Potrebbe arrivare presto una svolta per una trentina di immobili situati tra via Graceffo e contrada San Leonardo, nella zona sottostante il viadotto Akragas. Le abitazioni, pur essendo attualmente servite dalla rete idrica pubblica, sarebbero state realizzate in un’area sottoposta a vincolo di inedificabilità assoluta e prive dei necessari titoli edilizi.
La vicenda è tornata alla luce dopo il parere negativo espresso dalla Soprintendenza ai Beni culturali di Agrigento sul progetto di adeguamento della rete idrica destinata a raggiungere anche questo comparto.
Il progetto prevedeva infatti la realizzazione delle nuove condotte e il collegamento con l’area interessata dagli immobili. Il pronunciamento della Soprintendenza ha però fermato l’intervento, aprendo una questione anche per le utenze già esistenti. Le abitazioni coinvolte sono soprattutto villette, alcune delle quali dotate di piscina, concentrate lungo via Graceffo e nella contrada San Leonardo, in una porzione di territorio che comprende anche una parte del quartiere Campo Sportivo.
Adesso l’attenzione si sposta su Aica. Il gestore del servizio idrico dovrà verificare la posizione delle singole utenze e accertare se esistano ancora le condizioni giuridiche per mantenere attivi i contratti di fornitura.
Il nodo principale riguarda proprio la regolarità urbanistica degli immobili. La Soprintendenza avrebbe infatti indicato che eventuali nuove richieste di allaccio dovranno essere valutate singolarmente, tenendo conto della situazione edilizia e dei vincoli che interessano l’area. Da qui potrebbe derivare anche la necessità di procedere alla cessazione delle forniture già attive qualora gli allacci risultassero incompatibili con la normativa vigente. Una situazione che per certi versi richiama quella già verificatasi a Maddalusa, anche se con una differenza sostanziale: in questo caso le abitazioni risultano direttamente collegate alla rete idrica pubblica e dispongono di contratti di fornitura. Per i proprietari si apre quindi una fase di forte incertezza. L’eventuale revoca delle utenze significherebbe perdere l’accesso alla rete pubblica, mentre Aica dovrà ora procedere alle necessarie verifiche prima di assumere i provvedimenti definitivi.
La questione potrebbe dunque trasformarsi in un nuovo caso destinato a riaccendere il dibattito sul rapporto tra abusivismo edilizio, vincoli paesaggistici e servizi pubblici.
