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Le spiagge dei Comuni della provincia di Palermo saranno vietate alla fruizione pubblica nella notte di Ferragosto. Ecco l’orientamento dei sindaci manifestato durante un incontro convocato dal prefetto di Palermo, Giuseppe Forlani. La misura risponde a un criterio di “massima prudenza” anti covid. Non sarà possibile accedere agli arenili tra le ore 20 del 14 e le ore 6 del 15 agosto. Sarà consentito l’accesso solo al personale degli stabilimenti e della pulizia. I clienti degli stabilimenti potranno utilizzare le strutture in un numero ridotto e con i distanziamenti previsti dalla legge. Il sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina, ha subito emesso un’ordinanza per la chiusura di tutte le spiagge e disposto la vigilanza sui punti di accesso.

“Obiettivo primario stabilizzazione di tutti i forestali all’interno di un quadro produttivo e di pubblica utilità, per gli addetti alla manutenzione e gli addetti all’antincendio.

Ampliamento delle competenze dei forestali con nuovi programmi di spesa e collaborazione con gli enti locali inserendo nuovi ambiti come la gestione e manutenzione del verde dei parchi comunali, delle spiagge del Demanio Regionale gestite dai 126 Comuni Siciliani rivieraschi, manutenzione delle strade di competenza regionale, in modo che il comparto possa attingere a fondi da ulteriori canali di finanziamento.

Il Governo del Presidente Musumeci, relativamente al comparto forestale, fino all’anno scorso era riuscito al completamento delle giornate assegnate ai forestali e si era riusciti ad ottenere una significativa riduzione degli incendi boschivi, rispetto a quelli, copiosi, degli anni precedenti, e ci rendiamo conto che le inefficienze denunciate quest’anno vanno in buona parte addebitate alle limitazioni operative imposte dal Governo Nazionale a causa del Covid”.

I lavoratori forestali, stanchi di ascoltare le vuote promesse di stabilizzazione che la politica ha sempre elargito a piene mani da quando esiste questo bacino di precariato, stanno pensando sempre più spesso di rivolgersi alla giustizia amministrativa ed ordinaria per aver riconosciuto il risarcimento dei danni causati per l’uso continuato dei contratti a termine, avendo come riferimento l’ormai famosa sentenza del Tribunale di Ragusa che ha dato ragione a parecchi lavoratori forestali.

Come Sinalp riteniamo non più prorogabile questo stato di cose, anche perchè è giusto ricordare che sull’Italia grava una procedura Europea d’infrazione per l’eccessivo utilizzo del precariato.

Quindi diventa fondamentale che il Governo Musumeci sostenga fino in fondo una riforma che guarda alla stabilizzazione di tutti i lavoratori forestali. Ad oggi abbiamo circa 10mila addetti alla manutenzione e 8mila all’antincendio ma questi 18mila lavoratori precari e part time, in realtà corrispondono a circa 5.800 posti di lavoro a tempo pieno, visto che l’ormai famigerato e vituperato “esercito dei Forestali Siciliani” in realtà è formato da lavoratori che ogni anno lavorano 78 giorni, 101 giorni e 151 giorni.

Siamo stanchi di subire le invettive e gli sfottò dei vari commentatori televisivi e giornalisti prezzolati che “godono” nel comparare i grandi ed indefessi lavoratori forestali della Lombardia o del veneto che con soli circa 350 addetti a carico delle rispettive regioni, fanno credere all’opinione pubblica nazionale che riescono a curare tutte le immense superfici boschive di veneto e Lombardia, alpi comprese.

Superuomini comparati con i circa 18mila forestali a carico della Regione Siciliana.

Famosa è rimasta la battuta “un forestale per ogni albero e non riescono a prevenire gli incendi che puntualmente si presentano in Sicilia ogni anno”.

Ma nessuno di questi giornalisti e commentatori televisivi hanno mai avuto l’onestà intellettuale di precisare che i 18mila forestali siciliani part time corrispondono solo a circa 5.800 posti a tempo pieno, e che le virtuosissime regioni del nord, che hanno a carico del loro bilancio regionale solo 350 forestali, hanno anche a loro disposizione più di 7.000 operai forestali a tempo pieno per regione a totale carico dello Stato Nazionale, e quindi pagati anche con le tasse dei Siciliani.

Ricordiamo al Governo Musumeci ed ai suoi Assessori interessati, all’Agricoltura ed al Territorio, che il tempo delle attese e delle promesse mancate dei precedenti Governi Regionali è terminato e non è più prorogabile.

Abbiamo un corpo forestale che ha un’età media di circa 60 anni e non più in grado, nella maggioranza dei casi, di poter assolvere in maniera corretta e sicura al loro compito di “pronto intervento” e quindi deve essere riformato per intero nell’ambito di un progetto di stabilizzazione dei lavoratori di ampio respiro in grado di valorizzarne le professionalità, in difesa del nostro territorio e delle nostre infrastrutture”.

Lo dichiara Andrea Monteleone del direttivo regionale Sinalp.

 

“È raccapricciante che Salvini sponsorizzi per il Quirinale Berlusconi, un pregiudicato per frode fiscale che ha fondato un partito con Marcello Dell’Utri, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa”.
Lo dichiara in un’intervista a La Notizia il senatore Gianluca Ferrara, vicepresidente del gruppo M5S al Senato.

“I recenti endorsement di Salvini a favore dell’ex cavaliere Berlusconi  – prosegue Ferrara – non sono attribuibili al caldo o ai troppi mojito che sta ingurgitando al Papeete, ma a un duplice piano: completare la sua ‘opa’ su Forza Italia e inviare un messaggio rassicurante a quel sistema clientelare e corrotto presente nel nostro Paese. I falliti tentativi leghisti di rendere praticamente impuniti i reati collegati alla criminalità che erano presenti nella prima versione della riforma Cartabia, sono un chiaro segnale di posizionamento su cui riflettere”, afferma il senatore cinquestelle, collegando il tutto all’altro “segnale inquietante” lanciato da Durigon con la sua proposta di “intitolare al fratello del Duce un parco già dedicato a Falcone e Borsellino. Per non parlare – conclude Ferrara – dei recenti leghisti arrestati e indagati per mafia, non ultimo lo scioglimento del comune di Foggia per infiltrazioni della criminalità organizzata”.

L’ex provveditorato, adesso si chiama Ufficio Scolastico Territoriale, è stato preso di mira da malviventi i quali la scorsa notte sono riusciti ad entrare all’interno degli uffici dopo aver forzato una finestra del seminterrato.

Sembra che l’obiettivo principale dei malviventi fossero una serie di pc contenenti anche dati sensibili. Ed in effetti li hanno rubati e portati via senza che nessuno si accorgesse di nulla.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri che adesso hanno avviato le indagini.

 

A Palermo un Bed and Breakfast, a due passi dal teatro Massimo, è stato trasformato in una casa di appuntamenti, alcova di diverse prostitute e trans italiani e stranieri. La Polizia lo ha sequestrato. Gli investigatori hanno accertato come la struttura ricettiva fosse divenuta meta privilegiata per le professioniste dell’intrattenimento sessuale, che hanno potuto contare per il loro business sulla posizione strategica dell’albergo, in quanto facilmente raggiungibile dai clienti, e sulla riservatezza del proprietario, che avrebbe tollerato la loro attività come occasione per vincere la concorrenza di altri alberghi cittadini ed assicurarsi lauti guadagni. Il costo per ogni stanza oscillava da 50 a 80 euro al giorno, che le lucciole hanno corrisposto cash senza l’emissione di alcuna ricevuta fiscale.

A Messina è accaduto che un uomo ha adescato le sue vittime su internet, vendendo prestazioni sessuali con una fantomatica escort, tale Roberta, indicando, per gli appuntamenti con lei, i domicili di ignare donne alle quali successivamente si sono presentati i clienti desiderosi di un rapporto carnale. Lee stesse donne si sono rivolte alla Polizia. Sono state avviate le indagini tramite cui è stato scoperto il truffatore, un uomo di 42 anni originario di Siracusa, già conosciuto alle forze dell’ordine per i reati di truffa e stalking. E’ stato arrestato ai domiciliari.

Il ministro degli Interni, Luciana Lamorgese, ritiene infondato l’allarme immigrazione lanciato dal presidente della Regione. La replica di Musumeci.

Dunque, a fronte della recrudescenza dei flussi di migranti verso la Sicilia, il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha appena lanciato un appello al premier, Mario Draghi, affinchè sia dichiarato lo stato di emergenza sbarchi nell’isola. In sintesi, le parole di Musumeci sono state: “Le politiche nazionali non riescono a bloccare questo criminale commercio di carne umana. I viaggi dei ministri degli Esteri e dell’Interno sull’altra sponda del Mediterraneo non stanno raggiungendo gli obiettivi sperati. E l’Europa guarda complice e silente. Serve un gesto forte che ci consenta di adottare misure di compensazione finalmente adeguate, e che dia un messaggio chiaro a chi, a Bruxelles, fa di tutto per non assumersi responsabilità”. Ebbene, il ministro degli Interni, Luciana Lamorgese, ha replicato a Nello Musumeci sminuendo, o ritenendolo infondato, l’allarme da lui sollevato. E lei è intervenuta così: “L’emergenza ci sarebbe se restassero tutti in Sicilia. Cosa che non avviene perché, dopo il periodo di quarantena sulle navi, gli immigrati sono distribuiti sul territorio. La scelta di predisporre delle navi per i controlli sanitari è stata positiva. Ad ogni modo, molti degli sbarchi sono autonomi e non possiamo fermarli. Il problema dell’immigrazione è molto complesso. Il contrasto via mare è un po’ diverso da quello via terra, perché ci sono poche soluzioni che possano essere adottate”. E poi il ministro Lamorgese ha annunciato che il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che tradizionalmente si riunisce a Ferragosto giorno 15, non a caso si svolgerà in Sicilia”. Immediata è stata la reazione del presidente della Regione, che ha controbattuto: “Secondo il ministro Lamorgese in Sicilia non c’è emergenza perché i migranti che arrivano sono poi trasferiti fuori dall’Isola, dopo la quarantena fatta su quelle navi che, va ricordato, lo scorso anno proprio io ho proposto di approntare. A differenza del ministro, continuo a ritenere necessaria la dichiarazione dello stato di emergenza perché la condizione è questa, di emergenza. E non per una mia suggestione, ma per il numero complessivo dei migranti sbarcati, per la condizione sanitaria determinata dal covid, per la gestione pre e post quarantena degli arrivi, e per l’impatto che esercita sul tessuto socio-economico”. E poi Musumeci ha aggiunto: “Dichiarare lo stato di emergenza non è una richiesta ideologica o improntata a uno scontro tra Stato e Regione, ma vuol dire semplicemente prendere atto della realtà e provare a dare un segnale forte, soprattutto a quel sistema di Istituzioni europee che non riesce e non vuole affrontare in modo compatto e autorevole il rapporto con il Sud del mondo”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

“Musumeci la finisca con questa pantomima di cercare di scaricare su Roma quelle che sono sue responsabilità. Il problema degli incendi in Sicilia non si affronta quando i boschi sono già in fiamme e a ridosso della stagione estiva” lo dichiarano in una nota i parlamentari del Movimento 5 Stelle della Commissione Agricoltura. “Boschi e foreste vanno gestiti e va fatta prevenzione, mentre in Sicilia questa aspetti sono del tutto carenti. Ricordiamo che Un incendio con fasce ‘taglia fuoco’ viene contenuto altrimenti diventa difficilissimo fermare la furia delle fiamme” aggiungono Dedalo Cosimo Gaetano Pignatone e Maria Marzano parlamentari siciliani  pentastellati che fanno parte della Commissione Agricoltura
“Musumeci su questo aspetto dimostra di non aver fatto praticamente niente. Da ottobre mi occupo di questo aspetto – puntualizza il parlamentari del Movimento 5 Stelle della Commissione Agricoltura  Dedalo Cosimo Gaetano Pignatone – con diversi accessi agli atti alla Regione Sicilia”.
“Ricordiamo che in Sicilia esiste il corpo forestale della Regione Sicilia che va certamente potenziato, ma  dall’altra parte ci sono  anche 19.000 operai forestali. Ed è singolare che con un numero così alto particolare così alto le opere di manutenzione in capo all’amminstrazione Musumeci siano state così carenti” concludono i parlamentari pentastellati della Commissione Agricoltura.
INCENDI:M5S , MUSUMECI SI ASSUMA LE SUE RESPONSABILITA’  SU SCARSA MANUTENZIONE DELLE AREE BOSCHIVE

Il veliero Perini “Malizia”, che appartenne a Ranieri di Monaco, è finito sulla scogliera di Scari a Stromboli. Lanciato l’Sos si è attivata la guardia costiera che ha inviato una motovedetta. L’operazione è stata coordinata dal tenente di vascello di Lipari Donato Scolozzi.

Il veliero è lungo  21 metri ed è stato noleggiato a Trapani. Era in navigazione per un tour nelle isole Eolie, con tre uomini d’equipaggio e cinque turisti quando, al largo di Stromboli, ha subito un guasto ai comandi. L’imbarcazione è finito, rischiando il naufragio, a sud del porticciolo di Scari. Con la scialuppa di salvataggio, i cinque turisti che sono rimasti illesi, come gli uomini dell’equipaggio, sono stati trasportati al porto di Scari. A bordo del veliero è rimasto il comandante con un marinaio.

Avviata l’operazione di recupero del Perini che dovrebbe concludersi tra oggi e domani.