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“Ma da chi viene informato Grillo? Vorrei sapere di cosa ci rimprovera esattamente. Perché non parla con noi, invece di attribuirci frasi e posizioni mai espresse?”.
Giulia Di Vita, deputata M5S indagata, insieme ai colleghi Riccardo Nuti e Claudia Mannino, nel caso ‘firme false’ a Palermo, in un’intervista al Corriere della Sera non nasconde le sue perplessità dopo il post con cui ieri Beppe Grillo ha chiesto ulteriori sanzioni per i tre parlamentari (già sospesi), invocandone la sospensione anche dal gruppo alla Camera.
Secondo la deputata siciliana “non si possono considerare le nostre critiche un attacco diretto a Forello”, il candidato M5S a sindaco di Palermo. “Lui – spiega – fu biasimato dai nostri colleghi della Commissione antimafia tre anni fa per un conflitto di interessi legato al ruolo avuto all’interno di Addiopizzo e in seno a comitato ministeriale che assegna risarcimenti alle vittime del pizzo”.
“Per scrupolo vorrei ribadire, come detto ieri, che da parte mia non c’e’ mai stato un attacco nei confronti della magistratura a cui mi affido totalmente per provare la mia estraneita’ ai fatti di cui vengo accusata e a cui ho consegnato gia’ le relative prove. Non ho mai nemmeno criticato il candidato sindaco di Palermo del m5s e nemmeno sapevo che nel 2014 i colleghi della commissione Antimafia avessero sollevato un potenziale caso di conflitto di interessi in seno alla onlus antiracket Addiopizzo di cui l’attuale candidato sindaco era presidente. L’ho appreso dai giornali soltanto questa estate”, spiega la parlamentare sulla quale – come anche su Riccardo Nuti e Claudia Mannino – Beppe Grillo ha chiesto nuove sanzioni e la sospensione dal gruppo alla Camera.


Palermo, 1 marzo 2017 – E’ Sergio Tancredi il nuovo capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars. Il parlamentare del Trapanese succede a Matteo Mangiacavallo, in virtù della rotazione semestrale stabilita dalle regole interne del gruppo.
Nato a Campobello di Mazara nel 1967, sposato, padre di un bambino, preparatore atletico e laureato in Scienze Motorie, Tancredi è componente della commissione Cultura, formazione e lavoro a Palazzo dei Normanni e segue frequentemente quella al Bilancio, dopo essere stato alla commissione Affari istituzionali e componente della commissione Esame delle attività dell’Unione Europea. Tra i suoi atti parlamentari, a prima firma, si contano 12 disegni di legge e oltre 60 atti ispettivi.
“Prendo con piacere questo testimone, – afferma Tancredi – ricoprire questo ruolo mi entusiasma e mi carica di nuove responsabilità, e sono certo che con l’aiuto di tutti i miei colleghi saranno sei mesi di lavoro appassionante; anche in previsione dei futuri impegni elettorali che ci apprestiamo a vivere in questo 2017, e che considero l’anno ZERO della Regione Siciliana. Ci troviamo di fronte, quindi, una grande opportunità, quella di sovvertire gli assetti marci che hanno incancrenito la nostra terra a causa di una pubblica amministrazione sempre più lontana dalle vere esigenze dei cittadini”.
Interviene anche il capogruppo uscente Matteo Mangiacavallo, che fa un bilancio degli ultimi mesi: “Sono stati mesi importanti, in cui il M5S ha raccolto la soddisfazione della vittoria al referendum costituzionale e dato il via alla campagna elettorale per le prossime regionali. Regionali in cui vogliamo essere protagonisti, continuando a scrivere il programma insieme ai cittadini. In questi giorni infatti si concluderà l’iniziativa iDay coi banchetti informativi in giro per la Sicilia”. E conclude: “il compito di un capogruppo è essenzialmente quello di cercare la sintesi tra diverse posizioni interne e portare i singoli a fare squadra. Compito che può essere arduo in un partito politico ma che si presenta più che agevole nel gruppo parlamentare del M5S all’ARS che fin dal dicembre del 2012, dal giorno del suo insediamento, ha sempre dimostrato estrema compattezza e solidità. Passo oggi il testimone ad un collega preparato e brillante, Sergio Tancredi, che abbraccio simbolicamente augurandogli un buon lavoro. Forza Sergio, andiamo avanti”.

La Procura di Palermo ha chiuso l’indagine sulle firme false depositate dai 5 Stelle a sostegno delle candidature per le Comunali del 2012.
Quattordici gli indagati tra i quali il deputato nazionale Riccardo Nuti, che nel 2012 era candidato sindaco, e le parlamentari Giulia Di Vita e Claudia Mannino. Il procuratore aggiunto Dino Petralia e il sostituto Claudia Ferrari contestano la violazione di una legge regionale del 1960 che recepisce il testo unico nazionale in materia elettorale.
L’onorevole Claudia Mannino intervistata dalle Iene (archivio)
Secondo la procura, Nuti ed un gruppo ristretto di attivisti come Samanta Busalacchi, Giulia Di Vita e Claudia Mannino, dopo essersi accorti che per un errore di compilazione le firme raccolte erano inutilizzabili ed era quindi a rischio la presentazione delle candidature, avrebbero deciso di ricopiare dalle originali le sottoscrizioni ricevute e corretto il vizio di forma. A 11 indagati i pm contestano la falsificazione materiale delle firme. A Nuti, per cui al momento non c’è la prova della commissione del falso materiale, si imputa, invece, l’avere fatto uso delle sottoscrizioni ricopiate. Il falso materiale riguarda Samanta Busalacchi, Giulia Di Vita, Claudia Mannino, Alice Pantaleone, Stefano Paradiso, Riccardo Ricciardi, Pietro Salvino, Tony Ferrara, Giuseppe Ippolito e i deputati regionali Giorgio Ciaccio e Claudia La Rocca. Il 13/o indagato, il cancelliere del tribunale Giovanni Scarpello, è accusato di avere dichiarato il falso affermando che erano state apposte in sua presenza firme che invece gli sarebbero state consegnate dai 5 Stelle. Reato di cui risponde in concorso con Francesco Menallo, avvocato ed esponente dei 5 Stelle che consegnò materialmente le firme al pubblico ufficiale per l’autenticazione.
Un contributo fondamentale alla ricostruzione della vicenda e all’individuazione dei ruoli degli indagati è venuto dalle testimonianze di La Rocca e Ciaccio che hanno raccontato i giorni convulsi seguiti alla scoperta del vizio che avrebbe potuto invalidare le liste. Sono stati loro a riferire la decisione presa da Nuti e i suoi di ricopiarle.
Anche l’attuale deputato regionale Giampiero Trizzino, mai indagato nel procedimento, avrebbe confermato che la vicenda nel Movimento era nota. Importanti anche le testimonianze dell’attivista Vincenzo Pintagro e degli indagati Paradiso e Ippolito. La Procura ha chiuso poi il cerchio ad una perizia grafica e ha confermato la falsificazione di centinaia di firme.

ROMA – “Le misure urgenti non bastano per ridare fiducia alle imprese e ai consumatori. Servono riforme strutturali per rimettere in moto il turismo, unico settore in Italia realmente in grado di fronteggiare la crisi”. Lo dice Azzurra Cancelleri, deputato del M5S alla Camera, che ha presentato un’interrogazione al Premier Renzi e ai ministri dello Sviluppo Economico e alle Attività Culturali.
“L’occupazione, lo sviluppo e la crescita passano dal terzo settore. Ma i gravissimi episodi di terrorismo verificatisi negli ultimi periodi – dice – hanno gettato in una crisi economica senza precedenti il comparto . A risentirne sono anche le agenzie di viaggi e tour operator. Non possiamo permetterci – aggiunge la Cancelleri – che la gravità di questa situazione, pur mantenuta sotto controllo, rischi di portare inevitabili ripercussioni negative sull’occupazione del personale addetto al comparto economico – turistico. Il fattore insicurezza è relativamente elevato. Per questo ho scritto al governo e ho chiesto quali misure intende adottare perché le prospettive economiche attuali di questo settore possano iniziare a ritornare alla normalità”.
“Renzi e i suoi ministri – conclude – ci facciano sapere se intendono avviare una campagna sul tema del turismo. Magari, di concerto con l’Enit, l’ente nazionale italiano del turismo, si potrebbero promuovere campagne finalizzata a garantire la sicurezza e l’attrattività delle destinazioni italiane ed europee”.

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Non mi aspettavo certamente che il padre del ragazzo disabile delle cui difficoltà mi sono occupato, nella mia qualità di portavoce dei cittadini, mi ringraziasse particolarmente per avere ascoltato e difeso la sua giusta causa, quella cioè di avere uno scivolo all’ingresso della scuola per poter più condurre il figlio disabile nell’aula scolastica.
Ben che meno mi aspettavo che il Sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, mi ringraziasse per averlo richiamato alla necessità di garantire ad un giovane cittadino disabile una migliore qualità della vita nella nostra città, abbattendo una barriera architettonica e realizzando quindi un provvedimento previsto dalla legge e la cui inosservanza in una altra scuola è già costata al Comune di Agrigento una pesante sanzione da parte del Tar.
Non mi aspettavo che dal caso del giovane disabile, condotto da ben tre persone, con la forza di quattro braccia, lungo le scale della sua scuola, con il solo precario ausilio di un insufficiente scoiattolo, si aprisse un dibattito sulla condizione della persone disabili ad Agrigento, alle prese con barriere architettoniche di ogni genere e con la mancanza di importanti servizi scolastici e di vario genere.
Mi aspettavo, invece, che il Signor Sindaco, piuttosto che diffondere una notizia che non esiste – e cioè che ho detto che “il padre porta sulle spalle il figlio” – avrebbe annunciato che la sua amministrazione avrebbe fatto un censimento della barriere architettoniche e che avrebbe approntato il piano per l’eliminazione della barriere architettoniche (PEBA), previsto da oltre vent’anni e che avrebbe subito realizzato lo scivolo per il ragazzo disabile, anche a proprie spese.
Io non ho da parte mia travisato nulla, signor Sindaco, perché – ripeto – non ho detto che il padre porta sulle spalle il figlio disabile quando deve condurlo a scuola e quando deve riportarlo a casa. Ho sottolineato che c’è bisogno della forza delle braccia del padre e dei bidelli per garantire al ragazzo il diritto allo studio.
Lo scoiattolo non è il provvedimento previsto per legge e sufficiente a garantire ad un disabile l’accesso in una scuola.
Meno che mai lo è quello scoiattolo, che, ci è stato detto ( e non solo a noi, ma anche ad un giornalista che ha chiamato la famiglia), non va bene per un ragazzo che pesa 70 chili più una carrozzella.
Non uno scoiattolo serve, signor Sindaco, ma uno scivolo o ancora meglio un ascensore.
Tutte opzioni che sono state esaminate in questi quattro anni dall’ufficio tecnico, che sono state indicate dal dirigente scolastico attraverso lettere al Comune, che sono state promesse alla famiglia, ma che non sono state mai realizzate sino ad oggi. Costringendo il padre a questa avvilente ed umiliante alternativa dello scoiattolo lungo le scale esterne della scuola.
Va su e giù lei, Signor Sindaco, su uno scoiattolo !
Se qualcuno ha travisato qualcosa è Lei, il signor Sindaco, che ben poco ha fatto finora per garantire a tutti gli studenti disabili agrigentini tutti i servizi scolastici di cui hanno bisogno, come le ore previste – e non tutte garantite ad Agrigento in queste settimane – dell’assistenza all’autonomia. E ci risulta che più di un genitore si lamenta per come viene gestita anche l’assistenza igienico-personale scolastica.
Ribadisco, non c’è nulla nel comunicato che ho diffuso in cui si sostenga che “il padre solleva sulle spalle il figlio disabile”.
C’è invece quello che Lei, Signor Sindaco, non vuole vedere, forse perché impegnato più a buttare fumo negli occhi con un po’ di decoro urbano, che a risolvere i veri e gravi problemi dei cittadini .
Sa cosa c’è ? C’è l’indignazione dei cittadini che ogni giorno da quattro anni vedono un padre di famiglia, avanti negli anni, condurre insieme ai bidelli un giovane disabile lungo una scalinata perché nessuno al Comune vuole provvedere a realizzare uno scivolo o a dotare la scuola di un ascensore.
Signor Sindaco, Lei ha travisato il senso del suo mandato: non è stato eletto soprattutto per sistemare vasetti al Viale, ma per risolvere i veri e gravi problemi dei cittadini e prima di tutto di quelli che vivono nelle maggiori difficoltà.
Sacrosanta la sua indignazione per la vicenda dei vasetti rubati, ma avrei voluto vedere almeno la medesima per la trascuratezza con cui al Comune è stato affrontato il caso di questo ragazzo disabile.
Sto travisando ? Può darsi. Mi smentisca allora provvedendo immediatamente alla costruzione dello scivolo.
Non prendo lezioni di morale da nessuno e mi sarei aspettato una diversa conclusione nel suo comunicato. Mi sarei aspettato che Lei annunciasse la decisione di ridursi l’indennità per costruire lo scivolo per il nostro studente disabile.
Ma forse mi aspetto troppo ?
Marcello La Scala del Movimento Cinque Stelle
Portavoce dei cittadini nel consiglio comunale di Agrigento

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Abbiamo preso un impegno con i nostri elettori e con tutti i cittadini: portare entro il 20 novembre in consiglio comunale la delibera necessaria per avviare in tempo le procedure per rescindere il contratto con Girgenti Acque e restituire al Comune la gestione dei servizi idrici.
Vogliamo infatti che un bene comune come l’acqua sia gestito da un ente pubblico.
Da quasi tre settimane abbiamo depositato e protocollato la delibera, la stessa già approvata in molti comuni della provincia che si trovano nella medesima situazione di Agrigento: hanno cioè consegnato le reti idriche e il servizio a Girgenti Acque e devono adesso esprimersi sulla opportunità di riprendersi tali servizi. Alla delibera abbiamo allegato una lettera perché si esamini con urgenza tale richiesta.
Assicuriamo gli Agrigentini che nella prossima riunione dei capigruppo daremo dura battaglia affinchè la delibera sia all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale.
I consiglieri comunali agrigentini avranno così modo di dimostrare nei fatti che vogliono discutere ed approvare questo importante atto di loro competenza.
Troppi discorsi, troppe ambiguità, troppi sotterfugi intorno a questa vicenda. Adesso basta: si passi ai fatti.
Giovedì in occasione della riunione dei capigruppo presenterò la richiesta di inserire all’ordine del giorno la delibera.
La Città saprà se anche i consiglieri comunali condividono la pressante richiesta della stragrande maggioranza dei cittadini, che vuole la gestione pubblica dell’acqua o se solo il Movimento Cinque Stelle li rappresenta davvero in questa battaglia.
L’acqua è un bene comune, a nessuno deve essere tolto questo bene, nessuno deve poter speculare sull’acqua, nessuno può pretendere tariffe ingiuste e ingiustificabili. Con la gestione privata dobbiamo chiudere al più presto ogni rapporto.
Marcello La Scala
Consigliere comunale
Del Movimento Cinque Stelle di Agrigento

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Quando il cittadino bussa alla porta del Comune di Agrigento e nessuno risponde, arriviamo ancora noi del Movimento Cinque Stelle a dargli una mano, ancora una volta. Nessuno deve rimanere indietro.
Ad un mercatista è stata assegnata dal Comune in piazza La Malfa il venerdì mattina, per la giornata di mercato, una buca piuttosto che un angolo ben messo, come avrebbe diritto avendo pagato la tassa.
Abbiamo mandato ben tre email agli uffici comunali chiedendo l’intervento degli operai, perché questo lavoratore riusciva ad allestire su quel sito mal messo la sua postazione.
Nessuno a Palazzo dei Giganti si è degnato di rispondere.
Con mio figlio Raffaele, attivista del meetup Amici di Beppe Grillo di Agrigento, ho dato una mano al mercatista per colmare e sistemare il pavimento e potere serenamente e con diritto sistemare la sua bancarella già venerdì prossimo.
Pochi minuti di lavoro e ad Agrigento un altro atto di giustizia vince contro l’ignavia di chi viene pagato dai cittadini per rispondere prontamente alle loro sacrosante richieste e troppo spesso trova porte chiuse.
Invitiamo i cittadini di Agrigento a fare segnalazioni sui loro disagi e le inoltreremo alle autorità competenti.
Se non ci risponderanno vi daremo una mano, se possiamo. Sono Marcello La Scala, il vostro portavoce al Comune, sono il vostro dipendente.
Nessuno deve rimanere indietro.
Il consigliere comunale
del Movimento Cinque Stelle
Marcello La Scala

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I compensi che riceverò per la mia partecipazione ai lavori della commissione elettorale andranno ai cittadini.
Verranno utilizzati infatti per opere di vario genere, ma tutte utili alla città e ai cittadini.
Mantengo così le promesse che ho fatto agli elettori.
Ho presentato una mozione per chiedere al consiglio comunale di rinunciare almeno ai gettoni di presenza che si ottengono per la partecipazione alle commissioni e ho chiesto al presidente del consiglio comunale e ai componenti la giunta una forte riduzione delle indennità. Mi auguro che al più presto venga messa all’ordine del giorno e che i molti consiglieri comunali che si sono indignati per gettonopoli e che hanno promesso agli elettori di rinunciare a parte dei loro compensi saranno coerenti con quanto annunciato.
Nei prossimi giorni farò sapere come utilizzerò i primi compensi ottenuti per la partecipazione ai lavori della commissione e pubblicherò le relative ricevute fiscali.
Ho deciso di non lasciare tali compensi nelle casse del Comune, perché preferisco valorizzare tali piccole risorse per fare del bene. Dal Comune non posso avere alcuna garanzia su come verrebbero utilizzati, non vorrei che finissero nelle tasche di qualche consulente di cui possiamo fare a meno.
Il consigliere comunale
del Movimento Cinque Stelle di Agrigento
Marcello La Scala.

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È imminente l’approvazione e la successiva pubblicazione del Decreto del presidente del consiglio dei ministri attuativo e del bando che mette in palio quasi 200 milioni per il recupero delle periferie degradate.
Per ogni progetto l’Ente locale potrà ricevere da un minimo di 100mila euro a un massimo di 2 milioni.
Anche il Comune di Agrigento potrà concorrere al bando anche con progetti di riqualificazione (edilizia o urbana) di livello preliminare.
E’ tempo che l’amministrazione Firetto passi dalle chiacchiere ai fatti sul futuro delle nostre periferie, non mancando questo appuntamento.
Troppe volte nel passato anche recente il Comune non ha sfruttato occasioni così propizie ed ha perso il treno della riqualificazione della nostra città.
Il Comune di Agrigento può rientrare a pieno titolo nelle caratteristiche richieste dal bando ed è possibile prevedere l’aggregazione con altri enti.
Per la partecipazione bisogna predisporre una progettazione supportata dal settore tecnico e dalla direzione dei servizi sociali.
Con una mozione ho chiesto che Sindaco e Giunta si impegnino affinchè costituiscano un “ufficio progettualità” che coinvolga il settore tecnico dei LL.PP. e la direzione dei Servizi Sociali con lo scopo di redigere la progettazione preliminare degli interventi di recupero urbano per Agrigento e, come conseguenza, concorrere al bando presentando il progetto entro la scadenza prevista che è il prossimo trenta novembre.
Non potremo che considerare intollerabile lasciarsi sfuggire questa opportunità. Non basta per Agrigento qualche spolverata per sistemare qua e là l’arredo urbano, occorrono interventi di più ampio respiro e qualificanti. Attendiamo la giunta alla prova dei fatti.
Il consigliere comunale
del Movimento Cinque Stelle di Agrigento
Marcello La Scala

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