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Venerdì 10 giugno alle ore 19,30 in Cattedrale si parlerà del sinodo di mons. Petralia e mons. Bommarito. Un’occasione per conoscere le dinamiche sinodali del post concilio fino agli anni 2000.

Continuano i laboratori MAB2022, Museo-Archivio-Biblioteca della diocesi che con il progetto integrato, promosso dall’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici in sinergia con i tre istituti culturali, sta ricostruendo i sinodi storici celebrati in diocesi dal 1500 ad oggi e la loro rilevanza ecclesiale e sociale.

Venerdì 10 giugno alle ore 19,30 P. Alfonso Tortorici, che fu segretario del Sinodo diocesano celebrato tra il 1979 e il 1981 presenterà il percorso che portò al rinnovamento ecclesiale, pastorale e culturale  della Chiesa Agrigentina. Emergerà non solo la figura e lo spessore spirituale ed ecclesiale di mons. Petralia e mons. Bommarito ma l’impegno della diocesi di Agrigento di trovare nuove risposte alla sollecitazione del Concilio Vaticano II e alle istanze che venivano dalla base ecclesiale, sacerdoti, laici impegnati, associazioni e movimenti.

Dal Sinodo degli anni ottanta scaturì il Piano pastorale della Diocesi e la Nuova Immagine di Parrocchia.

Sarà una serata per ascoltare anche Tina Comparetto, giovane impegnata che partecipò al Sinodo e don Gaetano Montana, oggi delegato diocesano del Cammino Sinodale ed allora giovane seminarista.

Il ciclo di laboratori si concluderà  il 17 giugno sempre alle ore 19,30 in Cattedrale con la presenza  di Sua ecc. mons. Luis Marín de San Martín O.S.A.  sottosegretario del sinodo dei vescovi.

Dopo una lunga serie di sottovarianti Omicron emerse in Sicilia, dalla BA2 alla BA4 fino alla XQ, sul territorio si registrano i primi casi di Omicron 5, tutti a Palermo, riscontrati dal Centro regionale qualità laboratori sui campioni molecolari prelevati a cinque palermitani, tutti sulla cinquantina di anni d’età e tutti ricoverati: quattro al Cervello, uno al Policlinico. Nessuno è grave. Il commissario per l’emergenza covid, Renato Costa, commenta: “Adesso bisogna aumentare la quantità di sequenziamenti in provincia, anche attraverso i test rapidi. La BA5 va infatti attentamente monitorata, perché oltre ad essere più contagiosa degli altri lignaggi Omicron sembrerebbe anche più aggressiva, ed è un peccato, in questa fase, che lo screening sui passeggeri in arrivo all’aeroporto non ci sia più”.

Contrabbando di sigarette tra Palermo e Napoli. Sono 14 le misure cautelari eseguite dalla Guardia di Finanza di Palermo: 3 arresti in carcere, 8 ai domiciliari, e ad altri 3 indagati è stato imposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le Fiamme Gialle hanno anche sequestrato beni per oltre 2 milioni e mezzo di euro nell’ambito dell’inchiesta, coordinata dalla Procura di Palermo, cosiddetta Duty free 2. Agli indagati si contestano i reati di associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di sigarette. La banda avrebbe gestito i “banchetti di vendita” nelle zone di Oreto-Stazione, Settecannoli, Borgo Vecchio, Brancaccio, Ballarò, Sperone e dello Zen. L’organizzazione sarebbe stata gerarchicamente strutturata e radicata a Brancaccio. Le persone in carcere sono due palermitani, il capo del gruppo e il suo vice, e un napoletano fornitore delle sigarette e punto di contatto con i broker stranieri.

Un trentenne, originario della Romania, residente a Favara, alla guida della sua auto, è andato a sbattere contro un muretto, per poi il mezzo ribaltarsi. Il giovane è rimasto lievemente ferito. L’incidente stradale si è verificato la notte scorsa, in via Enrico Berlinguer, a Favara.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Tenenza di Favara, e del nucleo Radiomobile della Compagnia di Agrigento che hanno sottoposto all’alcoltest l’automobilista, risultato con un tasso alcolico ben al di sopra del limito consentito. E’ stato denunciato, in stato libertà, alla Procura della Repubblica, per guida in stato di ebbrezza.

Innanzi al Tribunale di Agrigento è iniziato il processo, per violenza sessuale aggravata a danno di una bambina di 9 anni, a carico di un pensionato di 70 anni di Montallegro, già arrestato dai Carabinieri. Lei, in occasione dell’incidente probatorio, ha confermato le accuse e ha raccontato: “Lui mi regalato alcuni bracciali, delle caramelle, 5 euro, e poi mi ha toccata baciandomi anche sulla bocca”. E’ successo due volte”. La sorella della bambina, ascoltata anche lei, ha reso la stessa versione. Entrambe sono assistite dagli avvocati Fabio Inglima Modica e Floriana Salamone. L’imputato è invece difeso dall’avvocato Giuseppe Lo Gioco. E’ stata la madre, insospettitasi dell’atteggiamento della figlia, a presentare denuncia ai Carabinieri. Prossima udienza il 4 luglio con l’ascolto dei primi testimoni.

Un brigadiere dei Carabinieri: “Sono stato io a indicare Salvatore Biondino come l’autista di Riina prima della cattura”. Dettagli e punti interrogativi.

Il brigadiere dei Carabinieri, Walter Giustini, oggi in pensione, ha dichiarato che nei primi mesi del 1992, prima delle stragi, ha saputo dal collaboratore di giustizia, Alberto Lo Cicero, che Salvatore Biondino era l’autista di Totò Riina. E di avere anche relazionato su ciò. E infatti il 15 gennaio del ’93 Riina fu arrestato in automobile insieme a Biondino diretto a casa di Biondino in via Tranchina per partecipare a una riunione della Cupola di Cosa Nostra. Il pentito Balduccio Di Maggio indicò come autista di Riina tale “Salvatore Biondolillo”.

Il brigadiere Giustini è intervenuto al “Fatto Quotidiano” dopo che in un articolo le sue dichiarazioni sull’identificazione dell’autista di Riina, Salvatore Biondino, sono state accostate alle motivazioni della sentenza sulla mancata perquisizione del covo di Riina in via Bernini, che ha assolto il generale Mario Mori e il capitano, poi colonnello, “Ultimo”, colui che arrestò materialmente Riina sulla circonvallazione di Palermo. E Giustini riferisce al giornale: “Sono stato io nel gennaio 1993 a dire che l’autista di Riina si chiamava Biondino e non Biondolillo, come indicato dal pentito Di Maggio, proprio perché Lo Cicero me lo aveva indicato come autista di Riina mesi prima. Io ho dato al mio comandante, Marco Minicucci, la fotografia di Biondino.

L’11 gennaio ’93, quindi 4 giorni prima dell’arresto di Riina, Minicucci portò la foto di Biondino a Di Maggio, e Di Maggio disse: ‘E’ iddu!’. Ho fornito io a Minicucci la scheda con l’indirizzo di Biondino, in via Tranchina”. E a dimostrazione di avere avuto un ruolo nella cattura di Riina, il brigadiere Giustini ha mostrato un “apprezzamento” del 23 giugno ‘93, firmato dal comandante regionale dell’Arma, Giorgio Cancellieri, e ha dichiarato di avere ricevuto un premio da 1 milione e mezzo di lire. Minicucci a processo ha dichiarato: “Di Maggio parlò di questo ‘Biondolillo’ che era vicino a Riina e addirittura gli poteva fare da autista. Noi facemmo degli accertamenti e non individuammo nessuno: Di Maggio non riconobbe nessuno dei ‘Biondolillo’ che gli mostrammo con foto. Venne in mente a personale da me dipendente di mostrare una fotografia di tale Biondino Salvatore che veniva fuori dalle dichiarazioni del collaboratore Lo Cicero. La mostrammo a Di Maggio e lui riconobbe Biondino come il suo ‘Biondolillo’. Ad avere l’intuizione fu il brigadiere Giustini che disse: ‘vogliamo provare…’ Aggiungo che Di Maggio non fornì l’indirizzo di Biondino”.

Ebbene, insorgono degli interrogativi: “Se il 12 gennaio vi fu un sopralluogo con Di Maggio davanti a casa di Biondino, ed il 15 gennaio fu il giorno dell’arresto di Riina, cosa fu fatto sul piano investigativo nei tre giorni dal 12 al 15? Furono fatti pedinamenti di Biondino? Fu messo sotto intercettazione quel soggetto che, in quel momento preciso, era stato indicato come l’autista del Capo dei capi? Perché non fu messa sotto osservazione l’abitazione di Biondino? E’ un fatto raccontato dai collaboratori di giustizia che il 15 gennaio mattina, proprio a casa di Biondino, in via Tranchina, si doveva tenere un summit assieme a tutta la Cupola. Ovviamente alla notizia dell’arresto di Riina tutti si dileguarono, e quando i Carabinieri si recarono nella casa di Biondino non c’era più nessuno. Ancora una volta tornano le domande. Perché non fu dato peso a quelle indicazioni che riguardavano l’autista di Riina? Biondino godeva di qualche protezione alta? Salvatore Cancemi, capo del mandamento di Porta Nuova e poi collaboratore, lo aveva già descritto come un personaggio importantissimo che aveva contatti a tutti i livelli, comprese le istituzioni e i servizi segreti: un uomo di strategia, e nello stesso tempo feroce assassino”.

Un altro collaboratore di giustizia, Francesco Onorato, ha raccontato un particolare legato all’omicidio del giovane poliziotto Emanuele Piazza. Lui, Piazza, collaborava in maniera riservata con i servizi segreti alla ricerca dei latitanti. Forse un po’ ingenuo, o forse solo amante del rischio, Emanuele Piazza era riuscito a stringere una buona relazione di conoscenza con Onorato. I due infatti condividevano la passione per la boxe e spesso si fermavano a fare due chiacchiere. In una di queste occasioni passava per caso da quelle parti Salvatore Biondino che li vide. Più tardi Biondino fece chiamare Onorato e gli disse: ‘Ma che fai? Ti abbracci con gli sbirri?’. Come facesse Biondino a conoscere il lavoro super riservato di Emanuele Piazza resta un mistero”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

A Lampedusa, in un locale della movida, si è scatenata una lite tra sei persone, compresa una donna. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della locale stazione. Sono stati denunciati a piede libero alla Procura di Agrigento per rissa. Si tratta di due ristoratori di Lampedusa, di 43 e 40 anni, un cuoco di 55 anni, anche lui lampedusano, due palermitani residenti a Cinisi, un pensionato di 73 anni, un tecnico ortopedico di 45 anni, e una 18enne disoccupata. Ignota è la causa dell’azzuffata. Nessun ferito.

Agrigento e la Valle dei Templi in festa per i 208 anni della fondazione dell’Arma dei Carabinieri. Dopo due anni di pandemia, i festeggiamenti sono tornati all’aperto, in un luogo pubblico, alla presenza delle autorità civili, militari, istituzionali e religiose, e soprattutto con la partecipazione della cittadinanza. La ricorrenza è stata commemorata con il tradizionale schieramento dei militari, in rappresentanza di tutti i reparti dell’Arma della nostra provincia. A fare gli onori di casa il comandante provinciale dei Carabinieri di Agrigento, Vittorio Stingo. Protagonisti in assoluto i ragazzi delle scuole. Gli studenti durante la cerimonia hanno messo in atto delle vere e proprie rappresentazioni di sei eventi, tra i più salienti, degli ultimi dodici mesi, raccontati non dai carabinieri, quanto dagli studenti, che hanno raccontato i carabinieri. Ragazzi di sei licei, uno dei quali, si è dedicato alla componente musicale: “Politi” di Agrigento, “Ugo Foscolo” di Canicattì, “Saetta e Livatino” di Ravanusa, “Enrico Fermi” di Licata, e il liceo classico, e musicale “Empedocle” di Agrigento.

Nel corso della cerimonia per l’anniversario dei 208 anni di fondazione dell’Arma, sono stati consegnati riconoscimenti, e ricompense ai carabinieri, che si sono distinti in servizio, e non solo. Ecco i premiati. Tenenza di Favara: Gerlando Montana e Domenico Accardo; Stazione di Agrigento: Nicholas Mencio, Giuseppe Prinzivalli, Rosario Russo, e Mario Miraglia; Compagnia di Agrigento, e Stazione di Realmonte: Marco La Rovere, Antonio Ditto, Francesco Scimè; Compagnia di Cammarata: Diego Pizzuto, Luigi Bonanno, e Pierluigi Umbaldo; Compagnia di Licata: Carmelo Caccetta, Gianfranco Antonuccio, Giacomo Piacenti, Giuseppe Mele, Giacomo Sica, Giovanni Musetti e Denis Gabrieli; Compagnia di Licata: Augusto Petrocchi, Salvatore Turtorici e Daniele Martinez; altri riconoscimenti alla Compagnia di Licata: Ilario Scali, Stefano D’Elia, Angelo Stimolo, Giuseppe Bennici, Giuseppe Licata, Giuseppe Azzolino, Nunzio Lavore, Alessandro Gaetano Martino, e Angelo Conte.

Tolleranza zero. In una sola giornata, quella di domenica, a San Leone, gli agenti della Polizia Locale di Agrigento hanno elevato 165 contravvenzioni, per varie infrazioni al Codice della strada.

“Siamo riusciti ad aumentare il budget delle ore, da 28 a 34, per 22 agenti di Polizia Municipale – spiega l’assessore Francesco Picarella -. L’aumento delle ore porterà a maggiori controlli sul territorio, settimanalmente daremo notizia ai cittadini delle attività che riguarderanno le infrazioni del Codice della strada, i reati ambientali e la tassa di stazionamento”.