L’associazione ambientalista MareAmico di Agrigento sollecita la chiusura, con dissuasori in cemento, del Parco dell’Addolorata (dal nome del quartiere) o Icori (dal nome dell’impresa costruttrice), risalente alla fine degli anni ’70, progettato come polmone verde della città, reso fruibile al pubblico solo in occasione della visita del presidente Scalfaro a metà degli anni ’90. Il coordinatore MareAmico, Claudio Lombardo, spiega: “All’interno del parco, una struttura bellissima, sono presenti un anfiteatro, una zona destinata a cinema all’aperto, uno skate park ed una promenade panoramica. Purtroppo tutto questo è invece diventato un luogo di inciviltà, di abbandono e di malaffare. Oggi al suo interno c’è di tutto: montagne di stampanti per computer, mobili di ufficio, sfabbricidi, tonnellate di spazzatura varia ed abbiamo trovato pure una vasca idromassaggio e una pianola elettrica. Chiediamo di porre fine a questo scempio. Si tratta di un’area troppo vasta per essere controllata, fino a che non sarà resa sicura, chiediamo che sia bonificata ed inibita a chi la considera terra di confine, discarica e luogo di malaffare”.L’associazione ambientalista MareAmico di Agrigento sollecita la chiusura, con dissuasori in cemento, del Parco dell’Addolorata (dal nome del quartiere) o Icori (dal nome dell’impresa costruttrice), risalente alla fine degli anni ’70, progettato come polmone verde della città, reso fruibile al pubblico solo in occasione della visita del presidente Scalfaro a metà degli anni ’90. Il coordinatore MareAmico, Claudio Lombardo, spiega: “All’interno del parco, una struttura bellissima, sono presenti un anfiteatro, una zona destinata a cinema all’aperto, uno skate park ed una promenade panoramica. Purtroppo tutto questo è invece diventato un luogo di inciviltà, di abbandono e di malaffare. Oggi al suo interno c’è di tutto: montagne di stampanti per computer, mobili di ufficio, sfabbricidi, tonnellate di spazzatura varia ed abbiamo trovato pure una vasca idromassaggio e una pianola elettrica. Chiediamo di porre fine a questo scempio. Si tratta di un’area troppo vasta per essere controllata, fino a che non sarà resa sicura, chiediamo che sia bonificata ed inibita a chi la considera terra di confine, discarica e luogo di malaffare”.
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