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Due le produzioni teatrali venete in programma al Campania Teatro Festival diretto da Ruggero Cappuccio. In debutto il 13 e il 14 giugno a Napoli, alla Manifattura della Porcellana a Capodimonte, nella Sezione Prosa nazionale, lo spettacolo “Baciami”, “ispiratissimo” alle opere della scrittrice Clarice Lispector. Regia, scena, luce e interpretazione di Patricia Zanco con Daniela Mattiuzzi. Prodotto da La Piccionaia di Vicenza, in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto. La storia ha luogo in uno stato di emergenza e di calamità pubblica in cui l’attrice si colloca dentro il testo di Lispector e dà voce a quelle “bocche balbettanti” che non riescono a protestare per la loro condizione di miseria e di abbandono. Sospeso tra la lotta vitale e il compimento del destino, il racconto assumerà le forme di un funambolesco, disperato ma ironico tentativo di collegare i fatti che accadono a quel sentire profondo che dà senso alla vita. Un estremo tributo all’immaginazione dove ognuno è lo specchio segreto di chi gli sta di fronte, è il teatro. In cantiere il progetto sonoro con Andrea Cera, Gabriele Grotto e il Dipartimento di Musica Contemporanea e Nuove Tecnologie del Conservatorio “Arrigo Pedrollo” di Vicenza.

 

È originario, invece, di Rovigo il Teatro del Lemming che arriva al Festival l’8 e il 9 luglio con “Metamorfosi – di forme mutate”, in scena per la Sezione Progetti Speciali nello spazio del Cisternone del Real Bosco di Capodimonte. Diretta dal suo fondatore Massimo Munaro, la Compagnia – tra i più noti gruppi teatrali di ricerca in Italia per una poetica incentrata sulla relazione con lo spettatore – propone per ogni partecipante un’immersione intima e personale nello spazio del rito, del mito e del ricordo. Liberamente ispirato alle Metamorfosi di Ovidio, autore su cui il gruppo aveva già lavorato conducendo proprio al Napoli Teatro Festival il laboratorio “I cinque sensi dello spettatore” nel 2019, insieme a frammenti poetici di Bino Rebellato, Nina Nasilli e Munaro stesso, il lavoro propone anche una possibile via d’accesso ad un altro livello di realtà, dove siamo posti all’incrocio fra il mondo dei vivi e il mondo dei morti. Quasi un percorso labirintico nella memoria in cui la distanza attore-spettatore, dovuta ai protocolli di sicurezza anti-Covid, mima la distanza che ci separa da ciò che è stato e che non tornerà più. Nell’epoca del distanziamento sociale e del consumo ossessivo di immagini standardizzate, il tentativo è quello di costruire uno spazio misterico, nel quale opporre al fragore dei media il silenzio di un incontro tra semplici esseri umani. Gli interpreti sono Alessio Papa, Diana Ferrantini, Fiorella Tommasini, Katia Raguso, Marina Carluccio.

 

 

 

SHAKESPEA RE DI NAPOLI composto e diretto da Ruggero Cappuccio al Globe Theatre Dal 2 al 6 Settembre


Se fosse possibile stilare una hit parade dei testi teatrali contemporanei più rappresentati, SHAKESPEA RE DI NAPOLI sarebbe saldamente sul podio. Lo spettacolo, che da 26 anni e oltre 2000 repliche attraversa i palcoscenici dei teatri italiani ed esteri, va in scena per la prima volta in assoluto al Globe Theatre, nel tempio romano del Bardo. Il testo di Ruggero Cappuccio, pubblicato nella Collana Classici Einaudi, è interpretato, oggi come allora, da Claudio Di Palma e Ciro Damiano. La messinscena, nata al Festival di Sant’Arcangelo diretto da Leo De Berardinis nel 1994, ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti internazionali 
e continua ad affascinare platee e generazioni diverse.

Shakespea Re di Napoli nasce da questo perché: la morte è quel sogno ad occhi chiusi che nella vita facciamo ad occhi aperti. Il mio difetto è credere solo negli aldilà, oltre il visibile, oltre il reale, la parola, il teatro.  Siamo nei primi anni del Seicento. Desiderio torna a Napoli dopo un avventuroso naufragio e riabbraccia il suo vecchio amico Zoroastro. A lui racconta di aver vissuto a lungo a Londra e di essere diventato il più grande interprete dei personaggi femminili del grande drammaturgo inglese. Zoroastro è incredulo, sospetta che Desiderio stia narrando una delle raffinate menzogne cui lo ha abituato fin da ragazzo. La sfida interiore tra i due amici va avanti tra altissima poesia e tagliente comicità, mentre il mistero si estende progressivamente sulle loro vite. Così, nella storia appaiono misteriosi fotogrammi: le sabbie, il Seicento, la peste, un quadro, un baule, l’inchiostro sbiadito dei Sonetti di Shakespeare. Una nave affondata. Un anello perduto. Desiderio e Zoroastro: due amici sorpresi nell’abbraccio di un addio e di un ritorno. L’Inghilterra. Il genio. La bellezza. Le lettere dell’eros del grande poeta di Stratford. Tutto fiammeggia in una lingua che è intima di un’idea della partitura, della concertazione, del suono, in cui i sensi impongono una comunicazione intuitiva fondata sull’indicibile del compositore, l’indicibile dell’interprete, l’indicibile dell’ascoltatore. Solo il non detto è degno di essere letto. Solo i silenzi possono veramente essere ascoltati. Il conflitto e confronto del teatro elisabettiano con le forme espressive della Napoli barocca sono i presupposti per l’invenzione di una sinfonia del dire, specchiata in significati e ritmi che tendono alla sospensione assoluta di una storia nel tempo. La menzogna, l’indimostrabilità, la falsificazione dei fatti come gesto eversivo in grado di estendere i confini della verità sono in questa scrittura le luci che affermano e negano ogni cosa. Dopo tutto l’arte somiglia alla ricerca di prove che dimostrino eventi mai accaduti.

                                                        Ruggero Cappuccio

con

CLAUDIO DI PALMA e CIRO DAMIANO

Musiche
PAOLO VIVALDI

Scene e Costumi

CARLO POGGIOLI

Luci

GIOVANA VENZI

Aiuto regia

NADIA BALDI

Edizione Einaudi

Direzione tecnica

STEFANO CIANFICHI

Light Designer

UMILE VAINIERI

Sound Engineer

DANIELE PATRIARCA

Arrivano Fabre, Choukair, Al-Bassam, Rampling e Papaioannu per la sezione internazionale del Napoli Teatro Festival Italia

Il provocatorio e geniale artista belga Jan Fabre, la straordinaria e pluripremiata attrice britannica Charlotte Rampling, il famoso coreografo greco Dimitris Papaioannu, autentico pioniere della danza contemporanea, il regista siriano Ramzi Choukair e quello kuwaitiano Sulayman Al-Bassam, entrambi per la prima volta in Italia con due illuminanti visioni della scena postcoloniale contemporanea.

Saranno questi grandi maestri del teatro mondiale a dar vita alla Sezione Internazionale del Napoli Teatro Festival Italia, che si compone di 5 eventi, il primo a settembre, l’ultimo a febbraio. Una sezione che completa l’edizione 2020 della manifestazione, la quarta diretta da Ruggero Cappuccio, realizzata con successo grazie al forte e concreto sostegno della Regione Campania, con il contributo del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, e organizzata, nonostante l’emergenza sanitaria, con pervicace e operosa volontà dalla Fondazione Campania dei Festival presieduta da Alessandro Barbano.

 

Si partirà sabato 12 settembre alle 21 (con replica il 13 alla stessa ora )  al teatro Bellini  di Napoli con “Resurrexit Cassandra”, ideazione e regia di Jan Fabre su un poetico testo di Ruggero Cappuccio. Un assolo in cinque quadri dove una Cassandra contemporanea, interpretata dalla performer tedesca Stella Höttler, cerca di parlare agli uomini ancora una volta, avvertendoli del disastro a cui stanno andando incontro, ma le sue parole cadono nel vuoto, nessuno ascolta, non trova complicità negli occhi della gente, neanche un ultimo brandello di fede.

 

Il secondo appuntamento, sempre al teatro Bellini, martedì 22 e mercoledì 23 settembre alle 21, è con “Y-Saidnaya”, ideazione, testo e regia di Ramzi Choukair. Alla maniera de “Le Mille e una notte”, la storia di Riyadh, ventiduenne arrestato e torturato dai servizi segreti siriani, si fonde drammaticamente con quella di diversi testimoni e sopravvissuti alla spietata repressione del regime.

 

Teatro arabo ancora protagonista venerdì 2 e sabato 3 ottobre alle 21 al Bellini con “I Medea”, scritto e diretto da Sulayman Al-Bassam, drammaturgo celebrato nel mondo per la sua originale capacità di riscrivere il mito con tratti di audace attualità. Qui, ad esempio, Medea è un’emigrata araba, Corinto un pericoloso litorale dove imperversa una frenesia xenofoba, diffusa dal leader populista Creonte dopo l’arrivo di migranti su piccole imbarcazioni, mentre Jason è un investitore nel campo della biotecnologia che sceglie di divorziare da Medea per sposare la figlia del sovrano e assicurarsi una posizione di maggior rilievo sociale.

 

Regalo di fine anno mercoledì 30 dicembre alle 21 sempre al Bellini con Charlotte Rampling e Sonia Wieder-Atherton in “Shakespeare-Bach”, suite per violoncello tessuta sulla partitura dei “Sonetti” di Shakespeare e delle musiche di Bach. I versi e le note hanno un unico suono e identica durata, determinando il ritmo e un risultato artistico magicamente ipnotico.

 

L’ultimo appuntamento della sezione internazionale, in programma al teatro Politeama sabato 6 e domenica 7 febbraio, sconfinerà nel 2021 e, come quelli precedenti, non si potrà assolutamente perdere. Dimitris Papaioannu presenterà a Napoli ”New York”, titolo provvisorio della sua nuova creazione. Un altro spettacolo internazionale di grande prestigio che, in attesa di rivelarsi completamente anche a chi lo ha concepito e continua a perfezionarlo, ha coinvolto per le audizioni più di 500 performer e danzatori provenienti da tutto il mondo.

 

Oltre alla Sezione Internazionale, in questa seconda sessione del Napoli Teatro Festival Italia, che fa seguito a quella estiva, realizzata dall’1 al 31 luglio all’aperto, in totale sicurezza e con straordinari risultati, ci saranno anche altri tre eventi.

 

Dal 22 gennaio al 28 febbraio al Chiostro di San Domenico Maggiore sarà allestita, con ingresso gratuito, la mostra “Bestiario teatrale. Emma Dante e la Compagnia Sud Costa Occidentale”. Oggetti di scena, fotografie, locandine, bozzetti delle opere liriche, degli spettacoli di maggior successo della famosa regista palermitana, esposti in un luogo di grande fascino, per una retrospettiva che celebra il talento e lo studio in grado di esprimerlo.

 

Nella Sezione dei Progetti Speciali il 26 settembre alle ore 21 verrà invece presentato al Bellini “#Foodistribution I Eden. Quando eravamo edera” di Manovalanza Teatro, a cura di Davide Scognamiglio e Daniele Ciprì, per la drammaturgia e regia di Adriana Follieri, mentre per la Sezione Danza andrà in scena al Bellini il 7 ottobre alle 21 “Camille”, uno spettacolo ispirato dall’omonima opera di Dacia Maraini e dedicato alla sorella del celebre poeta Paul Claudel, che fu allieva dello scultore e pittore francese Auguste Rodin.

 

Anche in questa seconda e conclusiva parte del NTFI, dove proseguirà la collaborazione con il maestro Mimmo Paladino, si rafforzerà ancor di più, e a maggior ragione per la sezione Internazionale, la sinergia tra la Fondazione Campania dei Festival e i più prestigiosi Istituti stranieri di cultura (Institut Français, Goethe-Institut, Istituto Cervantes, British Council). Il Napoli Teatro Festival Italia, che fa parte della rete Italia Festival e dell’EFA (European Festival Association), favorirà, come sempre con la direzione artistica di Ruggero Cappuccio, la partecipazione del pubblico attraverso una politica di prezzi popolari (da 8 a 5 euro) e prevedendo l’ingresso gratuito per le fasce sociali più deboli. I biglietti saranno in vendita, a partire da giovedì 3 settembre, on line sul sito napoliteatrofestival.it e presso i punti vendita autorizzati. Alcuni spettacoli, come è già avvenuto a luglio, saranno trasmessi gratuitamente in streaming su live.napoliteatrofestival.it, su Radio CRC (Radio Crc Targato Italia, sul Canale 620 del Digitale Terrestre e sull’App ufficiale) e sulla piattaforma Ecosistema digitale per la cultura della Regione Campania. La stessa Radio Crc Targato Italia e Rai Radio3 continueranno ad essere media partner della manifestazione.

 

La sessione finale del Napoli Teatro Festival Italia, completando il grande sforzo di quella precedente, riaccenderà le luci dei teatri cittadini, dopo il lungo stop emergenziale, segnando il prosieguo dell’attività culturale in Campania e lanciando  un nuovo, importante e concreto messaggio di speranza per il futuro del settore nel nostro Paese.

Tutto ciò che è osceno, è porno. 
Tutto ciò che è immorale, è porno. 

Sul palco una Moana Pozzi come non la si è mai vista, o forse mai neanche immaginata.
E se Moana Pozzi fosse viva?
E’ viva? Evviva!
E se fosse una donna che smaschera la pornografia altrui?
Sul palco del cortile di Capodimonte, per il Napoli Teatro Festival, una impressionante e sublime Euridice Axen diretta da una delle più brave registe contemporanee, Nadia Baldi, in un racconto di Ruggero Cappuccio. Un racconto colmo di verità crude sparate attraverso l’eccentricità di colei che fu diva, e poi lasciate decantare affinché possano essere ricordate.
La Axen è Moana, ma non la Moana nota al grande pubblico come la pornodiva e basta, anche se strizzata in un vestito di tulle rosso, con rossetto rosso e quella capigliatura bionda che a guardarla, fa quasi impressione per quanto le somiglia.
E’ bionda, bella, accattivante, audace, intelligente e coltissima, la Moana portata in scena, colei che probabilmente fu molto altro, oltre alla donna dei set. Una Moana Pozzi colta, che ha letto Stendhal, Fitzgerald, che cita “Frammenti di un discorso amoroso” di Roland Barthes e che declama “A Silvia” di Leopardi, quella che volteggia e incanta sul palco.
Il racconto di un incontro, di un ipotetico dialogo, tra una donna e un uomo nel terrazzo di fronte di una villa in costiera. Lui è un probabile giornalista che sicuramente punta ad uno scoop, scoprendo che Moana Pozzi è ancora viva. Eppure la donna propone all’uomo di fare un gioco, un gioco che svelerà quello che è il settimo senso, che nulla ha a che fare con il sesto senso che prima o poi fa visita a tutti sotto forma di premonizione, ma sarà una dimensione che può essere vissuta solo se quel che “tocchi” puoi condividerlo con un’altra persona. Una sorta di estetica dell’essere dove per sentire, devi collassare nell’altro. Moana probabilmente lo possedeva il settimo senso; sicuramente riesce a raccontarlo, attraverso una magistrale interpretazione Euridice Axen, che è la Moana oltre quello che il mondo volle, un mondo pornografico e osceno in molti aspetti.
Fottere.
Fottere gli altri godendo da soli.
Non a caso si dice “prostituirsi”.
C’è la pornografia lì dove mai potresti immaginarla. O almeno se non ci pensi su, e a fartici pensare, ci prova la donna che hai di fronte e che ti parla e ti tira in faccia una realtà cruda.
C’è pornografia nella politica, nelle cravatte dei dittatori, nei bambini che muoiono nel mondo, nelle montagne di spazzatura lasciate galleggiare sugli oceani.
E’ osceno anche un tramonto, perché eccita i sensi e tutto ciò che eccita i sensi è osceno.

Una poltrona ricoperta di tulle rosso, sulla quale la Axen siede, sulla quale si piazza in piedi, mentre muove le mani che volteggiano, diventando parte semiotica del testo recitato, mentre una musica cupa, monocorda, incessante scandisce il tempo in cui Moana canta, a modo suo, fuori da tutto ciò che fu un cliché.
E’ profonda, Moana, in quel suo “non sentire”, ma in quel “provare ad essere” mentre “si viene rapiti dall’asfissia di ciò che è reale”.
Balla, ammiccante la Axel, è credibile in quel ruolo, anche mentre simula un orgasmo, dentro quel gioco che fa con il suo interlocutore che tocca sei oggetti, che corrisponderanno al corpo di Moana che “sente” e si abbandona al profondo, perché “non c’è esperienza, se non c’è abbandono”.
Bellissima la scelta delle musiche, i rintocchi, “Casta Diva” della Callas che rieccheggia in quel carattere di una donna inquieta e ribelle … e diva.
Prorompente nel monologo la Axen che veste i panni di quella diva, che fu per come il mondo la volle, che fece tutto quello che doveva fare con il suo corpo, ma innocentemente.

Pochi forse hanno notato che il carillion le cui note invadono il palco, riproduce “Winter Wonderland” la famosissima canzone natalizia statunitense, e non è a caso. E’ un pezzo che narra di una passeggiata in un bosco, di un attraversare il tempo, di un sentire.

Non si vince e non si perde.
Non c’è fine e non c’è inizio.
Siamo ciò che ci manca, siamo nel settimo senso.

 

Simona Stammelluti

 Le foto sono di Tommaso Le Pera 

E’ già tutto esaurito.
Così esordisce dal 1° di luglio, il Napoli Teatro Festival Italia
, diretto da Ruggero Cappuccio.

Chi non è riuscito a garantirsi un posto per uno dei 130 eventi previsti dal ricco programma, avrà comunque la possibilità di assistere in streaming a ben 13 spettacoli che saranno visibili gratuitamente sulla piattaforma Ecosistema digitale per la cultura della Regione Campania (https://cultura.regione.campania.it/en/web/teatro/live) e sui canali radio e video di CRC (Radio CRC Targato Italia e sul Canale 620 del Digitale Terrestre).

Quattro di questi, il concerto di apertura dei Foja, “Ho ucciso i Beatles”, “La mistica del cosmo” e il “Concerto tra scrittura e trascrittura” di Roberto De Simone, faranno parte anche di Estate all’Italiana Festival. Il progetto, nato dalla collaborazione tra il Ministero degli Affari Esteri – con la sua rete di Ambasciate, Consolati e Istituti Italiani di Cultura – e l’Associazione ItaliaFestival, offre al pubblico internazionale l’accesso a oltre due mesi di programmazione di spettacoli di grandissima qualità dei principali Festival italiani, fruibili online in streaming e on demand gratuitamente in tutto il mondo sul sito Italiafestival.tv.

Questo l’elenco degli spettacoli a cui sarà possibile assistere in streaming

MIRACOLI E RIVOLUZIONI

Concerto dei Foja

CAPODIMONTE – CORTILE DELLA REGGIA
1 LUGLIO ORE 21.00
DURATA 1 H+45 MIN

SALA D’ATTESA – THE WAITING ROOM

PALAZZO REALE – CORTILE D’ONORE
3 LUGLIO ORE 21.00
DURATA 2 H

PERCHÉ LEGGERE I CLASSICI

PALAZZO REALE – CORTILE DELLE CARROZZE
4 LUGLIO ORE 21.00
DURATA 50 MIN

HO UCCISO I BEATLES

Atto unico per cantante, attore e quartetto d’archi

DUOMO DI SALERNO
5 LUGLIO ORE 21.00
DURATA 1 H+30 MIN

SETTIMO SENSO

CAPODIMONTE – CORTILE DELLA REGGIA
7 LUGLIO ORE 21.00
DURATA 1 H+15 MIN

LA MISTICA DEL COSMO

PALAZZO REALE – CORTILE D’ONORE
9 LUGLIO ORE 21.00
DURATA 45 MIN

LI CANTI DELLA GATTA CENERENTOLA

SOLOFRA – COMPLESSO MONUMENTALE DI SANTA CHIARA
11 LUGLIO ORE 21.00
DURATA 1 H+30 MIN

THE MAGIC DOOR

PALAZZO REALE – CORTILE D’ONORE
18 LUGLIO ORE 21.00
DURATA  1 H+20 MIN

UNA PERSONA

Ovvero come Fernando scoprì di essere stato Luigi

CAPODIMONTE – CORTILE DELLA REGGIA
21 LUGLIO ORE 21.00
DURATA 1 H+45 MIN

RUMORE DI FONDO

CAPODIMONTE – CORTILE DELLA REGGIA
23 LUGLIO ORE 21.00
DURATA 1 H+15 MIN

 

CONCERTO TRA SCRITTURA E TRASCRITTURA

TEATRO DI SAN CARLO
26 LUGLIO ORE 21.00
DURATA 1 H+30 MIN

SU X GIÙ GABER

Le canzoni del Signor G da Milano a Napoli

CAPODIMONTE – CORTILE DELLA REGGIA
27 LUGLIO ORE 21.00
DURATA  1 H+40 MIN

TUTTE LE NOTTI DI UN GIORNO

CAPODIMONTE – CASINO DELLA REGINA
28 LUGLIO ORE 19.00
DURATA 1 H

 

Questo l’elenco degli spettacoli nel NTFI 2020 a cui sarà possibile assistere on-demand nell’ambito di ESTATE ALL’ITALIANA FESTIVAL 2020

Miracoli e Rivoluzioni – Concerto dei Foja (2 luglio ore 21.00)

Ho ucciso i Beatles di Stefano Valanzuolo con Sarah Jane Morris, Solis String Quartet (5 luglio ore 21)

La mistica del Cosmo di Raffaella Ambrosino (9 luglio ore 21.00)

Concerto tra scrittura e trascrittura di Roberto De Simone (4 agosto ore 21.00).

 

Per avere maggiori informazioni visita il sito www.esteri.it, italiafestival.tv.

 

 

 

 

 

 

Sarà in scena al Piccolo Eliseo dal 21 febbraio al 3 marzo 2019, SHAKESPEA RE DI NAPOLI, lo spettacolo che da 25 anni attraversa i palcoscenici dei teatri italiani ed esteri. Il testo di Ruggero Cappuccio, pubblicato nella Collana Classici Einaudi è interpretato da Claudio Di Palma e Ciro Damiano. La messinscena nata al Festival di Sant’Arcangelo diretto da Leo De Berardinis nel 1994 ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti internazionali. Shakespea Re di Napoli continua ad affascinare platee e generazioni diverse costituendo uno dei rarissimi esempi di lunga durata nell’ambito delle produzioni private italiane.

Shakespea Re di Napoli nasce da questo perché: la morte è quel sogno ad occhi chiusi che nella vita facciamo ad occhi aperti. Il mio difetto è credere solo negli aldilà, oltre il visibile, oltre il reale, la parola, il teatro.  Siamo nei primi anni del Seicento. Desiderio torna a Napoli dopo un avventuroso naufragio e riabbraccia il suo vecchio amico Zoroastro. A lui racconta di aver vissuto a lungo a  Londra e di essere diventato il più grande interprete dei personaggi femminili del grande drammaturgo inglese. Zoroastro è incredulo, sospetta che Desiderio stia narrando una delle raffinate menzogne cui lo ha abituato fin da ragazzo. La sfida interiore tra i due amici va avanti tra altissima poesia e tagliente comicità, mentre il mistero si estende progressivamente sulle loro vite. Così, nella storia appaiono misteriosi fotogrammi: le sabbie, il Seicento, la peste, un quadro, un baule, l’inchiostro sbiadito dei Sonetti di Shakespeare. Una nave affondata. Un anello perduto. Desiderio e Zoroastro: due amici sorpresi nell’abbraccio di un addio e di un ritorno. L’Inghilterra. Il genio. La bellezza. Le lettere dell’eros del grande poeta di Stratford . Tutto fiammeggia in una lingua che è intima di un’idea della partitura, della concertazione, del suono, in cui i sensi impongono una comunicazione intuitiva fondata sull’indicibile del compositore, l’indicibile dell’interprete, l’indicibile dell’ascoltatore. Solo il non detto è degno di essere letto. Solo i silenzi possono veramente essere ascoltati. Il conflitto e confronto del teatro elisabettiano con le forme espressive della Napoli barocca sono i presupposti per l’invenzione di una sinfonia del dire, specchiata in significati e ritmi che tendono alla sospensione assoluta di una storia nel tempo. La menzogna, l’indimostrabilità, la falsificazione dei fatti come gesto eversivo in grado di estendere i confini della verità sono in questa scrittura le luci che affermano e negano ogni cosa. Dopo tutto l’arte somiglia alla ricerca di prove che dimostrino eventi mai accaduti.

​ ​ Ruggero Cappuccio  

 Segreti d’Autore – dal 29 luglio al 14 agosto – si propone anche quest’anno come osservatorio civile dei rapporti tra il patrimonio culturale italiano e studiosi, scrittori, associazioni, musicisti, attori  impegnati per la sensibilizzazione del connubio uomo – territorio. Un Festival tra gli affascinanti borghi storici del Cilento che apre un’indagine sull’ambiente, sulla legalità, sulle scienze e sulle arti.

Una manifestazione aperta gratuitamente al pubblico che coinvolge le bellezze paesaggistiche dei comuni: Sessa Cilento, Serramezzana, Stella Cilento, Lustra, Laureana Cilento, Gioi Cilento.

 Il Festival della Legalità, dell’Ambiente, delle Scienze e delle Arti inaugurerà l’ottava edizione nel mese di luglio 2018.

Tra gli appuntamenti più significativi si segnalano il 29 luglio, a Valle/Sessa Cilento, nella splendida cornice di Palazzo Coppola, Vita d’attore, la regista Nadia Baldi dialoga con Alessio Boni sulla sua esperienza di attore teatrale, cinematografico e televisivo;

il 3 agosto, a Lustra, il compositore Peppe Vessicchio presenterà il suo libro La musica fa crescere i pomodori, sul legame tra la musica e la dieta mediterranea;
il 4 agosto, a Serramezzana, La signora della scena, Lina Sastri racconta la magia della recitazione. Ai due attori verrà conferito il Premio Segreti d’Autore 2018, scultura realizzata da Mimmo Paladino;
il 5 agosto,  a Laureana Cilento, Falcone e Borsellino la ricerca della verità, Franco Roberti, Assessore Politiche Integrate Sicurezza e Legalità Regione Campania e Giovanni Chinnici, Presidente Fondazione Chinnici,  dialogano con lo scrittore e regista Ruggero Cappuccio.

Nella sezione musica, il 2 agosto Di terra e mare, a Valle/Sessa Cilento il concerto spettacolo con Claudio Di Palma;
l’8 agosto, a Stella Cilento, ritornano gli Avion Travel con il loro nuovissimo album Privé ;
il 10 agosto, a Gioi Cilento, Su x giù Gaber con Renato Salvetti e Antonella Ippolito; l’11 agosto, a Valle/Sessa Cilento, Operina elettro- meccanica, una singolare installazione concerto di e con Enzo Mirone;
il 12 agosto, a Serramezzana, i dirompenti Foja;
il 14 agosto a Valle/Sessa Cilento concluderà la sezione il concerto L’armonia sperduta con Raffaello Converso, elaborazioni e orchestrazioni di Roberto De Simone.

Per gli spettacoli teatrali nazionali ospitati da Segreti d’Autore,
il 3 agosto, nel cortile di Palazzo Andrea Verrone a Lustra, Simu e Pùarcu di e con Angelo Colosimo;
il 5 agosto, a Laureana Cilento, Il mio giudice con Sara Bertelà;
 il 6 agosto, a Serramezzana, FOSCO (storia de nu matto) di e con Peppe Fonzo;
il 7 agosto, a Valle/Sessa Cilento, Ellepi (such a perfect day) di e con Fulvio Cauteruccio e Flavia Pezzo;
il 13 agosto, a Serramezzana, Patrizio vs Oliva con l’ex pugile Patrizio Oliva e Rossella Pugliese.
La sezione teatro si conclude il 14 agosto, a Valle/Sessa Cilento, con lo spettacolo Anime esito del laboratorio teatrale organizzato dal Festival.

Segreti d’Autore, con il sostegno del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni, si arricchisce degli incontri culturali con Silvio Perrella, Giovanni Guadagna, Giuseppe Galzerano e Carlo Pellegrino e di un appuntamento cinematografico con Slot di Dario Albertini.

Associazioni di studiosi ed esperti di natura, difesa del territorio, legalità e geologia, completano il quadro del Festival che si articola nei comuni del Cilento storico.  Durante l’intero arco della manifestazione saranno proposti percorsi naturalistici, passeggiate guidate nella natura: La Rocca del Cilento – Da Casigliano a Rocca Cilento, a cura del professor Antonio Malatesta; I paesaggi e le piante della dieta Mediterranea, a cura della professoressa Dionisia De Santis.

Tra le iniziative collaterali: il laboratorio per attori condotto da Elena Bucci; le mostre, all’interno di Palazzo Coppola, Sahara Te Quiero a cura di Romeo Civilli e Memento Deus Lux Aeterna a cura di Rosario Tedesco.

L’ingresso agli spettacoli, ai percorsi naturalistici e ai seminari è gratuito.

Informazioni: www.festivalsegretidautore.it