Favara, spacciavano droga all’interno di una comunità per disabili, 7 misure cautelari, 5 persone a piede libero

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Spaccio di droga e violenze all’interno di una Comunità alloggio per disabili psichici a Favara. I Carabinieri eseguono 7 misure cautelari. Altri 5 sono indagati a piede libero.

Si tratta dell’inchiesta battezzata “Dark Community”, ovvero “Comunità oscura”: così perché tra le mura di una Comunità alloggio per disabili psichici a Favara, l’ “Oasi di Emmanuele”, in via Nicola Sacco, vi sarebbero stati degli accadimenti loschi, oscuri. Sì perché sarebbe stata spacciata droga all’interno della struttura. E non solo. Ecco perché il procuratore reggente di Agrigento, Salvatore Vella, ha proposto delle misure cautelari, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha valutato e provveduto di conseguenza, e i Carabinieri le hanno eseguite.

In carcere: Chyarl Bennardo, 40 anni, di Favara, e Carmelo Cusumano, 52 anni, di Favara. Obbligo di dimora nel Comune di residenza a carico di Emanuele Luigi Capraro, 24 anni, di Agrigento, e Gaetano Lombardo, 47 anni, di Favara. Divieto di dimora in provincia di Agrigento per Paolo Graccione, 45 anni, nato in Germania, e Fiorella Bennardo, 43 anni, di Favara. Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Giuseppe Papia, 64 anni, di Favara. Poi vi sono altri 5 indagati a piede libero: Gaetano Gramaglia, 32 anni, di Favara, Carmelo Nicotra, 37 anni, di Favara, Antonio Emanuele Gramaglia, 28 anni, di Favara, Salvatore D’Oro, 50 anni, di Favara, e Antonio Presti, 37 anni, di Agrigento. Le indagini sono state avviate nel novembre del 2020 a fronte di alcune segnalazioni su quanto accadesse nella Comunità. In particolare una donna ospite ha denunciato di avere subito minacce e più volte delle violenze sessuali come prezzo da pagare per comprare la droga. I Carabinieri, avvalendosi di intercettazioni telefoniche e telecamere di video-sorveglianza, hanno sollevato il sipario su una ben organizzata e collaudata “piazza di spaccio”.

Gli spacciatori avrebbero approfittato dello stato di minorità fisica e psichica dei destinatari delle sostanze stupefacenti, alcuni dei quali afflitti da tossicodipendenza. E spesso dei responsabili e dipendenti della Comunità sarebbero stati compiacenti, consentendo che gli stupefacenti circolassero all’interno, o correi, ovvero provvedendo loro direttamente a reperire la droga. Uno degli indagati, Carmelo Cusumano, peraltro già ristretto agli arresti domiciliari nella stessa “Oasi di Emmanuele”, con la complicità di un familiare avrebbe smerciato tra i pazienti ingenti quantitativi di hashish. I Carabinieri hanno inoltre riscontrato numerosi episodi di abusi e maltrattamenti da parte dei dirigenti e degli operatori della Comunità, tra minacce e aggressioni fisiche contro i pazienti “colpevoli” (tra virgolette) di lamentare carenze o disservizi. Le indagini giudiziarie sono in corso di conclusione e le condotte illecite non sono ancora definitivamente accertate.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

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