“Corruzione elettorale”, chiesto giudizio per Pellegrino e altri

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La Procura della Repubblica di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio del deputato regionale di Forza Italia, Stefano Pellegrino, imputato di corruzione elettorale in concorso. Il nome del parlamentare, ex componente della Commissione regionale Antimafia da cui si è auto-sospeso dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia, è emerso nell’ambito di una inchiesta che ha coinvolto anche gli imprenditori presunti mafiosi trapanesi Mario Giorgi e Calogero Luppino, per i quali, altresì, è stato chiesto il rinvio a giudizio. Le indagini, tra l’altro, ruotano intorno a pacchi di generi alimentari e spesa in cambio di voti: così Giorgi e Luppino, “re” delle scommesse online nel trapanese, avrebbero comprato le preferenze elettorali per Stefano Pellegrino, eletto alle ultime elezioni Regionali con oltre 7mila voti. L’udienza preliminare si svolgerà il 4 novembre. Lo stesso Stefano Pellegrino commenta: “Non posso che ribadire la mia innocenza in relazione a qualsiasi fatto di corruzione elettorale. Ho affrontato la campagna elettorale con la massima correttezza e con scrupolosa osservanza delle norme elettorali e delle regole etiche. Chi mi conosce sa che mai avrei potuto intrattenere rapporti meno che leciti per ragioni elettorali, né, tanto meno, che avrei potuto vendere la mia stima e il mio decoro per due buste di spesa. La mia storia deontologica, etica e familiare mi rende assolutamente sereno e certo circa la conclusione favorevole del procedimento a mio carico”.

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