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Premessa:

Adesso le minacce di querela da parte del direttore generale dell’Asp di Siracusa arriveranno anche a Giletti, possibilmente al sottoscritto e a quanti “osano” di parlare di questa vicenda.

Il direttore Lucio Salvatore Ficarra, del resto, ha già minacciato coloro i quali (e Lei, Presidente, sa perfettamente che sono tantissimi) hanno chiesto per una questione di correttezza (e anche di una certa sicurezza) le dimissioni di Ficarra. Del resto, lo stesso direttore mazzarinese sembra particolarmente aduso a ricorrere alle vie legali visto e considerato che dovrà salire le scale di tanti tribunali siciliani a seguito di suoi esposti contro chi ha cercato di “rimproverare” il suo operato.

Presidente, mi rivolgo a Lei, a nome di decine e decine di migliaia di siciliani; a Lei perchè ho la vaga impressione che il suo figlioccio e tanto amato assessore alla Sanità Ruggero Razza mi sembra piuttosto giovincello per prendere un provvedimento che, a questo punto, viene invocato dall’universo mondo e voi, che amministrate una terra bellissima come la Sicilia, continuate a far finta di nulla.

Abbiamo anche il dovere di precisare che non stiamo colpevolizzando nessuno, men che meno Lucio Salvatore Ficarra, nè con i mitra stiamo cercando un colpevole. Onorevole Presidente, chi scrive e tanti altri milioni di siciliani cercano soltanto la verità. Stop, nulla più.

Presidente Musumeci, ma quella famosa questione morale che Lei ha sempre invocato da quando fa politica, perchè in questa disastrosa vicenda siracusana si è persa nel nulla?

Come mai, Presidente, non sente questo “dovere” di rimuovere dal suo posto il direttore dell’Asp di Siracusa Lucio Salvatore Ficarra? La prego Presidente, non risponda come avrebbe fatto lo stesso direttore: “C’è una indagine della magistratura…” Giletti lo ha definito un comportamento “arrogante”. Io non commento. E Lei, Presidente, è contento di tutto ciò?

Non riusciamo a comprendere come milioni e milioni di italiani sono indignati dopo aver visto la trasmissione Report e quella di ieri sera a casa di Giletti; Lei, presidente, continuerà a far finta di nulla?

Presidente, ha ascoltato le parole del figlio del Direttore del Parco Archeologico di Siracusa Calogero Rizzuto? Presidente, qui è morto un uomo, è morta la sua segretaria, in circostanze che ancora sono poco chiare; sta lottando contro la morte Marco, l’infermiere che si è sfogato attraverso un video che i vertici sanitari dell’Asp  hanno definito una fake news!!! Presidente, si può pretendere dalla Sua onorabile persona un briciolo di rispetto, prima per la famiglia Rizzuto e poi per quei tanti siracusani che, con fiducia, hanno creduto in Lei votandola (visto che la questione è solo politica)?

Presidente, rimuovere Ficarra dalla direzione sanitaria siracusana Le viene proprio così difficile? Perchè vederlo come un atto punitivo? Qui non si vuole punire alcuno, si cerca soltanto di conoscere (e pretendere) la verità dei fatti.

Presidente, tre trasmissioni nazionali che gettano molte ombre su come è andata la gestione siracusana dell’Asp non Le bastano per far appello alla questione morale?

Presidente, La prego, continui a rappresentare me e 5 milioni di siciliani nel modo più coerente possibile.

Grazie.

Prima a Sciacca, con il dott. Firenze, adesso ad Enna, con il dott. Iudica.

L’assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza ha disposto la nomina di un gruppo di lavoro per prospettare alla governance dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Enna “adeguate soluzioni di supporto ed affiancamento ed anche per verificare i fatti fin qui verificatisi per la provincia di Enna”.

Giusto che sia così. Un gruppo di lavoro per verificare cosa è accaduto presso l’Asp di Enna. Razza ha fatto la stessa cosa a Siracusa; attenzione però, ha soltanto toccato i vertici dell’ospedale “Umberto I°” e non quelli dell’Asp.

A Enna, l’ormai direttore generale dell’Asp Francesco Iudica, dopo avere appreso la mossa di Ruggero Razza non ha esitato un solo istante (giustamente e con grande senso morale ed intellettuale) a dimettersi dall’incarico. E lo ha fatto con grande senso di lealtà, adducendo le seguenti motivazioni: “Per garantire che le attività delle dette Commissioni possano svolgersi con piena libertà di azione per assumere, ove ve ne fossero, tutte le responsabilità in capo a me non avendo nulla da rimproverare alle persone che con generosità, competenza, dedizione hanno consentito che la Provincia di Enna potesse mettere a disposizione della popolazione il più alto numero di posti letto COVID in Sicilia e che hanno affrontato in modo magistrale, e di questo sono Loro infinitamente grato, le difficoltà di un impatto in nessuna altra Provincia così massivo”.

Che dire?

La catastrofe sanitaria avvenuta a Siracusa non sta insegnando nulla? E il comportamento assunto dal dott. Iudica, il quale, con estrema dignità professionale, ha deciso di mettersi da parte, non vuol dire nulla?  Non è un esempio da prendere?

Razza, le ricordo che tutti siamo utili e nessuno è indispensabile. E le ricordo ancora, assessore, che i manager dell’Asp sono nominati (dalla politica) e non proclamati da una benedizione divina (vuole spiegare agli agrigentini perché ancora non viene nominato un direttore generale dell’Asp?).

Questa utile (?) Commissione regionale Sanità, presieduta dall’on. La Rocca Ruvulo, serve a qualcosa?

Un servizio televisivo su Rai3 è servito poco; una petizione popolare abbastanza corposa, è servita poco; una preoccupazione generale di tutti i siracusani, non è servita a nulla. Tutti i sindacati hanno chiesto la rimozione dei vertici Asp, per buon senso e non per altro, e lei, Ruggero, continua a far finta di nulla. Una denuncia circostanziata dell’onorevole Dipasquale, e lei, Ruggero, si gira dall’altro lato. La Procura di Siracusa ha aperto anche una inchiesta e lei, Ruggero immenso, continua imperterrito a girarsi dall’altro lato come se nulla fosse.

Mi creda, assessore; in questo particolare momento i siciliani ed in particolare i siracusani si sentiranno poco rappresentati da una figura così importante quale è la sua: il capo della Sanità in Sicilia.

Razza, cosa ci vuole per far tornare a Siracusa quel senso di onestà intellettuale e soprattutto di serenità (lo ribadiamo, senza accusa per chicchessia, ma solo per un grande senso civico, come impone la situazione)? Casi come quello aretuseo avrebbero imposto sia al direttore generale dell’Asp Lucio Ficarra, sia a lei, Ruggero, sia allo stesso presidente della Regione Nello Musumeci a prendere decisi e opportuni provvedimenti (non necessariamente punitivi) atti a ristabilire quel briciolo di serenità in una realtà come quella siracusana che, allo stato, sta attraversando un momento assai difficile.

In attesa di… non sappiamo cosa, rimaniamo ancora tutti con gli occhi sgranati.

Abbiamo intervistato l’on. Nello Dipasquale del Partito Democratico, di fatto colui il quale ha denunciato, prima al Prefetto e poi alla procura della Repubblica i gravissimi fatti di malasanità raccontati ieri sera nella trasmissione di Rai3 Report e che, purtroppo, avrebbero portato alla morte il direttore del Parco Archeologico di Siracusa arch. Calogero Rizzuto.

On. Dipasquale, ieri sera tutta Italia ha visto cosa è accaduto a Siracusa; sembra che ci siano gravissime disfunzioni a livello manageriale.

“Si, ieri sera Report ha reso molto chiara la triste vicenda che ha portato alla morte l’arch. Rizzuto. Tutta Italia ha visto tutto ciò che io avevo denunciato il 14 marzo scorso. La sanità siciliana dal punto di vista organizzativo (tanto onore ai medici, tutti in prima linea…) rappresenta delle pecche che hanno portato a situazioni assurde, come la perdita dei tamponi di Rizzuto, i risultati che non arrivavano, diagnostica che non veniva fatta e ritardi nei ricoveri che sappiamo tutti cosa hanno provocato”.

Le risposte del direttore dell’Asp Lucio Ficarra non hanno convinto del tutto…

“Le NON risposte di Ficarra hanno fatto capire a tutta l’Italia in quale mani si trova la nostra sanità. Tutto questo può andare bene a Musumeci, all’assessore Razza e allo stesso Ficarra. Ficarra non ha mai saputo rispondere alle accuse gravi fatte prima dal sottoscritto e poi dalla stessa giornalista. Ieri sera Ficarra si è ben guardato di rispondere, come aveva fatto con me, asserendo che Rizzuto aveva addirittura rifiutato il ricovero! Immaginate uno nelle condizioni come Rizzuto, con tutti i sintomi tipici di Covid 19 e con la febbre a 40, che rifiuta il ricovero. Aberrante. Non riesco a comprendere quali siano le difficoltà di Musumeci e Razza i quali non trovano la forza di rimuovere subito il direttore Ficarra. Lo stesso Razza, per molto meno, ha defenestrato in pochi minuti il direttore dell’ospedale di Sciacca. Forse gli dava fastidio? Con Ficarra, non capisco il perché, tutto ciò non accade. Del resto questa macchina amministrativa sanitaria in Sicilia l’ha messo in moto il presidente Musumeci, sono scelte che ha fatto lui e non deve prendersela con nessun altro”.

Che dovrebbe fare Musumeci?

“Dovrebbe fare ciò che si aspetta ormai da qualche settimana, vista non solo l’onda mediatica ma soprattutto i gravi disagi sanitari che scaturiscono da questa triste vicenda siracusana. Tra l’altro stiamo vivendo tutti una emergenza e Musumeci, a maggior ragione, dovrebbe avere l’accortezza di prendere provvedimenti immediati”.

Porterà in Aula la triste situazione siracusana?

“Certo che si! Ma lei pensa che situazioni del genere possano passare quasi inosservate oppure, peggio ancora, che cadano nel dimenticatoio? Sarà la mia prima interpellanza alla ripresa dei lavori”.

La fuga di notizie di ieri che ha coinvolto la regione Lombardia ha creato il panico nel panico.

Chiudere i confini della regione del nord, in entrata e in uscita, ha “costretto” a decine, centinaia e forse migliaia di suddisti residenti al nord a prendere il primo mezzo per scappare via dalla Lombardia e recarsi al sud.

Un sud dove la Sicilia, purtroppo, è la prima regione a spopolarsi per recarsi al nord, (anche per rendere tanto onore), e ben sappiamo che il numero di paisani residenti nelle regioni ad altissimo rischio come la Lombardia, l’Emilia Romagna e il Veneto è abbastanza numeroso.

Il presidente della Regione Musumeci è stato chiaro: “Tutti in autoquarantena coloro i quali in fretta ed in furia, sono scesi al sud”.

A noi, umili operatori della comunicazione, non ci resta altro che appellarci a tutta questa gente (conterranea) incontrollata che prende il proprio mezzo per scappare via al sud.

Il problema potrebbe essere mio, dei miei familiari, dei miei vicini di casa, dei miei amici. Va bene, fin qui ci siamo. Ma a tutta questa gente scappata letteralmente dal nord non posso non ricordare che, in caso sciagurato di contrazione di questo maledetto virus, ad essere colpiti, prima di noi, saranno i propri familiari, i propri genitori, i propri nonni e i propri nipotini.

Ed è per questo che scriviamo e rivolgiamo questo articolo a tutti i nostri compaesani che, in queste ore, stanno rientrando nelle propria terra. Abbiate rispetto per la comunità, delle regole, dei decreti legislativi; fate uscire a 360 gradi tutto il vostro (nostro) senso di rispetto per il prossimo che da sempre ci contraddistingue. Non siete come i ladri, che scappano; siete gente perbene pronta a percepire il reale pericolo che può scaturire.

Amici “paisani”, nessuno gioisce per la vostra situazione, nessuno punta il dito su di voi; anzi, vi siamo vicini e si spera che tutta questa orribile vicenda del coronavirus possa concludersi il prima possibile, senza conseguenze catastrofiche.

Non possiamo esimerci, però, dal raccomandarvi che la vostra fuga dal nord possa andare a compromettere quella del profondo sud, quella della nostra Sicilia, quella della nostra provincia.

Vi chiediamo, pertanto, cari conterranei, di rispettare le regole vigenti dopo il provvedimento intrapreso dal presidente della Regione Nello Musumeci.

Ma più che ai decreti e alle nuove normative, leggi e leggine, facciamo appello a voi, amici conterranei ed al vostro senso di responsabilità; dicibile o indicibile che sia, vi ricordiamo che provenite da una zona, considerata rossa, dalla quale potrebbe potenzialmente scaturire un vero e proprio caos per tutti noi, per la nostra amata terra, per i nostri cari, per i vostri cari!

Rispettate le regole, chiamate i medici di famiglia, isolatevi e state chiusi in casa per tutto il tempo che necessita o impone la situazione.

In questo modo, con questo grande senso di responsabilità, potrete contribuire a non alimentare il problema coronavirus nella nostra terra, già abbastanza compromessa dai fatti di Sciacca e dai casi dell’intera regione. Fate in modo di non far diventare la Sicilia la seconda regione italiana affetta da coronavirus.

Grazie, fraterni amici!