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Nella terra del Gattopardo si torna a sparare. Ad essere freddato è un imprenditore di Palma di Montechiaro, Lillo Saito di 66 anni, che è stato raggiunto  da alcuni colpi di pistola alla testa mentre si trovava all’interno della propria auto parcheggiato in piazza Provenzani, nel pieno centro della città.

La vittima era conosciuto in paese per la sua attività imprenditoriale per la vendita di  gelati “il Gattopardo”.

L’assassino, Angelo Incardona 44 anni del luogo, pregiudicato con precedenti per tentato omicidio e detenzione illegale di armi è già noto alle Forze dell’Ordine.

Per quanto si apprende il killer avrebbe seguito i movimenti della vittima, attendendo il momento propizio per eseguire l’agguato.

Lillo Saito, la vittima, era appena salito in auto, una Chevrolet Captiva, non ha avuto il tempo di mettere in moto l’autovettura ed è stato raggiunto dai colpi d’arma da fuoco, diversi alla testa e sul viso. I colpi esplosi da una pistola Beretta 92FS con matricola abrasa, dopo esser andati a segno, hanno attraversato l’abitacolo dell’autovettura uscendo dalla portiera anteriore del passeggero.

Il killer, dalla ricostruzione della procura,  prima di aver freddato Lillo Saito ha raggiunto la casa dei suoi genitori, G.I. classe’56 e M.I. classe’61. Avrebbe bussato alla porta ed esploso una serie di colpi, con la stessa arma che avrebbe freddato poco dopo il Saito,  i due coniugi fortunatamente sono stati feriti lievemente e poi trasferiti all’ospedale San Giacomo d’Altopasso di Licata, qui sono stati sentiti dai Carabinieri.

Dopo l’ultimo atto, il killer è tornato alla propria abitazione dove ha raccontato tutto alla moglie, è stata proprio la donna a convincere l’assassino a costituirsi. I due coniugi avrebbero raggiunto assieme, in auto, il comando provinciale dei Carabinieri di Agrigento. All’arrivo dei due al comando avrebbe riferito, al militare di turno al posto d’ingresso, dell’accaduto aggiungendo che si trattava “di una faida, una vecchia storia di mafia”.

Sul luogo dell’agguato oltre ai  Carabinieri della Stazione di Palma di Montechiaro e Licata, coordinati dal comandante provinciale Vittorio Stingo, anche il magistrato Maria Barbara Cifalinò e il medico legale.

Dalle prime indiscrezioni, i familiari dei due nuclei familiari sentiti dai Carabinieri, hanno dichiarato che vittima e assassino non si conoscevano.

Angelo Incardona, l’assassino di Lillo Saito, è stato interrogato dal Procuratore Dott. Luigi Patronaggio e dal Sostituto Procuratore Dott.ssa Maria Barbara Cifalinó, insieme al Comandante Provinciale dei Carabinieri Colonnello Vittorio Stingo e al Comandante del Nucleo Investigativo Maggiore Luigi Balestra. Incardona ha risposto a tutte le domande. Durante l’interrogatorio avrebbe parlato di mafia, dei “paracchi” di Palma di Montechiaro e di una faida interna.

Dopo la conclusione dell’interrogatorio e l’assolvimento delle formalità di rito Angelo Incardona è stato formalmente arrestato per i reati di omicidio, tentato omicidio e porto illegale di arma clandestina, l’uomo è trasferito alla casa circondariale “Pasquale Di Lorenzo” di Agrigento come disposto dalla Procura della Repubblica di Agrigento che sta coordinando le indagini.

La salma di Lillo Saito è stata trasportata all’ospedale di Agrigento a disposizione dell’autorità giudiziaria per l’autopsia.
Sono in corso gli accertamenti investigativi per stabilire quale sia il movente.

 

 

 

Un grande dolore e quel senso di smarrimento che ci accomuna, la perdita di Vincenzo non dovrà essere vana. Dovrà rimanere, per sempre, un punto di riferimento per i nostri ragazzi. Queste toccanti parole sono state dette dal preside dell’IC G. Marconi di Licata, Dott. Maurilio Lombardo, da noi intervistato

Dottore Maurilio Lombardo, lei è dirigente scolastico dell’IC G. Marconi di Licata, lo stesso istituto ha frequentato Vincenzo Tardino, venuto a mancare ieri, con tutta la sua famiglia per mano dello zio. Vincenzo era un giovane studente della vostra scuola, frequentava la II media. Cosa ci puo’ dire di lui?

“Vincenzo era un ragazzo eccezionale, la bontà era la sua caratteristica principale; un ragazzo semplice e studiosa, sempre disponibile a dare una mano ai compagni.

Per noi è stato un vero e proprio trauma quando, ieri, abbiamo appreso la notizia; Ci siamo raccolti tutti assieme, con i docenti, per dare la notizia ai ragazzi – è stato un momento veramente terribile –  quei ragazzi sono tutti di animo buono che hanno speranza nel futuro e in una società migliore.

Vincenzo è stato con noi, nella nostra scuola, per sette anni sempre con gli stessi compagni e per loro è stato terribile. Oggi, a 24 ore di distanza, gli stessi compagni lo hanno ricordato per cercare di fissare nelle loro memorie questi anni che hanno vissuti.

Noi tutti desideriamo che da questa perdita possa in qualche modo nascere una speranza.”

Quali sono state le prime sensazioni dei compagni, delle insegnanti di tutto il personale, nell’apprendere la notizia

“l’incredulità! L’incredulità del perchè come un avvenimento così tragico potesse avvenire nella nostra comunità, nella nostra scuola. Solo dopo abbiamo realizzato la vicenda e abbiamo cercato di confortare i nostri ragazzi: i loro sguardi erano smarriti e sofferenti, un pianto liberatorio e un abbraccio unanime. Hanno ricordato subito il loro compagno, che avevano visto il giorno prima. Un ragazzo stupendo, desideroso di migliorare sempre piu’.

Non sono mancati i momenti di apprensione da parte dei genitori, che ci hanno contattati per rincuorarsi sui loro figliuoli.”

Abbiamo condiviso con lei un immagine di Vincenzo, che lo ritrae in un momento di vita privata, intento a farsi un selfie, cosa ci puo’ dire del legame che aveva con la sua famiglia?

“abbiamo sempre avuto un contatto stretto con la madre. Una persona eccezionale, educata, umile e rispettosa. Una donna di grande bontà d’animo come quella di Vincenzo. Una madre attenta che s’interessava della vita scolastica del figlio. Una famiglia a modo, con cui abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto e non potevamo mai immaginare un epilogo così drammatico.”

 Cosa farà l’istituzione scolastica da Lei presieduta per imprimere la figura di Vincenzo nelle memorie future?

“stiamo organizzando una serie di iniziative, alcune, con la produzione di cartelloni e manifesti che affiggeremo fuori dalla scuola. E’ nostra intenzione se pur ancora prematuro – dedicare a Vincenzo una parte del nostro giardino dei giusti, accanto a Falcone, Borsellino e Livatino  che hanno dato la loro vita per la giustizia e la democrazia. Un angolo dove i nostri ragazzi potranno recarsi potranno parlare con lui, Vincenzo è stato un giusto credeva nella scuola – “la sua seconda famiglia” – parlava sempre del suo futuro in una società piu’ giusta e migliore.

Ricorderemo Vincenzo come stimolo per i nostri ragazzi, per impegnarsi sempre piu’ affinche’ realizzino i loro sogni.

Vincenzo rimarrà per sempre nei nostri cuori diventando un punto di riferimento per i nostri ragazzi. “

La ringrazio per il tempo a noi concesso

 

Nella strage di Licata hanno perso la vita Diego Tardino, Alexandra Angela Ballacchino, Alessia e Vincenzo Tardino  (tutti componenti della stessa famiglia) per mano di Angelo Tardino, fratello di Diego (morto all’Ospedale di Caltanissetta), cognato di Alexandra e zio di Alessia e Vincenzo. Il movente dell’omicidio ancora non è chiaro, si presuppone che alla base ci siamo motivi di carattere “personale e patrimoniale”.

Vogliamo ricordare Alessia come una persona dolce, sorridente e piena di vita, così esordisce la preside, Ileana Tardino, da noi intervistata. Una voce spezzata dal pianto, dal dolore e dall’incredulità.

Dottoressa Ileana Tardino, lei è dirigente del Liceo Vincenzo Linares di Licata, il suo istituto ha avuto il privilegio di avere come alunna Alessia Tardino, che oggi per un avvenimento tragico è venuta a mancare. Alessia dalle foto ha un viso d’angelo che mai si sarebbe aspettata una fine del genere, di essere uccisa dal suo stesso sangue, dallo zio. Voi, dottoressa, avete un ricordo vivo di Alessia cosa ci può raccontare al riguardo?

“Alessia non era solo una ragazza a modo, era una ragazza eccellente, una studentessa modello e un punto di riferimento per gli studenti ed insegnanti. Studenti ed insegnanti che oggi la piangono amaramente. Alessia era una ragazza dagli occhi dolci, dall’animo buono e dal sorriso gentile perché gentile era lei con ognuno di noi. Era suo modo salutarmi ogni mattina e regalarci sempre il suo sorriso migliore. Alessia era un animo buono, una grande perdita per i suoi familiari,  compagni, per noi e per tutta la comunità”.

Che ricordo ha lasciato Alessia ai suoi compagni?

“Ha lasciato quello più bello “la voglia di essere migliori”. Oggi i suoi compagni tra le lacrime hanno affermato che loro non immaginano il banco vuoto, ove era seduta Alessia, perchè lei riusciva a colmare ogni nostro istante”.

Dottoressa, appena ha appreso la notizia ha voluto manifestare tutto il suo dolore e l’incredulità di questo efferato gesto. Domani come affronterete questa nuova dimensione

“Domani, 27 gennaio, dedicheremo l’intera giornata alla memoria nel suo ricordo. La mattinata scolastica sarà dedicata interamente ad Alessia, ai ricordi dei suoi compagni dei docenti e tutto il personale che ha avuto l’onore di conoscerla. Saranno create dei cartelloni che saranno affissi nella nostra aula magna e ascolteremo il dolore dei suoi compagni e sicuramente ci faremo supportare da esperti per affrontare la tematica. Cercheremo di affrontare questo vuoto e questa sofferenza sperando di non dover rispondere al perchè dei ragazzi, perchè non c’è un perchè a questo grande dolore e a questo strazio”.

I rapporti tra mamma e figlia (Alexandra e Alessia) erano molto affettuosi, tra loro c’era tanto amore, un rapporto sano tra mamma e figlia, questo è un aspetto emblematico del loro rapporto. Cosa ci puo’ raccontare della signora Ballacchino, madre di Alessia

“La signora Ballacchino era descritta da tutti come una persona dolcissima, nulla da eccepire. Alessia viveva in una famiglia piena di amore e rispetto. La mamma li curava in ogni istante della loro esistenza, seguiva la loro educazione, il loro andamento didattico, li seguiva sotto ogni aspetto. Non si puo’ pensare che una cosa del  genere possa succedere veramente”.

Preside, siamo arrivati alla conclusione e  la vogliamo ringraziare per il tempo a noi dedicato.

Nella strage di Licata hanno perso la vita Diego Tardino, Alexandra Angela Ballacchino, Alessia e Vincenzo Tardino  (tutti componenti della stessa famiglia) per mano di Angelo Tardino, fratello di Diego (morto all’Ospedale di Caltanissetta), cognato di Alexandra e zio di Alessia e Vincenzo. Il movente dell’omicidio ancora non è chiaro, si presuppone che alla base ci siamo motivi di carattere “personale e patrimoniale”.

 

Tra le vittime della strage di Licata anche la giovane Alessia Tardina, studentessa modello, al II° anno del Liceo Classico Vincenzo Linares di Licata.
La dirigente scolastica Ileana Giuseppina Tardino appresa la notizia del tragico evento dal suo canale social ha pubblicato un pensiero lucido e razionale sull’accaduto: “Da poco ho appreso con sgomento e costernazione la notizia dei terribili fatti di sangue accaduti a Licata questa mattina. Tra le giovani e innocenti vittime anche una solare e splendida studentessa del Liceo che dirigo. Piena di vita, brillante, dolcissima…Alessia
Non ci sono parole per esprimere quanto grande sia il dolore e quanto profondo il buio che sentiamo nei nostri cuori. Ai familiari delle vittime la vicinanza del Linares e di tutta la comunità scolastica e le nostre più sentite condoglianze.”
I commenti non si lasciano attendere al post della dirigente. Roberta F.: “Ho ancora in mente il suo viso dolcissimo che avevo il piacere di vedere ogni giorno. Che la terra ti sia lieve, carissima Alessia!”; Milena P.: ” Ciao Alessia tesoro mio. Mi ricorderò sempre di te e del tuo dolcissimo sorriso”.

Diego Tardino, Alexandra Angela Ballacchino, Alessia e Vincenzo Tardino ecco i nomi delle quattro vittime della strage di Licata per mano di Angelo Tardino, fratello di Diego, cognato di Alexandra e zio di Alessia e Vincenzo.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, non ancora confermata,  Angelo e Diego risultavano essere soci di una azienda e i dissidi tra i fratelli sono stati continui e a questi si erano aggiunti anche questioni legate ad una eredità e alla spartizione di terreni da coltivare. La tensione tra i fratelli era alta e i litigi continui e questa mattina, intorno le 7.30, l’ennesimo che è sfociato in un vero e proprio massacro.

Angelo Tardino, 48anni di Licata, è incensurato e detiene regolarmente una pistola calibro 9; è la stessa arma che questa mattina ha freddato il fratello, cognata e nipoti. Pare che il primo ad essere raggiunto dai colpi sia stato Diego, il piccolo Vincenzo è stato trovato privo di vita sotto  il letto avvolto da una coperta.

Nella mattinata di oggi Angelo si è presentato a casa del fratello Diego in via Riesi –  era armato, non si sa cosa si siano detti, ma certamente Angelo Tardino ha impugnato l’arma sterminando l’intero nucleo familiare del fratello: Diego Tardino (44anni), Alexandra Angela Ballacchino (40anni), Alessia (15anni) e Vincenzo Tardino (11anni).

A lanciare l’allarme ai Carabinieri è stata la moglie di Angelo – l’assassino – la quale a sua volta aveva ricevuto una telefonata dal congiunto che l’avvertiva di quello che era successo.

L’assassino ha tentato una fuga rocambolesca, ma era già braccato dai Carabinieri della locale compagnia.  La fuga di Angelo è terminata a 2 km dal luogo della strage, in via Mauro De Mauro sotto un cavalcavia, dove ha stazionato la sua Fiat Punto Bianca ed ha parlato al cellulare con i Carabinieri. Le intenzioni dell’assassino erano risultate chiare: voleva togliersi la vita, vano e stato il tentativo dei militari di dissuaderlo dall’efferato gesto; si è sparato, con una seconda pistola una Bernardelli – anch’essa detenuta legalmente – mentre era al telefono con loro.

In un primo momento Angelo Tardino era stato dato per morto, ma i sanitari accorsi sul posto con l’ausilio dell’elisoccorso sono riusciti a trasportarlo, in gravissime condizioni, all’Ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, dove poche ore dopo verrà dichiarato clinicamente morto.

Sulla scena del crimine sono al lavoro i militari dell’arma. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Paola Vetro e dal procuratore capo Luigi Patronaggio.

Proprio in queste ore, i militari stanno ascoltando i familiari delle vittime e dell’assassino per fare chiarezza alle reali cause che hanno portato a questo efferato gesto.

Un vasto incendio è divampato all’interno di un’autodemolizione di Licata in piano Bugiades lungo la statale 123.

Per domare l’incendio oltre all’intervento dei Vigili del Fuoco di Licata e Canicattì si sono uniti quelli del Comando provinciale di Villaseta.

Grande lavoro quello dei Vigili del Fuoco, i quali stanno cercando di domare l’incendio e preservare le abitazioni circostanti.

Sul luogo oltre ai pompieri sono occorsi i militari dell’Arma dei Carabinieri e gli agenti della Polizia Municipale.

 

Sono a processo perchè accusati di una truffa ma avrebbero iniziato a risarcire le presunte vittime. Sono due fratelli, titolari di una agenzia viaggi di Licata, finiti nei guai perchè secondo le accuse avrebbero intascato soldi di anticipo per biglietti aerei o per crociere, da parte di alcuni clienti, tra cui anche neo sposi. Al momento dell’imbarco, però, i clienti sarebbero stati bloccati per alcune anomalie nelle prenotazioni e nel rilascio dei biglietti. Nell’udienza tenutasi nel Tribunale di Agrigento la difesa dei due fratelli ha messi in evidenza come gli stessi abbiano risarcito la propria clientela a parte un’ultima persona che verra “ristorato” a breve.

Si svolgeranno oggi i funerali di Giovanni Callea, l’operaio licatese di 44 anni, deceduto folgorato a seguito di un incidente verificatosi in un cantiere di contrada piano Bugiades dove si trovava al lavoro. Le esequie potranno essere celebrate dopo che la Procura della Repubblica ha disposto il dissequestro della salma del qurantaquattrenne.Ieri, intanto, in una nota, l’amministrazione comunale di Licata ha decretato per la giornata di oggi il lutto cittadino.

Nove allacci abusivi sono stati scoperti a Licata da Siciliacque la società che ha i concessione i bacini idrici in Sicilia da cui Girgenti Acque, il gestore del servizio idrico della provincia di Agrigento acquista l’acqua. Nove allacci abusivi scoperti in periferia segnalati alle forze dell’ordine dai tecnici di Sicliacque con il rischio per coloro che “usufruiscono” degli stessi, nel caso di flagranza di reato, di arresto immediato.


L’Agenzia delle dogane ha sequestrato beni per un valore di 1,5 milioni di euro ad un commerciante di palette di carico per evasione dell’Iva. I funzionari dell’Ufficio delle Dogane di Porto Empedocle, informa l’Agenzia, hanno eseguito, su disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento, un decreto di sequestro preventivo di disponibilità finanziarie e di beni immobili, per un totale di circa 1,5 milioni di euro, nei confronti di un soggetto operante nel settore del commercio dei pallet (palette di carico). La vicenda, spiega l’Agenzia delle dogane, trae origine da una verifica fiscale, finalizzata ad accertare la regolare applicazione della normativa sull’Iva intracomunitaria, nei confronti di una società con sede a Licata (Ag). L’attività investigativa, “svolta anche con l’ausilio di indagini finanziarie condotte sui conti correnti facenti capo ai soggetti interessati, ha permesso di accertare che la società controllata, nonostante un cospicuo volume d’affari, tralasciava l’adempimento di qualsiasi obbligo fiscale” riferisce. In particolare, riferisce ancora l’Agenzia dogane, i reati tributari contestati hanno riguardato sia l’occultamento di documentazione contabile sia l’omessa presentazione di dichiarazioni fiscali. Le attività di sequestro sono state svolte grazie alla collaborazione della Direzione Interregionale per il Veneto e il Friuli Venezia Giulia e della Direzione Regionale per la Lombardia.