Aldo Mucci (SGS) Ex LSU: \”Finalmente il lavoro sicuro, ora i precari della scuola\”

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Tra i lavoratori ex lsu la gioia è immensa. Non importa se il lavoro è lontano. I biglietti del treno sono pronti ed anche l’alloggio. Il 30 ottobre, con nota 63227 il Ministero dell’Istruzione pubblica sul portale INPA il bando di concorso relativo alla procedura nazionale per l’assunzione del personale ex LSU e Appalti storici sui 590 posti disponibili in tutta Italia. Il concorso ATA ex LSU è rivolto al personale che non ha potuto partecipare alla procedura selettiva precedente a causa della mancata emanazione del bando nella loro provincia di appartenenza ed anche al personale che ha partecipato alla precedente procedura selettiva e che è risultato soprannumerario nella graduatoria provinciale di inserimento a causa della carenza di posti disponibili. Per partecipare è richiesto un diploma di scuola secondaria di primo grado (licenza media), conseguito entro la data di scadenza del termine per la presentazione delle domande di partecipazione. Il concorso non prevede limiti di età. E’ una nostra vittoria storica che ci ha visti impegnati per lunghi cinque anni a cercare di comporre, tra incontri istituzionali e manifestazioni romane, quel “puzzle” di proposte e controproposte politiche. Quanti accordi ministeriali, quanti verbali, quanta “schifezza” hanno contornato la vita lavorativa di questi invisibili operai delle scuole. I sogni si sa, sono fatti di tanta fatica. Una fatica che finalmente ha prodotto un frutto che ha ridato dignità lavorativa ed economica ai lavoratori ex LSU e Appalti storici. Vorremmo che sparissero quelle attività eternamente precarie che hanno per oggetto la fornitura di servizi svolte mediante l\’utilizzo dei soggetti percettori di sostegni al reddito, quindi in stato di svantaggio nel mercato del lavoro che, in questo modo, sono impiegati a beneficio di tutta la collettività. Bisogna combattere la precarietà, tutti i lavoratori debbono avere gli stessi diritti e le stesse tutele. Tocca ora ai precari della scuola, chiamati a singhiozzo, “appiccicati” alle mail, pronti a rispondere alle chiamate e con la speranza che l’amministrazione dell’istituto non sbagli a cliccare.

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