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Possedeva all’interno del suo caravan dove vive insieme alla moglie ben 54mila euro in contanti. Durante un controllo avvenuto in Piemonte i Carabinieri di Chialamberto hanno scoperto l’ingente somma che era stata nascosta anche fra la biancheria intima.

Con l’ipotesi di reato di riciclaggio è stato denunciato Biagio B. di 31 anni che risiede in provincia di Agrigento. Noto alle forze dell’ordine per una serie innumerevoli di reati, Biagio B. è famoso per avere realizzato una serie di truffe grazie alla cosiddetta “truffa dello specchietto” che da qualche tempo è anche molto praticata anche nella provincia di Agrigento.

Ieri, nonostante fosse sottoposto per una ventina di volte alla misura di prevenzione, Biagio B. è stato ancora una volta pizzicato.

Arriva in Sicilia l’Impresa didattica. Dopo l’approvazione della legge sul diritto allo studio e la positiva sperimentazione del sistema di apprendistato, continua il percorso verso il potenziamento del sistema d’istruzione siciliano ed il suo raccordo, sempre più stretto, con il mercato del lavoro. La nuova sfida dell’assessorato regionale all’istruzione e formazione professionale è l’impresa didattica. Un’esperienza di educazione imprenditoriale pratica e coinvolgente, lavorativa e formativa insieme, che verrà proposta, con un finanziamento di 450 mila euro, a tutti gli Istituti Superiori Statali Tecnici e Professionali siciliani che vogliano riunirsi per dare vita ad una start-up.

«Vogliamo realizzare – afferma il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci – un equilibrio costante tra domanda e offerta di lavoro. Un obiettivo certamente non facile ed è proprio per questo che si rende necessario sperimentare nuove iniziative, partendo dalla valorizzazione del potenziale educativo e formativo. Solo in questo modo è possibile sviluppare competenze moderne che possano trovare sbocco nel sistema economico e sociale locale».

Grazie all’impresa didattica gli studenti potranno partecipare all’avvio di una start-up mettendosi alla prova nella gestione reale dell’impresa: dai ritmi di lavoro alla realizzazione di un prodotto finale, ma chiaramente all’interno di un ambiente scolastico teso esclusivamente al perseguimento di fini didattici.

«Si tratta – spiega l’assessore all’Istruzione e alla formazione professionale Roberto Lagalla – di una proposta inedita per la nostra regione, che consentirà di integrare la metodologia tradizionale della formazione in aula con quella on the job, permettendo ai giovani di sperimentare dal vivo un’attività lavorativa. Un’esperienza diretta che potrà facilitare il loro ingresso nel mercato del lavoro».

Questa iniziativa rende quindi possibile la realizzazione di percorsi formativi anche in alternanza scuola-lavoro, in cui gli studenti vivono un momento formativo nell’ambito di un’attività di produzione e vendita di beni o servizi. I ricavi ottenuti saranno poi utilizzati per investimenti nella didattica, lo scopo del loro servizio è, infatti, unicamente educativo ed il contatto con il cliente non ha una finalità di profitto ma solo di formazione, avvalendosi del metodo del sistema duale.

Gli istituti che vorranno partecipare, dovranno riunirsi in una ATS, includendo almeno un’impresa, un ente di formazione professionale e altri istituti superiori statali di secondo grado. Le proposte progettuali dovranno essere coerenti con i principi di greeneconomy e di blue economy e fare riferimento ad uno o più dei seguenti ambiti tematici: artigianato e manifattura, anche digitale; tessile e moda; turismo ed enogastronomia (ristoranti didattici); valorizzazione dei beni culturali; Ict e robotica; meccanica e meccatronica; orti didattici e trasformazione di prodotti agroalimentari.

I progetti dovranno prevedere l’adozione di un modello organizzativo che consenta una chiara definizione delle responsabilità strategiche d’impresa e della direzione operativa dei processi. Le start-up dovranno essere basate su attività pratiche, permettendo agli studenti di svolgere la parte tecnico-professionale “in assetto lavorativo” e favorire l’apprendimento “in situazione reale”. Le attività dovranno, infatti, riprodurre esattamente le reali condizioni del mondo del lavoro. Devono, inoltre, essere realizzate in ambienti idonei all’esercizio di un’attività aziendale, utilizzando spazi e attrezzature a fini didattici in coerenza con l’offerta formativa presso locali interni/esterni alla scuola.

Sono ammesse spese riferibili ai costi diretti del personale, all’acquisto di attrezzature adeguate e a consulenze specialistiche. A queste si aggiungono anche quelle relative agli standard operativi e ai costi derivanti dalla start-up, fino ad un massimo di 45mila euro. Le proposte dovranno pervenire presso l’amministrazione regionale non oltre il 15 novembre 2019 e saranno accettate, previa valutazione della qualità e della coerenza progettuale, in ordine cronologico sino ad esaurimento delle risorse disponibili.

Claudia Giocondo

Riccardo Savona, Presidente della commissione bilancio e programmazione,al termine dell’audizione del Dirigente generale dell’Arit Vincenzo Falgares,ritiene che i lavori di oggi con la relativa e dettagliata relazione discussa assieme il burocrate e i colleghi parlamentari rappresenti una pagina importantissima per dare slancio ai servizi al fine di  perseguire un rapporto sano tra Istituzione e cittadino siciliano,in termini di efficientamento complessivo.

“Una giornata sicuramente proficua,quella di oggi in commissione,sullo stato dell’arte e sulle prospettive di sviluppo tecnologico e digitale che vedono la nostra regione protagonista di un cammino di modernizzazione dell’intero sistema dei servizi informatici che oggi possono agevolare quotidianamente in meglio i cittadini siciliani.

Dalla relazione che ha fatto il Dott.Falgares, i fondi dell’agenda digitale in Sicilia possono dare un netto contributo positivo nel miglioramento generale dei servizi per i siciliani.

Già sono partiti due megaprogetti sulla banda larga che hanno coperto il 72% delle aree bianche dell’isola,142 comuni che non avevano avuto accesso all’information technology di ultima generazione.

In più è partito l’appalto per la banda ultralarga con le relative concessioni per la costruzione di questa linee che possono girare fino a 100 mega che copriranno a regime tutta la nostra isola.

Tra l’altro sono in itinere sulla base di una gerarchizzazione delle priorità altri interventi finalizzati a sistemi di interscambio e interconnessione che sono utili per la regione,gli enti locali e il sistema sanitario regionale.

Dalla creazione di un portale dei servizi sanitari regionalizzato,il sovracup,che porterà entro maggio 2021 alla dematerializzazione della ricetta rossa,al portale integrato turistico,al portale delle biblioteche regionali e infine allo sviluppo accessibile ed informatico dei poli museali.

Gli interventi di best practice,avranno reflussi positivi anche negli enti locali con la messa in rete dello Sportello telematico delle unità abitative,con l’evoluzione del sistema contabile e analitico della pubblica amministrazione che tendono a un’accelerazione dei servizi con strutture amministrative e gestionali moderne e con la valorizzazione della risorsa umana.

Inoltre un portale regionale unico dei servizi che mette in rete il ciclo delle performance per un rafforzamento digitale e multifunzionale che aiuterà l’accesso dei cittadini alla trasparenza e faciliterà l’utilizzo di informazioni e dati,salvaguardando la cyber-sicurezza e i dati sensibili.Già la regione ha raggiunto con Open Data le prescrizioni e le linee guida del nuovo Codice digitale della Pubblica Amministrazione, i dati a oggi sono al 46% e continuano a crescere.

Oltre tutto si è iniziata una collaborazione con le regioni virtuose (Emilia,Piemonte,Liguria,Veneto e Friuli) sia per lo sviluppo dei supporti informatici che dell’upgrade indispensabile per essere coevi con i tempi.

Un processo che non si ferma,sono state connesse tutte le 599 sedi regionali,al fine di ridurre i costi e rendere i servizi fruibili con strumenti innovati per una gestione che prevede un netto ricambio anche delle postazioni informatiche e attrezzature ormai obsolete.

E’ chiaro che l’Autorità regionale per l’innovazione tecnologica, è un dipartimento strategico nei processi di crescita degli interi servizi regionali,per questo dopo il grido di allarme del Dott.Falgares sull’esiguo numero in dotazione organica in via Ammiraglio Paolo Thaon De Revel,appena 24 dipendenti,con soli 12 funzionari,alcuni di essi prossimi alla pensione,per tutto ciò si deve intervenire,potenziando la struttura per mettere a regime il dipartimento con l’occasione unica che dobbiamo sfruttare che si chiama Agenda digitale è il plafond ben 326 milioni di euro .La soluzione conclude l’On.Savona è che la spesa sia vincolata con un capitolo del bilancio regionale obbligatorio per assicurare che la progettazione dopo i 12 mesi sia protetta a livello regionale per dare continuità alla realizzazione delle opere.

Prime due audizioni in Commissione nazionale antimafia sul “Sistema Montante”. Ascoltati i giornalisti “spiati” Gianpiero Casagni e Attilio Bolzoni. I dettagli.

Palazzo San Macuto

A Roma, a palazzo San Macuto, sede della Commissione nazionale antimafia, il primo a presentarsi al cospetto dei commissari parlamentari è stato il giornalista siciliano Gianpiero Casagni, ascoltato nell’ambito dell’inchiesta sul “Sistema Montante” appena intrapresa dalla Commissione presieduta dal 5 Stelle, Nicola Morra. Casagni è stato insieme ai colleghi di “Repubblica”, Attilio Bolzoni e Francesco Viviano, il primo a rivelare l’indagine in corso a carico di Montante. E, verosimilmente per tale ragione, lui e Bolzoni, convocati entrambi dall’Antimafia, sono stati “spiati” (tra virgolette), ovvero avrebbero subito il “dossieraggio di ricatto” ad opera del “Sistema Montante” e, a fronte di ciò, sono parte civile al processo in corso a Caltanissetta contro Montante e la sua presunta rete affaristica e di spionaggio. E in commissione nazionale antimafia, Gianpiero Casagni tra l’altro ha dichiarato: “Questa vicenda ha completamente stravolto la mia vita lasciandomi senza lavoro. E’ una vicenda di cui non vuole parlare nessuno. L’informazione ha un ruolo importante. E’ stata una concorrente esterna all’organizzazione di Montante. Dal 2014 sono stato oggetto e destinatario di accuse mostruose da cui mi sono dovuto difendere da solo. Sono stato, con altre due persone, le parti che hanno subito più danni in questa storia: sono stato emarginato, isolato e considerato un pazzo. Chi doveva tutelarmi, l’Ordine dei giornalisti di Sicilia, è stato muto, sono stati addirittura avviati due procedimenti disciplinari contro di me, tutto è stato poi ovviamente archiviato. Antonello Montante intercettato diceva: ‘Dobbiamo cafuddare (picchiare) prima Centonove, a Repubblica pensiamo dopo’. E’ stato un vero attacco alla libertà. Ricordo un mio articolo su Montante, mai pubblicato dal settimanale ‘Panorama’ attraverso il suo ex direttore Giorgio Mulè. E Mulè ebbe uno scambio di lettere con Montante nell’autunno del 2014. Proprio l’ex direttore di Panorama ha informato Montante dell’articolo da me proposto, evidenziandolo come un indicibile pezzo di stampa”. E a conclusione del primo giorno di audizioni, il presidente Morra ha commentato così: “Abbiamo cominciato il ciclo di audizioni sul caso Montante con il giornalista Gianpiero Casagni. Il quadro che emerge è inquietante e desolante. La condanna in primo grado di Montante non segna la fine di uno dei capitoli più inquinati della recente storia italiana, anzi. Emergono complicità e silenzi molto più ramificati e profondi. Il coraggio di chi ha svolto con rigore il proprio lavoro di cronista, come Casagni e Bolzoni, ha permesso alla Commissione anche di ricevere moltissima documentazione inedita che aiuta a fare luce sulle troppe amicizie compromesse che legavano Montante ad insospettabili. Andremo avanti con le audizioni sperando che si sollevi questo pesante velo di silenzio”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Tutto pronto per la seconda parte della 5° edizione del convegno in medicina interna e lungodegenza post-acuzie.

Il primo appuntamento si è svolto il 20 e il 21 settembre scorso.

Si riprende, quindi venerdì 25 Ottobre dove si parlerà di patologie cardio metaboliche e il convegno inizierà alle 15,30 nella sala conferenze dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento mentre sabato 26 Ottobre si parlerà di attualità cliniche e terapeutiche di pneumologia e geriatria.

Tanti altri  i temi trattati e gli interventi dei nomi più prestigiosi della medicina.

 

Ad Agrigento domani, mercoledì 23 ottobre, al palazzo Filippini, alle ore 11, l’amministrazione comunale, Conad e la Provincia di Agrigento presenteranno la quinta edizione del “Grande Viaggio Insieme”, un evento itinerante ideato da Conad per incontrare le persone e conoscere i territori, con protagoniste le filiere alimentari e l’obiettivo di valorizzare i produttori e le tante eccellenze che sono il vanto del Made in Italy. In tale ambito saranno tanti gli appuntamenti che coinvolgeranno l’intera città, all’insegna del dialogo, della musica, del cibo e dello sport. Domani mattina interverranno al Filippini: Calogero Firetto, Sindaco di Agrigento, Vittorio Troia, Direttore Generale Conad Sicilia, e Giovanni Anania, Direttore Marketing e rete Conad Sicilia.

Era stata vista per l’ultima volta nel piazzale Rosselli. Tramite le telecamere si è vista salire a bordo di un’auto scura e il suo ultimo rilevamento telefonico è stato intercettato in Contrada Giampaolo a Realmonte.

L’allarme era stato lanciato da un’amica della turista a cui aveva inoltrato un messaggio chiedendo aiuto.

La donna è stata ritrovata nei pressi della Scala dei Turchi.

Adesso sarà sentita dai carabinieri del Nucleo Investigativo per capire cosa realmente è accaduto.

 

 

Una ventenne, in vacanza da sola ad Agrigento, avrebbe mandato un messaggio vocale ad una sua amica che si trova in Svizzera. Un messaggio con il quale la ragazza chiede aiuto. Dalla Svizzera, l’Sos è stato immediatamente diramato ad Agrigento e i poliziotti della sezione Volanti stanno cercando di fare quadrato e capire cosa sia successo e dove veramente la ventenne si trovi in questo momento. L’unica indicazione che, al momento, i poliziotti hanno in mano è che la ventenne quando ha registrato il messaggio vocale, forse, stando a quanto è stato riferito dall’amica della presunta scomparsa, la giovane si trovava in piazzale Rosselli.

La polizia di Stato, in questo momento, sta chiedendo la collaborazione di tutti ed ha diramato la fotografia della presunta scomparsa. Chiunque abbia visto la ragazza o abbia informazioni sul suo conto, contatti immediatamente le forze dell’ordine e dia precise indicazioni al numero unico emergenza 112 o alla Polizia Locale.

Il “Sistema Montante” approda a Roma, sul tavolo della Commissione nazionale antimafia presieduta da Nicola Morra, del Movimento 5 Stelle. Dopo i colleghi della Commissione regionale antimafia in Sicilia, presieduta da Claudio Fava, anche in Commissione a Roma si procede da oggi ad un’attenta analisi del “Sistema” politico, giudiziario, istituzionale, affaristico, che sarebbe ruotato intorno all’ex presidente di ConfIndustria Sicilia già condannato a 14 anni di reclusione in primo grado, in abbreviato, dal Tribunale di Caltanissetta. A differenza della Commissione in Sicilia, la Commissione nazionale che dimora a palazzo San Macuto procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria. Le prime due audizioni sono in calendario oggi, martedì 22 ottobre, e rispondono all’appello i giornalisti Attilio Bolzoni e Gianpiero Casagni, entrambi parte civile al processo in corso a Caltanissetta. Bolzoni e Casagni sono stati i primi ad anticipare la sussistenza e i primi contenuti dell’inchiesta che poi ha investito Montante e la sua “rete” nella quale sarebbero stati coinvolti gli stessi due giornalisti Bolzoni e Casagni, bersagli del ‘dossieraggio a fine di ricatto” che avrebbe caratterizzato il “Sistema Montante”. Il presidente della Commissione nazionale antimafia, Nicola Morra, intende, tra l’altro, approfondire perché il ministero degli Interni non si è costituito parte civile al processo “Montante” a Caltanissetta, e accertare e svelare frequentazioni e interessi di Montante e del “Sistema” fuori dalla Sicilia. Ed ecco perché l’indagine della Commissione antimafia travalica lo Stretto di Messina e si trasferisce nella Capitale. E il presidente Nicola Morra conferma e scrive su Facebook: “La storia di Montante non appartiene solo a lui perché dentro di sé ha un pezzo d’Italia con il sangue marcio, avvelenata dalle convenienze e dai ricatti, un’Italia che si fa sempre sedurre dall’esclusività dei cerchi chiusi, che cede sempre ad impulsi osceni, che per sopravvivere a se stessa non esita ad aggregarsi in forme non percepibili alla vista ma che trasudano umori infetti. Un’Italia asservita alle mafie ‘incensurate’, un’Italia da bonificare convincendola a seguire la logica della verità, delle regole, e non della furbizia e della convenienza individuale”. E poi ha aggiunto: “Antonello Montante continua a dar da lavorare ai magistrati di Caltanissetta, ma anche a tanti osservatori delle cose dell’antimafia che dovranno capire. Prima pure dava da lavorare: a tanti uomini di Stato, a tanti giornalisti, a tanti prezzolati disposti a tanto pur di aver qualche soldo. Ci sarà da ridere quando ne ragioneremo in commissione prossimamente. E molti saranno nervosetti…”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)