girolamo Rubino e Rosario De Marco Capizzi al fine di dimostrare l’infondatezza delle tesi accusatorie della Procura e, per l’effetto, la piena liceità del proprio operato. In estrema sintesi, i difensori di Maniscalco hanno evidenziato, attraverso il richiamo di
specifiche norme contenute nel codice degli appalti, la totale estraneità dell’ex direttore Amministrativo dell’ASP alla fase esecutiva del contratto di appalto. La Procura Regionale, in totale adesione alle tesi difensive degli Avv.ti Rubino e De Marco Capizzi, ha disposto l’archiviazione del caso Maniscalco sottolineando “il sostanziale difetto di competenza sull’esecuzione del contratto” da parte dell’ex Direttore Amministrativo dell’ASP, ed evidenziando altresì che “i tempi e le modalità di assunzione del sig. Iurato, marito della nipote del Dott. Maniscalco, inducono ad escludere implicazioni clientelari con il conseguente corruttivo mancato esercizio, da parte di quest’ultimo, di una vigilanza che non rientrava fra le proprie mansioni”.

 Questa mattina fanno ingresso a scuola gli ultimi studenti, completando così l’avvio dell’anno scolastico in Sicilia. L’assessore regionale all’istruzione, Roberto Lagalla, rivolge quindi un augurio di inizio d’anno ai dirigenti scolastici, ai docenti, agli studenti e alle loro famiglie: «Oggi gli studenti siciliani hanno fatto il loro ritorno a scuola per riprendere un progetto formativo bruscamente interrotto durante lo scorso mese di marzo a causa della pandemia. Da parte sua, il governo della Regione e il Presidente Musumeci hanno considerato il tema della scuola come una priorità, nell’immaginare un rapido percorso di ripresa delle attività didattiche post-Covid19. Con legge di stabilità abbiamo stanziato 120 milioni di euro, per un intervento straordinario a sostegno della scuola, delle università, della istruzione e della formazione in generale e, in questi ultimi mesi, ne stiamo dando progressiva attuazione. In qualità di assessore regionale all’istruzione, non posso che rivolgere ai docenti, ai dirigenti scolastici, al personale tecnico-amministrativo, agli assistenti, agli studenti portatori di situazioni speciali, l’augurio di un anno scolastico sereno e proficuo. Certamente non sarà un anno come tutti gli altri perché il tema della sicurezza e del contagio sarà necessariamente centrale. Per tale ragione rivolto a tutti la raccomandazione di non creare assembramenti, di portare la mascherina ove necessario, di assumere a scuola e soprattutto fuori dalla scuola comportamenti responsabili. La stessa responsabilità la chiedo alle famiglie siciliane, nel monitorare lo stato di salute dei propri figli. Se questo patto educativo avrà funzionato, insieme avremo consentito alla Sicilia di compiere un passo importante verso un futuro migliore».

La legge di Bilancio 2020, veicolata nella legge 27 dicembre 2019, n.160 all’art. 1, introduce la riforma della riscossione dei tributi degli enti locali. I Comuni, in particolare, potranno accedere direttamente al conto corrente dei cittadini per il recupero delle imposte non pagate (IMU, TARI ecc). In questo modo entro tre mesi dalla notifica di mancato pagamento, gli enti locali potranno attivare la procedura di riscossione coattiva attraverso raccomandata o pec. La riscossione resta comunque sospesa altri sei mesi così da permettere al cittadino di mettersi in regola prima di precedere al recupero forzato. “La cosa che lascia perplessi – afferma Gaetano Cusimano, responsabile cittadino lavoratori autonomi della Confasi Sicilia – è la disparità di trattamento tra dipendenti pubblici e lavoratori autonomi: ai primi se morosi viene pignorato 1/5 dello stipendio, al lavoratore autonomo invece viene bloccato il conto corrente con gravissime ripercussioni economiche. In sostanza due pesi e due misure. “Alla luce di quanto evidenziato ci attendiamo– afferma Davide Lercara, Presidente Regionale della Confasi Sicilia- che tale norma possa cambiare equiparando il lavoratore autonomo al dipendente”.

I 13 beni confiscati definitivamente alla mafia che erano stati mantenuti al patrimonio dello Stato sono stati consegnati in Prefettura. Nel palazzo del Governo si è tenuta una riunione dove l’Agenzia del demanio – Direzione regionale Sicilia – ha provveduto alla formale consegna. I beni verranno utilizzati per esigenze istituzionali della Prefettura, del comando provinciale dei carabinieri di Agrigento, della Direzione investigativa antimafia di Agrigento e del comando provinciale dei vigili del fuoco di Agrigento. I 13 beni sono tutti in via Venezuela e verranno così utilizzati: 6 appartamenti saranno sede distaccata, con archivi, della Prefettura di Agrigento; uno sarà archivio del comando provinciale dei vigili del fuoco e due, al primo piano, saranno sede di distaccamento sempre dei pompieri; fra il piano terra e il primo piano due appartamenti sono stati destinati al tribunale e alla Procura della Repubblica per archivio e deposito; un appartamento alla Direzione investigativa antimafia di Agrigento e un altro al comando provinciale dei carabinieri.

La cifra attuale dei contagiati a Sciacca è 31.  C’è una trentunesima persona risultata positiva al coronavirus. Si tratta di un uomo di 72 anni, ricoverato da ieri in gravi condizioni nel reparto di rianimazione dell’ospedale Giovanni Paolo II dove è rimasto in isolamento in attesa proprio di conoscere il risultato del tampone che oggi pomeriggio ha dato esito positivo.

Salgono così a due i pazienti affetti da coronavirus ricoverati nel reparto di rianimazione del nosocomio saccense. Il settantenne va infatti ad aggiungersi alla donna di 60 anni che si trova in rianimazione da sabato sera, quando è arrivata in ospedale anche lei in gravi condizioni al punto che non si è potuto procedere al suo trasferimento presso la struttura covid di riferimento che, com’è noto, è l’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta.

Ai due pazienti in rianimazione, si aggiunge una ulteriore persona positiva al coronavirus ricoverata all’ospedale di Sciacca, quella di 94 anni giunta nei giorni scorsi presso l’Area di Emergenza del Giovanni Paolo II ( pare non per i sintomi del Covid ma per una patologia diversa), risultata poi positiva e che si trova attualmente ricoverata in un altro reparto. Dunque all’ospedale di Sciacca al momento ci sono tre persone ricoverate positive al coronavirus, e numero di contagiati in città che ha superato la soglia dei 30.

Il Comitato dei genitori dell’istituto comprensivo Rita Levi Montalcini, plesso De Cosmi del Villaggio Mosè protesta, con le mamme e i papà che si dichiarano “allibiti al cospetto della inefficienza del Comune nel trovare una soluzione adeguata, a coniugare rispetto delle regole sul Covid e diritto allo studio dei propri figli. Il dirigente scolastico è dallo scorso luglio che chiede al comune i locali dove fare svolgere le lezioni in maniera completa e sicura. Dal Comune però solo silenzio, fino a qualche ora fa, quando palazzo dei giganti pubblica un bando per l’individuazione di locali da destinare allo svolgimento delle lezioni. Visti i ritardi il dirigente e il consiglio d’istituto che si è tenuto il 22 settembre hanno deciso che fino al 10 ottobre, in attesa di una risposta da parte del comune, si faranno i doppi turni. Le prime, le quarte e le quinte la mattina, le seconde e le terze il pomeriggio”. E ancora:”Considerato che la maggior parte delle famiglie hanno uno o più figli nello stesso plesso, tale situazione aggrava notevolmente la gestione familiare mettendo in serie difficoltà intere famiglie e soprattutto i bambini. All’incirca siamo 250 famiglie coinvolte in questo disastro. Per le famiglie con figli disabili la situazione è ancora più difficile in quanto i pomeriggi questi bambini saranno costretti ad interrompere le loro terapie. Se entro il 10 ottobre il comune non trovasse i locali, continueranno i doppi turni invertendo le classi”.
Ma non è tutto: “Ci sono famiglie che hanno i figli sia nel turno della mattina sia nel turno di pomeriggio, quindi impossibilitate a svolgere la normale attività lavorativa considerando che neanche l’orario è pieno ma ridotto. La soluzione del bando trovata dal Comune aggrava la vicenda, complicando con inutile burocrazia. Con una manifestazione d’interesse da parte di proprietari di strutture la faccenda si sarebbe risolta in fretta. Invece l’inizio della scuola per noi e i nostri figli è un dramma. Il Comune non si permetta di usare questa storia per farne merce di scambio per la campagna elettorale”.

L’Ufficio di Presidenza dell’ANCI Sicilia, riunitosi stamattina a Palermo,  sollecita l’Ufficio scolastico regionale ad assicurare la funzionalità delle scuole  comunali e a garantire l’assistenza igienico-personale agli studenti con disabilità.

“Come ribadito dal parere del CGA n. 115 dell’8.05.2020 con il quale è stato definitivamente chiarito che anche in Sicilia la competenza in materia di erogazione del servizio igienico personale in favore degli alunni con disabilità permane in capo allo Stato  – dichiara Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia -non esistono allo stato norme che possano giustificare l’intervento dei comuni nell’assistenza igienico-personale degli studenti con disabilità che frequentano le scuole comunali. Tale materia, infatti, risulta essere di competenza dell’Ufficio scolastico, dei dirigenti scolastici e del personale statale”.

“Per l’assistenza igienico-personale degli studenti diversamente abili che frequentano le scuole di pertinenza degli enti intermedi – continua  il presidente Orlando –  attendiamo le linee-guida da parte della Regione siciliana che definiscano risorse e competenze.

“Riteniamo  che vada  affrontato tempestivamente il delicato tema della salvaguardia dei lavoratori che nel passato si sono occupati di garantire tale servizio – conclude Orlando – e per tale ragione abbiamo già richiesto un confronto urgente con il Ministero dell’istruzione e con la Regione siciliana, nessuno però può  pensare  che possono essere i soli comuni ad affrontare e superare tale situazione”.