La richiesta di condanna a dieci anni di reclusione avanzata dalla Procura di Trapani nei confronti dell’olimpionico del sollevamento pesi Antonino Pizzolato, medaglia di bronzo ai Giochi di Parigi 2024, scuote il mondo dello sport e accende nuovamente i riflettori su un caso che, fin dall’inizio, ha avuto una forte risonanza pubblica. La stessa pena è stata sollecitata anche per gli altri tre imputati: Davide Lupo, 32 anni di Ribera; Claudio Tutino, 36 anni, di Cattolica Eraclea; Stefano Mongiovì, 31 anni, anch’egli di Ribera.
Le richieste sono state formulate dai pm Andrea Tarondo e Giulia Sbocchia e condivise dalla parte civile, rappresentata dall’avvocato Nicola Pellegrino.
Il procedimento riguarda presunti abusi che risalirebbero al luglio del 2022, quando una turista finlandese, incontrata in un ristorante della città insieme ad altre connazionali, avrebbe subito violenza sessuale in un residence dopo essersi allontanata dal locale con i quattro imputati.
Secondo la ricostruzione accusatoria, la giovane, resa vulnerabile dall’alcol, avrebbe avuto rapporti sessuali “contro la propria volontà”, come sostengono i magistrati. L’episodio si sarebbe interrotto quando la turista, in lacrime, avrebbe chiesto di essere riaccompagnata in albergo.
In aula, la pm Sbocchia ha sottolineato come nel corso del dibattimento “non sia emerso alcun elemento che provi l’esistenza di un consenso”.
La posizione di Pizzolato, figura di rilievo internazionale nello sport italiano, rende la vicenda particolarmente delicata sia sul piano mediatico sia su quello istituzionale. Tutti gli imputati, tuttavia, restano presunti innocenti fino a eventuali sentenze definitive.
Il procedimento proseguirà con le arringhe difensive, che dovranno ora controbattere alle richieste della Procura. La decisione del tribunale arriverà nelle prossime udienze, in un clima in cui si intrecciano aspettative pubbliche, tutela delle parti e rigorosa necessità di accertare i fatti nelle sedi opportune.
