Non si abbassa l’attenzione sulla situazione di via Saponara, nel centro storico di Agrigento, dopo il crollo verificatosi nei giorni scorsi. Questa mattina il sindaco Michele Sodano si è recato personalmente sul posto per fare il punto sulle condizioni dell’area e valutare le iniziative necessarie per eliminare ogni possibile situazione di pericolo.
Al sopralluogo hanno partecipato anche l’assessora al Centro Storico Eleonora Sciortino, i Carabinieri, gli operatori della Protezione Civile, i tecnici dell’amministrazione comunale e i proprietari degli immobili interessati.
La ricognizione ha evidenziato che l’emergenza non può ancora considerarsi superata. Alcune parti delle strutture murarie risultano infatti ancora instabili e richiedono interventi urgenti, soprattutto per evitare conseguenze sugli edifici presenti nelle immediate vicinanze.
Per questo motivo l’amministrazione comunale ha deciso di imprimere un’accelerazione alle procedure. Il dirigente dei Lavori Pubblici dovrà individuare in tempi brevi un tecnico specializzato che abbia il compito di analizzare nel dettaglio le criticità, indicare le opere indispensabili per mettere in sicurezza la zona e predisporre una quantificazione economica degli interventi.
La vicenda è stata inoltre affrontata attraverso interlocuzioni con la Protezione Civile regionale e con il direttore regionale Salvo Cocina, con l’obiettivo di coordinare le attività e individuare le soluzioni più rapide ed efficaci.
«Non possiamo permetterci di aspettare», è il senso dell’intervento del sindaco Sodano, che considera la sicurezza dell’area la priorità assoluta. L’obiettivo immediato è eliminare i rischi residui, proteggere gli edifici circostanti e consentire il ritorno a condizioni di sicurezza.
Ma l’intervento su via Saponara viene considerato soltanto il primo tassello di un progetto più generale. Per l’amministrazione, infatti, l’emergenza può diventare l’occasione per avviare un percorso di recupero del centro storico, una delle aree più delicate e importanti della città.
La sfida, adesso, sarà trasformare gli impegni annunciati in interventi concreti, evitando che la messa in sicurezza resti soltanto una risposta all’emergenza e facendo partire un più ampio programma di riqualificazione.
