Finanziaria, da oggi il “tour de force”

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Prosegue da oggi il lavoro in giunta sul testo della finanziaria regionale. Obiettivi: entro Natale in Assemblea, ed entro il 31 dicembre l’approvazione.

La Regione Siciliana attende da Roma la tanto agognata norma “Salva Sicilia”, ovvero una sanatoria, uno strumento capace di ovviare al grave problema insorto dopo la bocciatura, ai primi di dicembre, del giudizio di parifica del rendiconto di bilancio 2020 da parte della Corte dei Conti, che ha imposto al governo Schifani il pagamento a rate in 3 anni, e non in 10, del disavanzo da circa 2 miliardi e 100 milioni di euro. Di conseguenza, nella proposta della manovra finanziaria è stato necessario inserire degli accantonamenti qualora si verifichi il peggio. In particolare l’assessore regionale all’Economia, Marco Falcone, ha accantonato quasi un miliardo di euro, esattamente 935 milioni di euro, col conseguente congelamento di alcuni capitoli di bilancio che, nella prospettiva positiva del contenzioso, sarebbero poi rimpinguati con i fondi adesso oggetto della trattativa in corso con il governo nazionale. Nel frattempo alcuni assessori hanno avanzato delle proposte, l’assessore le ha acquisite, e la discussione è stata aggiornata da oggi in poi, in modo celere durante la settimana, affinchè entro Natale il testo sia trasferito in Assemblea per l’esame e l’approvazione definitiva entro il 31 dicembre, scongiurando quindi l’esercizio provvisorio di bilancio che decorrerebbe dal primo gennaio in poi, come accade da ormai cinque anni consecutivi. Tuttavia Falcone mostra prudenza e annuncia: “Se dovesse essere necessario ricorreremo ad un esercizio provvisorio di breve durata giusto per consentire all’aula l’analisi del documento in tempi ragionevoli”. Il disegno di legge di stabilità è composto da una quindicina di articoli, in prevalenza interventi a sostegno degli Enti locali con la costituzione di un nuovo fondo e l’eliminazione delle riserve. E poi interventi per sbloccare il turnover dei Consorzi di bonifica e per una nuova impostazione finanziaria dell’Arpa protezione ambiente, assecondando alcune osservazioni della Corte dei Conti. Dunque una proposta di legge tecnica, per rinviare il “cuore” della manovra al prossimo anno. Ancora nel frattempo, il presidente della Regione, Renato Schifani, ha concluso una prima intesa con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Si tratta di un patto che assicura ossigeno per le casse regionali. Il governo nazionale si è impegnato a concedere subito 200 milioni a fronte di una richiesta di 600. Inoltre, ancora al fine di evitare una manovra troppo onerosa per i siciliani, Schifani ha strappato a Giorgetti la promessa di ottenere ogni anno una piccola porzione di risorse extra che dovrà essere decisa in futuro.

Giuliana Miccichè

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