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Per consentire alla cittadinanza di donare con generosità il proprio sangue  l’A.D.A.S., effettuerà una raccolta, sabato 20 giugno a Sant’Angelo Muxaro  dalle 8.00 alle 12.00, domenica 21 giugno saremo ad Aragona davanti la chiesa di San Giuseppe  dalle ore 8.00 alle 12.00 e a Realmonte sempre dalle ore 8.00 alle 12.00.

A tutti i donatori saranno inviate a cura della stessa associazione le analisi cliniche  effettuate in occasione della donazione.

Si invita, come sempre, la S.V. a voler diffondere la notizia con il maggior risalto possibile considerato il continuo bisogno di sangue.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, sarà giudicato in abbreviato Raimondo Burgio, 38 anni, di Palma di Montechiaro, reo confesso dell’omicidio del cognato, Ignazio Scopelliti, 45 anni, ucciso il 2 novembre del 2018. Raimondo Burgio ha sparato con una pistola semiautomatica calibro 9, legalmente detenuta, e sarebbe stato da tempo in contrasto con il cognato. Tramite i suoi difensori, gli avvocati Francesco Scopelliti e Giovanni Lo Monaco, ha chiesto e ottenuto dal giudice per le udienze preliminari l’ammissione al rito alternativo.

Fermo non convalidato, ma conferma degli arresti in carcere. Queste le decisioni del gip Luisa Turco all’indomani dell’interrogatorio nel quale il fornaio Vincenzo Filippazzo, 46 anni, accusato di avere cercato di uccidere uno dei titolari di un’attività commerciale a Porto Empedocle, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
I suoi legali hanno negato la tesi dell’inceppamento della pistola, chiedendo al giudice di riqualificare l’accusa da tentato omicidio a minaccia. Secondo la giudice, Filippazzo sarebbe capace di riprovare a compiere lo stesso gesto dei giorni scorsi.

Rosalba Cimino, deputata alla Camera e componente della commissione Agricoltura, si dichiara soddisfatta per il parere favorevole della commissione sulla proposta, inserita nel decreto legge “Rilancio”, di includere i pescatori autonomi tra i beneficiari del bonus di 600 euro. «È un settore molto importante per la nostra terra, un comparto che non potevamo trascurare o dimenticare. Sono davvero contenta che la nostra proposta abbia avuto esito positivo». Il comparto ha assunto nel decreto un ruolo centrale nel decreto Rilancio, dopo aver subito forti ripercussioni sia dalla diminuzione degli scambi commerciali internazionali, sia dai canali che riforniscono ristoranti, mense, bar e hotel, con effetti molto rilevanti sulle produzioni legate al fresco e ai prodotti di qualità. «Ho ascoltato le richieste dei tanti siciliani che lavorano nei due settori, comprendendo le difficoltà che dovranno sostenere, in particolare, gli operatori della pesca, delle imprese impegnate nella pesca delle acque marittime, interne e quelle di acquacoltura. I lavoratori autonomi rischiavano di rimanere fuori ma grazie alla nostra proposta percepiranno l’indennità di 600 euro».

La norma è stata inserita nell’articolo 84, del decreto Rilancio e rende possibile ai piccoli lavoratori di sopperire alle problematiche legate alla quarantena.

Secondo un sondaggio EMG Acqua presentato ad Agorà , il programma condotto da Serena Bortone su Raitre, se si votasse oggi alle elezioni Politiche la Lega sarebbe il primo partito con il 26,6%, seguito dal Partito Democratico al 19,9% e dal Movimento 5 Stelle al 16,4%. Poi Fratelli D’Italia al 14%, Forza Italia al 6,7%. Italia Viva al 4,9%, Azione (di Calenda) al 3,4%, La Sinistra 2,3%, Europa Verde al 1,8%, Più Europa al 1,5%.

L’84% dei dipendenti della Regione non è ancora in ufficio. Il presidente Musumeci scrive all’assessore Grasso. La replica dei sindacati: “Prima la sicurezza”.

E’ trascorsa la fase 1, poi la fase 2, adesso la fase 3, ma i dipendenti della Regione Siciliana sono ancora a casa, e lavorano da casa, lo smart working, il “lavoro intelligente”. Intelligente o meno, il presidente della Regione si è accorto che il lockdown si è concluso, che le pratiche giacenti negli uffici della Regione sono tante, e che sarebbe opportuno che i dipendenti rientrassero in ufficio per sbrigarle. E così Nello Musumeci ha scritto all’assessore regionale Bernardette Grasso, e, nero su bianco, le sue parole sono: “Collega di giunta Grasso, la invito ad assumere con estrema urgenza le iniziative necessarie per far tornare in ufficio già dalla prossima settimana almeno il 50 per cento del personale, fermo restando il rispetto delle vigenti prescrizioni in materia di tutela della salute e della sicurezza del personale”. Almeno il 50 per cento del personale? Sì, infatti, secondo un censimento della stessa Regione, il 19,5 per cento dei dipendenti attualmente è in congedo, in esenzione o a casa con la 104, mentre il 64,5 per cento lavora da casa con il telelavoro, lo smart working, il lavoro intelligente. E Musumeci scrive ancora alla Grasso: “I ritardi nelle pratiche non sono più tollerabili anche in considerazione della grave crisi economica e sociale che in atto colpisce la nostra Regione”. Immediata è stata la replica del sindacati dei lavoratori della Regione. Giuseppe Badagliacca e Angelo Lo Curto, del sindacato Siad-Cisal, controbattono: “La richiesta di Nello Musumeci è condivisibile solo se prima saranno garantite le misure necessarie a tutelare la salute dei lavoratori e dei cittadini in tutti gli uffici, da quelli centrali ai più periferici: guanti, mascherine, gel, sanificazioni, barriere, distanze fra postazioni e sistemi di prenotazione per l’utenza, oltre alla pulizia dei sistemi di climatizzazione. E’ bene che il presidente della Regione sappia che il ricorso allo smart working non è stato il capriccio di qualche direttore generale, ma un obbligo imposto dal governo nazionale per preservare la salute di tutti gli italiani nel bel mezzo di una pandemia che ha provocato migliaia di vittime. Il rientro alla normalità è doveroso, ma ancor prima lo sono il rispetto delle regole e la tutela della salute: ci auguriamo che Musumeci abbia la certezza che in tutti gli uffici regionali, dai più grandi ai più piccoli, siano state eseguite le sanificazioni e distribuiti i dispositivi di protezione individuale, perché a noi invece non risulta. Gli assessorati hanno stanze così grandi da accogliere tutti i dipendenti e non solo il 50%?. Le norme nazionali prevedono inoltre garanzie precise per disabili, fasce deboli e genitori. Chiediamo all’assessore Grasso la convocazione di un incontro per studiare un apposito protocollo che garantisca non solo le percentuali, ma anche il rispetto delle leggi di garanzia vigenti”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Gli incendi al bosco del Magaggiaro e della Risinata hanno generato una forte risposta emotiva tanto da immaginare di istituire una taglia per i piromani. Il sindaco di Montevago,  parlamentare regionale, aveva chiesto all’Unione dei Comuni Terre Sicane di riunirsi urgentemente per porre in essere delle azioni concrete utili a combattere il fenomeno degli incendi boschivi.

La riunione si è svolta giorni fa con i sindaci di Menfi, Santa Margherita Belice, Montevago, Sambuca Belice e Caltabellotta (che compongono l’Unione dei Comuni Terre Sicane) alla presenza dei rappresentanti del WWF e delle forze dell’ordine. Nel corso della riunione si è dibattuto sulle misure che possono essere adottate per aiutare il sistema di prevenzione incendi nell’area.

Il WWF Sicilia Area Mediterranea nel frattempo ha prodotto un documento, già proposto alla Regione Sicilia ai primi di maggio dal WWF a livello regionale, rimodulandolo con alcune aggiunte.

Intanto, per il Wwf, bisogna nell’immediato deve essere attivata subito la macchina antincendi con i dovuti atti amministrativi ed operativi. Occorre inoltre che vengano messe in atto una serie di azioni sia a lungo e medio termine che possano, se non eliminare, quantomeno ridurre il fenomeno e superare quel senso di impotenza e frustrazione che coglie la cittadinanza quando assiste attonita a questa tragedia puntualmente annuale.

LE PROPOSTE DEL WWF

  1. Provvedimenti strutturali a lungo termine:

o   Incrementare il parco mezzi e uomini della struttura antincendio regionale

o   Incrementare il parco mezzi e uomini della struttura dedicata alla manutenzione delle aree boschive

o   Mantenere il flusso dei finanziamenti dedicati alle strutture di cui sopra costante, sicuro e sincronizzato con le esigenze operative, non si può tenere ogni anno col fiato sospeso tutta la struttura per i necessari finanziamenti con grave ripercussioni sulla serenità degli addetti e non si possono aprire i capitoli di spesa, per esempio per la fasce tagliafuoco, a stagione inoltrata ecc..

o   Procedere con la ristrutturazione di tutto il comparto e soprattutto introdurre elementi di efficienza operativa che portino alla motivazione degli addetti ma anche ad interventi rigorosi contro inefficienze, lassismo e anche eventuali casi di corruzione.

  1. Provvedimenti di prevenzione a breve termine di natura gestionale/amministrativa:

o   maggiore presenza sul territorio con il recupero di tutto il personale esistente possibile, attingendo anche da altri bacini di risorse umane disponibili e inutilizzati

o   Capillare e funzionale diffusione dei contenuti delle ordinanze in materia di incendi e repressione delle violazioni (combustione in periodo di divieto, mancata pulitura, pascolo, cambio di destinazione d’uso del suolo) per tutto il periodo previsto dalle norme

o   Attivazione degli Enti che hanno la responsabilità della pulizia delle aree perimetrali di pertinenza delle pubbliche amministrazioni, dei canali e altro.

o   Curare l’aggiornamento del catasto degli incendi (anche degli anni pregressi – L.N. 353 del 21/11/2000 e smi e L.R. e Decreti nei diversi anni) con ufficio dedicato ad esso e tempestivo inserimento delle aree percorse dal fuoco per facile verifica da parte degli organi di polizia giudiziaria e a seguire, controllo del territorio e repressione di eventuali abusi. E’ indispensabile l’immediato censimento e l’attivazione del catasto delle aree percorse da fuoco (Comuni) per l’applicazione immediata dei divieti di costruzione, di esercizio dell’attività venatoria, di pascolo ecc.

o   Effettuare un censimento delle aziende zootecniche e procedere ai relativi controlli

o   Effettuare il controllo delle varie forme di pascolo ed attuare forme di tolleranza zero per i pastori sprovvisti di autorizzazioni

o   Mettere in piedi un efficace sistema per una corretta gestione delle attività di decespugliamento e relativo smaltimento degli sfalci

o   Fare rispettare il divieto assoluto dell’abbruciamento delle stoppie come pratica agricola e applicazione del sistema sanzionatorio

o   Coinvolgere con un rapporto stretto e costante tutti gli attori interessati al problema: agricoltori, aziende, associazioni, altro.

  1. Provvedimenti immediati di emergenza:

E’ necessario attivare una rete permanente di emergenza di centri di “coordinamento antincendio” che coinvolga le Prefetture, l’Assessorato Agricoltura e Foreste, l’Assessorato Territorio Ambiente, la Protezione Civile, Comuni che garantiscano in modo permanente il controllo stretto del territorio attraverso:

o   La regolare presenza di forze dell’ordine con l’utilizzo anche di pattuglie militari che dovranno sorvegliare le zone sensibili e a più alto rischio (riserve naturali, parchi, siti Natura 2000, aree demaniali, aree comunque percorse abitualmente dal fuoco), con mezzi fuoristrada ma anche con pattuglie appiedate.

o   Il monitoraggio delle zone sensibili con adeguati mezzi tecnologici quali elicotteri, droni, telecamere, sensori e quant’altro.

o   L’invio di forze dell’ordine investigatrici in occasione di ogni incendio per supporto ed eventuali ricerche dei responsabili ma anche con funzione di deterrente In caso di previsione di condizioni idonee per i criminali del cerino (ondate di caldo, venti medio – forti dai diversi quadranti) fare scattare un “allerta meteo” predisponendo la localizzazione diretta di maggiori mezzi ed uomini e predisponendo un dispositivo di controllo più stretto (blocchi stradali, appostamenti in punti strategici ecc.., anche come deterrente e comunque per aumentare il rischio per i criminali.

o   Attivare una rete di Ispettori Ambientali Comunali addestrati alla prevenzione incendi, per consentire una diffusione sul territorio di figure formate su questi temi che possono convogliare una gran quantità di risorse umane dal volontariato in questo settore.

o   Attivare una campagna di sensibilizzazione sulla prevenzione degli incendi boschivi, con spot televisivi, manifesti, comunicazioni sui social e ogni altra modalità comunicativa professionalmente valida.

  1. Ausilio degli Organi Nazionali dello Stato:

Si ritiene indispensabile la messa a punto di una costante operazione di intelligence e controllo del territorio utilizzando l’enorme potenziale costituito dalle caserme dei Carabinieri sparse nel suolo nazionale, ora che l’Arma ha inglobato anche il Corpo Forestale Nazionale

Alla riunione hanno partecipato i sindaci dell’Unione dei Comuni, Marilena Mauceri, Leonardo Ciaccio, Francesco Valenti, Margherita La Rocca Ruvolo e l’assessore Michele Pipia di Caltabellotta, il presidente del WWF Sicilia Area Mediterranea, Giuseppe Mazzotta, i rappresentanti delle forze dell’ordine quali Carabinieri, Vigili del Fuoco e Corpo Forestale, di cui è stato apprezzato l’appassionato intervento del Comandante Pasquale Maggio.

La pubblico ministero Cecilia Baravelli ha aperto un’inchiesta e iscritto nel registro degli indagati un poliziotto, in servizio di vigilanza nella struttura utilizzata per lo svolgimento della quarantena, con l’accusa di “abuso dei mezzi di correzione”. L’ispettore, secondo quanto sarebbe stato denunciato, dopo un tentativo di fuga, avvenuto ai primi di giugno dal centro di accoglienza di contrada Ciavolotta, avrebbe sottoposto a umiliazioni due giovani migranti. I due sarebbero stati costretti a inginocchiarsi davanti a tutti gli altri ospiti della struttura, uno di fronte all’altro e invitati a schiaffeggiarsi a vicenda. Uno dei due, inoltre, sarebbe stato colpito dal poliziotto con due schiaffi. Il magistrato della Procura ha chiesto al gip l’incidente probatorio per sentire i migranti ed evitare che si possa disperdere la prova con il loro allontanamento.

La Sicilia è ad un passo dall’essere territorio Covid free, ovvero territorio a zero contagi. Così emerge a conclusione della procedura di riallineamento tra i dati dell’assessorato regionale alla Sanità e le Aziende sanitaria provinciali. Dunque, ad oggi i soggetti attualmente positivi sono in totale 153, tra pazienti ospedalizzati e in isolamento domiciliare, e non 637 come riportato dal bollettino nazionale e fino a mercoledì scorso anche dai dati regionali.

Al Presidente della Repubblica Italiana

On. Sergio Mattarella
Palazzo del Quirinale

ROMA

Carissimo Presidente, mi chiamo Serena Di Malta, sono una Sua conterranea. Sono di Lampedusa, ho 19 anni e oggi sosterrò gli esami per conseguire il diploma di maturità Classica nella Sua Palermo.

Sono ormai cinque anni che, per poter seguire gli studi, ho scombussolato la vita della mia famiglia prendendo la decisione di trasferirmi a Palermo insieme a mia madre e mio fratello. Penso che possa comprendere cosa vuol dire per una famiglia di Lampedusa trasferirsi a Palermo, ma mia madre sostiene che il miglior investimento è quello sulla cultura. Con profondo senso di responsabilità e nel rispetto dei miei genitori, studio, studio e voglio continuare a studiare. Il mio sogno è quello di iscrivermi all’Università in una Facoltà specifica quale è Medicina, un sogno che mi porto da bambina ed oggi più che mai ne sono ancora più convinta.

Carissimo Presidente, non voglio assolutamente sollevare lamentele, ma Le scrivo dopo una riflessione che ho fatto sulla mia isola e sui miei concittadini dopo aver sofferto i mesi dell’allontanamento sociale e dopo aver visto in TV alcune trasmissioni che raccontavano la condizione di altre isole del nostro splendido Paese. Quello che ha colpito me, ed anche tante persone di Lampedusa, è che per raccontare come si sta affrontando in altre isole questa fase di “nuovo inizio”, si sia ricorso e mete di fama internazionale. Ma quasi nessuno si è interessato a cosa sta succedendo in queste settimane, in questi giorni ad una popolazione come quella di Lampedusa che allo stesso modo vive di turismo, anzi solo di quello, per pochi mesi all’anno, e di pesca.

È stata raccontata la situazione di isole che hanno la terraferma che si tocca con lo sguardo, un regolare servizio di collegamenti che in poco tempo ti porta in terraferma e che stanno già facendo tornare i turisti negli alberghi. Isole nelle quali ci sono servizi di ogni tipo, in alcune c’è anche l’ospedale, e possono beneficiare in alcuni casi dell’aiuto di imprenditori o personaggi facoltosi che in questo periodo di emergenza, come abbiamo letto sui giornali, non hanno fatto mancare il loro contributo.

A Lampedusa abbiamo solo il mare intorno e se allunghiamo lo sguardo, oltre il mare c’è altro mare. E se alziamo lo sguardo al cielo, forse vediamo un aereo che atterra. Perché di aerei ne arrivano pochissimi ed i collegamenti marittimi lasciano molto a desiderare.

A Lampedusa non c’è un ospedale, gli alberghi sono ancora chiusi e al momento non si vede ancora speranza che possano riaprire perché non ci sono prenotazioni. E chi vuole venire non può perché non ci sono posti sui voli, e quando ci sono al momento hanno tariffe impossibili.

Così, mentre in altre isole si programma il futuro, a Lampedusa (l’isola che c’è, ma non si vede) si studia la sopravvivenza. E dire che nonostante le difficoltà dell’emergenza Coronavirus, abbiamo continuato a soccorrere ed accogliere i migranti così come abbiamo sempre fatto, perché non ci siamo mai girati dall’altra parte di fronte al dramma umanitario. Ma non vogliamo pensare che Lampedusa possa fare notizia solo se ci sarà una prossima disgrazia.

Presidente Mattarella, chiedo a Lei, il Primo degli Italiani nonché Siciliano come lo siamo orgogliosamente noi, di aiutarci a rompere il muro che troppo spesso sembra dividerci dal resto del Paese. Vogliamo continuare a sentirci orgogliosamente Italiani e mi permetto, a nome di tanti giovani come me, di invitarLa a Lampedusa perché con la Sua presenza possa dare alla nostra Isola un segno di speranza, e per mostrarLe che la nostra isola necessita di attenzione al di là dei problemi di immigrazione che sono all’ordine del giorno.

Sono fiduciosa, e spero con tutto il cuore che non ci farà mancare la Sua attenzione.

Con deferenza,

Serena Di Malta (studentessa Italiana, di Lampedusa)