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Sanremo – Si respirava nell’aria già da un po’, la vittoria meritata degli Stadio, soprattutto quando la rosa dei finalisti si è stretta, scartando tutte le canzoni eseguite in maniera impeccabile come quelle di Arisa, Annalisa e Dolcenera.
Ma il Festival è della canzone Italiana, e gli Stadio hanno portato una canzone bella “Un giorno mi dirai”, cantata bene, che vince anche il premio Mia Martini e il premio Giancarlo Bigazzi, per la miglior musica, assegnato dai maestri della grande orchestra della Rai.
L’ultima serata si apre con il saluto dei ragazzi del Volo, in collegamento da New York, durante la loro tournée in giro per il mondo. Un saluto a tutti e qualche nota accennata a cappella.
Tutto bene quel che finisce bene. Sarà una edizione del festival che si ricorderà senza dubbio per un paio di cose, tra cui la bravura indiscussa di Virginia Raffaeli, che ieri sera – dopo essere stata la Ferilli, la Fracci, la Versace e la Belen – ha vestito i suoi panni, bellissima e simpatica, capace e talentuosa, per la presenza sul palco del maestro di vita Ezio Bossio e per la capacità avuta da Carlo Conti di tenere tutti contenti, mettendo d’accordo i gusti di tutti.
Spazio ai giovani, tanti, durante questa edizione numero 66 del Festival di Sanremo: Rocco Hunt, Clementino, la Michielin, Lorenzo Fragola, i Dear Jack, e poi ancora tutte le età, da Arisa alla Patty Pravo, da Annalisa a Ruggeri, da Dolcenera a Neffa e così via.
Spazio, tanto, per gli ospiti celebri. Da coloro che hanno imbastito la loro carriera partendo proprio dal palco dell’Ariston, da Laura Pausini a Eros Ramazzotti, a coloro che hanno festeggiato le loro lunghe carriere piene di successo come i Pooh, che hanno regalato a Sanremo i loro 50 anni di Carriera e Renato Zero, che ieri sera dopo due anni e mezzo di assenza dalle scene è tornato all’Ariston con dentro la sua valigia, i pezzi di una vita. Bella la sua affermazione sulla musica: “la musia non è velleità, ma un impegno sociale. Insegnate ai ragazzi la musica, si allontaneranno dalle cose brutte della vita”.
Le serate della 66esima edizione del festival di Sanremo sono state lunghe ma senza tempi morti, e ieri sera le 5 ore di diretta – seguite da 11 milioni di telespettatori – sono state riempite da Roberto Bolle, e Cristina D’avena, che sembra non invecchiare mai e che ha regalato alcuni dei suoi successi. Ma in serata sul palco sono giunti Pieraccioni e Panariello, in una sorta di “reunion” con il Carlo Conti nazionale, così come ai vecchi tempi, che tra una battuta e una risata, hanno ricordato al pubblico la loro uscita pubblica in 3 il prossimo settembre all’Arena di Verona.
In chiusura di finalissima, prima della proclamazione dei vincitori, sul palco un emozionato ed emozionante Beppe Fiorello – prossimamente su Rai 1 con una fiction “io non mi arrendo”, che narra la vita di un poliziotto coraggioso, Roberto Mancini – che ha deliziato il pubblico in sala e a casa, con un bellissimo monologo su ciò che accadde quando nacque l’Ilva a Taranto, per poi intonare le note di “Amara terra mia”, accompagnato alla chitarra da Daniele Bonaviri e Fabrizio Palma.
Un Sanremo che passera ai ricordi come quello delle tante polemiche su Gabriel Garko che sembra non essere piaciuto proprio a nessuno, neanche alle sue numerose fans storiche. Quanto alla Madelina, ha fatto quasi tenerezza, ma allungando la falcata in quei meravigliosi abiti sfoggiati sera dopo sera, ha fatto girare la testa a molti.
La direzione artistica affidata a Carlo Conti è sembrata impeccabile, considerato che tra i Big oltre ai melodici, ai giovani e agli scontati, c’erano anche Elio e le Storie Tese, che – come è facile intuire – fanno gara a se.
Terminato il Festival adesso si aspettano i verdetti della gente che comprerà i dischi, delle radio che da domattina trasmetteranno i brani e già si scommette su quelli che saranno i tormentoni dell’estate. Io un’idea l’avrei…ma ve la dico la prossima volta.
Da Sanremo è tutto, al prossimo anno.
Viva Sanremo e la musica Italiana, quella buona.
Simona Stammelluti
Foto ANSA