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Sabato 4 dicembre appuntamento a Cannatello per ripulire la spiaggia dal grosso quantitativo di rifiuti arrivati in mare attraverso il fiume Naro, dopo le ultime ondate di maltempo.
Mareamico promuove questa operazione ambientalista, chiamando a raccolta i propri volontari e tutti coloro i quali amano questo tratto di costa.
L’appuntamento è per le ore 9,00.
Ha già accolto favorevolmente l’iniziativa il Sindaco di Agrigento Francesco Miccichè, che ha incaricato le ditte di intervenire per il ritiro e lo smaltimento dei rifiuti che verranno raccolti dai cittadini.
Parteciperà anche il Sindaco di Favara, Antonio Palumbo.

Il Consiglio di amministrazione della Fondazione Teatro Pirandello, tra il presidente Alessandro Patti, il suo vice Andrea Cirino, e poi Gaetano Airò, Giuseppe Micciché e Salvatore Nocera Bracco, hanno affidato l’incarico di direttore artistico a Salvo Bellomo. La nomina è stata ratificata dal direttore generale della Fondazione Teatro Pirandello, Salvo Prestia. Francesco Bellomo, di Agrigento, figlio del celeberrimo e storico attore agrigentino, Nino Bellomo, produttore e regista teatrale, da anni residente a Roma, ha al suo attivo un centinaio di produzioni teatrali con nomi del calibro di: Michele e Violante Placido, Giuliana De Sio, Mario Monicelli, Monica Guerritore, Andrea Jonasson, Gigi Proietti e Gianfranco Jannuzzo.

Un giudice impegnato in sezione civile di Tribunale, residente in un Comune della provincia di Agrigento, ha trovato davanti la porta di casa sua un fiore di plastica, e una chela di crostaceo appesa sulla maniglia. Il magistrato ha formalizzato la denuncia, a carico di ignoti, ai Carabinieri, che hanno subito avvisato la Procura della Repubblica. Indagini sono in corso anche avvalendosi di eventuali video registrati da telecamere di sorveglianza.

Maxi operazione della Guardia di Finanza. Traffico internazionale di sigarette dalla Tunisia alla Sicilia. 13 arresti. Sequestrate 23 tonnellate di tabacchi.

La Guardia di Finanza ha bombardato, colpito e affondato due presunte bande a lavoro, e in affari tra di loro, nel traffico internazionale di sigarette tra la Tunisia e la Sicilia. Sono stati arrestati 13 indagati di avere cucito una rete criminale transnazionale finalizzata al contrabbando di sigarette provenienti dal Nord-Africa.

L’inchiesta delle Fiamme Gialle, avviata nell’estate del 2019, si è avvalsa di intercettazioni telefoniche e ambientali, appostamenti, pedinamenti e video-riprese. La base operativa della prima banda, transnazionale, sarebbe stata nella provincia di Trapani e in Tunisia, e il suo compito sarebbe stato reperire le sigarette di contrabbando e organizzare le spedizioni illecite tramite mare, dalle coste africane verso l’Italia. La base operativa della seconda banda sarebbe stata invece in provincia di Palermo. E il suo compito sarebbe stato l’acquisto delle sigarette importate dall’Africa per venderle al dettaglio a Palermo. Dalle indagini è emersa le recrudescenza del fenomeno del contrabbando di tabacchi lavorati esteri, in viaggio in mare su “navi madri” che poi, al limite delle acque territoriali italiane, si sono incontrate con i “barchini”, tra pescherecci e motoscafi, provenienti dalla Sicilia, per il trasbordo delle casse di sigarette e l’approdo soprattutto nel Trapanese, tra Mazara del Vallo, Marsala e Campobello di Mazara, e anche nella provincia di Siracusa.

Appena a terra le sigarette sono state stoccate in magazzini degli indagati nel Mazarese, dove poi si sono recati e riforniti i componenti della banda palermitana. Dal 2019 in poi la Guardia di Finanza ha intercettato numerose spedizioni, arrestando in flagranza di reato 36 contrabbandieri. Sono state sequestrate 23 tonnellate di sigarette, in particolare con marca Oris, Royal, Pine, e Time, che, peraltro, non sono vendibili in Italia perché non conformi ai parametri di produzione e commercializzazione imposti dalla normativa europea.

E poi sono state sequestrate 10 imbarcazioni, tra 4 pescherecci e 6 motoscafi veloci, del valore di circa 500.000 euro, e poi 170.000 euro in contanti. Se immesse nel mercato, le sigarette di contrabbando avrebbero fruttato guadagni per 3 milioni e 500mila euro, provocando un conseguente danno per le casse dell’Unione Europea e dell’Erario italiano per oltre 6 milioni di euro. Ecco perché le indagini sono state avocate dalla Procura Europea, attiva dal giugno scorso, e che si occupa di perseguire i reati che danneggiano gli interessi finanziari dell’Unione europea.

Altri accertamenti hanno testimoniano una enorme sproporzione tra i beni nella disponibilità degli indagati e i redditi dichiarati. Tra gli arrestati, sei percepiscono, direttamente o tramite la propria famiglia, il reddito di cittadinanza. Il beneficio sarà sospeso e le somme indebitamente pagate saranno recuperate. Gli arrestati nella banda palermitana sono: Antonino Lo Nardo, 46 anni, Giulio Di Maio, 35 anni, e Fabio Bruno, 29 anni. E gli indagati sono Giosafat Bruno, 31 anni, Calogero Stassi, 28 anni, e Alfredo Caruso, 37 anni. Tra gli arrestati nella banda transnazionale, oltre ai numerosi tunisini residenti nella provincia di Trapani, vi sono anche gli italiani Bartolomeo Bertuglia, 53 anni, di Campobello di Mazara, Francesco Bertuglia, 56 anni, Campobello di Mazara, Vito Agnello, 53 anni, di Castelvetrano, e Giuseppe Licata, 55 anni, di Campobello di Mazara.

comandante provinciale della Guardia di Finanza di Palermo, il generale Nicola Quintavalle Cecere, commenta: “L’operazione assume particolare rilevanza in quanto si è conclusa con l’esecuzione del primo provvedimento cautelare personale emesso da un Ufficio Italiano della Procura europea e, in particolare, dai procuratori europei distaccati alla sede di Palermo. La Guardia di Finanza, in quanto polizia economico-finanziaria italiana, rappresenta l’interlocutore naturale della Procura europea, costituita proprio con lo scopo di perseguire i reati che minacciano gli interessi finanziari dell’Unione europea. Tra questi rientra ovviamente il contrabbando di sigarette che danneggia sia gli interessi nazionali (con riferimento alle accise) sia quelli comunitari (per quanto riguarda l’Iva). Si stima che il contrabbando di sigarette genera perdite di circa 10 miliardi all’anno per l’Unione Europea e di oltre 400 milioni all’anno per l’Italia. In tale comparto operativo le Fiamme Gialle assicurano una costante azione di contrasto mediante l’attività investigativa nonché i servizi di vigilanza statica e dinamica all’interno degli spazi aeroportuali e con le pattuglie impiegate nel controllo economico del territorio in città e lungo le rotabili”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

A Montevago i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato una donna di 45 anni, casalinga, con precedenti di polizia, destinataria di un’ordinanza di carcerazione emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Palermo. La donna è stata riconosciuta colpevole del reato di sostituzione di persona, commesso a Trapani nel 2013, ed è stata condannata alla pena definitiva di 2 mesi di reclusione. La donna, al termine delle formalità di rito, è stata sottoposta alla detenzione domiciliare nella propria abitazione.

Ieri i Carabinieri della Tenenza di Favara hanno arrestato un giovane di 23 anni originario di Partinico, con precedenti di polizia, che ha scavalcato la recinzione del muro di cinta dello stabile che ospita la caserma. Il giovane, che  è stato notato tramite il sistema di video-sorveglianza, è stato immediatamente bloccato dai militari presenti, dopo una breve colluttazione senza particolari conseguenze. È stata danneggiata lievemente anche la porta d’ingresso che dà accesso agli uffici. Il ragazzo, che si trovava collocato in una comunità di Favara, su disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento è stato trattenuto presso le camere di sicurezza in attesa dell’udienza di convalida e della celebrazione del rito direttissimo. E’ accusato di minaccia, resistenza a Pubblico Ufficiale, danneggiamento ed introduzione clandestina in luogo militare. Al momento si sconoscono le motivazioni che hanno indotto il giovane ad introdursi in questo modo all’interno della caserma di Favara.

“Mi rivolgo alla c.a. della S.V. al fine di rappresentare quanto segue: Da diversi giorni, anche sospinti e sollecitati dalla gravissima emergenza metereologica, che sta mettendo in ginocchio il nostro territorio provinciale, giungono da più parti accorate richieste di interventi di recupero e di sistemazione di diverse arterie stradali di competenza provinciale, le cui evidenti carenze di tipo manutentivo, nonché i danni strutturali, evidentemente cagionati dalle drammatiche conseguenze del maltempo, le hanno rese del tutto impraticabili, con la conseguenza che intere parti del nostro territorio, a cominciare dalle aree interne, si trovano ineluttabilmente isolate dal resto della provincia e della Sicilia.

Ultimo, ma solo in ordine di tempo, il grido d’allarme lanciato dai rappresentanti dei nostri circoli PD di Lucca Sicula, Burgio e Villafranca di cui, con questa, mia mi faccio portavoce, con riferimento alle condizioni di intransitabilità della S.P. 88, la quale rappresenta, fra l’altro, l’unica via di collegamento fra detto territorio e la S.S. 115, rendendo di fatto assai difficoltoso, per non dire impossibile, a queste comunità di potersi spostare dai propri comuni.

Appelli simili stanno giungendo da ogni parte della Provincia. Pare di tutta importanza, in tal senso, la strategicità della rete stradale di competenza del Libero Consorzio che, in un contesto di gravissima e colpevole arretratezza infrastrutturale, sovente rende diverse S.P. le
uniche vie di collegamento fra territori diversi. Tale consapevolezza impone l’assunzione di iniziative in grado di pensare e programmare, specie in tempi di ristrettezze economiche, un cronoprogramma di interventi in grado di ottimizzare risorse, dando risposte
concrete a quanti, in tutta obiettività, non possono rimanere prigionieri di un contesto di simile arretratezza infrastrutturale.

Mi permetto, in tal direzione, oltre a sollecitare alla S.V. un immediato sopralluogo lungo la S.P. 88, onde verificare l’urgenza di un intervento manutentivo e disporre i necessari interventi, di proporre la costituzione di un tavolo di confronto, alla presenza di tutti gli attori istituzionali del territorio, onde pianificare, in un quadro d’assieme e dentro una visione organica, gli interventi più urgenti ed impellenti per consentire un più Federazione di Agrigento Il segretario Provinciale efficiente e sicuro collegamento fra le diverse aree della nostra provincia, dando così riscontro alle sollecitazioni pervenute”.

Il Cartello Sociale interviene in maniera decisa sulla grave situazione venutosi a creare nella gestione del servizio idrico in provincia di Agrigento. Con una nota stampa fa il punto sulla situazione di grave disagio suggerendo le soluzioni che potrebbero portare ad una gestione pubblica, efficiente ed economica. Attualmente, la nuova società sconta il problema legato alla mancanza di liquidità con la difficoltà di non poter garantire lo stipendio ai dipendenti e gli interventi in reti interne colabrodo. Il giorno 2 di agosto del corrente anno è iniziata la gestione del Servizio Idrico Integrato da parte della Azienda Idrica dei Comuni Agrigentini (AICA), Società Consortile che raggruppa i Comuni che hanno conferito reti e impianti e l’ex Consorzio del Voltano trasformatosi a suo tempo in S.p.A.

Sono rimasti fuori i Comuni che non hanno ancora consegnato reti e impianti, gli otto Comuni che hanno ottenuto la salvaguardia, il Consorzio Tre Sorgenti, nonché impianti e l’utenza che ancora fanno capo a Voltano S.p.A. Nonostante la salvaguardia, AICA dovrebbe comunque acquisire le risorse idriche eccedenti la dotazione dei Comuni della salvaguardia stessa che necessità di un adeguato approfondimento e della risolutezza necessaria se questa viene meno.

L’Azienda AICA nasce dopo l’Interdittiva Antimafia che ha determinato oltre due anni e mezzo di commissariamento prefettizio e a seguito del mancato Concordato Preventivo al fallimento di Girgenti Acque e della controllata Hydortecne, solo perché la giusta risolutezza del Prefetto di Agrigento e del Giudice fallimentare che hanno dettato tempi contingentati e precisi, e non hanno permesso il continuo rimandare da parte di ATI e dell’Assemblea dei Sindaci dell’assunzione di responsabilità consequenziali alla delibera votata all’unanimità di gestione pubblica del servizio idrico integrato. AICA inizia le attività affittando dalla curatela fallimentare attrezzature, materiali, automezzi e sistemi informatici per tre mesi più tre, inoltre prende in carica il personale ex Girgenti Acque ed ex Hydortecne alle stesse condizioni precedenti. La Società Consortile sconta comunque la mancata dotazione di adeguato finanziamento pertanto non riesce a sopperire agli ingenti e indifferibili interventi per guasti, perdite, sversamenti e manutenzioni, alcuni dei quali risalgono a oltre un anno e mezzo. Subito vengono al pettine le problematiche del pagamento delle bollette elettriche e della fornitura di acqua da parte della società di sovra ambito oltre al pagamento degli stipendi che inesorabilmente si accumulano progressivamente. Inoltre le Aziende che si prestano a effettuare lavori per la Società AICA si rifiutano di effettuare lavori oltre una piccola soglia economica per timore di non essere pagate. Il finanziamento regionale promesso dal Governatore della Sicilia e dall’Assessore agli Enti Locali non arriva e l’Azienda è costretta a gestire le tante necessità con i proventi della bollettazione di fatture di acconto.

E’ chiaro che alla Società AICA non c’è alternativa, pertanto occorre metterla prima possibile nelle condizioni di operare, dotandola dell’adeguato finanziamento. Riteniamo che la Regione Siciliana debba effettuare un finanziamento immediato, congruo, per evitare l’interruzione del pubblico servizio che si potrebbe generare dalla impossibilità di AICA di andare avanti e in una tale situazione di ulteriore disastro non potrebbe che intervenire la protezione civile e in ultimo l’esercito. Allo stesso tempo i Soci debbono provvedere con sollecitudine a deliberare il prestito finalizzato al finanziamento di AICA e farlo pervenire urgentemente. Siamo ancora in tempo per evitare situazioni di non ritorno.

La grave situazione idrica e la penuria di acqua con gli invasi asciutti e i turni di erogazione diventati oramai insopportabili, esigono l’intervento immediato per riparare le perdite in condotta che sono sotto gli occhi di tutti e la ripresa della installazione dei contatori idrometrici con il passaggio delle forniture da forfettarie a misura. Occorre accelerare nel rifacimento delle reti obsolete e fatiscenti, in modo che entro due tre anni si riducano drasticamente le perdite in condotta per arrivare attraverso un crono programma a metter in pressione 24 ore su 24 le reti ricondizionate, evitando il fenomeno del passaggio dell’aria e migliorando in modo determinante la qualità dell’acqua distribuita, che sarà potabile al 100%.

Il rifacimento delle reti dovrà interessare anche quelle fognarie e pertanto occorrerà intervenire nel controllo e alla lotta al fenomeno dello scarico delle acque nere nelle condutture delle acque pluviali. Tutti gli scarichi fognanti devono essere depurati, pertanto occorre con sollecitudine ripristinare ed ammodernare i depuratori esistenti e costruire quelli che mancano. La provincia di Agrigento non deve versare a mare una goccia di liquame non depurato; sarebbe importante ed educativo riutilizzare per fini irrigui e di concimazione, sia le acque depurate che i fanghi opportunamente trattati, utilizzando gli scarti come risorsa. Occorre dare certezze alle Imprese che collaborano con AICA, le gravi perdite economiche sofferte con le precedenti gestioni non devono ripetersi e anzi bisogna costruire una clima di fiducia e ottimismo che deve necessariamente fondarsi sulla serietà e nella determinazione di migliorare la situazione e sulle chiare e misurabili azioni conseguenti alle dichiarazioni di volontà.

Solo se riusciamo a risolvere l’atavica grave arretratezza nell’adduzione, invasamento, trasporto, distribuzione e depurazione dell’acqua potremo dire di far parte di un consesso civile. Non ci sono più scuse, ci sono le risorse economiche occorre caparbiamente mettere la volontà necessaria alla risoluzione definitiva della problematica acqua e mettendo in campo una organizzazione che progetta realizza e mantiene in efficienza il sistema.

Azioni: 1. Dotazione economica di AICA; 2. Conferimento di reti e impianti; 3. Riparazione straordinaria perdite idriche; 4. Rifacimento reti idriche e fognarie; 5. Adeguamento e ammodernamento impianti di depurazione; 6. Costruzione di impianti di depurazione mancati o inadeguati; 7. Ricerca e sviluppo di nuove sorgenti e fonti di approvvigionamento; 8. Installazione contatori idrometrici; 9. Passaggio delle utenze da forfettario a misura; 10. Messa in pressione delle reti 24 ore su 24; 11. Automazione e tele gestione di reti e impianti; 12. Controllo e pubblicizzazione della qualità delle acque distribuite; 13. Recupero delle risorse idriche e degli scarti; 14. Recupero e produzione di energia. 15. Interventi a favore dell’utenza disagiata. Al fine di concordare quali azioni urgenti, ognuno per le proprie responsabilità, si devono assumere il Cartello Sociale ha chiesto a Sua Eccellenza il Prefetto di voler convocare con cortese urgenza un incontro con i Sindaci soci, con l’Assessore Marco Zambuto responsabile Enti Locali, del Presidente dell’A.T.I,. e del presidente dell’Assemblea dei Sindaci

La Scuola da sempre è uno dei pilastri fondamentali ed insostituibili di ogni società che vuol definirsi civile e democratica.

Quindi diventa improcrastinabile chiedersi perché il nostro paese ha sempre avuto un rapporto difficile con questa istituzione e perchè negli ultimi 30 anni ogni Ministro della Pubblica Istruzione che andava ad occupare la sede di Viale Trastevere, riteneva legittimo proporre la SUA riforma della Scuola con conseguente accantonamento della precedente, stratificando errori su errori.

Con la riforma scolastica avutasi nella metà degli anni 70, ma entrata a pieno regime negli anni 80 sono entrati nelle istituzioni scolastiche i genitori, per il presupposto che essendo la scuola una istituzione democratica anche la componente famiglia doveva farne parte.

Tutti noi siamo convinti che questo assunto, in via teorica, è ineccepibile; ma da allora ad oggi bisogna avere il coraggio e l’onestà intellettuale di capire cosa ha comportato l’ingresso dei genitori nella scuola, quali sono stati i benefici per l’istituzione, per i ragazzi e per la società italiana.

Oggi sempre più numerosi sono i critici alla presenza dei genitori nel sistema scolastico, almeno così per come sono oggi.

Sempre più si prende coscienza che questa condizione, così per come è stata applicata, nei fatti non ha apportato quel valore aggiunto sperato, ma anzi ha condizionato l’operatività degli istituti scolastici creando sovrastrutture ideologiche che hanno dato vita a  difficoltà pratiche ed operative rispetto al concetto dell’insegnamento.

Consapevole di questa sconfitta ideologica, ogni Ministro ha iniziato ad imporre la sua visione, anch’essa ideologica purtroppo, della scuola, travasando sempre più poteri dal Consiglio d’Istituto e dal Collegio Docenti verso gli organi monocratici del Dirigente Scolastico e del DSGA.

Ma come si dice in questi casi, la cura scelta è stata peggiore della malattia.

Questo travaso di poteri, abbinato all’aziendalizzazione della scuola ha creato “aziende” scolastiche sempre più votate ed attente al pareggio di bilancio e non più verso le strategie didattiche migliori da adottare per il bene dei ragazzi.

I Governi che si sono succeduti nel tempo, hanno pensato solo a curare l’aspetto organizzativo ed amministrativo della scuola oltre naturalmente alle esigenze delle famiglie che purtroppo il più delle volte non collimano con l’interesse dei loro ragazzi.

L’attenzione e la cura della didattica, a causa di queste scelte ideologiche, si è trasformata in esigenze ad azioni sempre meno importanti e sempre più declassificate trasformando piano piano i docenti in semplici “sorveglianti” di classi che tutto fanno tranne che insegnare.

Il diritto all’istruzione, sancito anche dall’Art. 34 della nostra Costituzione, in questi ultimi decenni è stato sempre più disatteso.

A causa della eccessiva attenzione ai bilanci, della mancata sostituzione dei docenti che nel tempo sono andati in pensione, dalla mancata formazione ed assunzione di figure specializzate in grado di far integrare anche i ragazzi diversamente abili, la scuola si è trasformatoa in un luogo di “posteggio” e non di istruzione.

Poi, con il caricare di responsabilità e poteri gli Organi monocratici dei Dirigenti Scolastici e degli DSGA, si è creato un dualismo di potere che sempre più spesso va allo scontro a danno esclusivo della didattica e del vero interesse dei ragazzi.

In questa confusione di ruoli, regole e normative, i docenti non hanno più un punto di riferimento e non riescono più a capire se il loro ruolo prevede sempre l’insegnamento ai ragazzi o è stato stravolto.

Ormai i docenti nei fatti lavorano per gestire e coordinare “progetti” che fanno introitare ai loro presentatori ed ai DSGA e Dirigenti Scolastici ulteriori utili, partecipano a riunioni di vario genere, a confronti con DSGA, Dirigente Scolastico e Genitori, poi se resta tempo forse insegnano.

Dobbiamo avere il coraggio di ammettere che la nostra società è cambiata e dobbiamo confrontarci con aspetti nuovi o modificati da nuovi fattori.

Riteniamo che le componenti della scuola, genitori, ATA, alunni, docenti, dirigenti ed amministrativi, debbono essere rimodulati con un solo obiettivo, insegnare ai nostri giovani.

Preparare i nostri ragazzi ad affrontare il mondo, creando esseri senzienti in grado di capire il significato delle parole e di saper esprimere un ragionamento logico sugli avvenimenti che li circondano; avere la capacità cognitiva e poter fare scelte razionali, questo deve essere il vero fine della scuola, non presentare progetti di svariata tipologia, organizzare sit in su ogni cosa avvenga nella nostra società, indottrinare i ragazzi su teorie di vario genere che stanno distruggendo le basi della nostra società.

Le fondamenta di una società civile e democratica sono le istituzioni scolastiche e quindi meritano la massima attenzione da parte di chi ci governa.

Gli uomini hanno, tra l’infanzia e l’adolescenza, il loro periodo decisivo per la loro formazione sociale e culturale, compito questo che spetta alla scuola, ma a quella scuola che sia in grado di insegnare non alla scuola che ha smarrito il senso ultimo della sua stessa  esistenza.