Ecco come abbiamo arrestato Matteo Messina Denaro

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Maurizio De Lucia, Procuratore di Palermo: “Siamo orgogliosi di quanto fatto questa mattina perché abbiamo catturato l’ultimo stragista. Era un debito che la Repubblica aveva nei confronti delle vittime ed in parte oggi è stato saldato. La mia presenza e quella del procuratore aggiunto Guido è anche una testimonianza di riconoscimento e di affetto verso l’Arma dei Carabinieri e verso coloro i quali sono intervenuti stamattina. Non sono state utilizzate le manette e non è stata usata violenza come si usa in un Paese democratico. Abbiamo assicurato allo Stato un pericolosissimo latitante. Allo stato non ci sono elementi che ci facciano pensare a complicità della clinica. I documenti utilizzati dal latitante erano apparentemente legittimi e legali ma ci sono comunque accertamenti in corso. Il soggetto che è stato arrestato per favoreggiamento della latitanza di Messina Denaro è un nome noto per omonimia in ambienti mafiosi. È un perfetto sconosciuto ed è compatibile con il profilo di un accompagnatore di latitanti. Matteo Messina Denaro non parla e non abbiamo avuto indicazioni da lui. Siamo davanti ad un obiettivo primario e la cattura viene prima di qualsiasi cosa. L’indagine si basa su due pilastri: le intercettazioni, che sono irrinunciabili e indispensabili nel contrasto alla mafia e senza le quali non si possono fare indagini di questo tipo; lo sviluppo investigativo dei Ros a diversi livelli dalle indagini tradizionali a quelle tecnologiche. Nel ventunesimo secolo la gente si muove con criteri smart e le nostre indagini devono esserlo altrettanto.”

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Generale Pasquale Angelo Santo, comandante Ros: “Un percorso investigativo durato anni. Nell’ultimo periodo abbiamo acquisito elementi che ci hanno portato a concentrarci sull’aspetto legato alla salute e alla sua malattia e che stesse frequentando una struttura per potersi curare. Il lavoro è stato caratterizzato dalla rapidità, dalla riservatezza e dal modo con cui in poche settimane abbiamo messo in fila elementi per individuare la data di oggi. Il ricercato si sarebbe dovuto sottoporre a terapie cliniche. La Procura di Palermo ha autorizzato le attività tecniche fino al punto del blitz. La ricerca del latitante è stata concentrata nelle prime ore del mattino e attraverso alcune verifiche lo abbiamo identificato e arrestato. Questo è il risultato del lavoro di tanti carabinieri, del loro sacrificio e di quello delle loro famiglie. I nostri militari hanno trascorso, ad esempio, le ultime vacanze natalizie in ufficio senza mai fermarsi.

Paolo Guido, procuratore aggiunto Palermo: “L’aspetto sanitario è stato rilevante, indubbiamente. È stato uno degli eventi che ha costretto il latitante ad esporsi. Non abbiamo trovato un uomo distrutto anzi in apparente buona salute, ben curato. Lo abbiamo trovato con una rete che fino a qualche ora fa lo ha sorretto e alimentato la sua latitanza. Dover fare i conti con la salute è grazie a Dio un fatto democratico. Non poteva affidarsi a personaggi distanti dal contesto territoriale ma ci sono indagini in corso.”

Colonnello Luigi Arcidiacono: “L’intervento che abbiamo effettuato oggi si basa su più fasi. Avevamo avuto notizia che il latitante era arrivato nella struttura sanitaria ed è scattato il dispositivo in una zona ritenuta sensibile. Il latitante non ha opposto alcuna resistenza, si è subito dichiarato anche se guardandolo ci siamo accorti che fosse lui. Era quello che ci aspettavamo di trovare. Non abbiamo avuto contezza di una fuga ma sicuramente avrà cercato vie di uscita alla vista del dispositivo.”

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