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In atto un vastissimo incendio nei pressi del mercato ortofrutticolo presso Villaggio Mosè ad Agrigento. 

Sul posto i Vigili del Fuoco lavorano alacremente per cercare di domare le fiamme. La situazione è pericolosissima.

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Il video è di stamattina. 
Brucia tutto, brucia ancora.
Dopo gli interventi della protezione civile e della forestale che ieri sono intervenuti anche con canadair, per limitare i danni riguardanti il boschetto in via Papa Luciani ad Agrigento, investito dalle fiamme, stamane a soli cento metri dal rogo di ieri, continua a bruciare.
Non si esclude che possa esserci un nuovo focolaio, considerato che fino alla tarda serata di ieri, si è provveduto a domare le fiamme, che avevano destato preoccupazioni anche per le abitazioni private investite dal fumo.

Anche nella giornata odierna, purtroppo, in azione ancora una volta due Canadair per contrastare la violenza delle fiamme.

 

 

 

 

 

 

 

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Deceduto tra le fiamme Massimo Pizzuti, classe ’48, in località San Benedetto nel comune di San Pietro in Guarano (Cs)
Erano circa le ore 15 di oggi 13 luglio 2017, quando Massimo Pizzuti 69 anni, è morto avvolto dalle fiamme che lo hanno raggiunto, mentre tentava di salvare il suo appezzamento agricolo attiguo alla sua abitazione, investito da un incendio. Le fiamme e il denso fumo acre, non gli hanno concesso scampo.

Le cause precise della morte dell’uomo sono ancora in corso di accertamento. Il corpo dell’uomo è stato rivenuto a poche centinaia di metri dalla sua abitazione, completamente bruciato.  Inutile l’intervento del personale del 118 che non ho potuto far altro che constatarne il decesso.
L’area in questione è interessata da svariate ore da un vasto incendio, che ha in parte bloccato l’acceso ad alcune vie che conducono al piccolo centro del cosentino. Alcune famiglie sono state allontanate dalle proprie abitazioni ad opera della Protezione Civile, mentre sul posto proseguono le attività da parte dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri, della Polizia di Stato, anche mediante l’ausilio di elicotteri antincendio e di Canadair.
Le indagini sono coordinate dalla Dott.ssa Donatella Donato, Sost. Proc. presso il Tribunale di Cosenza che, nelle ultime ore, ha disposto la restituzione della salma alla famiglia.
Simona Stammelluti

Probabilmente l’aggressione con una bomba molotov è stata consumata da qualcuno che non gradiva la presenza dei due senzatetto, un uomo ed una donna, che dormivano in  una tenda montata all’interno di un casolare nel quartiere Ciaculli

Sono razzisti di nuova concezione, sono balordi che si divertono solo aggredendo, molestando, ferendo – a volte a morte – coloro che reputano dover stare lontani dai loro quartieri. E così usano il fuoco per allontanare anziani, barboni, senza tetto. Appiccano fuochi, scatenano incendi, rischiando di ammazzare le loro vittime, o nella migliore delle ipotesi, causare loro ustioni talmente gravi, da soffrire tra i dolori più atroci.

E’ quello che è accaduto a Palermo, dove la scorsa notte un gruppo di criminali, armati di molotov (bottiglie riempite di benzina, con alla sommità uno stoppino al quale viene dato fuoco e che quindi innesca un incendio, a seguito di esplosione) hanno preso di mira due fidanzatini di 22 e 20 anni, che versano adesso in gravi condizioni.

E solo pochi giorni fa, a Siracusa ad essere aggredito è stato un ambulante 80enne, che ancora è in bilico tra la vita e la morte. E’ caccia serrata ai quattro dei branco, che hanno picchiato l’anziano signore per poi dargli fuoco.

Ma mentre il procuratore di Siracusa assicura che “non si brancola nel buio, e che si è sulle tracce dei 4 bulli”, grazie anche alle riprese di alcune telecamere della zona, per il caso dei due ragazzi di Palermo, la situazione è un vero e proprio rompicapo. I due ragazzini si erano rifugiati in un casolare parecchio fuori mano, all’interno del quale avevano montato una tenda modello igloo e avvolti in una coperta, dormivano, quando da un accesso al casolare è stata lanciata la molotov, scatenando nella tenda, un vero inferno.

Probabilmente, sono stati gli stessi aggressori a chiamare il 118, che giunto sul posto, ha trovato i due giovani in condizioni gravissime.
I vigili del fuoco, giunti anch’essi sui luoghi dove si è consumato l’incendio, hanno scoperto che all’interno del casolare vi erano anche delle bombole di gas, ciò significa che si è sfiorata una vera e propria tragedia.

Un motivo in più per rintracciare gli autori di quel gesto di violenza e razzismo verso i due fidanzatini, che qualcuno voleva cacciare dal quartiere Ciaculli di Palermo, sperando di capire quanto prima il perché di tanto odio.

Un nuovo modo per alimentare violenza, in una terra nella quale già lo scorso anno, in pochi mesi, altri 4 barboni avevano rischiato di morire per atti simili a quelli consumati negli ultimi giorni.

Una violenza che va fermata, prima che si trasformi in una nuova scia di morte e terrore.

Simona Stammelluti

Incendiati altri tre cassonetti nuovi ad Agrigento e nelle frazioni
Altri tre cassonetti sono stati dati alle fiamme ad Agrigento nel corso della notte. Due contenitori in polietilene di recente collocazione, sono stati incendiati in piazza del Vespro al Villaggio Mosè, uno in via Trieste a Giardina Gallotti e un altro in via Petrarca vicino il Don Guanella, dove già nei giorni scorsi i piromani avevano agito indisturbati.
Tutti gli episodi sono stati segnalati dagli operatori ecologici che operano nella zona. Sul posto si sono recati i responsabili di Iseda che hanno successivamente denunciato il fatto alle autorità competenti.
Già la scorsa settimana, episodi analoghi avevano riguardato altri due degli oltre 200 cassonetti nuovi, collocati da qualche settimana da Iseda e Sea in tutte le strade cittadine in sostituzione di quelli vecchi.
“Continuiamo a non capire i motivi del gesto – dice l’amministratore delegato di Iseda Giancarlo Alongi – anche perché al momento in città non esistono emergenze riguardo la raccolta dei rifiuti con criticità che altre volte si sono registrate in altre circostanze quando altri contenitori sono stati dati alle fiamme dando luogo per altro, alla diffusione nell’aria di sostanze assolutamente tossiche per chi le respira”.
Iseda e Sea hanno informato ufficialmente dell’episodio i competenti uffici comunali e le forze dell’ordine.

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Incendiati altri cassonetti nuovi ad Agrigento
Un altro cassonetto incendiato in città.
Due contenitori in polietilene di recente collocazione, sono stati incendiati in via della Pace, angolo via Solferino.
L’episodio è stato segnalato dagli operatori ecologici che operano nella zona. Sul posto si sono recati i responsabili di Iseda che hanno successivamente denunciato il fatto alle autorità competenti.
Già nelle scorse settimane, episodi analoghi avevano riguardato altri due degli oltre 200 cassonetti nuovi, collocati da qualche settimana da Iseda e Sea in tutte le strade cittadine in sostituzione di quelli vecchi di proprietà di Gesa, che per altro, non sono stati ancora ritirati e dismessi.
“Continuiamo a non capire i motivi del gesto – dice l’amministratore delegato di Iseda Giancarlo Alongi – anche perché al momento in città non esistono emergenze riguardo la raccolta dei rifiuti con criticità che altre volte si sono registrate in altre circostanze quando altri contenitori sono stati dati alle fiamme dando luogo per altro, alla diffusione nell’aria di sostanze assolutamente tossiche per chi le respira”.
Iseda e Sea hanno informato ufficialmente dell’episodio i competenti uffici comunali e le forze dell’ordine.

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A Misilmeri, in provincia di Palermo, in contrada Scanigghia, un uomo di 77 anni, Michele Rizzolo, è stato scoperto morto, vittima di un incendio divampato a ridosso del suo appezzamento di terreno, alla periferia del centro abitato. Forse l’ uomo sarebbe stato intento a spegnere le fiamme divampate nel giardino attorno alla sua casa ed è stato investito dal fumo che lo ha intossicato e soffocato mortalmente. Infatti, sul suo corpo non vi sono segni di bruciature. Indagano i Carabinieri.
Fonte teleacras

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