“Abuso d’Ufficio”, l’intervento di Patronaggio

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L’ex Procuratore della Repubblica di Agrigento, Luigi Patronaggio, ha diffuso un intervento contro l’abolizione del reato di abuso d’ufficio: disagio, rammarico e frustrazione.

Luigi Patronaggio adesso è Procuratore Generale a Cagliari, e tra l’altro è stato Procuratore della Repubblica di Agrigento e presidente della Corte d’Assise di Agrigento, con a latere Luisa Turco, impegnato nell’ “Akragas”, il primo maxi processo a Cosa Nostra agrigentina, frutto delle prime due collaborazioni storiche con la Giustizia degli empedoclini Pasquale Salemi e Alfonso Falsone, e che si concluse nell’aula bunker carcere “Petrusa” di Agrigento il pomeriggio del 18 luglio del 2001 quando Patronaggio e Turco inflissero 21 ergastoli e 20 condanne a complessivi 150 anni di carcere.

Patronaggio, poi a lavoro ai vertici della Procura di Palermo in altrettante inchieste di rilievo come magistrato inquirente e non più giudicante, ha appena diffuso un intervento contro l’abolizione del reato di abuso d’ufficio, ovvero l’articolo 323 del Codice penale: “Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che, al fine di procurare a sé o ad altri un ingiusto vantaggio non patrimoniale o per arrecare ad altri un danno ingiusto, abusa del suo ufficio, è punito, se il fatto non costituisce più grave reato, con la reclusione fino a due anni”.

Luigi Patronaggio avverte disagio, frustrazione e rammarico, e scrive: “E’ fin troppo chiaro e indiscutibile che le Leggi vanno osservate ed applicate. Fatta questa premessa, a seguito della proposta abolizione del reato di abuso di ufficio con un troncante disegno di legge governativo, mi domando da magistrato ed uomo che amministra giustizia cosa dirò a quell’onesto candidato ad un posto di lavoro pubblico che si è visto scavalcare da altro candidato cui un compiacente pubblico funzionario ha valutato in modo illegittimo i titoli, in modo da favorire il concorrente nella nomina, con contestuale fregatura per l’onesto candidato. E cosa dirò a quel cittadino che si è visto negare una licenza perché il sindaco del suo paese ha voluto privilegiare il suo compagno di partito assegnando a questi ciò che spettava al primo. E ancora come resterà quell’imprenditore che vedrà votare l’ amministratore di una società pubblica una delibera a favore di una impresa da lui controllata senza astenersi come doverosamente previsto per legge per le ipotesi di incompatibilità. E quella azienda che si è vista sfuggire una lucrosa commessa perché il direttore di una ASL ha preferito illegittimamente favorire altra azienda legata ad un potente politico che proprio quel direttore aveva nominato a capo dell’ASL. E che dire alla professoressa, mamma di quel bambino portatore di handicap che sperava nel trasferimento nella sua città in forza di una legge che proprio quei soggetti svantaggiati vuole proteggere, quando il Provveditore con una lettura illegittima di quel caso umano ha preferito attribuire punteggi maggiori ad una amica, con cui aveva una relazione clandestina, che con attestazioni compiacenti, relative ad una vecchia nonna ottantenne mai vista, ha voluto favorire.
Certo oggi sono molto sollevato dal sapere che il Sindaco del mio paese farà decollare velocemente appalti e commesse pubbliche senza avere paura di firmare, ma sarò molto triste per quei cittadini che reclamano giustizia e che non verranno mai più tutelati. Un tratto di penna e “liberi tutti”, sentenze cancellate ed aspettative tradite. Essere garantisti significa garantire un giusto processo agli indagati ma significa altresì garantire i diritti a tutti quei cittadini che hanno subito una offesa e un danno da un comportamento illecito”.

Firmato Luigi Patronaggio.

Angelo uoppolo (Teleacras)

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