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Sono a processo perchè accusati di una truffa ma avrebbero iniziato a risarcire le presunte vittime. Sono due fratelli, titolari di una agenzia viaggi di Licata, finiti nei guai perchè secondo le accuse avrebbero intascato soldi di anticipo per biglietti aerei o per crociere, da parte di alcuni clienti, tra cui anche neo sposi. Al momento dell’imbarco, però, i clienti sarebbero stati bloccati per alcune anomalie nelle prenotazioni e nel rilascio dei biglietti. Nell’udienza tenutasi nel Tribunale di Agrigento la difesa dei due fratelli ha messi in evidenza come gli stessi abbiano risarcito la propria clientela a parte un’ultima persona che verra “ristorato” a breve.

Si svolgeranno oggi i funerali di Giovanni Callea, l’operaio licatese di 44 anni, deceduto folgorato a seguito di un incidente verificatosi in un cantiere di contrada piano Bugiades dove si trovava al lavoro. Le esequie potranno essere celebrate dopo che la Procura della Repubblica ha disposto il dissequestro della salma del qurantaquattrenne.Ieri, intanto, in una nota, l’amministrazione comunale di Licata ha decretato per la giornata di oggi il lutto cittadino.

Nove allacci abusivi sono stati scoperti a Licata da Siciliacque la società che ha i concessione i bacini idrici in Sicilia da cui Girgenti Acque, il gestore del servizio idrico della provincia di Agrigento acquista l’acqua. Nove allacci abusivi scoperti in periferia segnalati alle forze dell’ordine dai tecnici di Sicliacque con il rischio per coloro che “usufruiscono” degli stessi, nel caso di flagranza di reato, di arresto immediato.


L’Agenzia delle dogane ha sequestrato beni per un valore di 1,5 milioni di euro ad un commerciante di palette di carico per evasione dell’Iva. I funzionari dell’Ufficio delle Dogane di Porto Empedocle, informa l’Agenzia, hanno eseguito, su disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento, un decreto di sequestro preventivo di disponibilità finanziarie e di beni immobili, per un totale di circa 1,5 milioni di euro, nei confronti di un soggetto operante nel settore del commercio dei pallet (palette di carico). La vicenda, spiega l’Agenzia delle dogane, trae origine da una verifica fiscale, finalizzata ad accertare la regolare applicazione della normativa sull’Iva intracomunitaria, nei confronti di una società con sede a Licata (Ag). L’attività investigativa, “svolta anche con l’ausilio di indagini finanziarie condotte sui conti correnti facenti capo ai soggetti interessati, ha permesso di accertare che la società controllata, nonostante un cospicuo volume d’affari, tralasciava l’adempimento di qualsiasi obbligo fiscale” riferisce. In particolare, riferisce ancora l’Agenzia dogane, i reati tributari contestati hanno riguardato sia l’occultamento di documentazione contabile sia l’omessa presentazione di dichiarazioni fiscali. Le attività di sequestro sono state svolte grazie alla collaborazione della Direzione Interregionale per il Veneto e il Friuli Venezia Giulia e della Direzione Regionale per la Lombardia.


Il Suv, di proprietà di una donna, è stato distrutto da un incendio che si sviluppato all’interno di una proprietà privata, in via Riesi, zona periferica di Licata. Ad essere interessata dal rogo una Audi Q3 che appartiene ad una imprenditrice agricola del luogo. Sul posto i vigili del fuoco del distaccamento di Corso Argentina che hanno spento le fiamme sulla cui natura stanno indagando le forze dell’ordine. Non sarebbero state rinvenute tracce di liquido infiammabile ma tutte le ipotesi, circa l’origine dell’incendio, sono al vaglio. Sul fatto è stata aperta un’inchiesta dalla Procura della Repubblica di Agrigento.

Nel pomeriggio di ieri, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Licata, nel corso di un servizio di controllo del territorio, traevano in arresto in flagranza di reato M.D., classe 2001, studente licatese già noto alle Forze dell’Ordine, poiché resosi responsabile del reato di tentato furto in abitazione.
In particolare i Militari dell’Arma intervenivano nella centralissima via Alessandria, ove sorprendevano il 16enne licatese nell’atto di tentare un furto all’interno di un’abitazione di proprietà di un 90enne pensionato licatese, venendo però immediatamente bloccato dalla pattuglia dell’Aliquota Radiomobile e condotto presso la caserma dei Carabinieri di Licata.
L’arrestato, espletate le formalità di rito, veniva associato presso l’Istituto Penale per i minorenni “Malaspina” di Palermo, a disposizione della competente Autorità Giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida.


Multe per complessivi 8.000 euro sono state comminate dagli agenti della polizia del Commissariato di Licata, coordinati dal commissario Marco Alletto, a diversi automobilisti indisciplinati. Le sanzioni sono state inflitte per le numerose violazioni al codice della strada riscontrate. Due persone viaggiavano a bordo di auto privi di assicurazione, un licatese è stato denunciato perchè guidava senza patente per non averla mai conseguita, due motorini sono stati sequetrati.


Nella serata di ieri, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Licata, nel corso di un servizio di controllo del territorio, hanno arrestato  in flagranza di reato Iosif Liviu Preda, classe 1985, cittadino romeno disoccupato, di fatto domiciliato a Licata, già noto alle Forze dell’Ordine, e deferivano in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Palermo una 16enne studentessa connazionale, poiché resisi responsabili di concorso in furto aggravato.
In particolare i Militari dell’Arma intervenivano nella centralissima via Gela, ove sorprendevano i due cittadini romeni all’uscita dell’attività commerciale denominata “Acqua e Sapone”, in possesso di alcuni  profumi e articoli cosmetici che gli stessi avevano poco prima sottratto dall’interno del predetto esercizio commerciale e celato all’interno di uno in uno zaino, venendo però immediatamente bloccati dalla pattuglia dell’Aliquota Radiomobile e condotti presso la caserma dei Carabinieri di Licata.
Gli arrestati, espletate le formalità di rito, venivano condotti presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida.


Sarà il Gup del Tribunale di Agribento, Stefano Zammuto, nell’udienza fissata per il prossimo 4 luglio, a decidere se rinviare a giudizio o meno Angelo Incorvaia, 23 anni, e il fratello Mario, 20 anni, licatesi. I pescatori sono accusati dei reati di ricettazione, detenzione illegale di arma da sparo e clandestina e di possesso illegale di munizioni. I due furono trovati in possesso del mini arsenale a seguito di un controllo avvenuto nelle abitazioni nella loro disponibilità, nello specifico furono rinvenuta una pistola con matricola abtrasa, un caricatore, diverse cartucce di vario calibro e un fucile con matricola abrasa.

Il Tribunale del Riesame di Palermo ha rigettato la richiesta di annullamento della misura cautelare nei confronti di Vincenzo Florio, 71 anni, di Licata, arrestato nelle settimane scorse perchè ritenuto responsabile di violenza sessuale continuanata nei confronti di una giovane disabile psichica e del tentativo di violenza sessuale nei confronti della sorellina tredicenne. L’istanza era stata proposta dai difensori dell’uomo che dunque resta ai domiciliari.