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Enrico Garozzo, Paolo Pizzo e Marco Fichera, sono i tre catanesi che insieme all’umbro Andrea Santarelli, hanno al loro collo la medaglia d’argento olimpica di Rio 2016, dopo essersi arresi, solo in finale, contro la Francia

foto Ansa

Quell’oro mancato, ma non importa…è sempre una vittoria da podio.

Tornano a casa con una bella medaglia, i giovani siciliani, imbarcati per il Brasile, dall’altra parte del mondo, per una gara il cui anche lo stesso nome, profuma di magia.

Con questo argento, i 4 giovanissimi riscattano le delusioni delle gare individuali e rendono meno amare le Olimpiadi in una disciplina nella quale l’Italia è abituata da sempre, a dominare.

Il più grande del gruppo è Paolo Pizzo, 33 anni, con già un oro vinto ai mondiali proprio a Catania nel 2011.  Enrico Garozzo, classe 1989, ha ottenuto a livello individuale il miglior risultato con il bronzo mondiale del 2014 a Kazan, dove venne sconfitto solo dal sudcoreano Park Kyoung-doo. E poi c’è lui, Enrico Fichera, nato ad Acireale, che è il più giovane di tutti con i suoi 23 anni, e che a Rio ha rischiato di non andare, dopo aver subìto un infortunio durante la tappa di Coppa del Mondo a Parigi che lo ha costretto a saltare gli Europei, ma alla fine non sono ha recuperato, ma in Brasile è stato praticamente perfetto, sulla pedana azzurra che grazie proprio alla spada, chiude l’avventura olimpica con 4 medaglie.

21esima medaglia all’Italia, in una notte d’argento, dunque. Italiani al secondo posto, dopo essersi arresi alla favoritissima Francia, con il punteggio di 43-31.

La Francia ha fatto meglio dell’Italia, è partita forte, con le 11 stoccate di vantaggio sul 30-19.
Cala così il sipario sulla scherma olimpica, ma c’è da esserne fieri. Stringono tra i denti la loro medaglia, i vincitori e così si fanno immortalare in una foto che diverrà storica nella categoria Rio 2016.

Simona Stammelluti