Home / 2020 / Febbraio (Pagina 53)

In Sicilia si inaugura l’anno giudiziario. Cerimonia al palazzo di giustizia a Palermo. L’intervento del presidente della Corte d’Appello, Matteo Frasca.


In Sicilia si inaugura l’anno giudiziario, e a Palermo, al palazzo di giustizia, nel corso dell’apposita cerimonia, il presidente della Corte d’Appello, Matteo Frasca, come secondo rituale, svolge la relazione sullo stato della giustizia. E tra l’altro Matteo Frasca scrive: “Cosa nostra continua ad esercitare il suo diffuso, penetrante e violento controllo sulle attività economiche, imprenditoriali e sociali del territorio. Se negli anni precedenti il dato statistico aveva mostrato qualche cenno di diminuzione, va sottolineato che nell’anno in corso le denunce sono state ben 151 a fronte delle 65 e 69 dei due anni immediatamente precedenti. A livello distrettuale quindi si registra un aumento di ben il 132%. Si deve affermare che la morte di Riina ha contribuito ad accelerare i processi non conflittuali di riorganizzazione dei vertici dell’organizzazione, che probabilmente, anche se con tempi più dilatati, si sarebbero in ogni caso verificati, perché conformi alle esigenze strategiche della stessa organizzazione. Viene confermata l’elevata capacità di resistenza delle strutture organizzative della mafia palermitana, che, secondo criteri di comune buon senso, a fronte della costante ed efficace pressione esercitata dalla magistratura e dalla polizia giudiziaria, apparirebbe improbabile, ma che è, invece, una realtà più volte verificata. Sarebbe, pertanto, un errore gravissimo sottovalutare il potenziale criminale dell’organizzazione. Deve continuare il processo di logoramento della forza militare, territoriale, economica e politica di Cosa nostra. Nell’anno in corso la pressione giudiziaria sui clan ha raggiunto la massima intensità: ogni mese, di regola, vengono eseguite alcune decine di misure cautelari detentive. L’efficacia del contrasto sarebbe notevolmente incrementata se i tempi di decisione del giudice Gip non fossero, per motivi eterogenei ma soprattutto per carenza di magistrati e di personale amministrativo eccessivamente dilatati. Sono ancora poche le vittime delle estorsioni che denunciano. Purtroppo, nonostante la meritoria attività di alcune associazioni antiracket, affidabili e realmente attive sul territorio, rimane esiguo il numero delle vittime che, di loro iniziativa, denunciano gli autori delle estorsioni. Sono più numerose quelle che, sentite al termine delle indagini, confermano il quadro probatorio già di per sé completo. Ma non è certamente irrisorio, ancora oggi, il numero di quelle che, anche di fronte all’evidenza, negano i fatti, sebbene consapevoli delle conseguenze giudiziarie che seguiranno a loro carico. Cosa Nostra ha ormai consolidato una sorta di monopolio nel business illegale delle slot machines e delle scommesse on line. E rimane elevato il rischio di infiltrazioni mafiose in tutti i livelli, meramente amministrativi e politici, dei Comuni e degli enti di piccole e medie dimensioni. Per gli appalti di maggiori dimensioni si ricorre alle tradizionali forme del sub-appalto, del nolo a freddo e della vendita dei materiali da parte di imprese gestite da Cosa Nostra o vicine ai clan”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)