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Purtroppo siamo consapevoli che esistano violenze di tanti generi e che ci indigniamo ad ogni notizia  o di fronte ad ogni comportamento violento, ma ancora oggi, mentre professiamo la nostra accoglienza , la nostra estraneità e il nostro prendere le distanza da comportamenti a tema, i fenomeni “violenti” proliferano come l’erba sui campi. Perché?

Quello che salterebbe subito in mente , se si dovesse rispondere in modo veloce e senza pensare , sarebbe che il male sia insito nell’uomo così  come il bene…eterna lotta. 

Esemplificativo e banale.

Chiediamoci piuttosto perché, nonostante il grado di cultura sia (abbastanza) aumentato e nonostante tutti gli sforzi da parte di esperti di fenomeni e deviazioni sociali, di interventi da parte delle forze dell’ordine, (e finalmente da parte dello stato) siamo ancora relegati al concetto di violenza di seria A e violenza di serie B ?

Cosa c’è che non va nel nostro sistema sociale e in quello intellettivo?

Da quando esiste il mondo la violenza sulle donne è stata sempre considerata un male minore rispetto a quella esercitata sugli uomini , questo perché ci hanno insegnato che l’essere perfetto sia di genere maschile, dando in questo modo una connotazione sessuale a Dio, (Dio Padre) e che vuole la donna seconda all’uomo, creata più come sollazzo che come sostegno.

“In principio Dio creò il cielo e la terra….allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere di suolo e soffió  nelle sue narici un alito di vita…poi il Signore Dio disse : non è bene che l’uomo sia solo….il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo che si addormentò, gli tolse una costola e richiuse la carne al suo posto….il Signore Dio plasmò con la costola che aveva tolta all’uomo, una donna…allora l’uomo disse: è carne della mia carne e ossa delle mie ossa …” (dal libro della Genesi).

Attenzione: seconda nell’atto della creazione, non seconda all’uomo.

La donna, rea d’aver attinto all’albero della conoscenza  e di averne dato al marito il frutto, fu relegata al ruolo di prostituta e tentatrice , causa della loro cacciata dall’Eden . 

Da quel giorno l’opera di denigrazione e punizione sulla donna, non è mai cessata. 

A volte credo sia necessario partire da molto lontano.

La storia ci insegna quante battaglie ha dovuto combattere la donna per riprendersi il posto che Dio le aveva assegnato come compagna dell’uomo e non come sua sottoposta a causa dell’unico peccato mai perdonato nella storia dell’umanità, fin dalla creazione.

L’arroganza del genere umano nel volersi  sostituire a Dio nel giudizio e nelle opere, (non essendo di natura divina), ha permesso di fatto che  ci fossero due pesi e due misure; una per l’uomo è una per la donna, facendone la vittima sacrificale di ogni sorta di frustrazione, rabbia, malcontento e follia del genere maschile. 

L’importante è però non cedere a meri  discorsi sessisti e cadere nella trappola del fare “di tutta l’erba, un fascio” . (Errore imperdonabile).

Vero è, che la cronaca è piena di notizie di femminicidio, reato che finalmente ha trovato una collocazione nella nostra giurisprudenza da pochissimo tempo in un paese che si professa civile e in uno stato che ha abolito il delitto d’onore (come se ci fosse un onore nel commettere omicidio), soltanto nel 1981 con la Legge 442.  Uno Stato complice dell’omicidio di troppe donne e che dava potere di giudizio insindacabile all’uomo , il quale poteva decidere della vita o della morte della propria moglie, fidanzata, sorella, figlia scostumata o disonorata, in nome di “quell’onore” riconosciuto come valore socialmente rilevante , tanto da giustificarne un omicidio per il quale avrebbe avuto notevoli attenuanti nello scontare una pena.

Nonostante ciò, gran parte della violenza di genere, nella fattispecie l’omicidio, in qualunque parte del mondo, (e sottolineo, qualunque luogo nel mondo), avviene  sempre per lo stesso motivo: “quello passionale”, fin dalla creazione di Eva.

L’unica cosa che è cambiata, è la nostra consapevolezza, la nostra capacità di giudizio e quella di riconoscere un delitto o una violenza in quanto tale, rivolta sia  agli uomini, che in questo caso alle donne.

Questa nuova consapevolezza , ha fatto in modo che nascessero tante strutture di supporto alle donne, sfruttate, stolkerate , stuprate, oltraggiate, vilipese e oggetto di ogni genere di violenza che va da quella psicologica a quella fisica a quella di costume a quella sociale. 

Sono tanti gli uomini che si fanno promotori e partecipi di iniziative di solidarietà e di sostegno alle donne, ma non è ancora abbastanza . Fino a quando non si estirperanno le sovrastrutture radicate come grosse querce nel nostro cervello, che vogliono le donne in qualche misura inferiori all’uomo sia nella forza fisica che nel potenziale intellettivo, fino a quando non si avrà contezza che non esiste nel genere umano una natura superiore se non quella divina, fino  a quando non si avrà l’onesta intellettuale di riconoscere che da sempre è stato perpetrato un danno morale oltre che fisico e sociale nei confronti della donna e se ne farà ammenda, fino a quando non si smetterà di vedere la donna meretrice, furba e disonesta che affabula ed inganna, fino a quando non sparirà ogni forma di competizione tra le stesse, fino a quando la diversità antropologica non diverrà un valore aggiunto e non la scusante di comportamenti estremi insiti nell’animale maschio a scapito della femmina, rimarranno soltanto belle parole farcite di ipocrisia che non faranno vedere nessuna luce in fondo al tunnel. La donna non dovrebbe essere costretta a difendersi dall’uomo per la paura che meri istinti atavici che non si sono mai evoluti, possano essere l’arma che attacca e uccide…

In questo caso, l’unica consapevolezza che ci rimane è quella che c’è ancora tanta, troppa, strada da fare.

Purtroppo.

Il Tribunale del Riesame di Palermo ha annullato l’ordinanza di cautelare e ha restituito la libertà a Gaspare Ciaccio, 32 anni, e Luigi Alberto La Sala, di 32 anni, entrambi di Sambuca di Sicilia, arrestato nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta Eden 5 – Triokola, contro alcuni presunti favoreggiatori del boss Leo Sutera e, indirettamente, di Matteo Messina Denaro.

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A Palermo, nel carcere Pagliarelli, sono in corso gli interrogatori degli indagati nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Eden 5 – Triokola”, a carico di presunti favoreggiatori di Leo Sutera, boss di Sambuca di Sicilia, e presunto tramite di Matteo Messina Denaro a cavallo tra le province di Agrigento e Trapani. Andrea e Salvatore La Puma, di 69 e 40 anni, padre e figlio, sono difesi dall’avvocato Carlo Ferracane. Poi Gaspare Ciaccio, 32 anni, è interrogato dai magistrati in presenza dell’ avvocato Giuseppe Brancato. Poi Vincenzo Buscemi, 63 anni, con l’avvocato Antonino Augello. Poi Luigi Alberto La Sala, 32 anni, con l’ avvocato Luigi Sanniu. E sono tutti di Sambuca di Sicilia. E poi nella prigione palermitana vi è anche Giuseppe Genova, 50 anni, presunto capomafia di Burgio, difeso dall’avvocato Giovanni Vaccaro. E nel carcere a Sciacca è invece ascoltato Massimo Tarantino, 45 anni, di Sambuca di Sicilia, difeso dall’avvocato Giovanni Forte, e che è già detenuto per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di rapine in banca. Nel frattempo, dalle indagini dei Carabinieri agrigentini, del Ros e della Procura di Palermo, emergono altri particolari. Secondo quanto hanno raccontato i collaboratori della giustizia Vito Truglio, di Castelvetrano, e Calogero Rizzuto, di Sambuca di Sicilia, personaggi di rilievo nella consorteria mafiosa sambucese sarebbero stati Andrea e Salvatore La Puma, come custodi di armi e per reperire un rifugio ai latitanti. Anche Bernardo Provenzano sarebbe stato nascosto in un covo dei La Puma a Sambuca. E Truglio ha aggiunto che nelle campagne di Sambuca, in un fondo di proprietà dei La Puma, vi sarebbero seppellite numerose vittime di lupara bianca e armi usate per omicidi negli ultimi 30 anni. E poi, altri dettagli, frutto delle video – intercettazioni : i Carabinieri del Ros e del Reparto operativo di Agrigento, diretto dal colonnello Andrea Azzolini, hanno accertato che gli indagati, per incontrarsi in campagna e riunirsi in affari senza sollevare sospetti, avrebbero usato lo scudo delle mangiate, le “schiticchiate” insieme a mogli e figli, così da potere, nella confusione generale, dissimulare lo scambio di informazioni e il raggiungimento di intese.

Un’intera famiglia, arrestata lo scorso 13 dicembre nell’ ambito dell’ operazione antimafia cosiddetta “Eden” sui fiancheggiatori del boss latitante Matteo Messina Denaro, è stata scarcerata dal Tribunale del riesame, che ha annullato l’ordine di custodia. Sono dunque liberi l’imprenditore di Castelvetrano Giovanni Filardo, accusato di fittizia intestazione di beni ai familiari, con l’aggravante di aver favorito la mafia, la moglie Francesca Maria Barresi e le figlie Valentina e Floriana, difesi dagli avvocati Nino Caleca, Roberto Mangano e Vito Signorello. Scarcerato dal Riesame anche un altro dei 28 arrestati, l’ingegner Giuseppe Marino, al quale sono stati concessi i domiciliari. Marino è accusato di corruzione, non aggravata, per la gestione di appalti nel carcere palermitano dell’Ucciardone.