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Lei si Chiama Anna Fiscale, ha alle spalle un curriculum scolastico prestigioso, avrebbe potuto fare quel che voleva nella vita, eppure ha scelto di mettere su un’azienda sociale, utilizzando stoffe difettate e scartate dai grandi stilisti e lavorando con dipendenti che provengono da contesti di fragilità

Ha detto no ad un ottimo contratto con la Cattolica Assicurazioni, Anna Fiscale, laureata con il massimo dei voti alla Bocconi, dove ha studiato economia e management delle istituzioni internazionali. Si è concentrata sui progetti umanitari rivolti all’emancipazione femminile. Ha viaggiato, è stata in India dove si è occupata di microcredito, poi a Haiti ha gestito campi profughi, e poi – per non farsi mancare nulla – è stata tre mesi a Bruxelles per formarsi circa la cooperazione internazionale.

In quegli anni – oggi Anna ha solo 29 anni – ha deciso che avrebbe voluto – grazie al lavoro artigianale – creare opportunità per le donne, soprattutto per quelle che avevano delle fragilità, che arrivavano da dei contesti difficili. Così ha deciso di sfruttare capi di abbigliamento difettosi, o scarti di stoffe dismessi dalle grandi case di moda, e da quelle ha tirato fuori il suo progetto che si chiama Quid e dunque crea moda, anche per i grandi brand.

La sua sfida, che vive ogni giorno con coraggio ed entusiasmo, è vivere in equilibrio tra business e responsabilità sociale. Non a caso il simbolo dell’azienza, e l’etichetta è una molletta di legno, che simbolicamente tiene insieme la solidarietà e il rispetto per l’ambiente. Ad oggi l’azienda di Anna, fattura oltre due milioni di euro l’anno e quel suo impegno ha dimostrato che un’altra idea di impresa, è possibile. Una impresa che all’interno custodisce “l’impresa” di dare lavoro a chi altrimenti, sarebbe rimasto ai margini, senza una chance, senza un futuro.

Il progetto realizzato insieme a 4 amici, partì proprio con l’utilizzo di tessuti, rotoli di fine produzione o di campionario altrimenti destinati al macero, che venivano donati dalle case di moda. La missione sociale del progetto prese subito forma, quando a lavorare furono impiegate ragazze madri, ex tossicodipendenti e ex carcerate. Persone quindi da recuperare e se possibile da reinserire nell’assetto sociale.

Ecco la meraviglia del progetto di Anna Fiscale; il reinserimento e la riabilitazione nella società e nel mondo del lavoro di coloro che provengono da contesti difficili, scomodi, che quasi nessuno guarda in faccia.

Ad oggi sono quasi 40 i dipendenti, la maggior parte sono donne, e tutte hanno regolari contratti di assunzione. La parte creativa è affidata a due ragazze, che vanno in magazzino a vedere cosa c’è a disposizione come stoffe, e su quella disponibilità disegnano ogni volta una nuova collezione di abiti. Un lavoro molto stimolante, vista la finalità, oltre all’aspetto prettamente imprenditoriale.

Anna ci tiene a ringraziare le aziende che donano il materiale gratis, e che a volte non è proprio materiale di scarto, né avanzato, né difettoso.

Ci sono dei punti vendita,una rete di distribuzione propria, oltre a collaborazioni con aziende esterne.

Progetto Quid ha vinto nel 2014 il Premio Europeo per L’Innovazione Sociale. Sono felici i ragazzi del Progetto Quid, ma non si fermano e sono alla continua ricerca di nuovi stimoli, continuando a realizzare capi di abbigliamento sempre più belli e a prezzi contenuti.

Lunga vita ad Anna Felice, ai suoi soci, al progetto Quid e alle donne che hanno avuto una chance, affinché possa essere questo un ottimo esempio di come si possa fare impresa, con uno sguardo puntato su delle necessità che spesso vengono ignorate, come se non fossero mai esistite

Simona Stammelluti