Fuga da Alcatraz? No, da Forza Italia

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La cosa che rattrista di più è che la lealtà nella politica bisognerebbe cercarla con la lente di ingrandimento.

Meglio ancora se si tratta di Forza Italia in provincia di Agrigento, dove ormai, da alcuni anni, si registrano fughe a destra e a manca non solo senza rimpianti ma spesso e volentieri con dichiarazioni al vetriolo che inquadrano perfettamente lo stato di fatto del partito del Cavaliere.

Più o meno i “profughi” di Forza Italia hanno recitato sempre la stessa motivazione: “Non siamo abituati a certe logiche”. E le logiche di Forza Italia nella provincia di Agrigento le conosciamo molto bene.

Fughe illustri, di personaggi che in passato hanno dato tantissimo al partito Azzurro e che, alla fine, si sono ritrovati con un pugno di mosche in mano, tra promesse non mantenute, spunnapedi, tragedie e così via dicendo.

Non siamo affatto meravigliati di quanto sta accadendo a Sciacca in vista delle prossime amministrative. L’amore tra il cadidato a sindaco Matteo Mangiacavallo e Forza Italia è durato da Natale a Santo Stefano. Appena dopo qualche decina di ore da quel matrimonio impossibile, Mangiacavallo ha capito benissimo dove era finito. E così, l’ex grillino, non ha esitato un solo istante a mandare a quel paese Gallo Afflitto, La Rocca Ruvolo e compagnia cantando. Le motivazioni, sempre le stesse: “Chi parla di regia dietro la mia scelta – ha detto il deputato regionale – sarà abituato a logiche che non stanno e non staranno mai nel mio DNA e che, di contro, restituiscono impulso e maggiore forza alla decisione assunta oggi. Le mie scelte sono libere e personali, e di queste scelte mi assumo ogni responsabilità”. Più chiaro di così!

Al contrario, semmai, ci meravigliamo (ma non tanto, però…) dell’azione politica che in queste ore sta portando avanti Forza Italia dopo la fuga di Mangiacavallo. In una nota di stamani, Gallo e La Rocca Ruvolo esprimono “grave disagio” relativamente alla scelta di Mangiacavallo. E dopo il disagio i due parlamentari recitano testualmente: “Essendo il confronto alla base di ogni azione politica, Mangiacavallo, per trovare un punto d’intesa, avrebbe potuto parlare di eventuali problemi con i rappresentanti regionali e provinciali di Forza Italia”. Cioè, di fatto Mangiacavallo avrebbe dovuto “chiarire” con i suoi aguzzini?

 

Continuiamo a nutrire elevato rispetto nei confronti di Margherita La Rocca Ruvolo, purtroppo, però, la politica spesso ti lascia trasportare verso meandri dove non ci si è abituati a stare. Sin dal primo momento del passaggio della La Rocca Ruvolo in Forza Italia, più di qualcuno ha nutrito seri dubbi su questo inspiegabile abbraccio mortale del quale, ancora oggi, solo la Margherita di Montevago non si è accorta. Anzi, con molta amarezza notiamo che si sia calata perfettamente in quella che è la regula vitae all’interno degli azzurri agrigentini.

Diciamolo chiaramente: quando Mangiacavallo in queste ore ha capito che doveva solo subire e obbedire ha preferito non lasciarsi condizionare da questo modus vivendi alquanto perentorio e di regime. Sembra che l’ex senatore Nuccio Cusumano abbia preso la bacchetta in mano per dirigere orchestra e orchestranti con l’avallo del gotha provinciale.

E nel gotha provinciale, oltre a Gallo, si è calata persino nei capelli la stessa La Rocca Ruvolo che oggi si dichiara sorpresa dalle dichiarazioni di Mangiacavallo dopo la sua fuga a gambe levate.

Uccellacci raccontano che sia stata la stessa Margherita a riferire a Matteo Mangiacavallo di, sostanzialmente, ubbidire alle decisioni di Cusumano. Sarà vero? Sarà falso? Ni.

Non si può negare, però, come ormai la presidente della Commissione regionale Sanità  si sia perfettamente amalgamata nei meandri di una politica che certamente non le apparteneva.

Addirittura, e concludiamo, tal Carmelo Brunetto, fedelissimo da sempre di Cusumano, ha invitato Mangiacavallo a rettificare le sue parole di addio in quanto le trova “ingiuriose, diffamatorie e lesive” nei confronti del gruppo dirigente provinciale di Forza Italia.

Quando al peggio non c’è mai fine…

 

 

 


 

 

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