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Abbiamo rintracciato il dott. Salvatore Montaperto il quale appena 24 ore fa ha subito una sconfitta per l’elezione alla presidenza del Consiglio comunale. Battuto per un voto, Montaperto commenta così la situazione.

Dott. Montaperto, dunque per un franco tiratore lei non è stato eletto presidente del Consiglio

“Già, è proprio così. Pensi che a me fa più specie il fatto che quel pezzo di sinistra del sindaco Palumbo si sia schierato con il centro destra che la scheda bianca del franco tiratore. A mio modo di vedere il sindaco avrebbe dovuto lasciare liberi i suoi tre consiglieri e non catapultare i suoi voti, di sinistra, ad una consigliera della destra; avrebbe dovuto mantenersi neutrale per uno spirito di collaborazione complessiva”.

Tra l’altro il giorno prima era venuto a mancare il numero legale…

“Si, perché forse era tutto nell’aria. Chiaro che nelle 24 ore che hanno preceduto il voto di ieri ci saranno state scintille per convincere qualcuno a non votare. E così è stato. Ma non voglio entrare in questi meandri. Non mi appartengono. Io esamino il dato politico e non credo che sia una bella cosa che alcuni voti sinistra vadano ud un candidato del centro destra”.

Una situazione antipatica…

“Certo, antipaticissima. Il sindaco aveva dichiarato che non si sarebbe schierato con nessuno. Prima hanno fatto cadere il numero legale, poi la notte e poi il voto che è sotto gli occhi di tutti”.

Sono vere le sue dichiarazioni a caldo?

“Smentisco di avere detto di non collaborare con questa amministrazione. Ho detto soltanto che abbiamo preso atto dell’innaturale voto che ha consentito alla Mignemi di essere eletta presidente del Consiglio ed alla quale auguro un buono e proficuo lavoro”.

 

«Sono costretto a confermare che purtroppo la Sagra nel prossimo mese di febbraio non si farà – ha dichiarato il sindaco Francesco Miccichè – una decisione che scaturisce a seguito dei dati legati alla situazione sanitaria. Ahimè stiamo andando incontro alla cosiddetta quarta ondata di contagi. Non conosciamo ancora l’intensità, però, precauzionalmente, considerato il grande flusso di persone che si riversano nella nostra città, sia in termini di gruppi folk provenienti da diversi Paesi, ma anche come presenze turistiche, abbiamo ritenuto opportuno rimandare. È un provvedimento – ha sottolineato Miccichè – che punta a tutelare la salute pubblica, la sicurezza dei miei concittadini. La prudenza in questi casi non è mai troppa. Ma nello stesso periodo in cui si sarebbe dovuta svolgere la kermesse – ha concluso Miccichè – verranno organizzate altre manifestazioni per cercare, in qualche modo, di colmare questo vuoto, seppur con eventi di tono minore. Penso che il 2023 sarà il punto di ripartenza per la Sagra».

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Con molta probabilità la natura dell’incendio che ha devastato l’autovettura, una Ford Kuga, di proprietà del proprietario 35enne di un bar-pub di Canicattì, è dolosa.

La vettura si trovava parcheggiata in via Domenico Cirillo, nei pressi della più nota via Cesare Battisti, nel centro canicattinese. Nel cuore della notte, erano circa le due, l’auto è andata in fiamme.

Sono stati alcuni passanti e residenti a segnalare il rogo al 112. Sul posto i vigili del fuoco del distaccamento cittadino, che sono riusciti a domare le fiamme. In via Cirillo interventi anche i poliziotti del locale Commissariato. Gli agenti, assieme ai vigili del fuoco, hanno eseguito il sopralluogo di rito. Non sarebbero state trovate tracce di liquido infiammabile, taniche o bottiglie sospette.

Le cause del rogo pertanto, sono ancora in corso d’accertamento. Tuttavia, l’ipotesi investigativa, più seguita è quella dell’atto doloso. I poliziotti avrebbero già acquisito alcuni filmati di impianti di video sorveglianza pubblici o privati, presenti nei pressi del luogo dell’incendio.

Il pubblico ministero Chiara Bisso ha disposto la citazione diretta a giudizio per l’ex sindaco di Agrigento e Porto Empedocle, e attuale consigliere comunale di Agrigento, Calogero Firetto, e del fratello Mirko, nell’ambito della vicenda del castello “Colonna” di Joppolo Giancaxio, adibito a banchetti nuziali vip, che è da tempo sotto sequestro.

Di fatto, trattandosi di reati con una pena prevista che non supera i 4 anni, non è previsto il filtro dell’udienza preliminare, ma è stata direttamente la Procura della Repubblica di Agrigento a citare a giudizio i due fratelli, accusati di presunti abusi edilizi, realizzati negli interventi di ristrutturazione della struttura.

La prima udienza è in programma il 14 gennaio prossimo davanti al giudice del giudice del Tribunale di Agrigento, Sabrina Bazzano. I legali difensori, gli avvocati Angelo Farruggia, Gaetano Caponnetto, Vincenzo Caponnetto e Antonino Reina, in alternativa all’approfondimento dibattimentale, potranno anche scegliere un giudizio alternativo.

Il sequestro del castello era diventato definitivo con la pronuncia della Cassazione, per violazione urbanistica e deturpamento di bellezze naturali.

Il gruppo parlamentare del M5S all’Ars esprime totale solidarietà  al ministro degli Esteri Luigi Di Maio, oggetto di nuove minacce da parte dell’Isis.

“Il nuovo episodio  – afferma il capogruppo Di Caro – preoccupa, ma siamo certi che l’amico e ministro Luigi continuerà il suo operato contro il terrorismo e a rappresentare l’Italia nel migliore dei modi, come sta già facendo. A lui  vada il nostro pieno incoraggiamento”.

Questa mattina, in Sicilia, il Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili On. Giancarlo Cancelleri, accompagnato dai responsabili Anas, ha effettuato dei sopralluoghi lungo alcuni tratti di strada maggiormente danneggiate dal maltempo degli ultimi giorni delle province di Palermo e Trapani. Lo stesso ha voluto incontrare i Sindaci dei Comuni coinvolti per esprimere la sua vicinanza proponendo e attuando rapide soluzioni:
“Il maltempo eccezionale di questi giorni ha reso impraticabili tantissime strade statali e soprattutto ha creato dei danni incalcolabili ai territori e con Anas stiamo intervenendo in emergenza. Il problema di fondo è l’assenza di manutenzione lungo gli argini delle strade che, seppur efficienti, diventano impraticabili per via di frane e smottamenti” dichiara il Sottosegretario.
“Il Governo nazionale ha finanziato alla Regione siciliana 796 milioni di euro (decreto Cura Italia) per la lotta al dissesto idrogeologico. Il Presidente della Regione Musumeci, che è anche Commissario contro il dissesto idrogeologico, dice di averne spesi 400 ma viene smentito dal suo stesso vice, il Sub commissario Maurizio Croce, che pubblica un documento del 30 giugno 2021 nel quale dice che sono stati spesi solo 114 milioni di euro. La verità sta nei numeri che loro stessi dichiarano essere al di sotto delle risorse messe a disposizione.
A questo aggiungete i 422 milioni persi per l’incapacità progettuale, fondi destinati anche questi alla lotta al dissesto, alla sistemazione idraulica e alla cura del territorio. Insomma un disastro.
Noi stiamo intervenendo con Anas per fronteggiare l’emergenza, loro dovrebbero governare una regione ed invece sono incapaci a farlo” continua Cancelleri sottolineando le mancanze dell’amministrazione regionale sul fronte del dissesto idrogeologico.
“Dunque dobbiamo lavorare in emergenza liberando con le ruspe le strade e ci dobbiamo inventare soluzioni alternative con Anas. Il punto è che non possiamo sottrarre soldi alla manutenzione ordinaria per intervenire in via straordinaria quando poi ci sarebbero centinaia e centinaia di milioni di euro che qualcuno dovrebbe impiegare per progetti validi e per manutenzioni preventive ed efficaci” commenta critico il Sottosegretario.
“Oggi ho voluto incontrare i Sindaci di Scillato, di Polizzi Generosa, di Caccamo, Salemi e Marsala, ma è già mia intenzione organizzare nei prossimi giorni delle visite nelle altre province colpite dal maltempo, come Messina,  Siracusa, Agrigento, per cercare soluzioni tempestive che possano davvero risolvere i problemi. II Governo nazionale è vicino ai sindaci e alle comunità colpite di fronte a problematiche così imponenti, ma non possiamo che condannare severamente l’inerzia del governo regionale che dovrebbe intervenire in prima linea”, conclude Cancelleri.

“Valorizzare i luoghi dell’identità, le ‘piccole patrie’ dei nostri territori, che custodiscono ancora le linee essenziali della tradizione e della memoria è l’antidoto migliore nei confronti di quelle politiche globalizzanti che vorrebbero cancellare e omologare tutto e tutti.
Per questa ragione, puntare sui piccoli borghi diventa essenziale per affermare una visione di società nuova che punti sulla cultura e sull’identità quali punte di diamante della Sicilia che vogliamo”.
Lo ha detto questa mattina l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà (Lega), partecipando a Sambuca di Sicilia al terzo incontro de “I cantieri dell’Identità: Paesi, Borghi e piccole patrie di Sicilia”, il progetto dell’Assessorato dei Beni CUlturali e dell’Identità siciliana, coordinato dalla professoressa Fulvia Toscano, che ha lo scopo di mettere in rete, in un circuito virtuoso, le identità locali siciliane, con particolare riferimento ai paesi e ai borghi dell’Isola con popolazione inferiore ai diecimila abitanti.
“Il PNRR – ha detto l’assessore Alberto Samonà – ha previsto un miliardo di euro per i borghi, ma sta alle comunità locali non perdere questa occasione. Il Ministero della Cultura fra breve pubblicherà un bando che sarà rivolto proprio alla riqualificazione di questi luoghi dell’anima. E con il ministero, grazie anche alla sensibilità del sottosegretario Lucia Borgonzoni, si sta dando attuazione a quelle politiche di valorizzazione e promozione dei borghi storici di cui soprattutto le regioni meridionali e insulari hanno bisogno per progettare il proprio futuro: non interventi a pioggia ma finanziamenti mirati per progetti creativi e di sviluppo”.
Dopo la tappa di Montalbano Elicona, nel Messinese, e di Geraci Siculo (Palermo) oggi è stata la volta di Sambuca di Sicilia in provincia di Agrigento.
Un incontro molto proficuo, al quale hanno partecipato sindaci, assessori, imprenditori, esponenti delle associazioni, delle pro-loco, delle forze sociali.
La tutela e, al contempo, la promozione dell’ identità dei paesi siciliani, le nostre “piccole patrie”, è uno degli obiettivi primari dell’Assessorato, una sfida che mira a coniugare difesa delle tradizioni e proiezione sostenibile del futuro, nel rispetto delle specificità dei territori, di cui proprio i nostri borghi costituiscono la vera, reale e non decantata, anima.
L’incontro si è tenuto a Palazzo Panitteri, alla presenza del sindaco di Sambuca, Leonardo Ciaccio, insieme a Pippo Simone, vice presidente nazionale de “I borghi più belli d’Italia”, Salvatore Bartolotta, coordinatore regionale de “I borghi più belli d’Italia” in Sicilia, all’assessore comunale alla Cultura, Giuseppe Cacioppo e a Gori Sparacino, esperto in sviluppo locale.

Torna, in una veste rinnovata, il consueto appuntamento di Poste Italiane con l’Educazione Finanziaria e riprendono gli eventi completamente gratuiti dedicati a tutti coloro che vogliano accrescere le proprie competenze economico-finanziarie.

La prossima tappa siciliana è prevista per la provincia di Agrigento domani 11 novembre, e vedrà coinvolti i clienti di 9 uffici postali del territorio nei comuni di Agrigento, Aragona, Licata, Naro e Palma di Montechiaro.

Durante le sessioni di 40 minuti, il relatore utilizzando un linguaggio chiaro e facilmente comprensibile metterà a disposizione dei partecipanti le proprie conoscenze per aumentarne la consapevolezza ogni qualvolta sia necessario compiere delle scelte, per sé e per la propria famiglia, di natura economica. All’ interno degli appuntamenti sono previsti focus sul tema della previdenza complementare, la pianificazione finanziaria, la protezione, il risparmio e gli investimenti.

Al termine della sessione un breve video istituzionale ed uno spazio finale per le risposte alle domande dei partecipanti.

Anche durante questo periodo, in cui il distanziamento interpersonale è diventata la nuova regola sociale, Poste Italiane non ha voluto rinunciare alle proprie iniziative didattiche, adattandole ad un nuovo e più attuale contesto digitale, ancora più diretto e facilmente fruibile.

Il progetto è coerente con la presenza capillare di Poste Italiane sul territorio, si muove nel segno della tradizionale attenzione dell’Azienda alle esigenze dei cittadini e in coerenza con la sua storica vocazione di azienda socialmente responsabile che aderisce ai principi internazionali ESG, promossi dall’Organizzazione delle Nazioni Unite.

di Toto Cacciato

La sera del 9 Maggio 1921 andava in scena al Teatro Valle di Roma il dramma “Sei personaggi in cerca d’autore”; cento anni sono trascorsi da quella prima rappresentazione teatrale.

Luigi Pirandello propose una rivoluzione all’interno della tradizionale rappresentazione teatrale, ideò e scrisse  con  nuova forma un testo che si è manifestato  di nuova concezione ma anche di non facile comprensione.

In apertura del dramma da rappresentare il sipario si alza su una scena vuota, pochi arredi e in fase di allestimento, alcuni giovani attori si stanno organizzando  per una prova.

Tutto ancora da ordinare mentre gli spettatori sono già in sala. Tra gli attori che provano, la scena in corso d’opera; mancano anche i personaggi del dramma che si dovrebbe  rappresentare, che di solito al levar del sipario sono  pronti all’azione e alla parola.

Tolto il sipario,  in platea  un pubblico curioso e frastornato, che pur numeroso è accorso ad un nuovo debutto pirandelliano.

Nel teatro gremito di spettatori, erano 1.040, furono subito fischi e grida e nulla si capì della rappresentazione, praticamente un fiasco. La seconda sera la riproposta ebbe soltanto 367 spettatori, A quattro giorni dal debutto lo spettacolo fu tolto dal cartellone.

Nelle rubriche sulla stampa di quell’epoca, solamente pochi critici  accettano e comprendono la  portata della innovazione: praticamente Pirandello rivoluziona la rappresentazione e la messa in scena, un aspetto importante del teatro  del Novecento

Il dramma, esposto e articolato negli argomenti della recita del soggetto, assume il significato di testimonianza e di verità; personaggi reali, della vita reale, come saliti a sorpresa sul palcoscenico a raccontare.

Con questa elezione Pirandello impone una riflessione sulla creazione artistica vera e propria ed anche un nuovo forte scontro fra autore e personaggio.

I Sei personaggi debutta successivamente  a Parigi, Théatre  des Champs Elisée,  poi nei teatri italiani, ancora con incomprensioni e attente analisi di critica teatrale.

In seguito  l’opera verrà rappresentata nei  maggiori teatri italiani con l’apporto dei maggiori registi. Nel 1964 una esemplare rappresentazione è stata allestita della Compagnia dei Giovani di Giorgio De Lullo, poi l’opera fu portata in scena da intellettuali, registi, attori, tra i quali, Patroni Griffi, Bosetti, De Fusco, Placido e altri.

Ricordato il centenario dalla prima messa in scena, ancora c’è molto da dire e commentare su questa opera, che prima ha sconvolto e poi  rinnovato il teatro del Novecento

Per consentire alla cittadinanza di donare con generosità il proprio sangue l’A.D.A.S., effettuerà due raccolte mobili, domenica 14 novembre a Aragona dinanzi la Chiesa Madre, e Porto Empedocle presso l’associazione ADES via Marconi.

Tutte le raccolte saranno operative dalle ore 8.00 alle 12.00 A tutti i donatori saranno inviate a cura della stessa associazione le analisi di laboratorio effettuate in occasione della donazione.