Immigrazione, altro naufragio in viaggio verso Lampedusa. Tre morti tra cui un neonato

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Naufragio di migranti poco al largo di Lampedusa. Recuperati morti un uomo, una donna e un neonato. Ancora sbarchi. Centro d’accoglienza sovraffollato. Lo sconforto del sindaco.

Altro, ennesimo, naufragio di migranti in viaggio verso Lampedusa. Al molo Favarolo dell’isola sono sbarcate 30 persone soccorse dalla Guardia Costiera a 38 miglia dalla costa, dove sono stati recuperati anche due cadaveri: un adulto e un neonato di circa un anno. Due pescherecci tunisini, intervenuti anch’essi sul posto in aiuto, hanno tratto a bordo il cadavere di una donna. Un altro neonato è stato strappato alla morte perchè è stato rianimato appena in tempo. La Procura della Repubblica di Agrigento, retta da Salvatore Vella, ha avviato un’altra, altrettanto ennesima, inchiesta. Le ipotesi di reato, al momento a carico di ignoti, sono ancora le stesse, ovvero favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e morte quale conseguenza di altro reato. Nel Centro d’accoglienza in contrada Imbriacola saranno ritualmente interrogati i superstiti, alla ricerca di indicazioni utili per identificare gli scafisti e i trafficanti. Il cadavere di un altro migrante è stato trovato e ripescato poche ore prima a ridosso degli scogli, ed è stato trasferito nella camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana.

Nel frattempo nel corso della giornata dell’Epifania hanno poggiato piede sulla terra agrigentina 307 migranti. Sono stati contati 7 sbarchi. Hanno lavorato Guardia di finanza e Guardia costiera. Gli extracomunitari sono originari di Congo, Costa d’Avorio, Mali, Nigeria, Gambia, Camerun e Burkina Faso. Al Centro d’accoglienza sono alloggiati in 1.300, a fronte di una capienza di 390 posti. La Prefettura di Agrigento ha disposto il trasferimento, con i traghetti di linea della mattina e della sera per Porto Empedocle, di 180 persone: 100 al mattino e 80 alla sera.

Il sindaco di Lampedusa, Filippo Mannino, come i suoi predecessori Giusi Nicolini, Bruno Siragusa e Totò Martello, e come il prossimo sindaco, impreca: “Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, venga a Lampedusa e stia almeno 24 ore con me. Forse così si renderà conto dell’enormità del problema e proporrà al Governo Meloni delle soluzioni serie e concrete. Siamo in guerra che molti ignorano o fanno finta di ignorare. Serve una legge speciale per Lampedusa che aiuti concretamente a gestire questo fenomeno che ha ricadute sulla gestione del territorio, e quindi sull’amministrazione comunale. Serve una task force pronta ad occuparsi di tutti gli aspetti connessi ai soccorsi e alla macchina dell’accoglienza: il ministro Piantedosi venga di persona, venga a vedere. Spero che il Governo Meloni si ravvedi e nel ‘Mille proroghe’ conceda al nostro Comune gli aiuti promessi. Con questi ritmi, con questi numeri da capogiro anche in pieno inverno, non so fino a quando riusciremo a fronteggiare tutto ciò”.

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