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Ministro Cancelleri, a Napoli si direbbe: “zazá sta accá e ci sta pure da mó!”

Qualcuno dovrebbe rinfrescarle le idee, magari qualcuno l’ha già fatto, ma forse non è abbastanza!

Una video intervista di oggi, riprendeva un alquanto “contento” Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti 5 StelleGiancarlo Cancelleri, peraltro nostro conterraneo, in visita a Porto Empedocle, che si gloriava del fatto che ci fossero navi da crociera ormeggiate al porto, contento (appunto) del fatto, che nonostante la pandemia abbia bloccato l’economia mondiale, in Sicilia si cominciava ad intravedere qualche spiraglio di crescita, visto che navi da crociera e relativi turisti avevano toccato le coste agrigentine. Fin qui nulla quaestio, se non fosse per un piccolo, quasi impercettibile particolare, ossia che la tanto declamata nave da crociera era in effetti la famigerata Moby Zazá che ospita i migranti per garantire la quarantena degli stessi, al modico prezzo di quasi un milione di euro al mese (iva esclusa) a spese dei contribuenti.

Ora, che questa sia una novità non credo proprio, visto che se ne parla e straparla oramai da mesi, ma mi lascia nello sconcerto vedere come  un Viceministro della Repubblica per di più siciliano, scambi la “nave della discordia” Moby Zazà per una nave da crociera piena di turisti (nave, questa, piazzata a Porto Empedocle dallo stesso Governo del quale il distratto viceministro è una persona di spicco). 

Abbiamo assistito in tanti, troppi, allo sua terribile gaffeMinistro, che non so proprio come possa porvi rimedio. 

Può solo sperare che questa “perla”, venga presto dimenticata, ancora prima che gli Italiani dimentichino di chiamarla “Viceministro”.

Naturalmente, la piccolissima gaffe di Cancelleri, è saltata subito agli onori della cronaca locale, regionale, nazionale ed inevitabilmente satirica.

A questo punto credo sia facile pensare che il Viceministro Cancelleri, abbia ben poco da essere contento, ma tanto per cui vergognarsi; può solo sperare in uno sconto, da parte dei suoi compagni di partito o dai suoi parenti stretti per la figura barbina che ha fatto, perché l’opinione pubblica in genere non è avvezza ad esercitare sconti, né di fine stagione, né tantomeno di fine mandato.

Possiamo provare solo un po’ di tenerezza immaginando Cancelleri nelle grinfie del “reuccio” Beppe Grillo, che siamo sicuri non abbia disdegnato almeno un bel “Vaffa” super accessoriato. 

Perché vede, caro Viceministro, alla fine, chi di “Vaffa” ferisce, di “Vaffa” perisce! 

E’ la vita. Si parla, si fa politica, si appare, poi magari si scompare. Si viene eletti, chi vince, chi perde, chi sale e chi scende.

E’ la ruota, quella della politica, che ti permette e ti offre la possibilità di legiferare per chi, tanto, ha creduto in te.

Pullara Carmelo è un deputato, onorevole della Regione Siciliana eletto dal popolo sovrano. Come tale, ovviamente, è soggetto a critiche, a volte costruttive, altre volte un po’ meno.

Recentemente l’on. Pullara non ha lesinato fiumi e fiumi di comunicati. Possono essere apprezzabili per alcuni, per altri no.

Uno degli altri è il sottoscritto; in ordine di tempo, l’ultimo comunicato dell’on. Pullara non è stato per nulla apprezzato.

A Siculiana la gente è sfinita; i migranti stanno davvero cominciando ad esagerare e tale circostanza non rende netta l’aria che si respira. C’è una manifestazione di protesta e di paura, di ansia e preoccupazione; l’unico politico presente, oltre al sindaco della cittadina Leonardo Lauricella, è Lillo Pisano, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia. Quest’ultimo, dopo avere ascoltato i pacifici manifestanti, ha lamentato (giustamente) l’assenza della deputazione regionale e principalmente nazionale.

Attenzione, il problema non è solo locale, ma rappresenta un vero e proprio dramma per la collettività che si allarga a macchia d’olio. Da Lampedusa a Siculiana, dal Villaggio Mosè a Porto Empedocle, dalla Moby Zazà al centro di accoglienza di contrada Ciavolotta.

Pullara si è sentito preso di mira. E mentre il resto della deputazione (La Rocca Ruvolo, Gallo, Di Mauro, Savarino, Di Caro, Pagano, Cimino e tutti gli altri che in questo non ricordo) ha preferito tacere, l’on. Licatese prende carta e penna e inveisce contro Pisano.

Una mossa, questa, a nostro modo di vedere, assolutamente inopportuna, fuori luogo e strumentale. Pullara punta il dito contro Pisano, reo di aver sottolineato anche la sua assenza; lo accusa di fare “fugaci apparizioni”, di “esternazioni frettolose e permalose”.

Lillo Pisano, dirigente di un partito nazionale, ha ritenuto opportuno riunire alcuni amici e spostarsi verso Siculiana. Ha sentito le voci, le richieste, le urla di disperazione di un popolo che ormai è giunto allo stremo. Indipendentemente dalla casacca politica che si indossa. Qui regna un problema sociale, grave, pericoloso che di giorno in giorno assume sempre di più connotati inquietanti.

Pullara, quasi, si giustifica. Ed è proprio li la mossa sbagliata. Avrebbe dovuto essere presente lui, al posto di Pisano, alla manifestazione ai piedi del Cristo Nero. Cento volte di più! E’ lui uno dei politici di riferimento; è lui che a Siculiana è stato il secondo degli eletti; è lui che avrebbe dovuto dare conto e ragione almeno a quella fetta di popolazione che lo ha scelto per risolvere i problemi del territorio. Altro che Pisano!!!

Dicevamo da Lampedusa a Siculiana. Pullara dovrebbe essere a conoscenza dei rischi che in questo momento vive la collettività. Non è da escludere che ogni famiglia possa ritrovarsi da un momento all’altro dentro casa due, tre, quattro migranti che scappano dal centro di accoglienza. E il tutto non certo per far visite di dovere.

Come si fa a rimanere inermi dinnanzi ad un fatto così grave (il riferimento è a tutti i politici della provincia)?

Ed invece ci ritroviamo di fronte ai “cerimonialisti”. Chi sono i cerimonialisti? Gli omologhi del Pullara di cui sopra, pronti e bravissimi ad augurare buon lavoro e paccare le spalle di chi (così per caso..) inizia a dirigere un importante incarico di sottogoverno. Fiumi di comunicati beneauguranti, baci, abbracci micio micio, bau bau.

Concludo. Chiedo all’on. Pullara uno sforzo; cerchi di svolgere nel modo migliore il suo mandato politico che anche una fetta di siculianesi le ha regalato. Anche loro le consentono fino ad oggi di poggiare il suo sederino sugli scranni dorati di Palazzo dei Normanni.

Qui la gente è incazzata sul serio, il problema è grave e si rischiano seriamente sommosse, peggio, forse, del coronavirus; e lei, in questo trambusto, riesce a perdere del tempo per scrivere comunicatini da 4 soldi per attaccare un dirigente di Fratelli d’Italia.

Si faccia vivo, onorevole. Non venga soltanto per dire: “Votantonio, votantonio…”

C’è una nave madre che si è sbarazzata, a quanto pare, di 400 migranti che adesso stanno vagando (oltre a quelli che si sono nascosti e non sappiamo quanti sono e dove andranno a finire) lungo la statale 115, tra Licata, Palma e Agrigento, in cerca di acqua, di un ristoro e di un pezzo di pane perché stremati da tutto.

E’ possibile che una nave madre (non autorizzata al traffico di carne umana) possa sparire nel nulla? Ma quanto è “piccola” questa nave?

Cosa da pazzi. Sparire non in un fitto bosco ma in mare aperto!

E questa gente? La statale è presidiata da tutte le Forze dell’Ordine le quali, fra mille difficoltà, stanno cercando, stanno cercando, stanno cercando…di fare cosa? Cosa stanno cercando di fare? Qualcuno è pronto a rispondere a questa domanda?

E gli altri, i fuggitivi, quelli che riescono a scappare?

E dire che Google con le nuove app, anche a nostra insaputa, oggi riesce a vedere quante volte andiamo in bagno durante il giorno fin dentro casa nostra. E poi, dinnanzi all’occhio selvaggio riesce a sfuggire una nave…

Ed ancora. Come stanno quelli acciuffati? Tutti bene, avranno problemi di salute? In Africa si contano già centomila casi di Covid 19 e in questi mesi, luminari infettivologi mondiali ci hanno spiegato che una sola persona può contemporaneamente contagiare altre quattro persone; altri dicono due, altri dicono addirittura otto.

Una cosa è certa: contagiano, come contagia un italiano, un americano, un francese, un tedesco.

Bene o male, (forse più male che bene) in Europa tutti siamo sotto controllo. Non pensiamo proprio che a questa povera gente prima di imbarcarsi sulla “MADRE NAVE” sia stato effettuato il tampone.

La Moby Zaza è in continuo via vai da e per Lampedusa; perché nel frattempo nelle Pelagie sono sbarcati qualche centinaio di altri poveri cristi.

Non ultimo, lo sbarco di una sessantina di persone nella piccola Isola di Linosa avvenuto poche ore fa.

Questo, allo stato. Ore 15,57 di domenica 24 maggio, anno del Signore 2020.

La Moby Zaza, di fatto, fra pochissimo avrà difficoltà nere a far effettuare la quarantena a bordo dei propri salotti. Nei quattordici giorni previsti di fermo sbarcheranno altri mille migranti!

Attenzione, fra dieci giorni ne sbarcheranno altri mille e fra venti giorni ancora altri mille. E a giugno, luglio, agosto, settembre?

Pagheremo, forse, altri tre, quattro, cinque navi da crociera per dare aiuto a questa povera gente? E basteranno?

Si salvi chi può…