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Ritrovato corpo in avanzato stato di decomposizione nel greto del fiume Crati, non molto distante dal Centro Commerciale di Zumpano, nella zona tra Rende e San Pietro in Guarano in provincia di Cosenza

 

Il corpo scarnificato e in parte in decomposizione, presumibilmente femminile, è stato trovato da un pescatore che occasionalmente si trovava in quella zona, particolarmente isolata.

Sul posto sono intervenuti la D.ssa Greco della Procura di Cosenza, che ha disposto l’autopsia, i tecnici del Reparto Operativo dei Carabinieri di Cosenza, che hanno effettuato i rilievi del caso, e poi ancora il medico legale e l’entemologa (esperta di insetti) D.ssa Teresa Bonacci dell’Università della Calabria oltre ai Carabinieri di Rende guidati dal Capitano Maieli.

Spetterà agli approfondimenti del medico legale e dell’entemologa stabilire con certezza se si tratti di un uomo o di una donna, oltre che individuare la data e le cause del decesso.

Il corpo ritrovato in data odierna, era completamente privo di indumenti e di alcune parti anatomiche, risultato di azione di animali selvatici sul corpo abbandonato da diverso tempo.

Probabilmente il corpo è stato portato sul posto del ritrovamento dopo la morte, ma saranno gli esami autoptici e le indagini a svelare la verità.

 

Simona Stammelluti


Sembra essere il caso dell’anno, quello scoppiato a seguito del rogo avvenuto in un palazzo storico di Cosenza, sito nella città  vecchia il 18 agosto scorso, nel quale hanno perso la vita tre persone e dove – così si diceva – era andato distrutto un patrimonio inestimabile tra carte, pergamene, affreschi e altro ancora.
La Procura di Cosenza sta indagando in tutte le direzioni possibili. La stesa Procura che – a dire del proprietario dello stabile e della biblioteca privata Roberto Bilotti – avrebbe ignorato otto anni di denunce, dallo stesso presentate, che segnalavano la presenza dei tre abusivi, all’interno di uno dei locali del suo stabile.
A distanza di pochi giorni da quella sciagura, sembra che lo stesso Bilotti abbia voluto ritrattare, rispetto alla intervista audio rilasciata a Repubblica e attraverso le pagine di QuiCosenza; ha detto che a parte le porte ottocentesche e i lampadari di Murano, le opere andate distrutte altro non erano che copie, come quella del “De Rerum Natura” di Telesio, dal valore “imprecisato”.
Ma c’è chi una stima l’ha saputa fare, ed è il responsabile della biblioteca privata che in una intervista telefonica rilasciata alla giornalista Alessia Principe, dichiara che il valore della copia del “De Rerum” si aggira intorno ai 600 euro.
Nessuna devastazione apocalittica di rare pergamene e manoscritti, insomma.
Lo stesso Bilotti chiarisce poi circa la possibilità di visitare quei locali, che sottolinea essere “privati”, ma che dal 2003 la Soprintendenza, rivelatone l’importanza, aveva avviato una istruttoria ripresa solo nel 2015, ma – dice Bilotti – “è una procedura lunga”.
Insomma, spenti i riflettori, si spengono anche un po’ gli entusiasmi con i quali si sono proferite le prime parole consegnando ai giornali le notizie a questo punto un po’ falsate.
Resta la morte di tre persone, resta una procura che indaga, restano delle problematiche che andrebbero analizzate a fondo e speriamo che per davvero che alla ripresa dei lavori parlamentari, i deputati Pd – così come hanno dichiarato – presentino una interrogazione parlamentare su quanto accaduto affinché si accertino eventuali responsabilità, senza sottovalutare quanto accaduto.
Così come, occorre sottolineare, che in una triste vicenda come questa è stato dato ampissimo risalto all’arte, forse oggi rivelatasi di cartapesta, che a tre vite umane che sono morte carbonizzate ancora oggi senza un perchè.