I tempi cambiano, ma i detrattori sono sempre esistiti

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Il 31 Marzo 1889 veniva inaugurata la Torre Eiffel. La torre fu immensamente criticata dai difensori dell’estetica francese: Bouguerau il pittore accademico, Garnier l’architetto dell’Opéra, Dumas figlio del romanziere, Gounod il compositore, Leconte de Isla il poeta, Prudhomme il saggista, Guy de Maupassant lo scrittore, tutti firmarono una lettera al ministro dei lavori pubblici affinché fermasse i lavori:

Breve estratto della lettera:

“Noi, scrittori, pittori, scultori, architetti, amatori, appassionati della bellezza fino ad ora intatta di Parigi, veniamo a protestare con tutte le nostre forze e tutta la nostra indignazione, in nome del buon gusto francese tradito, in nome dell’arte e della storia francese minacciate, contro l’erezione, nel cuore della nostra capitale, dell’inutile e mostruosa Torre Eiffel, che la malignità pubblica, spesso improntata al buon senso e allo spirito di giustizia, ha già ribattezzato Torre di Babele.(…) abbiamo il diritto di proclamare ad alta voce che Parigi è una città senza rivali nel mondo intero (…) sorgono i più nobili monumenti che il genere umano abbia mai partorito.(…) da ogni angolo dell’universo, Parigi suscita curiosità e ammirazione. Lasceremo dunque che tutto questo venga profanato?”

Ecco come rispose il grande Gustave Eiffel a difesa della propria meravigliosa opera:

“Si può pensare che, poiché siamo ingegneri, la bellezza non ci interessa o che non proviamo a costruire strutture belle così come solide e durevoli. Ma non è la forza sempre in stretto collegamento con l’armonia? Inoltre c’è un’attrazione, un particolare fascino nel colossale a cui non si applicano le ordinarie teorie dell’arte.”

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