Il dott. Caramanno dopo un mese lascia il Pronto Soccorso in condizioni \”normali\”. Adesso tocca a Galizia (e a molti, tanti altri…)

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Il primario di Cardiologia-Emodinamica dell\’ospedale San Giovanni di Dio Giuseppe Caramanno, come Pietro, è tornato indietro e sale al 5° piano dove lo aspetta uno dei reparti di Cardiologia Interventistica più importanti della Sicilia. Del resto, quando scoppiò il caso \”Pronto Soccorso\” lui mise la faccia, e si sobbarcò una responsabilità alquanto \”camurrusa\”.

Lui, Caramanno, lo aveva ampiamente anticipato: \”Sto un mese e poi torno nel mio reparto\”.

Così ha fatto. La palla, adesso, torna al dott. Ignazio Galizia che proviene dalla direzione del Pronto Soccorso dell\’ospedale di Sciacca. Stamattina ha preso le consegna da Caramanno ed ha iniziato questa avventura.

Negare che Caramanno abbia svolto il proprio lavoro nel migliore dei modi sarebbe da matti. Oggi il Pronto Soccorso ha un\’altra faccia; non si vedono più quelle file di barelle ammassate nei corridoi con tanto di pazienti lamentanti. Non c\’è più tutta quella gente che aspettava ansiosa notizie del proprio congiunto. Non ci sono più quelle scene orribili che vedevano il paziente in una barella e accanto il parente per accudirlo.

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Questo Galizia lo sa già, anche perchè immaginiamo che Caramanno sia stato abbastanza esaustivo su quelli che sono i problemi reali del Pronto Soccorso. Certo, numerose defezioni provenienti dai colleghi dello stesso ospedale (ahimè…) non certo facilitano il percorso regolare del reparto. Rinunce significative che avrebbero dato una grossa mano di aiuto a chi si trova impelagato in quel difficile reparto.

Una preghiera va fatta comunque a tutti i medici cosiddetti di famiglia. Evitate, fin quando potete, di inviare il vostro paziente paziente al rifugio peccatorum e cioè al pronto Soccorso quando questo ultimo vi comunica che ha un dolore di testa forte; evitate di inviare pazienti che hanno dolori di stomaco; evitate di inviare pazienti nei quali già le vostre mani possono risolvere tranquillamente il \”caso patologico\”. Insomma evitate di considerare il pronto Soccorso come un parcheggio pluripiano.

Un appello va fatto anche alla stessa popolazione. Evitate di emanare diagnosi precoci su se stessi che poi, alla fine, senza consultare il medico di famiglia, motu proprio si dirigono verso il Pronto Soccorso agrigentino ed evitare pericolosi intasamenti che invece potrebbero nuocere gravemente a chi realmente ha bisogno di quel reparto.

Certo, i problemi strutturali ci sono e purtroppo continueranno ad esserci così come la carenza di medici. Quei pochi medici che decidono di dare un aiuto ai colleghi impelagati in quell\’inferno dovranno partire con un massimo comune denominatore che ha come finalità esclusiva la salute dei pazienti.

In questo modo, contateci, si superano gran parte delle criticità.

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One Thought to “Il dott. Caramanno dopo un mese lascia il Pronto Soccorso in condizioni \”normali\”. Adesso tocca a Galizia (e a molti, tanti altri…)”

  1. Morris

    Incrociamo le dita e speriamo bene per tutti noi! La questione Medici di base è macroscopica poiché spesso non se la sentono di assumersi responsabilità per timore di avere ripercussioni legali in caso di errata diagnosi o per assistenza medica non adeguata. Ecco che “spedire” il paziente al PS può rappresentare una (per loro) valida opzione.

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