Omicidio Celesia: il minorenne confessa ma non convince

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Si sospetta che il minorenne si sia addossata la responsabilità dell’omicidio di Rosolino Celesia a Palermo per proteggere il fratello maggiorenne. Il prefetto blinda la “movida”.

Il minorenne di 17 anni che la notte tra mercoledì e giovedì avrebbe sparato tre colpi di pistola ferendo mortalmente al collo e al torace Rosolino “Lino” Celesia, 22 anni, fuori da un locale notturno in via Pasquale Calvi a Palermo ha confessato il delitto. Prima, giovedì pomeriggio, forse perché ha temuto che i Carabinieri fossero sulle sue tracce, ha telefonato al 112 e ha raccontato di avere solo litigato con Lino Celesia. Poi, interrogato, ha confessato l’omicidio, epilogo di un litigio. Non è del tutto creduto. Si sospetta che lui si sia addossata la responsabilità dell’assassinio nella prospettiva di una condanna meno severa in quanto minorenne, al contrario del fratello, G O (sono le iniziali del nome), 23 anni. Tale ipotesi sarebbe avvalorata da un video in cui, in un frame, il fratello maggiorenne è fuori dalla discoteca con la pistola in mano.

Ecco perché la Procura di Palermo gli contesta il reato di detenzione e porto abusivo d’arma da fuoco. La pistola, secondo l’attuale stato delle indagini, sarebbe stata nelle mani del minorenne, e, dopo gli spari, consegnata al fratello. In altri video in possesso degli investigatori si odono gli spari, in un altro alcuni ragazzi spostano il corpo della vittima che, rantolante, si appoggia ad un’automobile posteggiata in via Raffaele, nei pressi di un’uscita secondaria del locale e dove la Scientifica ha trovato delle tracce di sangue. E in un altro video arriva un’ambulanza privata, che trasporterà Celesia al pronto soccorso dell’ospedale “Civico”, dove è morto. Nel frattempo il prefetto, Massimo Mariani, ha disposto un incremento della presenza delle forze dell’ordine nei luoghi della “movida”. Sono attivi uno stand dell’Arma dei Carabinieri in via Magliocco, “gazzelle” dei militari e “volanti” della Polizia lungo via Ruggero Settimo fino a via Maqueda.

Il sindaco Roberto Lagalla ha apprezzato e ringraziato il prefetto: “Il delitto in via Calvi – sono le sue parole – è un fatto che lascia sgomenta la città e impone un momento di generale riflessione perché non si può morire in un modo così violento e tragico a 22 anni. Allo stesso tempo, tutte le istituzioni hanno il dovere di confrontarsi ulteriormente per un’analisi sulle azioni da mettere in campo. Ed è quello che è stato prontamente fatto su iniziativa del Prefetto Mariani, che ringrazio per la sua attenzione e sensibilità”. Al Cep, dove ha abitato Rosolino Celesia, vi è incredulità. Lui è stato molto attivo sui social. Su Facebook, dove si è registrato con il più confidenziale “Lino”, ha pubblicato tante foto della sua promettente carriera calcistica, video, messaggi, spesso tratti da frasi del film “Scarface” con Al Pacino, con il sottofondo di musica neomelodica. Una frase scritta è: “Quando sei solo e sono tutti contro di te, hai due strade davanti: la prima è morire, la seconda è uccidere”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

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