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Ancora un dipendente comunale a Furci Siculo, coinvolto nelle indagini della Polizia di Stato, che oggi viene raggiunto dalla misura cautelare dell’obbligo di presentazione.
La stessa misura era stata decisa dal GIP presso il Tribunale di Messina, d.ssa Monica Marino, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica, Dr. Roberto Conte ed eseguita lo scorso novembre a carico di 16 persone, evidenziando una cronica, diffusa e generalizzata attitudine all’assenteismo.
Le indagini dei poliziotti del Commissariato di P.S. di Taormina, coordinati dalla Procura della Repubblica di Messina, avevano infatti fatto emergere un fenomeno che interessava in maniera trasversale personale con incarichi e posizione differenti nell’organigramma.
Pedinamenti e appostamenti messi in atto dai poliziotti nei confronti dei 65 indagati per truffa ai danni della Pubblica Amministrazione e per violazione dell’articolo 55 quinques del decreto Legislativo 165/2001, relativo alle assenze dal servizio dei pubblici dipendenti, a cui si erano aggiunti i filmati e l’analisi dei registri interni alla struttura municipale, avevano comprovato l’abitudine reiterata e ripetuta quotidianamente a strisciare il badge per certificare l’entrata in ufficio senza poi effettivamente metterci piede o presentandosi solo dopo molto tempo.
Alcuni filmati riprendevano personale che si presentava con le buste della spesa appena fatta. Altri che non si presentavano affatto affidando il badge a colleghi che strisciavano più tesserini. In altri casi, l’assenza ingiustificata veniva registrata come assenza per servizio esterno, apponendo un codice specifico.
Ulteriori accertamenti della Polizia hanno permesso che la misura fosse estesa oggi ad un altro dipendente. Anche per quest’ultimo obbligo di presentazione alla P.G.

A Messina al Policlinico è ricoverata in gravissime condizioni una ragazza di 22 anni, a cui l’ ex fidanzato ha appiccato il fuoco dopo averla cosparsa di benzina, a casa di lei, nel quartiere Bordonaro. La ragazza ha ustioni sul 60 per cento del corpo. Lui, 24 anni, A M sono le iniziali del nome, è stato arrestato dalla Squadra Mobile per tentato omicidio. Il giovane ieri mattina poco dopo l’alba avrebbe suonato il campanello della casa della ex con cui ha intrattenuto una relazione molto tormentata che si sarebbe conclusa due mesi addietro. Appena dentro casa, lui ha spinto lei, le ha versato addosso una tanica di benzina e l’ ha incendiata.

Messina – dicono che non sia un miracolo, ma una cosa è certa, Rosalba Giusti, palermitana di 68enne, si è risvegliata dopo un sonno durato 4 lunghi anni

Era entrata in coma dopo una emorragia celebrale, un coma durato 45 mesi, ma da ieri riconosce le persone, risponde alle domande e dopo aver chiamato per nome l’infermiera che per 4 anni si è occupata di lei, si sarebbe anche messa a cantare le canzoni dei suoi cantanti preferiti, Massimo Ranieri e Claudio Baglioni.

Succede una volta  ogni 5 anni, che ci si svegli dal coma come quello che aveva inghiottito la signora Giusti. A dirlo gli specialisti che l’hanno tenuta in cura per tutto questo tempo. Uno di loro ha ammesso di non aver mai visto un caso del genere, durante la sua carriera lunga più di 25 anni.

Eppure non c’è nessun rischio che lo stato vegetativo possa essere scambiato per morte celebrale. Nei casi come quello della 68enne palermitana, c’è un costante risveglio delle capacità cognitive ma manca la capacità di comunicare con l’esterno per la difficoltà oggettiva di muovere gli arti, o di parlare.

L’attendono mesi e mesi di riabilitazione, e al momento nessuno può dire se la signora Rosalba possa aver subìto dei danni irreversibili, o quanto tempo ci possa volere per ritornare a quella vita dalla quale si era presa una sorta di “pausa forzata” per 4 lunghi anni. La cosa certa è che è tornata la felicità per lei e per i suoi cari, che però chiedono di poter trasferire la donna in un centro più vicino a casa. Ma in Sicilia esiste solo un centro pubblico specializzato ed è proprio quello di Messina, dove la donna è al momento ricoverata e l’azienda ospedaliera di Palermo, dove la donna risiede, non è attrezzata per pazienti con lesioni celebrali. Pertanto per i suoi parenti, continueranno i costosi spostamenti.

Però la cosa bella è che la signora Rosalba Giusti, adesso canta le sue canzoni preferite e chissà che Massimo Ranieri, non vada a trovarla per stare un po’ con la donna che è tornata dal coma dopo 4 anni, anche grazie alla musica.

Simona Stammelluti

A Castelvetrano, la cittadina natale di Matteo Messina Denaro, il braccio di ferro si è protratto poco più di un mese: adesso la maggioranza dei consiglieri comunali, 27 su 30, ha rassegnato le dimissioni provocando l’autoscioglimento del consiglio comunale. Adesso spetta alla Regione nominare un commissario con i poteri del solo consiglio comunale. Il sindaco e la sua giunta sono infatti, secondo la normativa vigente, ancora in carica. Si è così concluso il caso politico legato alle vicende giudiziarie del consigliere comunale Calogero “Lillo” Giambalvo, arrestato nell’ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Eden” e poi assolto dall’ accusa di favoreggiamento a Matteo Messina Denaro. Dopo l’assoluzione, il prefetto di Trapani ha reintegrato Giambalvo in Consiglio comunale dopo la sospensione. Un ringraziamento ai consiglieri che si sono dimessi “per la responsabilità e l’attaccamento alla loro città” è stato espresso dal ministro dell’ Interno, Angelino Alfano.

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La Procura della Repubblica di Messina ha concluso le indagini, sostenute insieme alla Digos, e ha chiesto il rinvio a giudizio di 19 dei 23 consiglieri indagati perché, come testimoniato dalle telecamere, hanno firmato il registro delle presenze nell’aula delle commissioni per allontanarsi pochi minuti dopo senza ovviamente partecipare realmente ai lavori ma ottenendo il gettone di presenza. Con tale stratagemma, i consiglieri sono riusciti a raggiungere il numero di presenze richiesto per ottenere l’indennità massima di 2.184 euro. I 19 indagati rispondono, a vario titolo, di truffa, falso ideologico e abuso d’ufficio. Prima udienza preliminare il 17 marzo.

A Messina già dalle ore 9 del mattino di oggi è stata riattivata l’erogazione dell’acqua. I tecnici dell’ Amam hanno lavorato tutta la notte sulla condotta di Fiumefreddo e adesso il guasto è riparato. Il sindaco di Messina, Renato Accoranti, spiega : “Ritengo che tra oggi e domani l’acqua dovrebbe arrivare nelle case. Anche il bypass che stiamo realizzando tra l’acquedotto dell’Alcantara e quello di Fiumefreddo dovrebbe essere pronto in giornata. E’ stata un’emergenza incredibile e non vogliamo che accada più. Ecco perché chiederemo comunque lo stato di calamità affinché arrivino i fondi per mettere in sicurezza la condotta in ogni punto. Ora andrò all’ Anci nazionale a Torino e da li chiederò con forza un aiuto per la città di Messina”.

Il vice presidente nazionale di ConfEsercenti, l’agrigentino Vittorio Messina, ritiene opportuno che sia attivata subito una task force per ricucire la rete stradale siciliana, martoriata dai recenti crolli. Vittorio Messina afferma : “I livelli emergenziali raggiunti sono tali da dovere essere affrontati con misure eccezionali, anche con il ricorso all’esercito e comunque con una task force che trovi immediati rimedi. Gli abitanti dell’Isola sono esasperati e non sfugge a nessuno la gravità dei disagi e delle conseguenze che si riverberano sul tessuto economico regionale proprio nel momento in cui si registrano segnali, sia pure timidi, che lasciano presagire la possibilità di una fase di ripresa. Le istituzioni si muovano con celerità per trovare le soluzioni che consentano di ridare condizioni decenti per la mobilità delle merci e delle persone senza trascurare la necessità improrogabile di interventi adeguati ad elevare il livello infrastrutturale del territorio. Non è questo il momento di fare la conta dei ritardi e delle responsabilità di chi nel tempo non ha consentito alla Sicilia di dotarsi di una rete stradale degna di questo nome. Piuttosto è l’occasione perché la classe dirigente regionale e nazionale si dimostrino all’altezza di superare un simile stato emergenziale, rispondendo così alle legittime aspettative dei cittadini e delle imprese”.

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E’ recluso nel carcere di Gazzi a Messina, in attesa della convalida dell’ arresto, Dridi Faouzi, 52 anni, il tunisino accusato di aver ucciso a colpi di bastone la moglie a Messina. Omayma Benghaloum, tunisina, 33 anni, mediatrice culturale all’ Ufficio immigrazione della Questura di Messina, e’ stata scoperta morta nel letto con una ferita alla testa. L’uomo si è presentato alla polizia insieme alle 4 figlie piccole e ha raccontato tutto, spiegando che da tempo ha litigato con la moglie perche’ lui voleva tornare in Tunisia con le bambine mentre lei si era rifiutata.
fonte teleacras

A Messina la ragazzina di 17 anni, Ilaria Boemi, scoperta cadavere sulla spiaggia del lungomare Ringo, forse è morta perché avrebbe ingerito dell’ecstasy cattiva. Si tratta della pista d’ indagine privilegiata dalla Procura di Messina che coordina le indagini sul decesso della minorenne. Sarà l’autopsia a svelare la causa della morte. Il procuratore aggiunto, Sebastiano Ardita, afferma : “Se dovessimo trovare conferma a questa ipotesi, avvieremo controlli anche con le altre procure che trattano casi analoghi per verificare se in Italia sta girando dell’ecstasy letale”.

Secondo il gip di Messina il corpo ritrovato sulla spiaggia del litorale nisseno apparterrebbe a Ilaria
Boemi. Al momento del ritrovamento la giovane non aveva documenti. Indossava jeans chiari,
maglietta nera, scarpe da ginnastica scure, e sul suo capi rasato all’altezza del labbro e dentro sulla
lingua campeggiavano tre piercing.
Dalle prime indagini il decesso sarebbe attribuibile all’assunzione di una pasticca di ecstasy.
Questa la pista più seguita finora, in attesa di un’autopsia definitiva. “Se dovessimo trovare
conferma a questa ipotesi – spiega il procuratore aggiunto Sebastiano Ardita – avvieremo controlli
anche con le altre procure che  rattano casi analoghi per verificare se in Italia sta girando
dell’ecstasy letale”.
Intanto al Policlinico di Messina stamani si svolgeranno i primi esami tossicologici. Dalle prime
rivelazioni è emerso che sul corpo dell’adolescente non è stata infierita violenza. Ad averla vista
poco prima di morire un pescatore del posto, il quale ha fornito agli inquirenti due dettagli non
indifferenti. La giovane infatti la sera della morte non era da sola, bensì in compagnia di un ragazzo
ed una ragazza che in seguito al malore di Ilaria avrebbero chiesto aiuto a un ciclista di passaggio.
Ex studentessa dell’istituto d’arte Ernesto Basile, studiava alla scuola Jaci indirizzo turistico.  Ignara
che quella sera sarebbe stata la sua fine, aveva affidato a Facebook il suo ultimo post, che
profetico riprende le strofe di una nota canzon: ‘Nave fantasma’: “Siamo nati per morire con un
urlo dentro che nessuno può sentire”.
I suoi compagni per questa sera hanno organizzato una veglia in ricordo di Ilaria. I funerali avranno
luogo domani alle 10 nella chiesa valdese di via XXIV maggio.
Dalila Ferreri