Home / 2020 / Settembre (Pagina 13)

La Cgil plaude all’iniziativa dell’Amministrazione comunale di Canicatti la quale in occasione della ricorrenza del trentesimo anniversario dell’omicidio del giudice Rosario Livatino ed in prossimità degli anniversari  della scomparsa del giudice Saetta e del figlio Stefano, ha messo in campo il Festival della Legalità che si terrà dal 21 al 25 settembre  2020 a Canicattì. Nella giornata del 21 p.v. in occasione dell’apertura del festival presso il luogo dove è stata eretta una stele in ricordo, nel vecchio tracciato SS 115, luogo della barbara uccisione sarà depositato un omaggio floreale la Camera del lavoro di Agrigento  sarà presente con una delegazione, guidata dal Segretario Generale Alfonso Buscemi e dalla responsabile del Dipartimento della legalità Maria Concetta Barba.

La manifestazione rappresenta un’importante occasione per riflettere e per tramandare ai giovani  la memoria del sacrificio di grandi uomini che hanno perso la vita per difendere il valore della legalità.

Giovedì 24 settembre, alle 18:30, il Quid Vicolo Luna, il cui nome deriva dall’omonimo vicolo, ospiterà la presentazione del libro “Si Resti Arrinesci. Come fermare l’emigrazione dalla Sicilia”, ricerca che analizza i processi socio economici dell’emigrazione dei siciliani, giovani e non solo.Il libro, curato da “Antudo.info” ed edito da “DeriveApprodisrl”, è promosso dal collettivo “Si Resti Arrinesci”, gruppo che nasce con la chiara intenzione di scardinare i paradigmi contemporanei che contraddistinguono l’isola. È per questo che, ribaltando il tradizionale detto “cu nesci arrinesci”, i giovani si soffermeranno su chi, con coraggio e consapevolezza, scommette sulla “restanza” (come ci insegna l’antropologo Vito Teti) e sul detto “si resti arrinesci”.

Nel corso del dibattito si parlerà anche del disegno di legge regionale, sui “Provvedimenti per il contrasto allo spopolamento e il sostegno agli emigrati” che vede come primo firmatario il deputato favarese Giovanni Di Caro.

Il Sinalp Sicilia, assieme alle altre OO.SS. rappresentative del comparto dei lavoratori precari Forestali, ha partecipato all’ennesimo tavolo tecnico convocato dagli Assessori all’Agricoltura  On. Bandiera ed al Territorio On. Cordaro.

Il Segretario Regionale Dr. Andrea Monteleone, nel suo intervento, ha voluto sottolineare la sicura volontà dei due Assessori a formulare finalmente una riforma del comparto con la conseguenziale stabilizzazione dei lavoratori, e per questo ha voluto ringraziarLi per quanto stanno cercando di fare.

Purtroppo a fronte di questa legittima e sicura volontà a trovare una soluzione definitiva alla vergognosa condizione in cui si trovano questi lavoratori, i fatti non offrono una certezza che l’obiettivo sia raggiunto in tempi ragionevoli.

In questa riunione è emerso l’ennesimo ostacolo oggettivo alla soluzione dei forestali, una sentenza che ha bocciato la riforma dei forestali sardi che sulla falsariga dei forestali siciliani stanno lottando per aver riconosciuto il loro diritto alla stabilizzazione.

Questa sentenza di fatto obbliga la Regione Sarda a bandire un concorso pubblico attraverso il quale poter raggiungere l’agognata stabilizzazione.

Il Sinalp certamente rispetta le motivazioni addotte nella sentenza in questione, ma fa presente che ci troviamo di fronte a forestali che hanno un’età media di circa 55 anni, e che da ormai 20/30 anni vengono sfruttati dalla Regione Siciliana con assunzioni part time ( 78ottisti, 101unisti, e 151unisti).

Questi lavoratori hanno letteralmente dato la vita per svolgere il loro lavoro e vogliamo ricordare nuovamente l’ultimo forestale in ordine di tempo, il Sig. Paolo Todaro, morto a 67 anni all’inizio del mese di Agosto 2020 mentre tentava di spegnere un incendio lavorando con temperature di oltre 40 gradi.

Questo lavoratore a 67 anni era ancora sul posto di lavoro da precario perché ancora non aveva ottenuto l’agognata stabilizzazione che sembra essere sempre di più irrangiungibile.

Il Sinalp, a nome del suo Segretario Regionale, ancora una volta invita i due Assessori competenti per la materia a fare presto perché questi uomini e donne hanno il diritto ad essere riconosciuti come lavoratori della Regione Siciliana.

I lavoratori forestali non possono più attendere ed il Sinalp è con loro nelle battaglie, anche legali, che in questi ultimi tempi si stanno moltiplicando per affermare i loro diritti di lavoratori, e ci complimentiamo con l’On. Vincenzo Figuccia per aver capito il danno economico che stava creando la Sentenza della Cassazione sula questione dei su­per­minimi che i forestali avrebbero dovuto restituire in quanto somme indebitamente percepite.

Il suo intervento sulla questione al Parlamento Siciliano ha “costretto” la Giunta a deliberare una norma correttiva del problema disinnescando sul nascere una triste violenza che si stava abbattendo sui forestali.

Oggi la Sicilia sta vivendo un momento tragico che, aggravato anche dalla pandemia, sta distruggendo il suo fragile tessuto socio-economico costringendo imprese a chiudere per mancanza di utili e lavoratori ad emigrare per cercare un futuro più sereno fuori dalla loro terra. Perdere l’indotto che i quasi 20.000 forestali riescono ad alimentare e mantenere significherebbe dare un colpo mortale alla nostra terra.

Grande successo, sabato 19 Settembre, per l’evento organizzato dal Lions e dal Leo Club Agrigento Host in ricordo del XXX anniversario dall’omicidio del Giudice Rosario Angelo Livatino.

Il cineforum sul docufilm “Il Giudice di Canicattì” di Davide Lorenzano, che si è svolto ad Agrigento allo “Spazio Temenos”, si è aperto con i saluti della Prof.ssa Barbara Capucci (Presidente del Lions Club AgrigentoHost), la quale nel ringraziare tutti, ha sottolineato l’importanza di un Uomo, di un Magistrato che ha onorato le istituzioni e il suo lavoro con uno straordinario coraggio, coraggio che deve essere di esempio
per tutti e per la società; ha rivolto i suoi saluti e ringraziamenti anche il Dott. Giuseppe Castelli (Presidente del Leo Club Agrigento Host), quest’ultimo ha evidenziato di come il Giudice Rosario Livatino abbia saputo coniugare il ruolo laico di Magistrato con i principi e i valori che stanno alla base della fede Cristiana, connubio che lo ha reso ineguagliabile nel suo lavoro.

Presente anche Emanuele Farruggia (Presidente di zona 26 del Distretto Lions 108 Yb Sicilia), il quale si è detto soddisfatto ed onorato per come il Lions Club insieme al Leo Club Agrigento Host abbiano incarnato appieno le finalità del mondo Lions/Leo “investendo” in eventi di grande caratura culturale come il cineforum sul Dott. Rosario Livatino. Subito dopo la proiezione del film è seguito il dibattito: Davide Lorenzano (regista del docufilm) ha ricostruito i momenti, emozionanti, che hanno portato alla nascita del docufilm “Il Giudice di Canicattì”, nato da una voglia di studiare e approfondire la figura del Magistrato e lo straordinario Uomo che è stato ed è: un vero “patrimonio culturale”.

Il Giudice Luigi D’Angelo (Presidente Emerito del Tribunale di Agrigento) ha ripercorso tutti i momenti emozionanti della vita professionale vissuti, sino a due giorni prima da quel maledetto 21 Settembre del 90’, insieme al Dott. Livatino, amico e collega, dando una testimonianza viva. A seguire l’intervento del Prof. Giuseppe Palilla (Presidente dell’Associazione “Amici del Giudice Rosario Livatino”). Come compagno di classe del Magistrato, il Prof. Palilla ha esternato ciò che ha costituto per la classe Rosario e la serietà e la compostezza che lo contraddistinsero: “Un punto fermo per tutti gli amici e compagni di classe”, ha dichiarato. La Dott.ssa Marilisa Della Monica (Coordinatrice di redazione de “L’amico del Pololo”) ha posto una riflessione sul lato umano del Giudice con i suoi sentimenti, la sua voglia di vivere la vita, il suo essere un ragazzo giovane ed intraprendente, punti – questi – che sono stati “l’incipit” per la stesura del libro, già in edicola, adatto alla lettura dei bambini sulla figura di Livatino.

Su invito del Presidente del Leo Club Agrigento Host, il Dott. Giuseppe Castelli, altresì, è stato chiamato ad intervenire Salvatore Malluzzo (Vice Presidente del Leo Club Agrigento Host e Consigliere Comunale di Palma di Montechiaro) che significativamente (Palma di Montechiaro ha dato i natali a chi ha ammazzato il Giudice Livatino), ha rimarcato la sua amarezza, il suo disprezzo più totale e la sua condanna netta al gesto compiuto; «un debito che non può essere “perdonato” né dimenticato, ma riscattato con l’adesione ai principi
di legalità!».

E’ record. In sole 24 ore a Lampedusa sono sbarcati 26 tra barche e barchini con più di trecento migranti a bordo.

Un numero davvero eccezionale che non fa altro che complicare ancora di più le cose soprattutto all’interno dell’hotspot di contrada Imbriacola dove adesso la presenza dei migranti ha superato quota mille a fronte di una capienza massima di meno di 200 persone.

E’ stata la Guardia Costiera, unitamente ai colleghi della Finanza, ad effettuare i trasbordi al largo dell’Isola per raggiungere il molo Favarolo.

 

 

 

“Ragazzi, sono felice che il centro della nostra città sia tornato a vivere e a essere frequentato in questo modo e che voi siate tornati a socializzare. Ma siamo ancora alle prese con un virus infido e il livello dei contagi sembra in una fase di recrudescenza. Lo volete capire che non possiamo stare tranquilli? Voi, noi, i vostri nonni? Fatelo almeno per loro. Se lo sottovalutiamo perdiamo tutti. A Madrid nuovo lockdown, quando toccherà a noi di nuovo? Speriamo mai. Vi invito a tenere conto delle norme di sicurezza necessarie: prima di tutto con l’igiene delle mani, con il distanziamento e l’uso della mascherina. Sia festa ogni sera ma con prudenza”.

Lo dichiara il sindaco di Agrigento Lillo Firetto.

 

Nelle ultime ore, in particolare, sono stati gli imprenditori lampedusani a mettere nero su bianco la loro insofferenza ed a scrivere un’articolata lettera al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci: “Siamo un gruppo di imprenditori lampedusani che le stanno scrivendo – si legge nella missiva indirizzata al numero uno della giunta regionale – Ma prima di essere imprenditori siamo genitori; gente che da un trentennio ha subito passivamente i flussi di migranti che sono sbarcati sulla nostra piccola isola. Li abbiamo accolti, rifocillati, accuditi sempre”.

“Oggi – prosegue la lettera – stiamo vedendo una nave di una ong che vorrebbe attraccare a Lampedusa. A bordo ha più di 100 migranti e da quello che sappiamo, ci sarebbe qualcuno di loro che sta male”. Il riferimento è alla Alan Kurdi, il mezzo dell’Ong tedesca Sea Eye il quale da alcuni giorni è in navigazione nel Mediterraneo centrale ed ha recuperato in due distinte missioni di salvataggio complessivamente 150 persone.

La paura degli imprenditori lampedusani, è che adesso la nave tedesca possa approdare sull’isola: “Ora, signor presidente – prosegue infatti la lettera – premesso che nessuno di noi non vorrebbe aiutare questi esseri umani, ma stiamo vivendo una situazione al limite. Il coronavirus è il pericolo incombente. Non possiamo a Lampedusa, accogliere nessuno e meno che mai, persone che arrivano da paesi extracomunitari dove la pandemia è arrivata”.

Il timore principale consiste nella consapevolezza che, da queste parti, in caso di epidemia sarebbe molto difficile prevenire un’emergenza: mancano strutture adeguate, l’isolamento geografico si traduce in distanze molto grandi da coprire per trasportare possibili gravi malati. Ed infatti, nella lettera indirizzata a Musumeci, gli imprenditori hanno rimarcato proprio questo aspetto: “Non ci sono le condizioni e potrebbe essere una ecatombe per tutti noi se anche solo uno di loro fosse positivo al coronavirus – si legge nel testo della missiva diffuso nelle scorse ore – Nel centro di accoglienza ci sono già migranti in quarantena. La preghiamo signor presidente Musumeci, di aiutarci. Di fare sbarcare altrove queste persone in luoghi dove sarà possibile dargli assistenza sanitaria e umanitaria. Lampedusa in questa fase non è nelle condizioni di poterli servire per come ha sempre fatto”.

Preoccupazioni molto forti dunque, che testimoniano l’insofferenza per una situazione potenzialmente esplosiva: il mare adesso è calmo, le condizioni meteo ideali per le traversate e Lampedusa potrebbe assistere ad una grave impennata degli sbarchi, con tutte le conseguenze del caso in tempi di coronavirus.

“Cogliamo l’occasione – chiudono gli imprenditori – egregio Presidente, anche per esternarle la nostra preoccupazione per quanto riguarda il nostro lavoro. Lampedusa è un’isola che vive di turismo e quest’anno è sempre più forte il rischio che la stagione estiva possa essere fortemente compromessa o addirittura saltare. Speriamo che anche di questo la Regione possa tenerne conto e venga incontro alle nostre esigenze. Grazie presidente Musumeci per quello che certamente farà anche per noi, siciliani di Lampedusa”.

IlGiornale.it

Sono 116 i nuovi casi di Coronavirus registrati oggi in Sicilia, 66 dei quali sono stati individuati nella Missione Speranza e Carita’ di Palermo. E’ quanto riporta il bollettino del ministero della Salute. Attualmente ci sono 2316 positivi di cui 194 ricoverati in ospedale, 13 in terapia intensiva e 2109 in isolamento domiciliare, per un totale di 5962 casi dall’inizio dell’epidemia. I tamponi eseguiti sono 3120. Sul fronte della distribuzione fra province il palermitano resta il territorio piu’ colpito con 81 nuovi casi, segue Catania con 15 casi, poi Agrigento con 11, 3 a Messina, 2 a Caltanissetta, 2 a Ragusa 1 Siracusa e nessuno a Enna. I guariti oggi sono 32. Non si registra infine alcun decesso e restano pertanto 296 le vittime del virus dall’inizio dell’epidemia nell’isola.

Una rappresentanza di Fratelli d’Italia, guidata dall’on Carolina Varchi, si è recata questa mattina presso la stele commemorativa di Rosario Livatino, per depositare un mazzo di fiori in ricordo del Giudice ucciso dalla mafia, in occasione del trentesimo anniversario della sua morte.
Oltre alla deputata nazionale, presenti, fra gli altri, anche il Commissario di FdI per Agrigento, Calogero Pisano, il Presidente del Circolo territoriale di Canicattì “Paolo Borsellino”, Gero Drago, ed una delegazione di Gioventù Nazionale.