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Durante la pandemia, si è velocemente formalizzata la nascita dell’Organico di Emergenza, subito  “arruolati” e sbattuti  in prima linea. Personale, composto da ATA, collaboratori scolastici, tecnici di laboratorio e docenti. In piena pandemia. L’Organico di emergenza si è rivoltato le maniche, superando per ben due anni ogni tipo di ostacoli: distanze ed anche notevoli ritardi dei pagamenti. Passata la pandemia ,il Governo “scioglie” il contingente O.E. il  (31 marzo) per poi ripensarci, prorogando  il loro utilizzo fino a giugno 2022.

Dopo questa fatidica data, il buio. Spenti i fari sul Covid, si spengono anche i lavoratori. SGB a tal proposito, nella persona di Aldo Mucci, ha scritto – chiedendo un incontro urgente – una dura nota al Ministro Bianchi ed al titolare del MEF. Nella nota, SGB  rivendica “l’attivazione dell’organico Covid, a prescindere dall’andamento dell’epidemia, che ricordiamo purtroppo attualmente in crescita. Il loro utilizzo, consente di sopperire ai tagli al personale (pensionamenti compresi)  e alle insufficienze storiche e croniche della scuola. La politica, il Governo, non può rinunciare  al suo ruolo storico, che è quello della soluzione dei problemi sociali nell’interesse collettivo. La scuola è un interesse straordinariamente collettivo, una istituzione a carattere sociale che, attraverso un’attività didattica organizzata e strutturata, (oggi poco strutturata) tende a dare un’educazione, una formazione umana e culturale alle future generazioni. Non dobbiamo dimenticare che il  Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede un pacchetto di investimenti e riforme, tra queste l’istruzione. Siamo disposti a mettere le tende sotto il MIUR – conclude Aldo Mucci del direttivo nazionale SGB Scuola”.

I dettagli sull’inchiesta “Mosaico 2” sostenuta dalla Squadra Mobile di Agrigento. L’elenco integrale degli indagati. Contestati presunti traffici di droga e armi.

La Squadra Mobile di Agrigento, capitanata da Giovanni Minardi, il 15 settembre del 2020 è stata impegnata nell’operazione intitolata “Mosaico”: 7 arresti nell’ambito, soprattutto, di una sanguinosa faida insorta a cavallo tra Favara e il Belgio, a Liegi. Nel corso delle indagini i poliziotti ampliarono il raggio di osservazione e, tramite pedinamenti e appostamenti, hanno scoperto altro, tanto che adesso è scattato un secondo blitz “Mosaico”.

La Procura ha gettato sul tavolo del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento 26 nomi e cognomi con diverse proposte di misure cautelari. Il giudice, Giuseppe Miceli, ha firmato tre arresti e un obbligo di dimora. Agli altri 22 è stato notificato un avviso di garanzia. Sono stati ristretti ai domiciliari i favaresi Gerlando Russotto, 32 anni, Stefano Di Maria, 30 anni, e Luigi Deriu, 37 anni. Russotto è stato già condannato in primo grado a 6 anni di reclusione al processo “Mosaico 1”. Stefano Di Maria invece è stato arrestato e poi assolto con sentenza definitiva nell’ambito dell’inchiesta antimafia “Montagna”. L’obbligo di dimora è stato imposto ad Antonino Sortino, 27 anni, di Favara. Sono contestati presunti traffici di sostanze stupefacenti e di armi. Tra i 26 indagati vi sono Alessandro Puntorno, 53 anni, di Agrigento, già arrestato nel 2009 e nel 2011 nelle operazioni antidroga “House Delivery” e “Trifoglio”, beccato, tra l’altro, al porto di Palermo appena fuori la nave proveniente da Genova con 1 chilo di cocaina purissima e 100 grammi di hashish.

E poi Ignazio Sicilia, 46 anni, di Favara, arrestato nel 2005 nell’ambito dell’inchiesta antimafia “San Calogero”, condannato a 12 anni di reclusione e poi scarcerato nel 2015, dopo 10 anni, grazie alla liberazione anticipata. E poi Filippo Russotto, 47 anni, di Favara, ex fidanzato di Jessica Lattuca, 31 anni, di Favara, di cui non vi è più traccia dal 12 agosto del 2018, e il fratello di lei, Vincenzo Lattuca, 42 anni. Ecco gli indagati: Gerlando Russotto, 32 anni di Favara; Calogero Greco Gambino, 29 anni di Favara; Salvatore Sicilia, 39 anni di Favara; Ignazio Sicilia, 46 anni di Favara; Filippo Russotto, 47 anni di Favara; Ignazio Agrò, 63 anni di Racalmuto; Gioacchino Domenico Lo Giudice, 35 anni di Canicattì; Salvatore Alba, 38 anni di Favara; Nicola Chiarelli, 26 anni di Sommatino; Salvatore Chiarelli, 55 anni di Sommatino; Alessandro Puntorno, 53 anni di Agrigento; Salvatore Fortunato, 22 anni di Agrigento; Salvatore Butticè, 33 anni di Favara; Emilio Nobile, 27 anni di Favara; Salvatore Greco, 22 anni di Favara; Vincenzo Lattuca, 42 anni di Favara; Salvatore Matina, 34 anni di Favara; Antonino Sortino, 27 anni di Favara; Sharon Sortino, 27 anni di Favara; Giusy Mendolia, 26 anni di Favara; Calogero Cusumano, 34 anni di Favara; Michele Amato, 48 anni di Canicattì; Antonella Farabino, 51 anni di Favara; Stefano Di Maria, 30 anni di Favara; Giovanni Sortino, 54 anni di Favara; Luigi Deriu, 37 anni di Favara.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Un ascensore è precipitato dal quinto piano di un palazzo in via Vincenzo Balistreri, nel quartiere Brancaccio a Palermo. Dentro c’erano tre persone che sarebbero in gravi condizioni, due operai e una donna. Sono state portate in codice rosso agli ospedali Civico, Policlinico e Buccheri La Ferla. Hanno fratture gravi. La polizia e i vigili del fuoco stanno effettuando i rilievi per capire le cause dell’incidente.

Non sono ancora chiare le cause dell’incidente. Indaga la polizia. Secondo quanto si apprende, due operai stavano lavorando alla manutenzione dell’ascensore quando è precipitato. Gli inquirenti stanno cercando di capire cosa sia accaduto, chi sia il terzo ferito e perché si trovasse all’interno.