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Il Tribunale di Agrigento ha condannato Calogero Allegro, 29 anni, di Palma di Montechiaro,  a 3 anni di reclusione. Allegro fu arrestato lo scorso agosto e posto ai domiciliari dove si trova tutt’ora in quanto ritenuto di essere il proprietario di un fondo agricolo dove insisteva una piantagione composta da 3.000 piante di canapa indiana che se essiccate e immesse sul mercato avrebbero avuto un valore di circa 2 milioni di euro. Il palmese è stato ritenuto colpevole del reato di coltivazione, produzione e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini dello spaccio.

Demolizioni abusive in vista a Palma di Montechiaro. Si tratta degli immobili abusivi da demolire secondo l’elenco, stilato in ordine crologico, dal Comune agrigentino. La prima casa che verrà abbattuta è un immobile di prorietà di una famiglia del luogo ma non residente nella cittadina del Gattopardo. L’immobile ubicato in una località balneare sarà “buttato giù” in maniera autonoma dagli stessi proprietari. La demolizione dovrebbe avvenire entro il 2 maggio, termine ultimo fissato per l’abbattimento.

Nella serata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Palma di Montechiaro hanno arrestato arresto in flagranza di reato:
–           VELLA Salvatore, classe 1981, disoccupato di Palma di Montechiaro, già ben noto alle Forze dell’Ordine
poiché resosi responsabile dei reati di oltraggio, minaccia e resistenza a un Pubblico Ufficiale.
In particolare, i Militari dell’Arma intervenivano in quella Piazza Matteotti presso un noto bar del luogo, ove poco prima il 36enne palmese, senza ragionevole motivazione, si avvicinava ad un Carabiniere in servizio presso la locale Stazione, in quel momento libero dal servizio e presente all’interno del locale, profferendo al suo indirizzo esplicite minacce di morte.
A quel punto il militare tentava di bloccarlo e identificarlo ma il soggetto si divincolava dandosi alla fuga per le vie adiacenti, per poi essere immediatamente rintracciato nelle vicinanze della propria abitazione, venendo bloccato e ammanettato dai Militari dell’Arma intervenuti in ausilio.
L’arrestato, espletate le formalità di rito, veniva condotto presso la propria abitazione, in regime di arresti domiciliari,  a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa dell’udienza di convalida.


L’automobile di proprietà di un uomo originario di Palma di Montechiaro, bracciante agricolo, è andata a fuoco nelle ore notturne e ha richiesto l’intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Licata. La vettura, che è stata distrutta dal rogo, era parcheggiata in via Pellizza, nel centro abitato palmese, dove si sono portati i carabinieri della locale Compagnia per accertare le cause che hanno scatenato l’incendio. Sul posto non sono state trovate tracce di liquido infiammabile ma tutte le ipotesi sono al vaglio degli investigatori che hanno avviato le indagini.


Ha chiesto di essere giudicato col rito abbreviato, Salvatore Ingiaimo, il palmese di 27 anni, finito in manette, lo scorso 24 ottobre, con l’accusa di tentato omicidio ai danni di Diego Provenzani, 49 anni detto «patata» o «haschishiato», rimasto ferito nel dicembre del 2015 Dello stesso crimine è accusato un’altro uomo, Domenico Sambito, 68 anni, anche lui di Palma di Montechiaro, che sarà giudicato col rito ordinario. Il tentato omicidio per gli inquirenti della Squadra Mobile di Agrigento, guidata da Giovanni Minardi, e del Commissariato di Palma, agli ordini di Angelo Cavaleri, affonderebbe le sue radici nel desiderio di vendetta per un “torto” subito 29 anni fa quando l’armeria di Domenico Sambito, uno degli odierni arrestati (in verità titolare era la moglie) subì un furto di cinque pistole, quattro delle quali vennero restituite. Correva l’anno 1997.
L’inizio del giudizio per Ingiamo è previsto per il 4 maggio davanti al giudice Francesco Provenzano.


La Procura della Repubblica di Caltanissetta ha chiesto il rinvio a giudizio per 6 medici dell’ospedale Sant’Elia che si presero cura, il 14 settembre del 2012, di Viviana Meli, la giovane 29enne, di Palma di Montechiaro, che sarebbe morta a causa di una emorragia che però, secondo l’accusa, sarebbe stata curata con negligenza dai sanitari della struttura ospedaliera nissena che avrebbero rimandato, sempre secondo l’accusa, un intervento chirurgico che le avrebbe potuto salvare la vita. La Meli giunse presso il Sant’Elia dopo un incidente stradale avvenuto lungo la S.S. 115, incidente per il il quale è stata rinviata a giudizio Caterina Amico, 35 anni, conducente dell’auto a bordo della quale si trovava la vittima.

Il Commissario Straordinario al Comune di Palma di Montechiaro, Antonino La Mattina, nominato dalla Regione dopo le dimissioni di Pasquale Amato, ha avviato l’iter per ottemperare alle ordinanze di demolizione di Procura e Corte dì Appello. Lo stesso ha concordato con la stessa Procura le procedure per l’esecuzione delle demolizioni per le quali sono state messe a bilancio circa 250 mila euro. Sono 15 immobili abusivi che si trovano in aree sottoposte a vincolo di inedificabilità assoluta a meno di 150 metri dal mare. Le somme sono state inserite nel bilancio di previsione approvato dal Consiglio comunale prima di essere dichiarato decaduto al momento delle dimissioni dell’ex primo cittadino. In realtà le case da abbattere sarebbero 700 di cui la metà sono prime case. Nella maggior parte dei casi si tratta di immobili per i quali le sentenze sono passate in giudicato.

A Palma di Montechiaro, nella giornata di ieri, gli agenti della Polizia di Stato hanno arrestato Vincenzo Gibbino, di Naro, 66 anni, in esecuzione di un provvedimento di revoca del decreto di sospensione dell’ordine di carcerazione e ripristino dello stesso provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica di Agrigento ed eseguito da personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Palma.
L’uomo deve scontare la pena residua di tre mesi in quanto riconosciuto responsabile del reato di guida in stato ebbrezza alcolica. Dopo le formalità di ritò, l’uomo è stato condotto presso il carcere di Contrada Petrusa di Agrigento a disposizione dell’autorità giudiziria.

Si è svolta questa mattina – nell’aula 6 – l’udienza riguardante l’accoltellamento di Carmelo Falsone, 42 anni originario di Palma di Montechiaro, ferito nel settembre 2015 al braccio sinistro da un vicino di casa in seguito a dissidi – pare – di natura condominiale.
Imputato nel processo è Lillo Bellia, 39 anni di Palma di Montechiaro, accusato di lesioni aggravate, detenzione illegale di arma da fuoco.
A ricostruire gli attimi di quel pomeriggio è stato un brigadiere dei carabinieri chiamato oggi a testimoniare: “Dopo la chiamata al reparto operativo ci siamo precipitati in via Carlo Marx. Giunti sul posto abbiamo notato il Falsone, in compagnia della moglie, con una evidente ferita da taglio all’arto sinistro e uno dei vetri dell’automobile fracassati. Insieme ai colleghi della Polizia, avendo effettuato un intervento congiunto, abbiamo raccolto le prime dichiarazioni del Falsone che indicava nel Bellia l’autore dell’accoltellamento. Dopo circa 20 minuti dall’aggressione ci siamo recati presso l’abitazione dei genitori del Bellia dove l’uomo viveva. In seguito a perquisizione domiciliare, poi estesa anche a quella veicolare in cui trovammo una mazza da baseball, abbiamo ritrovato una pistola calibro 7.65, 48 proiettili, una maglia verde con tracce di sangue ed una bomboletta per lubrificare l’arma all’interno di un marsupio. Nessuna traccia, invece, dell’arma oggetto del reato, presumibilmente un coltello da cucina. Abbiamo notato, inoltre, una ferita sulla mano del Bellia ma lui rispose di essersela procurata durante le ore di lavoro mentre vendemmiava con un paio di forbici. Inoltre, la medicazione che notammo non era di quelle predisposte in ospedale bensì una “fai da te”.
Il giudice monocratico Alessandra Tedde ha rinviato l’udienza al 7 giugno, data in cui verrà ascoltato l’imputato.

Un uomo di 40 anni, di Licata, è stato denunciato , a piede libero, alla Procura della Repubblica di Agrigento, per l’ipotesi del reato di trasporto illecito di rifiuti speciali e pericolosi per la salute pubblica, dagli uomini del Commissariato di Polizia di Palma di Montechiaro che lo hanno fermato, mentre procedeva lungo la S.S. 115, alla guida di un furgone con un carico di ferro e elettrodomesttici in disuso. I poliziotti, accertato che l’uomo viaggiava senza le necessarie autorizzazioni, hanno provveduto al sequestro del mezzo e del materiale e hanno elevato una sanzione amministrativa.