Draghi e Musumeci

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Il nascituro governo Draghi e le considerazioni del presidente della Regione, Musumeci: dagli interventi per il Sud alla compattezza della coalizione di centrodestra.

Il presidente della Regione Siciliana volge attenzione verso il nascituro governo di Mario Draghi, e riflette così: “Da uomo delle istituzioni faccio il tifo per un governo nazionale che sappia affrontare le sfide di questa straordinaria emergenza e mostrare attenzione verso le esigenze della mia Regione. Dunque, un governo che abbia voglia di ascoltare e recepire le nostre richieste e agire di conseguenza, perché, a partire dal tavolo sull’attuazione del nostro Statuto fino al completamento degli accordi in materia economica, c’è ancora molto da fare”. Mario Draghi ha già prospettato il no all’assistenzialismo ed ai sussidi a pioggia. E Musumeci replica: “Se dovesse riuscire nella sua impresa, al presidente Draghi non chiederemo certo elemosine e reddito di cittadinanza. Dal nuovo governo ci aspettiamo interventi coraggiosi per mettere la Sicilia e il Mezzogiorno d’Italia nelle condizioni di crescere e diventare competitivi non solo nel contesto nazionale ma soprattutto nella macro-area del Mediterraneo. La mia regione ha bisogno di infrastrutture materiali e immateriali, ha bisogno di abbattere le pesanti dis-economie che hanno da sempre scoraggiato le imprese e impedito o limitato il loro sviluppo. Siamo stanchi di restare la periferia del continente europeo: il nostro futuro si gioca per la gran parte qui, nel bacino euro-afroasiatico, dove la Sicilia si colloca naturalmente come la piattaforma logistica dei nuovi, imponenti traffici marittimi. Altro che assistenzialismo! Proprio perché economista di indubbio valore, Mario Draghi sa che il ‘sistema Italia’ vince solo se si supera il dualismo Nord-Sud. E si supera se le regioni meridionali verranno dotate di quelle infrastrutture strategiche che sono e restano di competenza statale”. E poi, in riferimento alla compattezza della coalizione di centrodestra, oggi spaccata sull’ok al governo Draghi, e le eventuali conseguenze in Sicilia, il presidente Musumeci svolge le proprie considerazioni anche nel merito della propria ricandidatura a presidente. Così: “Non vedo alcuno scenario nuovo in Sicilia. Almeno per ora. Il centrodestra, che si è ricomposto dopo 8 anni, ha conquistato nel 2017 la guida della Regione e la manterrà per tutta la legislatura. Il mio compito è quello di garantire l’unità della coalizione perché così ha voluto il corpo elettorale. Se nel frattempo dovessero emergere novità nella geografia politica siciliana, saremo lieti di prenderne atto e, magari, rendere più robusta e articolata la coalizione alternativa alla sinistra. Non potrei che esserne felice ed ho il dovere di lavorare perché ciò avvenga. Ad ogni modo, l’agenda del governo regionale non subisce le interferenze degli eventi nazionali. Continuerò fino all’ultimo giorno a lavorare con la mia squadra di assessori, tutti impegnati in prima linea, e non solo per contenere i danni della pandemia, che in un anno ha provocato in Sicilia oltre tremila vittime e centinaia di migliaia di nuovi poveri, ma anche nell’azione costante di sviluppo e rilancio, accelerando nella spesa pubblica, aprendo cantieri e rimettendo ordine alle carte di una Regione per troppo tempo devastata e assediata da famelici approfittatori. Le riconferme elettorali, ad esempio quella mia, non si aspettano, ma si preparano, con il silenzioso lavoro di ogni giorno. Alla fine di quest’anno proveremo a fare un bilancio, sulle cose fatte e su quelle da fare, comprese le scelte elettorali”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

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