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Nell’ ambito dell’ inchiesta sul rigassificatore a Porto Empedocle, il Tribunale del Riesame ha respinto il ricorso dei sostituti della Direzione distrettuale antimafia, Emanuele Ravaglioli e Gery Ferrara, contro il no della Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, Alessia Geraci, alla richiesta di 11 misure cautelari a carico di dirigenti dell’ Enel, tecnici e imprenditori, sotto indagini per presunte irregolarità nella costruzione delle opere preliminari al rigassificatore di Porto Empedocle. I reati contestati dalla Dda di Palermo sono frode nelle pubbliche forniture, intestazione fittizia di beni e violazione di sigilli, il tutto aggravato dall’ avere agevolato la mafia. Più nel dettaglio, sarebbe stato utilizzato materiale roccioso scadente per costruire una scogliera di contenimento all’ impianto. Inoltre sarebbe stata compiuta una cessione fittizia delle quote di una società per aggirare gli effetti di una interdittiva antimafia. E poi sarebbero stati violati i sigilli del cantiere sequestrato per prelevare dei materiali.

Nell’ ambito dell’ inchiesta sulla costruzione del rigassificatore a Porto Empedocle, sostenuta dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, come già pubblicato, sono state richieste 11 misure cautelari a carico di altrettanti indagati. La giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, Alessia Geraci, ha respinto le richieste di applicazione delle stesse misure cautelari. Pertanto, la Direzione distrettuale antimafia ha proposto ricorso, e l’ organo preposto di secondo grado, il Tribunale del Riesame, ha trattato, riservandosi di decidere, il procedimento giudiziario. Tra gli 11 vi sono dirigenti e tecnici del gruppo Enel, soci di società, anche locali, interessate alla costruzione dell’ impianto, e imprenditori.

Il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, interviene a seguito delle dichiarazioni rese dell’ ex sindaco di Porto Empedocle, Paolo Ferrara, nell’ ambito dell’ inchiesta sul Rigassificatore, sul pagamento di una tangente di 1 milione di euro da parte dell’ Enel in occasione della campagna elettorale per le Regionali del 2012. Firetto, già deputato regionale e attuale sindaco di Agrigento, annuncia querela contro Ferrara. L’ avvocato Angelo Farruggia è stato incaricato ad intraprendere ogni iniziativa giudiziaria per il reato di calunnia.


L’ inchiesta sul rigassificatore a Porto Empedocle e le dichiarazioni dell’ ex sindaco, Paolo Ferrara (nella foto), che cita anche l’ architetto Luigi Giocondo, che così replica : “Sono un professionista e non un politico. Non capisco come Paolo Ferrara abbia potuto fare il mio nome in una simile vicenda. Pur essendo molto sereno, poiché totalmente estraneo ai fatti, non posso che dare mandato al mio legale di proporre querela nei confronti di chi ha reso menzognere dichiarazioni sulla mia persona”.

L’ ex consigliere comunale di Agrigento, Giuseppe Arnone, replica a quanto dichiarato, e pubblicato, sabato scorso 14 marzo dal sindaco di Porto Empedocle, Calogero Firetto, nel merito del rigassificatore. Arnone, rivolgendosi a Firetto, afferma : “Adesso rettifichi il tiro, e, al contrario da quanto da te dichiarato a gennaio, ci annunci che il rigassificatore non è morto ma che forse è seriamente malato. E poi cerchi di scaricare la determinazione con cui hai voluto il rigassificatore sui Governi nazionali e regionali, sui sindacati confederali e sui deputati nazionali e regionali. E’ vero, la politica agrigentina, composta da scellerati e da accattoni, si è messa letteralmente in ginocchio davanti all’Enel. Ma tu sei stato il primo, il più convinto, il porta bandiera, di questo progetto. La politica turistica di Agrigento e Porto Empedocle non è affatto indifferente alle scelte del rigassificatore. Realizzare il rigassificatore significa dare il cianuro al futuro dei nostri figli”.