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Certo in un periodo come questo, di profonda crisi politica, la Calabria non meritava gli eventi delle ultime ore che vedono il Presidente della Regione Gerardo Mario Oliverio sottoposto alla misura cautelare di obbligo di dimora  nel comune di San Giovanni in Fiore per il reato di abuso di ufficio.

Di tutto ha bisogno questa terra tranne che di perdere una guida in un momento così delicato. Se tutto fosse vero, se la magistratura dimostrasse quanto afferma, sarebbe davvero una sconfitta per questa terra, che sembra non avere più le armi per risorgere.

Fatto sta che il Presidente Oliverio,  indignato ma agguerrito, respinge in toto le accuse, e non ci sta a passare per l’amico degli amici dei mafiosi: “ho speso la mia vita per contrastare la criminalità di ogni tipo e per affermare la legalità e non permetterò a Gratteri o a chicchessia di infangare la mia vita e il mio impegno per il bene comune”.

Parole dette durante una intervista concessa a Rai News 24, ieri da quando Oliverio ha incominciato lo sciopero della fame, come protesta verso questo provvedimento che lo vede coinvolto nell’operazione della Guardia di Finanza di Cosenza in materia di appalti pubblici. L’accusa è abuso d’ufficio, l’inchiesta quella che riguarderebbe due appalti, uno sul tirreno cosentino ed uno un impianto sciistico in Sila. Nei confronti di alcuni indagati viene ipotizzata l’aggravante dell’articolo 7 del metodo mafioso, per aver agevolato la cosca di ‘ndrangheta Muto di Cetraro.

I polveroni sono il vero regalo alla mafia. Tra l’altro l’opera in oggetto delle indagini non è stata appaltata nel corso della mia responsabilità alla guida della regione” – afferma ancora il presidente Oliverio in una nota.

Sembrerebbe che Nicola Morra abbia chiesto le dimissione di Oliverio che rispondendo ad una intervista, si domanda come mai Morra abbia saputo delle indagini prima di lui.

Evidentemente ci sono nuovi poteri che custodiscono segreti e misteri” – dice Oliverio alla domanda di Davide Varì.

Mai mi dimetterò – continua il presidente della Regione – e  non mi dimetterò perché lo devo ai cittadini calabresi e perché non voglio piegarmi a chi sta stravolgendo i principi costituzionali”.

Aspettiamo di vedere cosa accade, anche se questo provvedimento appare un po’ anomalo, considerate le accuse. L’obbligo di dimora nel comune più vasto della Calabria con annesso boschetto dove passeggiare. Intanto vi è la presunzione di innocenza fino a condanna definitiva.

 

Simona Stammelluti