«Voleva imparare l’italiano, era venuto qui per questo». Con la voce rotta dal dolore, Mohamed Salah ricorda il fratello Youssef, il 17enne tunisino morto dopo essere stato investito da un treno lungo la tratta Trapani–Mazara.
La tragedia si è consumata in contrada San Nicola, nel territorio di Campobello di Mazara. Il ragazzo era arrivato in Sicilia da pochi giorni per ricongiungersi al padre, residente da anni nel paese, e aveva appena iniziato a frequentare un istituto a Castelvetrano per studiare la lingua italiana.
Secondo quanto raccontato dai familiari, quella mattina Youssef non sarebbe dovuto uscire. Il padre, prima di recarsi al lavoro, gli aveva raccomandato di restare a casa. Il giovane, però, avrebbe deciso di dare una mano a un agricoltore della zona, impegnato nella raccolta dei rami d’ulivo dopo la potatura.
Per cause ancora in fase di accertamento, il 17enne si sarebbe allontanato dall’uliveto fino a raggiungere i binari proprio mentre sopraggiungeva il convoglio partito da Trapani e diretto verso Mazara del Vallo. Sull’accaduto indaga la Polizia Ferroviaria, che sta ricostruendo con precisione la dinamica. Tra i parenti circola l’ipotesi che il ragazzo potesse indossare le cuffie al momento dell’impatto, ma al momento non vi sono conferme ufficiali.
La notizia ha profondamente scosso la comunità tunisina locale. Ieri sera, durante la preghiera del Ramadan, è stato dedicato un momento di raccoglimento al giovane. «Giovedì era qui con noi per l’inizio del rito – racconta Sabeur Ben Romdhane – ieri lo abbiamo ricordato tra le lacrime».
La salma si trova ora all’obitorio di Mazara del Vallo e sarà rimpatriata nei prossimi giorni grazie al supporto del consolato tunisino. Un ritorno nella sua terra d’origine che nessuno avrebbe mai immaginato per un ragazzo arrivato in Sicilia con il desiderio semplice e luminoso di costruirsi un futuro.
