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Svelata l’identità della donna croata del video girato 17 anni fa, precisamente il 18 ottobre 2004 da Felice Grieco, la guardia giurata di Milano, che mentre era in servizio notò la donna in compagnia di una bambina che sarebbe potuta essere Denise Pipitone.

La donna che si chiama Silvana Jankovic, oggi ha 45 anni, zingara di etnia rom, di nazionalità croata, nota come la “regina del borseggio” per la sua abilità nel rubare oggetti di valore senza lasciare traccia, destinataria di decine di ordini di custodia cautelare in tutta Italia, è stata arrestata a Roma il 30 gennaio del 2017, dai carabinieri della Stazione “Madonna del riposo”. Doveva scontare 8 anni di carcere ma una volta affidata agli arresti domiciliari, della stessa si sono perse le tracce. Se quella bambina fosse stata davvero Denise Pipitone sarebbe da capire se è lei che ha rapito la piccola quel 1 settembre del 2004 a Mazara Del Vallo, o se fosse solo la persona che aveva preso in carico Denise dopo il suo rapimento.

Il volto della donna, che Felice Grieco ricordava bene, ora grazie ad un articolo di due anni fa, in cui si parlava proprio dell’arresto di un gruppo di nomadi, è stato reso  noto e diffuso.

Queste le parole di Felice Grieco:

Confermo di essermi recato in caserma, lo scorso giovedì pomeriggio non appena il volto di quella donna mi è riapparso davanti, sulla cronaca di Osimo Oggi datata maggio 2019; un articolo che raccontava dell’arresto ad Osimo di quattro zingare rom abruzzesi e che poneva a corredo foto di repertorio, estranee ai fatti narrati

La vita della guardia giurata si interseca nuovamente con quella di Denise Pipitone a distanza di tanti tanti anni:

“È stato come un flash, un colpo al cuore, un ritornare indietro al 2004 tanto ho avuto la certezza di aver rivisto, in quella foto, la persona filmata con ‘Denisa’, così come la donna chiamava la piccola”

E alla domanda su come sia risalito a quell’articolo di due anni addietro, Grieco ha risposto di aver ricevuto una segnalazione e di aver guardato in rete, trovandosi così dinanzi a quel volto che probabilmente era un po’ cambiato ma che ha riconosciuta come quella del suo video.

Adesso saranno gli inquirenti a ripartire da qui, dal riconoscimento di Sinvana Jankovic da parte di Felice Grieco, e quando la donna sarà rintracciata potrebbero venire alla luce altri dettagli sul caso, o almeno capire se la pista rom fosse giusta o se anche questa volta si dovrà ricominciare tutto daccapo.

E intanto spuntano un nuovo testimone e una nuova lettera sul caso del rapimento di Denise. Tante persone sembrano disposte a parlare, in questo periodo, compreso l’autore dell’ultima lettera firmata da chi afferma di avere delle informazioni che possono chiarire la sparizione della bimba. Questa persona chiama in causa un membro della famiglia che finora mai era entrato nelle indagini e tuttora risulta estraneo ai fatti: Claudio Corona, fratello di Anna, l’ex moglie del papà biologico di Denise.

La persona in oggetto, ha chiesto di essere ascoltata dagli inquirenti per raccontare tutto quello che sa.

“Ho tante cose da dire per tutelare me e la mia famiglia e poi voglio la verità su Denise. Donne e bambini non si toccano”. 

Ciao Simona come stai?
Sono tempi duri, lo so.
Tempi duri per noi giornalisti che dobbiamo stare sempre sul pezzo senza però dimenticarci del codice deontologico e che dobbiamo ricordare di avere un solo padrone, il lettore al quale dobbiamo la verità ma anche la tutela dal danno che una notizia può provocare; tempi duri per noi mamme, che dobbiamo proteggere i nostri figli e spiegare loro cosa sta accadendo responsabilizzandoli ma senza allarmarli; tempi duri in cui dobbiamo avere tanta paura ma mostrarla con parsimonia, disperarci in silenzio e piangere da soli, continuare a dirci che “andrà tutto bene” e crederci fino in fondo. Perché se non ci crediamo fino in fondo, finiamo per morire ogni giorno un po’.
Io ti conosco, so come sei fatta, quanta forza metti in tutto quello che fai, sempre in equilibrio tra ottimismo e buonsenso e ti immagino mentre rispondi a tutti, provi a rassicurare tutti, mentre ti metti a disposizione di chi ha bisogno, come sempre, senza mai dimenticare che la vita è fatta di responsabilità dalle quali non possiamo assolutamente abdicare.
E siamo qui, a domandarci reciprocamente come stiamo e quel “come va?” che è sempre più difficile da chiedere senza temere la risposta. Che in questo momento di crisi, finalmente riusciamo ad ascoltare la risposta a quella domanda che non è più di rito, o un intercalare, ma una necessità, una necessità di sentirsi confortati da quel “sto bene, grazie”.
Che in questi giorni sembriamo tutti estranei, ma le persone che amiamo, le amiamo più forte che si può, e ci voleva un momento di crisi per capire fino in fondo quanto ci stanno a cuore alcune persone e nel sacrificio di star loro lontani, mostriamo tutto l’amore di cui siamo capaci.
Chissà da te come va, chissà se sarete più bravi degli altri a mettere da parte la superficialità e la disattenzione, mostrando dovere civico, responsabilità e amore per la vita.
Sembra tutto così surreale  … già lo so, ci scriverai su un libro! Sono sicura che ci stai già pensando e dentro ci saranno gli stati d’animo che – ne sono sicura – ancora non hai raccontato a nessuno.
Vorrei poterti guardare negli occhi, adesso, per scoprire che ci credi ancora. 
Vorrei poterti parlare per capire  come commenti le notizie che giungono all’improvviso mentre guardi un film. 
E poi vorrei sapere se i tuoi sogni sono rimasti intatti. Perché alla fine tu mi hai insegnato a tenerli stretti quei sogni, che le tempeste si dominano con lucidità e determinazione e che vince chi resiste. 
Resistere, per esistere. 
Da tempo ce lo dici, prima ancora di questa crisi. 
Questa crisi che mostra tutti i nostri lati deboli: la sanità che fa fatica a reggersi sulle proprie gambe, l’economia sempre più in ginocchio, ma disattenzione di chi non ha la percezione del pericolo, di questo pericolo invisibile che ci angoscia, ci fa tremare e ci fa sperare. 
Emmanuel Kant diceva che se hai qualcosa di buono da fare (niente ozio), qualcuno da amare (senza essere egoista) e qualcosa in cui sperare (discrete dosi di ottimismo) allora meriti di essere felice. 
Oggi la felicità risiede nell’amore per la vita, nel fare responsabilmente e nello sperare senza riserve. Oggi vorrei stringerti la mano, dirti che ti stimo, come sempre, darti tutto il supporto che serve e raccontarti di quella volta in cui fummo capaci di uscire da quella situazione così difficile io e te, di quando ce l’abbiamo fatta e poi abbiamo pianto di felicità.
Stammi bene, e come dici sempre tu, resistiamo.
Aspetto tue; e se ti svegli e hai ancora paura, ridammi la mano.

 

Firmato
Simona Stammelluti 

 

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