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In atto un vastissimo incendio nei pressi del mercato ortofrutticolo presso Villaggio Mosè ad Agrigento. 

Sul posto i Vigili del Fuoco lavorano alacremente per cercare di domare le fiamme. La situazione è pericolosissima.

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E’ la vita. Si parla, si fa politica, si appare, poi magari si scompare. Si viene eletti, chi vince, chi perde, chi sale e chi scende.

E’ la ruota, quella della politica, che ti permette e ti offre la possibilità di legiferare per chi, tanto, ha creduto in te.

Pullara Carmelo è un deputato, onorevole della Regione Siciliana eletto dal popolo sovrano. Come tale, ovviamente, è soggetto a critiche, a volte costruttive, altre volte un po’ meno.

Recentemente l’on. Pullara non ha lesinato fiumi e fiumi di comunicati. Possono essere apprezzabili per alcuni, per altri no.

Uno degli altri è il sottoscritto; in ordine di tempo, l’ultimo comunicato dell’on. Pullara non è stato per nulla apprezzato.

A Siculiana la gente è sfinita; i migranti stanno davvero cominciando ad esagerare e tale circostanza non rende netta l’aria che si respira. C’è una manifestazione di protesta e di paura, di ansia e preoccupazione; l’unico politico presente, oltre al sindaco della cittadina Leonardo Lauricella, è Lillo Pisano, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia. Quest’ultimo, dopo avere ascoltato i pacifici manifestanti, ha lamentato (giustamente) l’assenza della deputazione regionale e principalmente nazionale.

Attenzione, il problema non è solo locale, ma rappresenta un vero e proprio dramma per la collettività che si allarga a macchia d’olio. Da Lampedusa a Siculiana, dal Villaggio Mosè a Porto Empedocle, dalla Moby Zazà al centro di accoglienza di contrada Ciavolotta.

Pullara si è sentito preso di mira. E mentre il resto della deputazione (La Rocca Ruvolo, Gallo, Di Mauro, Savarino, Di Caro, Pagano, Cimino e tutti gli altri che in questo non ricordo) ha preferito tacere, l’on. Licatese prende carta e penna e inveisce contro Pisano.

Una mossa, questa, a nostro modo di vedere, assolutamente inopportuna, fuori luogo e strumentale. Pullara punta il dito contro Pisano, reo di aver sottolineato anche la sua assenza; lo accusa di fare “fugaci apparizioni”, di “esternazioni frettolose e permalose”.

Lillo Pisano, dirigente di un partito nazionale, ha ritenuto opportuno riunire alcuni amici e spostarsi verso Siculiana. Ha sentito le voci, le richieste, le urla di disperazione di un popolo che ormai è giunto allo stremo. Indipendentemente dalla casacca politica che si indossa. Qui regna un problema sociale, grave, pericoloso che di giorno in giorno assume sempre di più connotati inquietanti.

Pullara, quasi, si giustifica. Ed è proprio li la mossa sbagliata. Avrebbe dovuto essere presente lui, al posto di Pisano, alla manifestazione ai piedi del Cristo Nero. Cento volte di più! E’ lui uno dei politici di riferimento; è lui che a Siculiana è stato il secondo degli eletti; è lui che avrebbe dovuto dare conto e ragione almeno a quella fetta di popolazione che lo ha scelto per risolvere i problemi del territorio. Altro che Pisano!!!

Dicevamo da Lampedusa a Siculiana. Pullara dovrebbe essere a conoscenza dei rischi che in questo momento vive la collettività. Non è da escludere che ogni famiglia possa ritrovarsi da un momento all’altro dentro casa due, tre, quattro migranti che scappano dal centro di accoglienza. E il tutto non certo per far visite di dovere.

Come si fa a rimanere inermi dinnanzi ad un fatto così grave (il riferimento è a tutti i politici della provincia)?

Ed invece ci ritroviamo di fronte ai “cerimonialisti”. Chi sono i cerimonialisti? Gli omologhi del Pullara di cui sopra, pronti e bravissimi ad augurare buon lavoro e paccare le spalle di chi (così per caso..) inizia a dirigere un importante incarico di sottogoverno. Fiumi di comunicati beneauguranti, baci, abbracci micio micio, bau bau.

Concludo. Chiedo all’on. Pullara uno sforzo; cerchi di svolgere nel modo migliore il suo mandato politico che anche una fetta di siculianesi le ha regalato. Anche loro le consentono fino ad oggi di poggiare il suo sederino sugli scranni dorati di Palazzo dei Normanni.

Qui la gente è incazzata sul serio, il problema è grave e si rischiano seriamente sommosse, peggio, forse, del coronavirus; e lei, in questo trambusto, riesce a perdere del tempo per scrivere comunicatini da 4 soldi per attaccare un dirigente di Fratelli d’Italia.

Si faccia vivo, onorevole. Non venga soltanto per dire: “Votantonio, votantonio…”

Ad Agrigento marcia la procedura per la costruzione del nuovo depuratore al Villaggio Mosè che servirà lo stesso Villaggio Mosè, la zona costiera e il centro abitato di Favara. Bisogna utilizzare il finanziamento pubblico entro il 2015. Il Genio Civile ha concluso il di Agrigento ha concluso l’istruttoria del progetto dell’ opera, finanziata al 70 per cento con fondi pubblici. In particolare, 35 milioni di euro dal Cipe, quindi dal governo nazionale, e poi gli altri necessari da parte di Girgenti acque. Adesso, conclusa l’istruttoria del Genio Civile, il progetto sarà trasferito, entro settembre , alla Commissione regionale Lavori pubblici. Entro l’anno, a meno di intoppi, sarà emesso il decreto di finanziamento. Poi, occorreranno almeno 3 anni per la costruzione dell’ impianto.

Ad Agrigento, al Villaggio Mosè, nei pressi del bivio per Naro e Camastra, ignoti ladri sono entrati nottetempo dentro un cantiere edile e hanno rubato 2 scale in alluminio del tipo allungabili, un compressore, una smerigliatrice e 200 litri di gasolio. L’ allarme è stato lanciato dagli operai. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione del Villaggio Mosè.

fonte teleacras

Ad Agrigento i poliziotti della Squadra Volanti hanno denunciato un marito violento, di 50 anni, che avrebbe colpito a schiaffi e pugni la moglie in un’ abitazione al Villaggio Mosè. Lui ha anche rubato la borsetta a lei ed è scappato, ma è stato subito rintracciato dai poliziotti intervenuti perché allarmati dai vicini di casa. La compagna, una trentenne sudamericana,  ha rinunciato alle cure sanitarie.

fonte teleacras