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Il corpo senza vita dell’ex imprenditore tessile di Cautano, che da tempo viveva a Lampedusa con la sua famiglia, è stato ritrovato nel primo pomeriggio di oggi da una squadra mista di carabinieri e vigili del fuoco.

Enzo Pezzino,70 anni, affetto da una malattia neurodegenerativa, era scomparso nella mattinata di sabato 27 Luglio.

Era stato lanciato subito l’allarme della sua scomparsa e attivate nell’immediato le ricerche dell’uomo. Alcuni testimoni avevano detto di averlo visto vicino al faro di Capo Grecale.

Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco e la Capitaneria di Porto hanno lavorato ininterrottamente giorno e notte fino alla tragica scoperta del cadavere ritrovato oggi.

Il corpo è stato ritrovato sulla scogliera di Punta Alaimo proprio nelle vicinanze della sua stessa abitazione.

Sul posto sono intervenuti le F0rze dell’Ordine che hanno provveduto con i rilievi di rito e gli accertamenti del caso. Adesso si attendono le cause della morte.

 

 

 

Si svolgerà a Joppolo Giancaxio nelle giornate del 3 e 4 Agosto presso Corso Umberto e zona “Arcu”  la seconda edizione personale di pittura di Maria Cagnina.

L’evento, inserito nel calendario degli eventi estivi dell’estate Joppolese, vedrà un’estemporanea di arte contemporanea denominata “Donne e Mediterraneo” con la partecipazione di Loudy Louvet, Antonella Salvaggio e Aurora Capace.

La Questura di Agrigento annuncia che da domani, giovedì primo agosto, sarà fruibile dagli aventi diritto, ovvero gli appartenenti alle forze dell’ordine e della pubblica amministrazione, il Centro balneare della Polizia di Stato, a San Leone, al Viale delle Dune 2. La struttura balneare, di proprietà del Fondo di assistenza per il personale della Polizia di Stato, che è un ente di diritto pubblico, è dotata di cabine, docce, servizi per disabili, accesso per portatori di handicap, ombrelloni, sdraio, bar e ristorante. La società Mirasole, che ha vinto l’appalto di gestione per tre anni, assicurerà a mezzogiorno e la sera il servizio ristorante, e a pranzo anche il servizio di self-service. Garantiti inoltre il servizio “book sharing” e la connessione gratuita alla rete Wi-Fi. Altre informazioni allo 0922 62 73 48.

Ad Agrigento domani giovedì, primo agosto, a San Leone, all’Hotel Costazzurra, al Viale dei Giardini, alle ore 19 si svolgerà la manifestazione “Grazie Maestro – Il mondo umano e letterario di Andrea Camilleri”. Si tratta di un libera conversazione con l’intervento del professor Mario Gaziano, direttore del Pirandello Stable Festival, e dello scrittore Stefano Milioto, presidente del Centro nazionale studi pirandelliani. E con la partecipazione della soprano Sarah Chianetta, del pianista Salvatore Macaluso e della flautista Myriam Russello. Letture a cura di Maria Grazia Castellana e Franco Di Salvo.

In data 25 Luglio 2019, su richiesta del gruppo di minoranza, si è svolto a Joppolo Giancaxio un Consiglio Comunale aperto avente ad oggetto la futura gestione del servizio idrico nei comuni del Libero Consorzio di Agrigento.

Il Consiglio Comunale ha espresso all’unanimità, ivi compresi pareri concordi dell’Amministrazione comunale nella persona del Sindaco Angelo Giuseppe Portella e di tutte le associazioni presenti (Coordinamento Titano, Comitato Civico “Acqua bene comune” di Raffadali, Associazione Centro Studi De Gasperi di Sciacca, Movimento civico Agrigento Punto e a capo) un fermo indirizzo per la gestione mediante Azienda Speciale Consortile, quale forma di gestione in grado di garantire maggiore efficienza, economicità e trasparenza del servizio.

L’avvocatessa agrigentina Francesca Picone è stata oggetto di tre diversi servizi televisivi in onda nel programma “Le Iene” su Italia Uno, nelle puntate dell’11 e 18 dicembre 2016, quindi, ancora prima del rinvio a giudizio, e il 12 febbraio 2019, dopo la condanna in primo grado. In riferimento ai tre servizi, l’avvocatessa Francesca Picone, tramite l’avvocato Angelo Farruggia, si è rivolta al Tribunale di Agrigento per ottenere che gli stessi servizi, in quanto diffamatori, fossero rimossi dal sito web delle Iene e dai profili social (facebook, twitter e instagram) riconducibili alla redazione e all’inviato Gaetano Pecoraro. L’avvocato Farruggia ha eccepito che: “Le Iene di Italia Uno, non attenendosi alla scrupolosa narrazione della vicenda, nonostante il delicato momento processuale, avevano deliberatamente travisato e costruito alcuni fatti ed omesso di riferirne altri, con l’obiettivo di screditare l’immagine della professionista per conseguire maggiore audience”. E il Tribunale di Agrigento ha ordinato la rimozione. Dopo la sentenza di primo grado, la redazione delle Iene, sempre con a capo l’inviato Gaetano Pecoraro, è tornata ad Agrigento per registrare un nuovo servizio televisivo, intervistando anche alcuni avvocati delle parti civili. Il servizio è stato in onda il 12 febbraio scorso, e l’avvocatessa Francesca Picone, nelle more raggiunta sui social persino da minacce di morte, tramite l’avvocato Angelo Farruggia si è una seconda volta rivolta al Tribunale di Agrigento, denunciando il carattere diffamatorio del servizio televisivo. Il Tribunale di Agrigento, con ordinanza dello scorso 25 luglio, ha ravvisato profili diffamatori nel servizio televisivo contestato. Pertanto Mediaset e la redazione delle Iene hanno già provveduto a rimuovere anche il servizio del 12 febbraio scorso dal sito delle Iene e dai relativi profili social. Il Tribunale, inoltre, ha censurato anche alcune espressioni offensive usate dall’inviato Gaetano Pecoraro. L’avvocato Angelo Farruggia commenta: “Il clamore mediatico alimentato ad arte da alcuni protagonisti della vicenda ha avuto ripercussioni sul sereno svolgimento del processo penale. In uno Stato di diritto, l’imputato deve potersi serenamente difendere nelle aule di giustizia e non ha gli strumenti per farlo dal parallello quanto ingiusto processo mediatico. Ogni invito alla prudenza rivolto alla redazione delle ‘Iene’ prima della messa in onda di ognuno dei tre servizi televisivi, è stato ignorato in nome dell’audience e del conseguente ritorno economico. Il diritto – dovere all’informazione in pendenza di un procedimento penale ancora in corso, deve essere maneggiato con estrema prudenza poichè la condanna mediatica, con i suoi devastanti effetti, spesso, è definitiva e non soggetta ad appello. Verrà il tempo in cui ognuno sarà chiamato a pagare il conto per il proprio operato”.

La sindaca di Sciacca, Francesca Valenti, ha incontrato il presidente della Regione, Nello Musumeci, e il prefetto di Agrigento, Dario Caputo, nell’ambito dello sciopero e del blocco delle attività in corso da parte della Marineria di Sciacca, che si ritiene gravemente danneggiata da alcune recenti novità normative imposte dalla Commissione Europea. La stessa sindaca Valenti afferma: “Stiamo facendo e continueremo a fare quanto è nelle nostre possibilità, coinvolgendo tutte le istituzioni e gli europarlamentari, e chiedendo a gran voce una moratoria al nuovo regolamento dell’Unione europea. Sono e resterò al fianco della nostra marineria. Abbiamo illustrato le ragioni dei pescatori e chiesto una soluzione che ci sembra fattibile: la moratoria, ovvero la sospensione dell’efficacia del regolamento dell’Unione europea numero 982 del 2019, in attesa che il Parlamento Europeo prenda atto delle dannose conseguenze alle categorie produttive, lo ridiscuta e ne riveda i contenuti. Perché, effettivamente, il provvedimento europeo impedisce di fatto ai nostri pescatori di continuare a svolgere la propria attività, asse portante dell’economia cittadina. Il Prefetto e il Presidente della Regione si sono impegnati, nell’ambito delle loro possibilità, a dare voce alle istanze delle marinerie siciliane colpite dal provvedimento europeo. Il Comune di Sciacca manterrà alta l’attenzione e continuerà la propria azione”.

Ad Agrigento nei locali della Curia si è svolta una conferenza stampa congiunta dell’Ufficio beni culturali della Diocesi e della Soprintendenza ai beni culturali di Agrigento. In presenza, tra gli altri, del cardinale Montenegro e del soprintendente Benfari, sono stati presentati i dati tecnici del progetto di recupero sicurezza della Cattedrale e della fruizione turistica del monumento. E poi l’avvenuto restauro conservativo del busto reliquiario di Santa Vittoria, a cura dell’Opificio delle pietre dure di Firenze. Santa Vittoria è riconosciuta come Patrona principale minore della Chiesa Agrigentina, dopo san Gerlando.

Le interviste

Il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, ascoltato in commissione Antimafia dopo la raffica di intimidazioni subite. L’intervento del presidente Claudio Fava.

Lo scorso 16 luglio ancora intimidazioni da mittente anonimo e con destinatario il palazzo di Giustizia ad Agrigento, al procuratore Luigi Patronaggio, al quale è stata indirizzata una busta con dentro polvere da sparo, e alla giudice Alessandra Vella, nell’occhio del ciclone mediatico per il caso “Carola Rackete”, destinataria di un’altra busta con dentro una ogiva di proiettile da fucile. Le due buste, simili tra di loro, sono state bloccate al centro di smistamento della Posta di Favara dove sono state sequestrate altre 20 lettere di minacce, con contenuti dello stesso tenore, rivolte al procuratore capo. E lo stesso giorno, il presidente della Commissione regionale antimafia, Claudio Fava, ha convocato in audizione Patronaggio bersaglio dell’escalation di intimidazioni. E Claudio Fava, prima di entrare e accomodarsi a capo della Commissione riunita per ascoltare il magistrato, ha spiegato: “Ascoltiamo Patronaggio intanto su quanto avvenuto, cioè le minacce legate al suo lavoro che definiamo eccellente. La sensazione è che queste minacce arrivino da ambienti ostili all’attività svolta a tutela dei diritti e delle leggi in materia di immigrazione e salvataggio. Sarà comunque un’occasione per avviare un ragionamento a tutto tondo, che tenga dentro anche la vicenda Girgenti Acque”. Poi, a conclusione del confronto, Claudio Fava si è mantenuto sul vago, e ha riferito: “Si è discusso anche delle ong, le organizzazioni non governative, e il procuratore Patronaggio ha ritenuto di smentire che, almeno alla luce delle inchieste, ci possano essere responsabilità penali, cioè collegamenti organici tra criminalità organizzata libica e le navi delle ong che hanno offerto assistenza. I porti libici non possono essere considerati sicuri perché non offrono alcuna garanzia ai migranti. Aggiungo, in riferimento all’ordine del giorno della Commissione, che le minacce rivolte a Patronaggio non vanno sottovalutate. Si tratta di minacce che, come è emerso nell’audizione, si sono susseguite senza interruzione dalla vicenda della nave ‘Diciotti’. Non sappiamo se siano imbecilli ma alle volte gli imbecilli non sono meno pericolosi dei delinquenti strutturati. Poi Patronaggio ha confermato alla Commissione che esistono delle difficoltà di compatibilità tra le norme nazionali e quelle internazionali. E ha sottolineato che una parte dell’immigrazione clandestina è destinata in partenza a incrementare le fila del caporalato nell’agricoltura in Sicilia. E si tratta di realtà a volte collegate alla criminalità organizzata”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)