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I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Licata hanno denunciato a piede libero due licatesi di 81 e 54 anni per abbandono incontrollato di rifiuti speciali sulla spiaggia della città, in contrada “Playa”. I militari hanno sorpreso i due uomini che, con l’aiuto di vari attrezzi, sono stati intenti a scavare e sotterrare quintali di rifiuti provenienti molto probabilmente da lavori di ristrutturazione edile o di costruzione. I militari li hanno subito bloccati e hanno sequestrato l’area, per limitare l’inquinamento causato dagli inerti. I Carabinieri hanno subito attivato le procedure per la più celere possibile rimozione del materiale.

L’associazione ambientalista MareAmico di Agrigento, coordinata da Claudio Lombardo, segnala, e documenta in video, che a San Leone la spiaggia della Dune è del tutto devastata e colma di rifiuti, trascinati sul posto anche attraverso il vallone “Canne” dopo le piogge dello scorso novembre. Claudio Lombardo aggiunge: “Purtroppo è questo lo scenario che presenteremo ai turisti, che presto arriveranno ad Agrigento in occasione della Sagra del mandorlo in fiore. Il Genio civile e il Comune devono urgentemente intervenire sul torrente e bonificare la spiaggia, se si vuole realmente aiutare il turismo e l’imprenditoria locale”.

SI DEVE BONIFICARE LA SPIAGGIA DELLE DUNE!

La principale spiaggia del viale delle dune di San Leone è completamente devastata e piena di rifiuti, arrivati lì attraverso il vallone canne, dopo le piogge dello scorso novembre.Purtroppo questo scenario rappresenta il biglietto da visita che presenteremo ai turisti, che presto arriveranno ad Agrigento, per la Sagra del mandorlo in fiore.Il Genio civile e il Comune devono urgentemente intervenire sul torrente e bonificare la spiaggia, se si vuole realmente aiutare il turismo e l’imprenditoria locale.

Pubblicato da Mareamico Delegazione Di Agrigento su Giovedì 30 gennaio 2020

Ad Agrigento domani sabato 1 febbraio, a Casa Sanfilippo, dalle ore 9:30 alle 13:30 si svolgerà un incontro formativo intitolato “Domogear, la domotica per tutti”, dal nome del sistema “Domogear”, sviluppato da “Energicamente”, un’impresa con sede a Favara. L’incontro è organizzato in collaborazione con gli Ordini degli Architetti, degli Ingegneri, e con il patrocinio della Camera di Commercio, ConfCommercio, Parco dei Templi e SicIndustria. Gli organizzatori spiegano: “La domotica è la disciplina che si occupa dello studio delle tecnologie volte a migliorare la qualità della vita nella casa ottenendo un notevole incremento delle prestazioni e delle possibilità offerte dai diversi impianti presenti nell’abitazione, ottimizzandone al tempo stesso i consumi. Una casa domotica è per definizione una casa smart, intelligente, che permette un notevole risparmio dei consumi e dell’energia di casa”.

Minori migranti soli: storie, problematiche, potenzialità. La cartella sociale Harraga nel Comune di Agrigento: incontro al palazzo Filippini, in via Atenea, oggi venerdì 31 gennaio, dalle ore 16:30 in poi, ruotante intorno al progetto “Saama”, ovvero “Strategie di accompagnamento all’autonomia per minori accolti”. Si tratta della istituzione di una cartella sociale per i migranti minori non accompagnati. In rappresentanza del Comune di Agrigento sarà presente l’assessore alle Politiche sociali, Gerlando Riolo.

A Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, è stato arrestato dalla Polizia Vincenzo Frasillo, 53 anni, disoccupato, perché avrebbe massacrato di botte per tre giorni la moglie, fino a causarne la morte. I poliziotti sono intervenuti nell’abitazione dei due coniugi, sposati da 30 anni, dopo che l’uomo ha telefonato al 118 segnalando la morte della moglie, Rosalia Garofalo, 52 anni. La donna è stata trovata riversa sul letto matrimoniale, con gravi segni di percosse su tutto il corpo. Più volte lei avrebbe subito maltrattamenti tanto da chiedere ospitalità ad una comunità. Altrettante volte ha ritirato le querele sporte contro il marito.

A Mussomeli, in provincia di Caltanissetta, lui di 27 anni, Michele Noto, ha sparato e ha ucciso una donna di 48 anni, Rosalia Mifsud, con cui avrebbe intrattenuto una breve relazione, e perché non si sarebbe rassegnato alla conclusione del rapporto. Lui, Michele Noto, ha ucciso anche la figlia di lei, Monica Di Liberto, 27 anni, prima di suicidarsi. L’omicida ha detenuto regolarmente la pistola con cui ha sparato perchè titolare di un porto d’armi sportivo. Teatro di quanto accaduto è stata nottetempo l’abitazione della donna, in via Santa Maria Annunziata, nel quartiere di Sant’Enrico.

 

Da Casteltermini per visitare le bellezze del “Magnifico Palazzo della Provincia”

Continuano, infatti, le visite didattiche delle scolaresche dell’agrigentino all’ Ecomuseo del Libero Consorzio Comunale di Agrigento.

Ieri, appunto, è stata la volta dell’Istituto comprensivo “De Cosmi” di Casteltermini; i 52 alunni, accompagnati dalle docenti Alfonsa Bonanno, Silvia Spoto, Piera Scozzari e Piera Di Spoto, hanno, anche, partecipato ad una lezione di Illuminismo, nella biblioteca Gaspare Ambrosiani dell’ex Provincia.

Gli “Ecomusei” sono previsti dalla legge regionale n. 16 del 2 luglio 2014 che ha attribuito agli enti pubblici e privati, agli Enti locali e alle associazioni, la possibilità di istituirli.

Il termine “Ecomuseo” indica, appunto, un territorio caratterizzato da ambienti di vita tradizionali, patrimonio naturalistico e storico-artistico particolarmente rilevanti e degni di tutela, restauro e valorizzazione.

La realizzazione dell’Ecomuseo è nata dall’esigenza di riunire tutti i beni dell’ex Provincia il cui comune denominatore è il XIX secolo inserendoli al meglio in una rete di strutture, attività, laboratori ed eventi distribuiti sul territorio.

Dell’Ecomuseo fanno parte tutti beni dell’ex Provincia il cui comune denominatore è il XIX secolo compreso il Giardino Botanico con l’erbario e l’Officina delle tradizioni popolari, recentemente inaugurata, la biblioteca “Gaspare Ambrosiani”, che  conserva  una pregevole copia della “Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts e des métiers”di Diderot e D’alembert.

Si tratta della terza edizione del cosiddetto “Manifesto dell’Illuminismo” dedicata a sua Altezza l’Arciduca d’Austria Pietro Leopoldo Granduca di Toscana, in seguito imperatore Leopoldo II.
Stampata a Livorno dal 1770 al 1778, è composta da 28 volumi, di cui 17 di testo e 11 di tavole, ma di questi 28 volumi ci sono pervenuti il XXVI, che corrisponde al IX delle tavole.

Gli studenti  hanno, poi, visionato il pregiato patrimonio librario costituito da circa 6000 volumi a prevalente indirizzo storico, giuridico ed amministrativo, che rappresenta uno strumento essenziale di documentazione ed informazione.
Infine, completano l’Ecomuseo la Galleria della Scala Reale e all’Aula Consiliare “Luigi Giglia”.

Mark Zuckerberg non vuole smettere di stupire e prepara una nuova mossa per non perdere terreno dai giganti del mondo tech: WhatsApp Pay. Dopo Google, Amazon, Apple, Samsung e Huawei (solo per citarne alcuni), anche il re dei social ha deciso di regalare ai propri clienti una nuova modalità di pagamento. 

Resa nota proprio da Mark Zuckerberg durante la presentazione dei risultati finanziari di Facebook, la decisione di lanciare definitivamente WhatsApp Pay arriva solamente qualche giorno dopo che Amazon ha aperto alla modalità di pagamento a rate anche in Italia e nasce presumibilmente da due esigenze.

La prima è prettamente di mercato e pone le sue fondamenta sul fatto che il pagamento digitale e mobile non è solamente il futuro, ma il presente. La seconda ragione riguarda Libra, la criptovaluta di Facebook. Infatti, dopo il passo indietro dei maggiori sostenitori (PayPal, Stripe, eBay, Visa e Mastercard), anche Vodafone ha deciso di abbandonare il progetto.



WhatsApp Pay: come funziona

Prima di entrare nel merito di come funziona WhatsApp Pay, è importante sottolineare, come ha dichiarato Zuckerberg stesso, che il servizio di pagamento è stato già testato nel 2018 in India, dove, a una settimana dall’approvazione, è stato usato immediatamente da un milione di persone.

Proprio per questo, dopo essersi concentrato nel 2019 sulle modifiche burocratiche (per rispettare le leggi dei singoli Paesi) e tecnologiche adesso il fondatore di Facebook si aspetta che WhatsApp Pay “inizi a diffondersi in un certo numero di Paesi nei prossimi sei mesi”.

Quindi, anche se ancora non si sa in quali Paesi sarà lanciato WhatsApp Pay, tuttavia il suo funzionamento lo si conosce già poiché il sistema di pagamento connesso ad esso è molto simile a sistemi già in uso da tempo. Si basa infatti su tecnologia UPI (Unified Payment Interface) Peer to Peer, piattaforma di pagamento che lavora in tempo reale per facilitare le transazioni interbancarie.

In sintesi, prendendo anche a riferimento WeChat, che in Cina ha riscontrato un successo clamoroso, WhatsApp Pay permette di effettuare pagamenti fra persone e di pagare nei siti di e-commerce che lo supportano. Ovviamente, i pagamenti vengono effettuati attraverso il proprio account WhatsApp che è legato a un conto corrente o a una carta di credito.

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Quanto ancora, egregio Assessore, bisogna attendere affinché Ella nomini il Direttore Generale dell’ASP di Agrigento?

Crediamo che, la comunità agrigentina abbia diritto, insieme alle proprie rappresentanze, di avere una interlocuzione stabile a garanzia e tutela dei diritti della vasta platea dei cittadini utenti.

Pur, in presenza di indubbie presenze e professionalità, dell’impegno e sacrifici profusi dei singoli dirigenti ed operatori dell’intero sistema,  non possiamo non rilevare una condizione complessiva di criticità, carenze e debolezze strutturali.

Auspichiamo, pertanto, un nuovo inizio che realizzi compiutamente la missione dell’azienda, al di la delle tante diffuse e legittime sollecitazioni che provengono dalle singole realtà e dai  tanti soggetti, a partire da quelle più soli e più vulnerabili, i cui bisogni di salute e di assistenza spesso non vengono del tutto soddisfatti.

Egregio Assessore non è retorico affermare che in una provincia come quella di Agrigento, ultima per i tanti indicatori socio economici e culturali, che la vera sfida per l’insieme degli attori è quella di contribuire ad elevare il tono ed il livello del confronto su materie complesse.

Una vera operazione verità e trasparenza sullo stato di salute dei singoli presidi ospedalieri e dei servizi della medicina del territorio, in una ottica di coordinamento e integrazione delle politiche sanitarie con quelle sociali, con l’esclusivo obiettivo di elevare il livello qualitativo delle strutture, servizi e prestazioni socio sanitari e assistenziali.

Siamo certi che non mancherà ad Ella la consapevolezza dell’urgenza del suo intervento.

Condoglianze dal direttore Lelio Castaldo, dalla giornalista Simona Stammelluti e da tutta la redazione del Sicilia24h a Donata Bergamini e alla sua famiglia per la perdita del caro papà Domizio.
Un papà che con dignità era sopravvissuto alla morte del suo adorato Denis e che insieme a sua figlia ha lottato con un dolore silenzioso nel cuore e la forza per una verità che non ha fatto in tempo ad arrivare.

E dal social le parole di Donata Bargamini:

Ciao Papà, non dimenticherò mai quelle tue parole subito dopo il risultato indelebile dell’ autopsia: “Donata mi raccomando stai vicina al Procuratore Facciolla, vedrai che cercheranno di farlo fuori”. L’ hai gridata fino all’ ultimo respiro questa frase. Ciao Papà ti osservo e spero che il Procuratore Capo Eugenio Facciolla ritorni al suo posto.

Si aspetta che giustizia sia fatta e si possa conoscere la verità sulla morte di Denis Bergamini, calciatore del Cosenza, avvenuta in circostanze ancora tutte da accertare, il 18 novembre del 1989.