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A meno di 24 ore dalla conferma di un caso di coronavirus nel reparto di Cardiologia dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, il primario dott. Giuseppe Caramanno interviene con su quanto accaduto ieri sera e sulla ripartenza del reparto da lui diretto.

Dice: “Prima o poi quello che è successo in Cardiologia doveva accadere e probabilmente accadrà ancora, perché alcuni pazienti cardiopatici gravi, affetti da sindrome da Covid-19 inevitabilmente  potranno sfuggire al pre-triage e al triage, come ad esempio gli infarti acuti che vanno direttamente in sala di Emodinamica. Con sacrificio di tutti in 12 ore si è riusciti a ripristinare e sanificare i locali del reparto di Cardiologia; si è in attesa dei risultati dei tamponi effettuati ai pazienti, medici, infermieri e ausiliari che a vario titolo sono stati in contatto con la paziente positiva al coronavirus”.

“Si sottolinea – conclude Caramanno – che l’attività dei cardiologi dell’ospedale di Agrigento prosegue normalmente, assicurando le urgenze ed emergenze e gli eventuali ricoveri in unità coronarica, mentre sono sospesi quelli programmati come raccomandato dal recente decreto regionale per contrastare il contagio da coronavirus”.

L’ Azienda sanitaria provinciale di Agrigento informa che all’ ospedale San Giovanni di Dio è stata ripristinata la funzionalità della risonanza magnetica secondo i più efficienti standard di qualità. Un aggiornamento del software di gestione, e l’adeguamento dei dispositivi interni di sicurezza, hanno consentito all’apparecchiatura di risonanza magnetica di rientrare da oggi primo marzo in servizio del tutto efficiente, secondo i massimi standard di qualità. Gli interventi di manutenzione garantiscono la sicurezza del paziente in ogni fase degli esami, e sono stati compiuti in garanzia, senza costi per l’Azienda sanitaria provinciale.

La giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Maria Alessandra Tedde, ha condannato a 9 mesi di reclusione ciascuno 5 medici dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento a seguito della morte, nel 2008, di una paziente, Maria Ferraro, 58 anni, vittima di una emorragia e che, con una corretta diagnosi, forse si sarebbe salvata. Si tratta di Francesco Buscaglia, 44 anni, Pasquale Zicari, 61 anni, Carlo Fontana, 42 anni, Vincenzo Scudera, 60 anni, e Fabrizio Alletto, 41 anni. Sono stati assolti, “per non avere commesso il fatto”, i medici Antonio Maniscalco, 63 anni per il quale lo stesso pubblico ministero ha chiesto l’assoluzione, e Gerlando Riolo, 59 anni, attuale assessore della giunta comunale di Agrigento.

All’ Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento sono in corso interventi tecnici di adeguamento strutturale e normativo : a breve l’affidamento degli attesi lavori di adeguamento dei locali del pronto soccorso per 705mila euro. Poi, è attivo dal primo luglio un deposito per lo stoccaggio delle bombole d’ossigeno necessarie ai reparti. Poi, il montaggio della Pet nel reparto di Medicina Nucleare, e l’allestimento del reparto di Radioterapia dotato di un acceleratore lineare. Affidati altri lavori strutturali contro il cemento depotenziato. Poi, l’ ospedale è stato riaccatastato come particella unica e non circa 20 come è stato finora. Ed è in corso di redazione un progetto antincendio.
fonte teleacras

Ad Agrigento, all’ ospedale “San Giovanni di Dio”, nel reparto di Pediatria, una infermiere, evidentemente bisognevole di dormire e riposarsi, si è distratta, si è confusa e ha sbagliato farmaco. Infatti, anziché il flacone dei fermenti lattici, utili all’ intestino, ha afferrato il flacone dei sedativi e ha somministrato il sedativo ai bambini degenti nel reparto. Ebbene, il risultato è stato che 10 dei 12 ricoverati, dai 40 giorni ai 7 anni di età, sono sprofondati nel sonno profondo. I genitori, non riuscendo a risvegliarli, si sono sempre più allarmati fin quando è stato lanciato l’allarme e si è scatenato il panico, anche rabbioso, tanto che è intervenuta la Polizia per contenere la legittima agitazione. Poi si è scoperto e compreso l’errore. L’ Azienda sanitaria ha avviato una inchiesta interna.
fonte teleacras

Ad Agrigento, nel reparto di Terapia intensiva neonatale dell’ ospedale “San Giovanni di Dio”, è morto un neonato di Favara, di appena 3 giorni di vita. I familiari hanno allarmato i Carabinieri, e i militari del Nucleo operativo e radiomobile, su disposizione della Procura, hanno sequestrato la cartella clinica del piccolo. Secondo quanto trapelato dall’azienda sanitaria, il bimbo avrebbe subito dei problemi respiratori.

fonte teleacras

Ad Agrigento, in Ospedale, al San Giovanni di Dio, a seguito della morte di Luigia Pistone, 84 anni, agrigentina, è stato presentato un esposto – denuncia dai familiari. La donna lo scorso 6 maggio è giunta al Pronto soccorso in codice giallo per un grave stato anemico. La direzione sanitaria dell’ospedale ha avviato le opportune verifiche, cosi come si procede ogni qualvolta è ricevuta una segnalazione.
fonte telecras

Ieri, al Videogiornale di Teleacras, è stata pubblicata, in sintesi, la lettera di un ex medico che ha denunciato le gravi carenze di personale e mezzi al Pronto soccorso dell’ Ospedale di Agrigento. Non si tratta del primo caso di segnalazioni del genere. Più di recente, anche il capogruppo Udc alla Regione, Calogero Firetto, componente della Commissione Sanità all’Assemblea, ha sollevato il problema. Oggi, invece, è alla ribalta un caso di buona sanità, anzi ottima, all’ Ospedale di Agrigento. Durante la giornata di ieri, 25 aprile, peraltro festiva, il fratello dell’ ex assessore comunale Angelo La Rosa, Michele, è stato colto da infarto. Ebbene, Angelo La Rosa ha trasportato subito in Ospedale il fratello, allarmando il soccorso durante il tragitto. Appena sono giunti la squadra di intervento è stata già pronta. L’equipe del reparto di Cardiologia, diretta dal dottore Giuseppe Caramanno, tramite l’emodinamica, nell’ arco di pochissimi minuti, che sono vitali, ha liberato l’ostruzione di un’ arteria e ha salvato la vita all’infartuato. Angelo La Rosa ritiene opportuno, quanto doveroso, rivolgere un plauso e un’attestazione di stima per l’efficienza e la tempestività all’ equipe medica di Caramanno, tra i fiori all’occhiello dell’ Ospedale di Agrigento.

Ad Agrigento la Procura ha avviato un’ inchiesta al fine di accertare le cause della morte di un neonato, lo scorso 7 aprile, all’ Ospedale San Giovanni di Dio. E’ stata acquisita la cartella clinica nel reparto di Terapia intensiva neonatale. Il bimbo è nato il 29 marzo scorso nel reparto di Ostetricia e Ginecologia, poi è stato ricoverato all’ Utin dove è morto dopo 10 giorni per cause che sarebbero ancora ignote, anche per i genitori che hanno sporto denuncia al posto di Polizia dell’ Ospedale.
fonte teleacras