Home / Post taggati"Immigrazione"

Lo scorso 9 novembre, ho moderato un interessante convegno che aveva per tema i “processi di immigrazione ed integrazione”, mirato anche al confronto tra le realtà italiane e canadesi, organizzato da alcune scuole di Cosenza e Provincia. Ai ragazzi presenti, che si allenano sin d’ora a diventare – forse un giorno – giornalisti, avevo promesso che avrei scelto un articolo, con la volontà di dare ad uno di loro la possibilità di scrivere, per un giorno, sul prestigioso giornale per il quale lavoro.
Non è stato facile scegliere l’articolo al quale concedere questo spazio, ma alla fine ho dovuto effettuare quella scelta esclusivamente in base ai contenuti e alle modalità di scrittura. Non conosco personalmente nessuno di questi ragazzi, ma li apprezzo per il lavoro che hanno fatto.
Adesso non resta che godersi la lettura dell’articolo, del quale non ho toccato neanche una virgola

Simona Stammelluti

Convegno scuole italo-canadesi presso Galleria Nazionale-Palazzo Arnone (CS)

 

Giovedì 9 Novembre 2017 alla Galleria Nazionale (Palazzo Arnone) CS, a partire dalle ore 9:00, si è tenuto un incontro tra i rappresentanti di due Istituzioni Canadesi ed i Dirigenti di alcune scuole della provincia di Cosenza per trattare il tema dell’Immigrazione e dell’Integrazione. Alla tavola rotonda hanno preso parte i Dirigenti scolastici delle seguenti scuole: “IC Montalto Scalo” (Scuola capofila del progetto), “IC Mangone-Grimaldi”, Liceo Scientifico “Enzo Siciliano” Bisignano, ITI “Antonio Monaco” CS, Ist. Omnicomprensivo Luzzi, Centri Provinciali Istruzione Adulti “Valeria Solesin”, DS Liceo “Lucrezia della Valle”; le istituzioni canadesi sono state: il Centro “Leonardo Da Vinci” e la “Principal Lauren Hill Accademy” rappresentati , rispettivamente, da Frank Sorrentino e dalla dirigente Donna Manos.

Nella sala sono stati esposti i lavori svolti dagli alunni delle classi seconde e terze della scuola secondaria di Montalto Scalo guidati dalla loro Prof.ssa d’arte che, per l’occasione, si è vestita con un tipico abito calabrese.

All’inizio della conferenza il coro del “Lucrezia della Valle” ha dedicato ai presenti gli Inni Nazionali dei rispettivi Paesi di provenienza.
La tavola rotonda è stata coordinata dalla giornalista di “Sicilia 24 ore”, Simona Stammelluti. Dopo i vari interventi dei Dirigenti Scolastici, c’è stata la testimonianza di un ragazzo africano che, venuto in Italia, ha cercato di trovare lavoro insegnando Inglese privatamente.

Alle ore 11:30 la mattinata è stata ulteriormente allietata da un coffee break , durante il quale gli alunni delle varie scuole partecipanti sono stati “giornalisti per un giorno” e hanno intervistato alcuni dei partecipanti , scattato foto e girato filmati. A conclusione della giornata, il coro del “Lucrezia della Valle” ha incantato la platea con il coinvolgente Gospel “This little light of mine”.

L’evento è continuato anche la sera e, nella palestra dell’Istituto Tecnico Monaco, è stato organizzato l’ “Ethnic dance party”. Qui era stato allestito un buffet mentre in fondo alla palestra c’era un grande palco sul quale successivamente si sono esibiti i dj. Dopo mezz’ora sono arrivati i professori e i Dirigenti Scolastici, con i quali, gli studenti hanno scattato alcune foto.

Dopo circa un’ora i Dj delle varie scuole  e un ragazzo canadese, vincitore di un concorso, hanno iniziato ad movimentare la serata con i loro brani. Da quel momento i partecipanti, di varie lingue e culture, hanno iniziato a ballare lasciandosi coinvolgere da puro e sano divertimento mentre venivano lanciati dei gadget con il logo del liceo dal quale proveniva il dj canadese.

È stata una serata unica perché ai ragazzi è stata data la possibilità di confrontarsi, parlare e divertirsi con persone nuove. Da questo evento si è capito che, nonostante le diversità, non può esistere alcuna barriera che possa dividere e,  la musica in particolare, si è dimostrata un importante collante che unisce giovani di culture diverse.

“giornalisti per un giorno”
Classe III A -Scuola Second.
IC MONTALTO SCALO

 

 

La Procura di Agrigento, tramite la Polizia, ha notificato 10 avvisi di conclusione delle indagini preliminari, quindi anticamera della richiesta di rinvio a giudizio, a carico di altrettanti indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Si tratta di un commercialista revisore contabile, e 9 extracomunitari, tutti residenti a Canicattì. Dall’ inchiesta è emerso che il commercialista, con diversi incarichi in enti locali della zona, sarebbe stato il consulente della costituzione di falsi rapporti di lavoro tramite cui marocchini, tunisini e cinesi hanno ottenuto il permesso di soggiorno. Alcuni indagati hanno dichiarato che per le pratiche avrebbero pagato da 500 a mille euro a titolo di “spese di istruttoria” ed altre somme per l’ottenimento del permesso di soggiorno.

20160206-112224.jpg

POST TAGS:

E’ un’indagine a tutto spiano quella che sta effettuando la Procura di Agrigento, con tanto di perquisizioni in qualcosa come 14 comuni del nostro territorio, che va a toccare uno dei temi ai quali l’opinione pubblica è più sensibile, ossia quello dell’immigrazione.
Si sospetta, in proposito, che numerose irregolarità siano state perpetuate nell’agrigentino sulla gestione e l’affidamento dei migranti; lenti di ingrandimento puntate soprattutto sull’associazione di promozione sociale ‘Omnia Accademy’, che ha sede a Favara, con le perquisizioni che hanno riguardato gli uffici dei comuni di Naro, Camastra, Casteltermini, Favara, Canicattì, Cammarata, San Giovanni Gemini, Castrofilippo, Palma di Montechiaro, Alessandria della Rocca, Sant’Angelo Muxaro, Cattolica Eraclea, Grotte e Porto Empedocle.
In tutti questi comuni, la Omnia Accademy gestisce delle strutture per cittadini extracomunitari richiedenti asilo e rappresenta dunque l’associazione più importante da questo punto di vista in provincia di Agrigento, una delle più grandi a livello regionale: una vera e propria industria con 85 milioni di Euro ed un volume di affari che nel 2013, secondo i dati trapelati, sarebbe stato di 1 milione e mezzo di Euro e nel 2014 quasi cinque milioni.
Il sospetto è che vi siano delle irregolarità nell’affidamento dei migranti verso la Omnia Accademy; le perquisizioni sono state ordinate dalla Procura e svolte dai militari della Guardia di Finanza. Sette in tutto le persone indagate, per loro le ipotesi di reato sono truffa ai danni dello Stato e falso in atto pubblico.

Due cadaveri sono stati recuperati su un barcone di migranti a largo delle coste della Libia diretti verso l’Italia nel corso di un’operazione coordinata dal Centro Nazionale Soccorsi della Guardia Costiera. Solo nella giornata di ieri sono stati tratti in salvo complessivamente 1.230 migranti nel corso di 5 interventi di soccorso. I due cadaveri sono stati a bordo di uno dei due barconi raggiunti da motovedette della Guardia Costiera salpate da Lampedusa, e dalla Nave Corsi della stessa Guardia Costiera, unità tutte inquadrate nel dispositivo Triton, che hanno tratto in salvo complessivamente 680 dei 1230 migranti, parte dei quali sono stati successivamente trasferiti su una nave tedesca.
fonte teleacras

Tredici cadaveri sono stati recuperati su un barcone diretto verso l’Italia, raggiunto da mezzi di soccorso a largo delle coste della Libia. Sullo stesso barcone sono stati tratti in salvo altri 522 migranti. Dal barcone l’equipaggio di una nave irlandese ha recuperato i tredici cadaveri ed i superstiti. Solo nella giornata di ieri sono stati 1810 i migranti soccorsi nel Canale di Sicilia in 5 distinte operazioni, tutte coordinate dal centro nazionale soccorsi della Guardia costiera. Ai soccorsi, oltre alla nave della Marina militare irlandese, hanno partecipato due unità di Medici senza frontiere ed un pattugliatore svedese.
Fonte teleacras

20150728-110651.jpg

POST TAGS:

Alcune decine di migranti da sotto la linea del Sahara in Africa sono annegati, poco a largo delle coste della Tunisia. Secondo fonti di stampa africane, la Guardia costiera tunisina ha recuperato 10 cadaveri e altri 20 sono stati avvistati. Le prime indagini avrebbe accertato che l’imbarcazione naufragata è proveniente da una località della Libia.
fonte teleacras

A Bruxelles, capitale del Belgio e sede del Parlamento Europeo, si litiga su come distribuire tra gli Stati europei i migranti profughi da Africa e Medio Oriente. In verità forse si litiga per ingannare il tempo a litigare cosicché si litigherà ancora e sempre, senza raggiungere una soluzione. Nel frattempo, migliaia di persone, soprattutto dalla Siria e dalla Libia, tentano di raggiungere l’ Italia e l’Europa attraverso la Sicilia. E si muore. La Guardia costiera italiana ha recuperato 12 cadaveri in un gommone quasi affondato. L’ intervento è scattato a circa 40 miglia a largo della Libia, subito dopo una telefonata alla Centrale operativa delle Capitanerie a Roma. La prima sul posto è stata una nave della Marina militare italiana che ha intercettato 4 gommoni stracarichi di viaggiatori. E uno dei 4 è stato appena galleggiante : solo la prua ancora fuori dall’acqua, poi il resto della barca e il motore annegati. Sui 4 gommoni sono stati soccorsi e salvati 393 migranti di cui 106 sul gommone già in parte divorato dal mare e su cui sono stati scoperti i 12 corpi senza vita. I marinai della Guardia Costiera hanno proseguito le ricerche di eventuali dispersi ma non sono stati avvistati né vivi e nemmeno morti. Poi, l’allarme, ormai ordinario, si è scatenato a seguito di un’altra telefonata che ha segnalato la presenza di altre 3 imbarcazioni poco distanti. A bordo complessivamente 324 persone sono state recuperate dalla Capitaneria italiana, nello stesso tratto di mare del naufragio precedente. In pochi minuti sono stati trascinati fuori dall’acqua e condotti a terra 823 fuggitivi. Gli ultimi morti accertati nel canale di Sicilia, prima dei 12 di adesso, risalgono al 29 maggio scorso quando ancora l’ Italia ha soccorso un barcone con 217 persone vive e 17 morte vittime non di annegamento ma degli stenti della traversata. Ancora nel frattempo, il Csm, il Consiglio superiore della magistratura ha chiesto più magistrati negli uffici giudiziari più esposti sul fronte immigrazione, così da garantire tempi più brevi di risposta alle domande di riconoscimento della protezione internazionale. Probabilmente alla Procura di Catania saranno al più presto assegnati 15 magistrati in più.

Sono 51.405, secondo i dati aggiornati del ministero dell’ Interno, i migranti sbarcati in Italia dal primo gennaio ad oggi. Ai 51.405 si sommano altri 3.689 a bordo di navi e mercantili prossimi ad approdare. Si tratta di circa 8mila persone in più rispetto allo stesso periodo dell’ anno scorso 2014, quando a fine anno gli sbarcati sono stati 170mila. Tramite l’operazione europea Triton sono stati soccorsi 6.592 immigrati. Gli scafisti arrestati nel 2015 sono stati 222. La Sicilia è la prima regione in Italia per numero di sbarchi : nel 2015 sono stati 38.423. Poi vi è la Calabria con 6.410, e la Puglia con 2.772. I barconi partono quasi tutti dalla Libia, da dove sono salpate 47.204 persone. Altre 2.291 hanno invece intrapreso il viaggio dall’ Egitto. Gli eritrei sono i più numerosi tra gli stranieri giunti nell’ anno in corso in Italia : e sono 11.641. Poi vi sono i somali, 5.102, e poi i nigeriani, 4.767. Gli immigrati attualmente ospitati nelle strutture italiane sono circa 90mila, di cui 77mila adulti e il resto minori. Ancora la Sicilia è la regione che ne ospita di più, il 20 %. Poi il Lazio 11%, la Lombardia 9%, poi Puglia e Campania 7%, Calabria, Emilia Romagna e Piemonte 6%, Toscana 5% e Veneto 4%. Nel frattempo, i soccorsi proseguono senza sosta. L’ ultimo prima della mezzanotte è stato il salvataggio ad opera della nave della Marina militare “Bersagliere” di un gommone alla deriva con 101 viaggiatori a bordo. Poche ore prima, la Guardia Costiera ha soccorso, a largo della Libia, 384 migranti: 280 su un gommone e gli altri 104 su un altro canotto fatiscente. E che la Sicilia sia oltre il limite della capienza è testimoniato dall’ allarme – appello del sindaco di Catania, Enzo Bianco, che denuncia la condizione di estremo sovraffollamento del Cara di Mineo, e che, rivolgendosi al ministero dell’ Interno, invoca l’allestimento di un secondo maxi Centro d’accoglienza in Sicilia, per attenuare così la pressione sul Cara di Mineo, anche nell’ occhio del ciclone giudiziario dell’ inchiesta cosiddetta “Mafia Capitale”.

Sarebbero 500mila, secondo le ultime previsioni, gli stranieri in navigazione verso la Sicilia e l’ Italia entro il 2015. In Italia è ancora scontro sull’accoglienza, scatenato da Lombardia e Veneto che non intendono accogliere altri migranti. E l’ Italia, nel frattempo, pressa sull’ Europa affinchè sia aumentata la quota di 24 mila rifugiati da collocare fuori dall’ Italia in 2 anni, e affinchè siano stanziati più fondi rispetto ai 60 milioni di euro già accordati. Attualmente, in Italia, i 90mila stranieri in accoglienza (e 77mila sono adulti, il resto minori) gravano in maniera sproporzionata su alcune regioni, Sicilia in primis, rispetto ad altre. La Lombardia è al 9%, il Veneto al 4%, quando dovrebbero invece avere quote doppie. La Sicilia ospita già il 20% del totale. I trasferimenti dai luoghi di sbarco sono in corso. Ad esempio, in 150 sono stati trasferiti dall’agrigentino in pullman verso Rovigo, Treviso e Belluno, in Veneto.
fonte teleacras

Per la prima volta un trafficante di esseri umani ha deciso di pentirsi e di collaborare con la Procura di Palermo a cui avrebbe svelato come funziona la rete che gestisce i migranti, chi ne è a capo e l’entità dei guadagni. Il pentito ha raccontato inoltre che in alcuni casi sono partiti barconi troppo carichi apposta per provocare una strage, e ciò per lanciare un monito all’Italia e all’Europa : schierate le vostre navi per soccorrerli o altri affogheranno. Dunque, un cinico ricatto sulla pelle dei naufraghi. Il trafficante è stato arrestato un anno addietro dalla Polizia nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “Glauco 1”. Come scrive il settimanale “L’ Espresso”, in edicola domani, l’inchiesta della Procura di Palermo, diretta da Franco Lo Voi, punta al capo dell’organizzazione, Ermias, un etiope che da anni opera nei pressi di Tripoli, e si cerca anche la cassaforte dell’organizzazione dove, ogni mese, sono depositate decine di milioni di dollari, e che sarebbe nascosta a Dubai. Secondo i calcoli degli inquirenti, i 41 mila migranti sbarcati da gennaio 2015 in Italia hanno garantito ai clan di trafficanti un incasso superiore ai 50 milioni di euro.

fonte teleacras