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Che la situazione epidemiologica in Sicilia è da maglia nera e che i dati giornalieri non sono confortanti lo si era capito ormai da tempo.

Con quest’ultimo bollettino di oggi, la Sicilia rimane aggrappata al suo primato di prima regione in Italia per casi di positività giornalieri. Sono 1.348 i nuovi casi di covid19 registrati  nelle ultime ventiquattro ore a fronte di 21.978 tamponi processati. L’indice di positività è salito leggermente rispetto a ieri al 6.13%. Sono, invece, 21 le vittime. I guariti/dimessi sono 1.322.

La Sicilia nel suo “primato” viene seguita da Emilia Romagna (721) e Lombardia (647).

I 1.348 nuovi casi di covid19 sono così ripartiti: Catania 353, Messina 353, Siracusa 204, Palermo 131, Trapani 115, Ragusa 108,  Agrigento 51, Caltanissetta 32, Enna 1.

E’ stato emesso un decreto di condanna penale  a carico di Ferdinando Sciabbarrà, 73 anni, proprietario di una parte della “Scala dei Turchi”, la famosa scogliera di marna bianca.

Il Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha condannato penalmente al pagamento di una multa di Euro 13.600 il Sciabbarrà. La sentenza di condanna, non definitiva, puo’ essere appellata in Corte d’Appello entro i termini di Legge.

E’ stato contestato all’imputato di “avere arbitrariamente occupato una porzione del demanio necessario marittimo e per averne impedito l’uso pubblico e aver preteso lo sfruttamento economico dell’area complessivamente denominata e conosciuta come “Scala dei Turchi”.

Secondo la difesa, non c’è stata nessuna occupazione di demanio, il legittimo proprietario è  Ferdinando Sciabbarrà.

Nel febbraio 2020, venne sequestrata l’intera scogliera di marna bianca e le aree attigue, successivamente tre delle cinque particelle catastali vennero riaffidate al legittimo proprietario, Ferdinando Sciabbarrà, e due affidate alla Regione Siciliana.


Con 35 voti a favore e 15 contrari, l’assemblea regionale siciliana ha approvato la norma che decreta il ritorno al voto delle Province siciliane.
Fallimentare, si è rivelato pertanto il tentativo del presidente della Regione Rosario Crocetta di abolire le Province in Sicilia causando più danni che ogni altra cosa.
Alla prima tornata utile i cittadini siciliani  avranno ancora una volta la possibilità di poter scegliere il Presidente della propria Provincia e i consiglieri regionali che in ogni caso saranno in numero ridotto.
Simona Stammelluti

Con 35 voti a favore e 15 contrari, l’assemblea regionale siciliana ha approvato la norma che decreta il ritorno al voto delle Province siciliane.

Fallimentare, si è rivelato pertanto il tentativo del presidente della Regione Rosario Crocetta di abolire le Province in Sicilia causando più danni che ogni altra cosa.

Alla prima tornata utile i cittadini siciliani  avranno ancora una volta la possibilità di poter scegliere il Presidente della propria Provincia e i consiglieri regionali che in ogni caso saranno in numero ridotto.

Simona Stammelluti

La Commissione Bilancio all’Assemblea regionale lavora alacremente per approvare, finalmente dopo 4 mesi di esercizio provvisorio di bilancio, la Finanziaria 2017. E dalla polveriera degli emendamenti che sono stati presentati al testo scoccano le prime scintille che provocano esplosioni eccellenti. Ad esempio: dal prossimo primo luglio “Riscossione Sicilia”, la società che riscuote le tasse in Sicilia, sarà posta in liquidazione. Così è stato scritto su un emendamento firmato dal capogruppo di Forza Italia, Marco Falcone, e dall’ex presidente della Commissione Bilancio, Riccardo Savona. E ciò ovviamente è contrario alle intenzioni del governo regionale e del presidente Crocetta, che ha sempre difeso “Riscossione Sicilia” e il suo capitano, l’avvocato Antonio Fiumefreddo, e che ha proposto un nuovo contributo triennale da oltre 120 milioni di euro. E invece no, tempo scaduto: l’emendamento approvato in Commissione Bilancio è adesso articolo della Finanziaria, che poi sarà esaminato in Aula. Esulta Forza Italia e il suo capogruppo Falcone, che afferma: “Dopo due lunghi anni di dura battaglia parlamentare Forza Italia festeggia l’approvazione dell’emendamento che allinea l’agente di riscossione regionale a quello nazionale. Riscossione Sicilia, ente che produceva 18 milioni di euro all’anno di debito, sarà messa in liquidazione e superata. Al suo posto opererà il nuovo soggetto nazionale. E’ una svolta importante, che porterà maggiore gettito nelle casse pubbliche e un risparmio dei costi di riscossione, e che darà minori balzelli ai cittadini siciliani e al tempo stesso un futuro di maggiore sicurezza ai dipendenti.” Da parte invece dell’avvocato Fiumefreddo vi è ben altro che esultanza, e lui replica: “L’emendamento con cui si è decisa la liquidazione di Riscossione Sicilia è un atto di prepotenza minacciato, pianificato e violentemente consumato. La Casta di Palazzo d’Orleans si è compattamente difesa dalla lesa maestà subita in questi mesi con il pignoramento delle indennità dei loro inquilini. Brindano i poteri criminali che potranno tornare a dormire sonni tranquilli, brinda le casta degli impresentabili, brindano gli evasori seriali, piange la Sicilia degli onesti. Sono fiero d’aver servito i siciliani a testa alta e senza guardare in faccia nessuno.” Nel frattempo, ancora la Commissione Bilancio ha approvato altre tre norme di rilievo: il finanziamento dell’assistenza ai disabili, poi il blocco del progetto di fusione nel settore autostrade tra Cas e Anas, che avrebbe quasi certamente imposto pedaggi in tratti attualmente gratuiti, e poi la chiusura dell’Aran Sicilia, l’ente che si occupa dei rapporti di lavoro dei dipendenti regionali, e che è presieduto dall’avvocato Claudio Alongi, marito della segretaria generale della Regione, Patrizia Monterosso, braccio destro del presidente della Regione. E dopo Riscossione, si tratta di un altro schiaffo a Crocetta.
fonte teleacras

Lo scorso 7 ottobre è stata pubblicata la graduatoria relativa all’avviso n. 8/2016 inerente la formazione in Sicilia, con cui sono state stanziate risorse pubbliche per complessivi 136 milioni di euro.
Negli ultimi anni, proprio sull’ ”avviso 8”, alla Procura della Repubblica ed alla Corte dei conti – da diversi soggetti operanti nel settore – era stata sollevata l’attenzione su alcuni fatti verificatisi nel mondo della formazione professionale siciliana. In sostanza, l’utima pubblicazione ha fatto riemergere la questione dell’idoneità dei criteri adottati e Francesco Campanella, che è un impiegato della Regione Sicilia e dal 2013 senatore della Repubblica (ex M5s oggi Sinistra Italiana), nel suo atto ispettivo di mercoledì 22 marzo – ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, per la semplificazione e la pubblica amministrazione e per gli affari regionali -, parla di accrediti e finanziamenti per milioni di euro a soggetti privi dei requisiti (di cui all’art. 4 della legge della Regione Siciliana 24 marzo 1976, n. 24, all’art. 5 della legge regionale 21 dicembre 1978, n. 845, all’art. 14, punto 6, lett. f, del decreto del Presidente della Regione Sicilana 1° ottobre 2015, n. 25, mediante circolare n. 22 del 15 giugno 2016 dell’attuale assessore per l’istruzione e la formazione professionale Bruno Marziano.
Se le parole di Campanella fossero fondate i soggetti interessati, in violazione delle norme di legge, con un semplice provvedimento amministrativo, saranno destinatari di un finanziamento a fondo perduto pur svolgendo attività lucrativa, potendo anche scaricare i costi e detrarre l’Iva sugli acquisti. Ma non finisce qui. A quanto risulta dal senatore palermitano, la commissione regionale per l’impiego, organo preposto ad esprimere parere preventivo sul piano formativo ed a garantire la corrispondenza tra i corsi finanziati e le necessarie esigenze del territorio, non si riunirebbe da anni. Ed ancora: Il nucleo di valutazione dei progetti ammessi a finanziamento sarebbe stato costituito in violazione di legge (art. 47 della legge della Regione Siciliana 5 novembre 2004, n. 15) esclusivamente con personale dipendente dell’amministrazione regionale. Lo stesso nucleo risulta essere suddiviso in tre sottocommissioni (sempre in violazione di legge), giungendo a conclusioni diverse su progetti identici e dedicando una manciata di secondi all’esame di ciascuno dei progetti medesimi. Per queste ragioni e non solo per queste, Campanella che ha avuto il sostegno dell’ericino, anch’egli senatore, Fabrizio Bocchino, attende una risposta ufficiale dai ministri per sapere se “siano a conoscenza dei fatti esposti e se, nell’ambito delle rispettive competenze ed attribuzioni, intendano adottare provvedimenti finalizzati ad ovviare alle evidenziate criticità, nel pieno rispetto dei principi che regolano l’attività amministrativa, oltre ad attivarsi presso gli enti coinvolti, affinché sia fatta chiarezza sull’avviso n. 8 del 2016 della Regione Siciliana, al fine di verificare la sussistenza o meno dell’attuazione del servizio pubblico, per cui sono stati impegnati fondi comunitari, al cui corretto e tempestivo impiego lo Stato non è estraneo essendo, peraltro, il soggetto cofinanziatore”.
A parere di CampanellaBocchino, le passate condanne, arrivate grazie all’intervento delle autorità competenti, non sono servite a scardinare un sistema viziato da interventi amministrativi “contra legem”, attraverso comportamenti che si traducono, mediante l’impropria erogazione di ingenti fondi pubblici, in ingiustificati arricchimenti a favore di soggetti non legittimati. La disfunzione del servizio pubblico è evidente: inattivo per tutto il 2016 e non ancora avviato nel 2017, con pesantissime ripercussioni sugli operatori del settore; da anni privi di occupazione e di reddito.

Il sottosegretario alla Pubblica istruzione, il renziano siciliano Davide Faraone, assicura che già la prossima settimana, a seguito dell’ approvazione del Disegno di legge di attuazione della riforma degli Enti locali, saranno in Sicilia gli attesi 500 milioni di euro, frutto di un contenzioso con lo Stato e su cui la Regione da tempo pone le fondamenta dei propri bilanci. E lo stesso Disegno di legge garantirà alla Sicilia un miliardo e mezzo di euro all’ anno come trasferimento strutturale, quindi stabilmente e non soggetto a variabili. In tale contesto, il probabile futuro candidato alla Presidenza della Regione, caldeggia l’istituzione di un’Agenzia unica per i precari, al fine della loro stabilizzazione. Nel frattempo, i soldi in viaggio serviranno anche per il pagamento delle loro attività lavorative. “Sì perché – spiega il Sottosegretario – questi fondi ci consentono ora di fare una programmazione di lungo periodo. Il grande merito storico del Governo Renzi è stato quello di aver trovato risorse per la Sicilia che ci consentiranno di chiudere questa stagione di precariato e rendere la pubblica amministrazione efficiente. Come Sicilia non dobbiamo stare sempre indietro e fare le cose solo perché c’è il Governo Renzi che le impone, ma agire finalmente in autonomia. Siamo indietro di due riforme sulla pubblica amministrazione, la Brunetta e la Madia, e sarebbe il caso di adeguarci alla Madia che è un’ ottima riforma e di farlo in fretta”. E un’altra siciliana, anche lei Sottosegretario, all’ Economia, Simona Vicari, rilancia : “Nei prossimi mesi la Sicilia ha una grande partita da giocarsi. Con il Governo Renzi abbiamo rimesso in moto l’economia, in un contesto difficile, e gli indicatori economici sono incoraggianti. La Sicilia si deve agganciare alla ripresa, è ancora troppo dietro. Questo governo ha messo in campo misure e risorse come mai era capitato prima”. E sulla stessa lunghezza d’onda si sintonizzano anche gli atti di revisione della spesa da parte della giunta regionale presieduta da Crocetta. Dal primo luglio in poi saranno vuote circa 600 poltrone da dirigente. E un altro provvedimento del governo riduce a 1437, dalle attuali 2059, le strutture in cui si articola la zavorra amministrativa della Regione, tra cui rientrano anche le unità alle dirette dipendenze dei Dipartimenti generali degli assessorati. E’ una cura dimagrante già disegnata nella finanziaria del 2015, e che adesso sarà applicata.


Sono in funzione i computer dell’assessorato regionale al Lavoro e dei Centri per l’impiego. E di conseguenza sono stati sbloccati i sistemi che gestiscono il Piano Garanzia Giovani e i rapporti fra imprese e Regione. Per risolvere gli inconvenienti tecnici insorti, la Regione si è rivolta alla Ett, che è l’ azienda privata che da alcuni anni si occupa della gestione di rilevanti servizi informatici regionali. In tal modo è stata superata l’emergenza provocata, tra l’altro, dalla impossibilità di iscriversi a Garanzia giovani e a registrare gli stati di avanzamento di tirocini e corsi di formazione, a pregiudizio poi dei pagamenti a tirocinanti e aziende che li impiegano.

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Altro che attività produttive e insediamenti industriali : gli ex Consorzi Asi sarebbero stati soppressi e liquidati nel 2012, quando l’assessore dell’ epoca, Marco Venturi, commentò : “In questo modo cancelliamo 800 posti di sottogoverno e risparmiamo 4 milioni di euro”. E invece, ad oggi, nel 2016, sono ancora in attività e macinano debiti. Il buco nero ammonterebbe a quasi 300 milioni di euro. Anziché incoraggiare e favorire lo sviluppo economico, ci si è impantanati nella palude dei contenziosi da oltre 100 milioni di euro, per la fortuna degli avvocati. Le ex Aree industriali non ricevono direttamente i contributi regionali. Nei bilanci, alla voce entrate, vi sono solo pochi milioni di euro, qualora siano pagati, come affitti e canoni di concessione. E nel frattempo, invece, la voce uscite è del tutto fuori controllo. Ecco perchè l’ assessore regionale alle Attività produttive, Mariella Lo Bello, intende accelerare la chiusura già decretata entro il 2012. La vice presidente della Regione, insieme al deputato Giovanni Di Giacinto, ha proposto alcuni emendamenti alla Finanziaria in esame a Sala d’Ercole per tamponare e interrompere l’emorragia a fronte di sprechi e inefficienze. E non vi sono soltanto le ex Asi. Ad esempio, la giunta Crocetta ha appena firmato una delibera che rinnova l’incarico di Dario Bonanno, commissario liquidatore dell’Eas, l’ Ente acquedotti siciliano, e la sua attività di liquidazione si concluderà quando sarà conclusa la liquidazione, ma quando ? L’ Eas è in liquidazione dal 2004, e 12 anni non sono stati ancora sufficienti. Nel frattempo, Bonanno incassa 40 mila euro lordi all’anno, e altri 37 mila euro sono divisi tra gli amministratori. E l’elenco è sterminato. Ancora ad esempio, l’ Ems, l’ Ente minerario siciliano, è in liquidazione dal 2007, la società Siace, ex cartiera, è in liquidazione dal 1985 : 31 anni di scioglimento. E poi il Ciem, che ha il compito di occuparsi della gestione di eventi e fiere : la società è in liquidazione dall’agosto del 2009. E poi ancora Info Rac Map, Lavoro Sicilia, Espi, Azasi, Multiservizi e Bioshpera, e poi tanti altri ancora. Usando un termine caro a Crocetta : “Che manciugghia”.

Sono state necessarie due operazioni formali e burocratiche : prima la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della Regione della legge che autorizza l’esercizio finanziario provvisorio fino a febbraio, e poi l’adempimento delle diverse procedure di verifica dei residui da mantenere in bilancio. Adesso si sblocca la spesa, e l’ assessore regionale all’ Economia, Alessandro Baccei, esulta : “Interi comparti, che attendevano da tempo una risposta, trovano, finalmente, una boccata d’ossigeno”. Infatti : i Comuni al più presto riceveranno il saldo della parte corrente per l’anno 2015. E non è poca roba, perché si tratta di 3 trimestralità che non sono state erogate nel 2015, per 199 milioni di euro oltre la quarta trimestralità 2015, già impegnata sul bilancio 2016 per altri 85 milioni di euro. E poi, anche le ex Province riceveranno il saldo 2015 per circa 19 milioni di euro. E poi, Comuni ed ex Province incasseranno le spese d’investimento a saldo 2015 per 145 milioni. E non solo gli Enti locali : anche altri comparti beneficeranno dello sblocco della spesa che nel corso del 2015 è stata impedita dai limiti del patto di stabilità, e che adesso invece sarà liquidata in tempi brevi. Ad esempio, all’ Istruzione, tra scuole e università, sono destinati circa 50 milioni di euro, di cui 31 milioni per il funzionamento delle scuole. E poi ai Beni culturali oltre 13 milioni di euro, poi a Famiglia e Lavoro 46 milioni di cui 21 milioni per le Comunità alloggio, e poi 6 milioni per il buono socio sanitario. Ed ancora, alle Infrastrutture oltre 215 milioni di euro, poi al Territorio e all’ Ambiente 101 milioni, al Turismo e allo Sport più di 27 milioni, poi all’Agricoltura oltre 38 milioni di euro, poi all’assessorato Energia 6 milioni, e oltre 100 milioni per interventi negli altri settori. Ancora l’ assessore Baccei conclude : “Siamo consapevoli delle difficoltà nelle quali si sono venuti a trovare interi settori e comparti dell’economia siciliana, in particolare il sistema delle Autonomie locali ma, così come ci eravamo impegnati, pur in presenza di una difficile situazione economico-finanziaria della Regione, alla fine, con l’avvio del nuovo anno, grazie al doveroso impegno di tanti, sono stati sbloccati i pagamenti non effettuati nell’esercizio 2015 a causa del vincolo del patto di stabilità. Nei prossimi giorni saranno definite inoltre le procedure di riaccertamento di altri residui da liquidare nel 2016 che consentiranno di sbloccare ulteriori risorse”.